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	<title>Sto Bene Con Tutti</title>
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		<title>Alimentazione in menopausa</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 04:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON SE STESSI]]></category>
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		<description><![CDATA[La menopausa compare intorno al 50° anno di età, a volte più precocemente (44-45 anni), soprattutto in donne che hanno effettuato terapie ormonali, a volte più tardivamente. Cambiare il ritmo mantenuto per 35-40 anni, come succede con la menopausa, è faticoso e richiede un periodo di adattamento di 2-4 anni, chiamato climaterio, durante il quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/09/menopausa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3943" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="menopausa" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/09/menopausa.jpg" alt="" width="300" height="239" /></a>La <strong>menopausa</strong> compare intorno al 50° anno di età, a volte più precocemente (44-45 anni), soprattutto in donne che hanno effettuato terapie ormonali, a volte più tardivamente. Cambiare il ritmo mantenuto per 35-40 anni, come succede con la menopausa, è faticoso e richiede un periodo di adattamento di 2-4 anni, chiamato climaterio, durante il quale <strong>il corpo femminile subisce profondi cambiamenti metabolici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con l’avanzare dell’età il patrimonio follicolare ovarico si riduce, modificando gradualmente l’assetto ormonale del corpo. La menopausa può essere suddivisa in tre fasi. La prima è caratterizzata da un innalzamento del FSH, l’ormone ipotalamico follicolostimolante, che cerca di compensare la scarsa risposta ovarica.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il tempo questo meccanismo di compensazione non è più sufficiente ed i cicli si accorciano (23-25 giorni); è una fase caratterizzata da un eccesso di estrogeni con un insufficiente picco di LH. Mano mano che il livello di FSH sale i cicli diventano sempre meno ovulatori e l’endometrio, sollecitato dagli estrogeni non più bilanciato dal progesterone, può determinare sanguinamenti improvvisi e diventare iperplastico.</p>
<p style="text-align: justify;">La fase successiva è caratterizzata da un riequilibrio tra estrogeni  e progesterone con conseguente allungamento dei cicli mestruali e scarse perdite mestruali. <strong>La menopausa viene considerata definitiva dopo 12 mesi dall’ultima mestruazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista dei parametri clinici la menopausa è generalmente caratterizzata da un innalzamento dei livelli di FSH e LH, mentre si assisteva ad un calo repentino di estradiolo.  L’estrone (l’altro ormone estrogenico) rimane invece ancora elevato soprattutto nelle prime fase grazie all’azione delle ghiandole surrenali. Queste pur non producendo direttamente estrogeni sintetizzano gran parte dell’androstenedione, che attraverso un processo di aromatizzazione viene convertito in tessuti extra-ovarici in estrone.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>disturbi della menopausa</strong> sono imputabili a un complesso network di sistemi neuroendocrini che coinvolgono il sistema ormonale della donna ma anche la secrezione di catecolamine, quella di serotonina e di dopamina. In conseguenza la sintomatologia avvertita è alquanto ampia e varia.</p>
<p style="text-align: justify;">Come già detto precedentemente, <strong>la principale caratteristica della menopausa fin dalla sua fase iniziale è l’irregolarità mestruale </strong>che prima o poi si converte in franca amenorrea (assenza di mestruazioni). Ma il sintomo più classico della menopausa sono senza dubbio le vampate di calore: con l’aumento stabile delle gonadotropine diminuisce il problema del ciclo emorragico ed aumenta quello delle vampate di calore.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste consistono in brevi e <strong>improvvise sensazioni di caldo intenso</strong>, spesso accompagnate da sudorazioni, tachicardia e irrequietezza, che riguardano principalmente la parte superiore del corpo. Generalmente inizia dal viso e al collo per diffondersi velocemente in tutto il corpo con una improvvisa sudorazione e da una sensazione di rossore. A volte sono seguite da brividi di freddo.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica si ha un aumento della temperatura corporea, cui la sudorazione pone rimedio. Le vampate di calore sembrano in relazione con l’aumento di LH (circa il 20% più alto durante le vampate). Generalmente frequenti nei primi due anni della menopausa vanno diminuendo successivamente fino a scomparire dopo i cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri sintomi classici sono quelli a carico delle vie urinarie e genitali. Queste sono dovuti alla scomparsa del connettivo periuterale di sostegno con conseguenze problemi di continenze a livello urinario e difficoltà ad avere rapporti sessuali. Gli estrogeni svolgono un’azione fondamentale nel mantenere un adeguato trofismo dell’epitelio e del connettivo della vescica e della vagina.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro sintomo tipico è l’aumento di peso corporeo per prevalenza di ormoni maschili ed un generale rallentamento del metabolismo con conseguente tendenza all’accumulo di adipe intorno all’addome assumendo un aspetto androide.<br />
Va inoltre citato l’aumento del colesterolo, i trigliceridi e conseguente aumento del rischio di infarto e di altre malattie cardiovascolari.</p>
<p style="text-align: justify;">La più grave conseguenza a lungo termine della menopausa è l’osteoporosi, che consiste in una riduzione della massa ossea e da alterazioni della struttura ossea con conseguenza fragilità e aumento del rischio di fratture. L’osteoporosi può derivare da un difetto di produzione da parte delle cellule ossee (osteoblasti) o da un riassorbimento aumentato da parte di altre cellule (osteoclasti).</p>
<p style="text-align: justify;">Nella menopausa predomina quest’ultimo aspetto. Sono infatti particolarmente a  rischio le donne che presentano un inadeguato apporto di calcio, che conducono vita sedentaria, fumatrici, con menopausa precoce e di costituzione gracile. La ragione di questo è che il minor tessuto adiposo porta a una minore secrezione di estrogeni fin dall’età giovanile e quindi offre una minor protezione. L’osteoporosi viene diagnosticata attraverso il test annuale della densitometria ossea e attraverso l’esame radiografico.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin ad oggi la terapia per la menopausa era costituita dalla Terapia Ormonale Sostitutiva, che nel breve tempo aiuta a controllare le vampate di calore, l’insonnia, i disturbi dell’umore e la secchezza vaginale, ma spesso determina un ulteriore aumento di peso ed una serie di altri rischi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra questi vi sono: l’aumento del rischio del cancro alla mammella e all’endometrio; forte rischio tromboembolico (per aumento di alcuni fattori di coagulazione); aumento della depressione (per diminuzione della vit. B6); aumento dei livelli di colesterolo e trigliceridi; aumento del rischio di diabete a causa della riduzione della tolleranza del glucosio (effetto progestinico).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una alimentazione corretta e fisiologicamente equilibrata può contribuire efficacemente a mitigare i disturbi caratteristici della menopausa</strong>. Si deve tener conto che in questa delicata fase della vita la domanda di energia e di specifici nutrienti (a seguito delle modificazioni ormonali caratteristiche di questo periodo), cambia sensibilmente, tanto che, non di rado, si rende necessario ridurre il consumo di alcuni alimenti (in particolare quelli ricchi di grassi e di calorie), o, al contrario, arricchire la razione normale con adeguate supplementazioni: è questo, ad esempio, il caso del calcio e della vitamina D.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi sono poi recenti studi scientifici su sostanze presenti in natura che possiedono effetti estrogenici e come tali possono sostituire l’ormone di sintesi, questi sono i fitoesterogeni. Si tratta di sostanze presenti in numerosi vegetali, che assunte nel corretto dosaggio possono esercitare un’azione minore sui recettori estrogenici ma sufficiente per ovviare alla maggior parte dei sintomi della menopausa. I fitoestrogeni più impiegati sono senza dubbio quelli a base di soia.</p>
<p style="text-align: justify;">In generale, l’alimentazione della donna in menopausa sana deve ricalcare la dieta della donna adulta sana, salvo alcune correzioni legate all’età e alle particolari condizioni ormonali. Per il resto, sul piano nutrizionale, è sempre consigliabile evitare l’assunzione di caffè, alcool, zucchero, fibre insolubili e proteine in gran quantità.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna avere un particolare riguardo nel consumo di cereali integrali, pesce e carni magre, vegetali, frutta, legumi ed alimenti ricchi di calcio, olio extravergine di oliva come grasso da condimento da preferire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La frutta e la verdura in particolare contengono buone quantità di potassio e ridotte quantità di sodio</strong> ed è proprio una alimentazione più povera di sodio e più ricca di potassio quella indicata per ottenere una migliore conservazione del calcio nello scheletro.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto valide risultano essere le integrazioni di diversi nutrienti, quali:</p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>Calcio:</strong> per la prevenzione dell’osteoporosi;<br />
- <strong>Silicio:</strong> per la prevenzione dell’osteoporosi;<br />
- <strong>Magnesio:</strong> per la prevenzione dell’osteoporosi, dei sintomi vasomotori, dell’irritabilità e dell’ipertensione.<br />
- <strong>Boro:</strong> la prevenzione dell’osteoporosi;<br />
- <strong>Vitamina D:</strong> la prevenzione dell’osteoporosi;<br />
- <strong>Vitamina E:</strong> per la prevenzione della secchezza vaginale, per mantenere l’elasticità dei tessuti, per mantenere un corretto assetto lipidico e per l’integrità dell’apparato cardiovascolare;<br />
- <strong>Vitamina F:</strong> (acidi grassi polinsaturi Omega 3 e Omega 6) dall’olio di pesce e di semi di lino, che ha funzioni antinfiammatorie, combatte l’atrofie dei tessuti, l’ipercolesterolemia e preserva l’integrità dell’apparato cardiovascolare;<br />
- <strong>Vitamina C e bioflavonoidi</strong>: per migliorare la circolazione sanguigna e l’integrità dei capillari (varici, couperose, vene varicose), per la favorire la sintesi del collagene e contrastare l’insorgenza dell’osteoporosi;<br />
- <strong>Ginko Biloba:</strong> dalla più antica specie d’albero al mondo un rimedio efficace per migliorare i problemi di microcircolo;<br />
- <strong>Crocus Sativus:</strong> definito il fiore portatore di allegria;<br />
- <strong>Bacopa Monniera:</strong> efficace nell’attenuazione dell’ansietà;<br />
- <strong>Rodhiola Rosea:</strong> efficace adattogeno, contrasta l’invecchiamento;<br />
-<strong> Biancospino:</strong> ottimo contro l’ansietà e lo stress;<br />
- <strong>Escholtzia Californica:</strong> benefica sulla qualità del sonno;<br />
- Probiotici preferibilmente biocompatibili, per mantenere una flora batterica sana.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ultimo ma non trascurabile consiglio è quello di cercare di sfruttare l’eventuale aumento della disponibilità di tempo libero per praticare una maggiore attività motoria e per curare l’alimentazione. Ricordate, sempre, di consultare anche un bravo medico ginecologo e poi per il resto… tanta gioia, tanta meraviglia da nutrire ogni giorno della Vita.</p>
<p>Dott. <strong>Luigi Maselli</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="Alimentazione in menopausa" href="http://www.perfettamente.it" target="_blank">http://www.perfettamente.it</a></p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Alimentazione in Menopausa" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__alimentazione_in_menopausa.php?pn=1493" target="_blank">Alimentazione in Menopausa</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Menopausa e Terapie Naturali" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__menopausa-terapie_naturali.php?pn=1493" target="_blank">Menopausa e Terapie Naturali</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Ricette Straordinarie per la Menopausa" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ricette_straordinarie_per_la_menopausa.php?pn=1493" target="_blank">Ricette Straordinarie per la Menopausa</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Il caos libera creatività e autostima</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2010/09/01/il-caos-libera-creativita-e-autostima/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 04:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON SE STESSI]]></category>
		<category><![CDATA[- Atteggiamento mentale]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[caos]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale creativo]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso lo temiamo, ma il caos è come il latte materno: un nutrimento essenziale per far nascere nuove idee e rafforzare l’autostima. Se ci chiudiamo in noi stessi l&#8217;autostima se ne va Nei periodi in cui siamo confusi, irrequieti e sfiduciati cerchiamo spesso di proteggere la nostra fragilità isolandoci o imponendoci una vita più regolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/06/creativita.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3928" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="creativita" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/06/creativita.jpg" alt="" width="300" height="299" /></a>Spesso lo temiamo, ma il <strong>caos</strong> è come il latte materno: un nutrimento essenziale per far nascere nuove idee e rafforzare l’autostima.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Se ci chiudiamo in noi stessi l&#8217;autostima se ne va</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nei periodi in cui siamo confusi, irrequieti e sfiduciati cerchiamo spesso di proteggere la nostra fragilità isolandoci o imponendoci una vita più regolare possibile, evitando la folla e le occasioni che potrebbero destabilizzarci. <strong>La ricerca di ordine interiore si riflette nel tentativo di crearci intorno un ambiente pulito e ordinato, quasi asettico.</strong> Questi comportamenti esprimono il tentativo di estendere un controllo razionale a tutto ciò che potrebbe turbarci e minare ancor più la nostra autostima. Funziona? No: prendendo questa strada non si fa altro che rinforzare proprio le ragioni da cui nasce il disagio. <strong>La confusione invece paradossalmente può aiutarci&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Se il caos non c&#8217;è, bisogna&#8230; crearlo!</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Più ci isoliamo dall&#8217;ambiente esterno, più ci rinchiudiamo nella nostra testa e più ragioneremo secondo schemi usuali e prestabiliti: di fatto sono proprio questi schemi che spengono la nostra vitalità e l&#8217;<strong>autostima</strong>. Per ritrovarla, occorre iniziare a romperli. Perciò, quando la confusione regna dentro di te, non cercare di mandarla via: al contrario, cercala anche fuori, senza tentare di combatterla o risolverla. Immergiti per qualche ora nella folla, passa un pomeriggio al luna park, ascolta un musica vivace e frenetica per qualche minuto oppure scatenati in discoteca, o in un  ballo a occhi chiusi da solo, in casa. Semplicemente tollera il disordine o ricrealo in un parte della casa e poi limitati a osservarlo reprimendo l&#8217;impulso di rimettere subito tutto a posto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Perché funziona:</strong></span><span style="text-decoration: underline;"><strong> La mente si disorienta, va alla ricerca di nuove idee e l&#8217;autostima si rafforza</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nelle danze dei dervisci, antica forma di misticismo orientale, l&#8217;adepto ruota vorticosamente su se stesso fino a entrare in trance. Rituali simili, volti a ottenere uno stato di coscienza alterato gravido di <strong>potenzialità creative</strong>, sono presenti in moltissime culture. Immergersi nel caos serve a ottenere lo stesso scopo: disorientare la mente, rompendo gli schemi e le coordinate mentali irrigidite e poco flessibili. Nel caos si spezzano quei punti di ancoraggio che ci impediscono di inventare <strong>soluzioni creative</strong> ai problemi.<strong> L&#8217;autostima sgorga spontaneamente quando il cervello è libero dalle catene della ragione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Il caos fa bene: parola dei Greci antichi e delle moderne ricerche</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la Teogonia di Esiodio, poeta epico dell&#8217;VIII secolo A.C., l&#8217;Universo sarebbe nato dal Caos primordiale. In principio era dunque il caos, ossia la totalità in cui indifferenziati erano racchiusi gli elementi dell&#8217;intero Universo. Dal caos si generarono la Terra ed Eros, la forza dell&#8217;amore, e dalla loro unione nacque Armonia.<strong> Nel caos dunque ci sono già in potenza tutte le risorse di cui abbiamo bisogno</strong>. Lo sanno bene anche le più recenti teorie scientifiche fisiche e matematiche, che testimoniano come<strong> il caos sia la prima condizione generatrice di vita e di energia in tutto il cosmo</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="Il caos libera creatività e autostima" href="http://www.riza.it" target="_blank">http://www.riza.it</a></p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Le Nuove Vie dell'Autostima" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__le_nuove_vie_dellautostima.php?pn=1493" target="_blank">Le Nuove Vie dell&#8217;Autostima</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Come Essere Felici" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__come_essere_felici.php?pn=1493" target="_blank">Come Essere Felici</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="La Creatività" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__creativita_osho.php?pn=1493" target="_blank">La Creatività</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Il potere della parola</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 04:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON GLI ALTRI]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione Interpersonale]]></category>
		<category><![CDATA[- Ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[comunicare]]></category>
		<category><![CDATA[parola]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ti sei mai chiesto/a da dove proviene l’impressione che per te sia un obbligo dover rispondere sempre e comunque a qualsiasi domanda ti venga posta? Esistono occasioni, e non sono poche, nelle quali il silenzio si prospetta come la migliore delle scelte. Forse è sbagliato pensare di dover sempre e comunque spiegare. Molto spesso, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/il-potere-delle-parole.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3931" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Abstract speaker silhouette with letters" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/il-potere-delle-parole.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>Ti sei mai chiesto/a da dove proviene l’impressione che per te sia un obbligo dover rispondere sempre e comunque a qualsiasi domanda ti venga posta? <strong>Esistono occasioni, e non sono poche, nelle quali il silenzio si prospetta come la migliore delle scelte.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Forse è sbagliato pensare di dover sempre e comunque spiegare. Molto spesso, per chi realmente vuole comprendere, una pausa e uno sguardo hanno un significato molto più vasto e profondo di mille parole, mentre sono un utile deterrente quando chi ci è di fronte esige una qualsiasi risposta da utilizzare contro di noi. Non vuole comprenderci, vuole semplicemente affermare la propria posizione.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte osservare gli altri è molto utile, pone inevitabilmente l’accento sui nostri stessi errori. Quanto spesso anche noi abbiamo parlato solo per orgoglio o per difenderci? D’altra parte, il fatto che tutti si agisca a causa di queste motivazioni non significa davvero che siano necessariamente valide; più o meno tutti ne riconosciamo la dannosità… quando sono gli altri a parlare.</p>
<p style="text-align: justify;">Se dunque ci rendiamo conto che sono sbagliate, facciamo una cosa: interveniamo su noi stessi, correggiamo il nostro modo d’interagire con gli altri. In men che non si dica questo sforzo darà frutti inaspettati, soprattutto se continueremo a ricordare che nessuno ci costringe a convincere chiunque del nostro punto di vista.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma da cosa abbiamo realmente bisogno di proteggerci? Dall’opinione di tutti? Qualunque cosa faremo, qualunque cosa diremo, avremo sempre una metà contro e un’altra a favore. Allora tanto vale affermare in silenzio la nostra verità, invece che seguire a voce spiegata quella di qualcuno che nemmeno conosciamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se anche un giorno riuscissimo a convincere ogni essere senziente di questa Terra della validità dei nostri pensieri, saremmo veramente tranquilli? Non avremmo perso qualcosa? Non ci ritroveremmo a vivere in un mondo (solo) ipoteticamente più pacifico, ma anche e senza dubbio meno interessante?</p>
<p style="text-align: justify;">Ma soprattutto: chi ci assicurerebbe che le regole e i concetti che abbiamo diffuso e che ciascuno ha accettato fossero quelli giusti per tutti?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non occorre che ognuno si convinca della rettitudine delle nostre opinioni</strong>… L’unica cosa importante è che noi stessi si sia intimamente decisi, disposti sia ad andare avanti in piena onestà con la nostra coscienza, sia a confrontarci con chi è interessato a conoscere il nostro punto di vista offrendo in cambio, e con entusiasmo, una corretta visuale sul proprio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella Babele del linguaggio, nell’era dell’inquinamento acustico, nel caos dei concetti, <strong>la parola giusta assume un’importanza ancora maggiore che nel passato</strong>, ha davvero la possibilità di diffondere luce come un faro nella tenebra.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo ricordare questo: <strong>ciò che esce dalla nostra bocca viene generato da noi; ne abbiamo una responsabilità piena, non delegabile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sembrano affermazioni pesanti; non lo sono. Probabilmente l’abitudine a pronunciare parole per difenderci ha preso origine nell’infanzia, quando i nostri genitori ci spronavano a parlare dei nostri bisogni, pensieri o azioni in un modo che percepivamo, a ragione o a torto, come inquisitorio. Ci sarà anche altro da dire, ma la mia capacità di capire, per oggi, si esaurisce qui.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo renderci conto che siamo ormai adulti e che ciò che stiamo per dire non è una resa dei conti, né un tributo da offrire a qualcuno, ma semplicemente un distillato del nostro pensiero, una freccia che punta in una direzione. Scegliamola noi, allora, questa direzione, non usiamo la nostra bocca a favore di cause che non condividiamo realmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Dimentichiamo il sentito dire, non mettiamoci al servizio di chi conta proprio sulla nostra abitudine a ripetere per diffondere le proprie meschine bugie. Impariamo a parlare solo quando siamo personalmente sicuri di quanto stiamo per dire.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’epoca del caos è giunto il momento di porre rimedio, di assumerci la responsabilità dell’uso di tutti i nostri strumenti e di cominciare a produrre sul serio un futuro migliore.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Come fare?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non propongo atti eroici, ma semplicemente di riflettere con la tua testa. Sarebbe senz’altro un atteggiamento appropriato quello di depurare le parole che usi abitualmente dai significati estranei alla tua psicologia o dovuti alla tradizione del luogo in cui vivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è semplice, ma interrogarsi su sé stessi, magari senza prendersi tanto sul serio, può essere davvero divertente e anche la capacità di ascoltare</strong>, seguendo questa prospettiva, assume un’importanza enorme e potrebbe essere l’oggetto di un gioco estremamente piacevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Troppo spesso accade che una parola pronunciata nel migliore dei modi e con la migliore delle intenzioni venga interpretata secondo la peggiore delle possibilità. E’ un’abitudine che nasce da elementi nascosti nella nostra psiche. E’ certamente ora che se ne prenda coscienza e si trovi un rimedio.</p>
<p>di <strong>Francesco Pandolfi Balbi</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="Il potere della parola" href="http://www.poterepersonale.it">http://www.poterepersonale.it</a></p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
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<tr>
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<div><a style="font-weight: bold;" title="ll Potere delle Parole e della PNL" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ll_potere_delle_parole-della_pnl.php?pn=1493" target="_blank">ll Potere delle Parole e della PNL</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Comunicazione Efficace" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__comunicazione-efficace.php?pn=1493" target="_blank">Comunicazione Efficace</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Comunicazione e Relazione" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__comunicazione-e-relazione.php?pn=1493" target="_blank">Comunicazione e Relazione</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Tecniche di visualizzazione creativa</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 04:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON SE STESSI]]></category>
		<category><![CDATA[- Atteggiamento mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere]]></category>
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		<description><![CDATA[La visualizzazione creativa può essere considerato uno strumento tramite il quale possiamo ridisegnare la nostra vita in virtu&#8217; del fatto che una parte della nostra mente opera con perseveranza per un fine di benessere ed equilibrio per superare alcuni scogli presenti in una altra parte della nostra mente, abbarbicata nel dolore e nelle riverberazioni infelici. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/visualizzazione-creativa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3915" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Intelligence concept" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/visualizzazione-creativa-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>La <strong>visualizzazione creativa</strong> può essere considerato uno strumento tramite il quale possiamo ridisegnare la nostra vita in virtu&#8217; del fatto che una parte della nostra mente opera con perseveranza per un fine di benessere ed equilibrio per superare alcuni scogli presenti in una altra parte della nostra mente, abbarbicata nel dolore e nelle riverberazioni infelici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La visualizzazione creativa si è rivelata in più occasioni un ottimo metodo per realizzare obiettivi e desideri, per esplorare nuove realtà e rendere possibili i propri sogni e desideri.</strong> Si e&#8217; rivelata inoltre utile per apportare dei cambiamenti personali a comportamenti, credenze e retaggi del passato non più funzionali per il benessere personale.<br />
Secondo Shakti Gawain, autrice del libro &#8216;Il potere della visualizzazione creativa&#8217;, Ed Mediterranee, l&#8217;universo è una sorta di grande campo di energia, nel quale la realtà non è altro che la manifestazione di energie che vibrano a intensità e frequenza diversa; il pensiero è &#8220;una forma di energia rapida, leggera, mobile&#8221;, e per questo motivo &#8220;esso si manifesta istantaneamente, a differenza delle forme più dense di energia come la materia.</p>
<p style="text-align: justify;">La scrittrice sostiene la tesi, condivisa da altri autori, che nell&#8217;essere umano sia innato il potere infinito di creare qualunque cosa e di rendere manifesta qualsiasi immagine interiore. La combinazione di alcune tecniche si è rivelata importante, nella nostra esperienza, per liberare la parte della mente intrappolata in blocchi emotivi del passato che determinano atteggiamenti o comportamenti di auto-sabotaggio non consapevoli. Spesso infatti i nostri comportamenti sono condizionati dalle reazioni emotive ad eventi traumatici lontani, che restano nella “memoria inconscia” e continuano a “riverberare”.</p>
<p style="text-align: justify;">Così come dei meccanismi inconsci generano il sabotaggio della nostra felicità, altre parti di noi possono generare senso di appagamento e di benessere profondi. Possiamo decidere di valorizzare queste ultime parti e di usare il seguente percorso per accompagnare altri individui a percorrerlo. Il rilassamento guidato e/o la meditazione, sia essa dinamica o passiva,rappresentano, secondo la nostra esperienza, un primo possibile stadio del processo di cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa fase ci liberiamo delle interferenze esterne, vengono neutralizzate o ridimensionate le attività mentali che provocano anche malessere fisico, come preoccupazioni, stress, paura, o senso di colpa; la mente si calma, il respiro diventa più profondo, i battiti cardiaci rallentano, sia il corpo che la mente sono pervasi da pace e benessere interiori. <strong>Più scendiamo nella profondità del nostro essere, più siamo padroni della nostra pace interiore.</strong> Entriamo in armonia con noi stessi e con il cosmo al quale siamo connessi. Nel secondo stadio raccogliamo l’energia con la tecnica del rebirthing.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbinando il rilassamento e la meditazione alla respirazione circolare, consapevole e rinforzata del rebirthing, permettiamo a noi stessi di entrare in un atteggiamento ricettivo ed allo stesso tempo creativo, rilassato e nel contempo carico e pronto al cambiamento. In tale stato di rilassamento la mente produce &#8220;onde ALPHA&#8221;, rendendoci capaci di comunicare col nostro inconscio, la parte più profonda della nostra mente,la parte misteriosa, dove sono contenute tutte le memorie della nostra esistenza, quella che genera molti dei nostri comportamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo stato di rilassamento, profondo ma vigile, possiamo comunicare consapevolmente con la parte subconscia della mente inviando i messaggi potenzianti che desideriamo per modificare le abitudini negative e trasformarle in positive. E’ qui che <strong>trasformiamo le energie con l’attività della visualizzazione o immaginazione.</strong> Durante la visualizzazione creativa guidata utilizziamo tutti i nostri sensi: vista (immaginazione) con colori vividi ed immagini tridimensionali, olfatto (odori, fragranze e profumi), tatto (sensazioni e percezioni ed anche caldo o freddo), gusto (sapori) e udito (suoni, voci, rumori) ed attraverso l’immaginazione creiamo le situazioni che più desideriamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per consentire alla visualizzazione di esprimere al massimo la sua efficacia, è necessario trovarsi nello stato meditativo più profondo possibile, aiutati in questo dal respiro. Quando corpo e mente sono profondamente rilassati, le onde elettriche emesse dal cervello rallentano, il corpo conseguentemente si adegua alla nuova situazione celebrale, rilassandosi profondamente e rimanendo recettivo alle informazioni. <strong>L’immaginazione è più efficace della forza di volontà ed agisce a livelli più profondi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La mente spesso non distingue fra un evento realmente accaduto e ad un evento immaginato in modo vivido; il corpo reagisce con modalità identiche mediante gli stati emotivi, creando le relative connessioni neuronali, rafforzate attraverso la ripetizione. La differenza fra questa tecnica e la manipolazione mentale della pubblicità a fin di lucro è che nel nostro caso si offrono gli strumenti stessi in mano alle persone, affinché quest&#8217;ultime ne diventino consapevoli e li usino per la propria crescita, liberandosi cosi&#8217; da forme di dipendenza, di bisogno o servilismo consumistico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente esistono molti altri aspetti, oltre a quelli descritti nel processo di cambiamento. Ad esempio si rivela necessario esplorare altre dimensioni, fra cui sviluppare la capacità di ristabilire relazioni familiari e sociali soddisfacenti e gratificanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La visualizzazione creativa è dunque uno strumento utilissimo per eliminare comportamenti non desiderabili, come dipendenze affettive o mancanza di fiducia in se stessi.</strong> La si puo&#8217; sperimentare per realizzare gli obiettivi più ambiti della nostra vita, per renderci consapevoli dei nostri talenti, imparare ad utilizzarli al fine di creare la vita che desideriamo e per concepire il mondo come un luogo magico.</p>
<p>Di <strong>Stefania Belli</strong> – esperta di rebirthing, e Dell&#8217;Dott. <strong>Francesco Tullio</strong> – psichiatra psicosomatista<br />
<span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="Tecniche di visualizzazione creativa" href="http://www.leviedellasalute.com" target="_blank">http://www.leviedellasalute.com</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Visualizzazione Creativa" target="_blank">Visualizzazione Creativa</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Il Potere Invisibile della Visualizzazione" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-tuo-potere-invisibile.php?pn=1493" target="_blank">Il Potere Invisibile della Visualizzazione</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Guida pratica alla visualizzazione creativa" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__guida_pratica_alla_visualizzazione_creativa.php?pn=1493" target="_blank">Guida pratica alla visualizzazione creativa</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Intelligenza emotiva e successo nel lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 04:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Emozioni e Affettività]]></category>
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		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[empatia]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Per avere successo nella vita in genere e nell&#8217;ambito lavorativo in particolare, non è sufficiente disporre di un elevato Quoziente Intellettivo o essere competenti da un punto di vista professionale; occorre anche poter disporre di quella che Daniel Goleman chiama intelligenza emotiva. Quest&#8217;ultima si fonda su due tipi di competenza, una personale &#8211; connessa al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/intelligenza-emotiva1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3909" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="intelligenza emotiva" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/intelligenza-emotiva1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Per avere successo nella vita in genere e nell&#8217;ambito lavorativo in particolare, non è sufficiente disporre di un elevato Quoziente Intellettivo o essere competenti da un punto di vista professionale; occorre anche poter disporre di quella che Daniel Goleman chiama intelligenza emotiva.</p>
<p>Quest&#8217;ultima si fonda su due tipi di competenza, una personale &#8211; connessa al modo in cui controlliamo noi stessi &#8211; e una relazionale, legata al modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri. Di seguito verranno illustrate le singole componenti di ciascuna delle due competenze e le loro ripercussioni sul contesto lavorativo.</p>
<p>Se ci dovessero chiedere di elencare i fattori che portano un individuo ad avere successo nella vita in genere, e sul lavoro in particolare, probabilmente ai primi posti della lista metteremmo un&#8217;intelligenza vivace, una carriera scolastica brillante, precise competenze professionali e, probabilmente, alcuni fattori legati alla sorte, come ad esempio il far parte di una classe sociale abbiente, l&#8217;avere un aspetto fisico avvenente e l&#8217;essersi imbattuto in circostanze fortuite del tutto favorevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto vero, ma non basta. Pensiamo ad esempio ad una persona con una straordinaria intelligenza, brillante dal punto di vista accademico, competente sul piano lavorativo, ma arrogante, irascibile, incapace di trattare con le altre persone e di gestire le proprie emozioni: nonostante le sue competenze professionali e la sua intelligenza, non siamo affatto sicuri che avrà successo nella sua carriera professionale. Da questo punto di vista possiamo dire che, se per accedere ad una determinata professione spesso appaiono prerequisiti importanti l&#8217;essere qualificati come persone intelligenti, avere un titolo di studio conseguito a pieni voti, mettere in campo una competenza professionale di prim&#8217;ordine, per mantenere e facilitare una carriera lavorativa sono necessarie anche altre caratteristiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali sono? Daniel Goleman, in una fortunata pubblicazione, le raggruppa sotto il termine di intelligenza emotiva e le qualifica come un modo particolarmente efficace di trattare se stessi e gli altri.</p>
<p>Tra queste caratteristiche rientrano ad esempio:</p>
<p>la capacità di motivare se stessi e di continuare a perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni;<br />
la capacità di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione;<br />
la capacità di modulare i propri stati d&#8217;animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare;<br />
la capacità di essere empatici e di sperare.</p>
<p>Più in generale, alla base dell&#8217;intelligenza emotiva ci sono due grosse competenze:</p>
<p>una competenza personale , legata al modo in cui controlliamo noi stessi<br />
una competenza sociale , legata al modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri.</p>
<p>Entrambe le competenze sono caratterizzate da abilità specifiche. In particolare, alla base della competenza personale troviamo la consapevolezza, la padronanza di sé e la motivazione; alla base della competenza sociale troviamo invece l&#8217;empatia e le abilità nelle relazioni interpersonali.</p>
<h3><span style="text-decoration: underline;">Le abilità alla base della competenza personale</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>La consapevolezza di sé</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Implica innanzitutto la capacità di riconoscere le proprie emozioni dando loro un nome  In genere quando qualcosa non va &#8211; il lavoro non riesce, i colleghi non ci capiscono, non ci considerano o peggio ci sfruttano &#8211; l&#8217;emozione prevalente è la rabbia. A ben guardare la rabbia è una emozione secondaria, cioè l&#8217;espressione di qualcosa che sta più a fondo e che può essere di volta in volta delusione, sconforto o anche paura. Dare il nome giusto a ogni emozione significa già esercitare una prima forma di contenimento , di controllo.<br />
In secondo luogo <strong>la consapevolezza di sé comporta un&#8217;autovalutazione accurata delle proprie risorse interiori</strong> , delle proprie abilità e dei propri limiti e quindi porta sia alla percezione del proprio valore e delle proprie capacità, sia ad una sana fiducia in se stessi. Su queste basi sarà poi possibile proporsi con fermezza quando si tratta di mettere in evidenza i propri punti di vista, i propri diritti o di dar voce a opinioni impopolari ma giuste.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
La padronanza di sé</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Seppur vada intesa principalmente come autocontrollo, quindi come capacità di dominare le emozioni , non implica assolutamente la soppressione, il soffocamento o la negazione delle stesse. Da questo punto di vista se tutte le emozioni sono permesse, non tutte possono essere espresse. Infatti se non siamo responsabili dei nostri sentimenti, di ciò che proviamo interiormente di fronte a comportamenti o avvenimenti, siamo però responsabili per il modo in cui decidiamo di esprimerli. In questo senso, essere dotati di<strong> intelligenza emotiva significa essere in grado di gestire i propri sentimenti, essere quindi capaci di controllarli ed esprimerli in modo appropriato ed efficace . </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Spesso la ragione per cui molte persone non esprimono appieno il loro potenziale risiede in una loro incompetenza emotiva, cioè in una incapacità di gestire le proprie emozioni. In effetti, non è raro il caso in cui, pur essendo intelligenti si agisce da stupidi sull&#8217;onda di un&#8217;emotività incontrollata, a volte impedendo, in tal modo, una collaborazione serena e finalizzata al raggiungimento di obiettivi comuni. Viceversa chi è padrone di sé è maggiormente in grado di comportarsi con onestà, agendo eticamente, nel rispetto delle regole, adoperandosi per costruire un clima di affidabilità e autenticità, ammettendo i propri errori e assumendosi le proprie responsabilità per quanto attiene alla propria prestazione, al rispetto degli impegni e all&#8217;attenzione al compito.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concetto di padronanza di sé potrebbe evocare l&#8217;intransigenza, la rigorosità assoluta: non è così; implica piuttosto uno spirito di innovazione e adattabilità, cioè l&#8217;essere aperti a nuove idee e approcci nuovi, alla ricerca e valutazione di soluzioni originali, all&#8217;assunzione di prospettive inedite senza lasciarsi paralizzare dal timore del rischio. Non è la semplice ricerca del nuovo fine a se stesso &#8211; nuovo non è sinonimo di migliore &#8211; o il lasciarsi guidare dalle mode, ma l&#8217;essere flessibili alle richieste di cambiamento poste dalle nuove circostanze adottando risposte e strategie adeguate; essere padroni di sé significa anche saper riconoscere i bisogni e innescare o gestire il cambiamento.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>La motivazione</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; data dall&#8217;insieme delle tendenze emotive che guidano, sostengono o facilitano il raggiungimento di obiettivi.</strong> La motivazione comporta sia la spinta alla realizzazione personale &#8211; connessa al cercare la propria soddisfazione proponendosi obiettivi stimolanti, orientandosi al risultato, e coltivando l&#8217;impulso a migliorare le proprie prestazioni &#8211; sia l&#8217;impegno nel dare senso e sostegno anche ad un eventuale lavoro d&#8217;équipe. La motivazione è sorretta da uno spirito di iniziativa che consiste in una tensione all&#8217;obiettivo, al di là di quanto viene prescritto e degli impedimenti burocratici, e nella prontezza a cogliere le opportunità.</p>
<p style="text-align: justify;">In ultimo la motivazione è caratterizzata da una buona dose di ottimismo inteso sia come capacità di essere costanti nel perseguire gli obiettivi al di là degli ostacoli incontrati e degli errori commessi, sia come capacità di puntare sulla speranza di successo e non sulla paura del fallimento. Una solida competenza personale con la conseguente capacità di individuare correttamente i propri sentimenti e bisogni, consente anche di mettersi in sintonia con i sentimenti degli altri. Questa è la radice prima dell&#8217;empatia, cioè della capacità di comprendere gli altri nei loro sentimenti, punti di vista, interessi, preoccupazioni, mediante un ascolto attivo.</p>
<h3><span style="text-decoration: underline;">Le abilità alla base della competenza sociale</span></h3>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;empatia E&#8217;, come già detto, insieme alle abilità nelle relazioni interpersonali, alla base di una delle due grosse competenze su cui si fonda l&#8217;intelligenza emotiva nell&#8217;ambito della competenza sociale.<br />
<strong>Essere empatici significa far risuonare dentro di sé i sentimenti degli altri come se fossero i propri e senza dimenticare i propri, in una sorta di vicinanza senza confusione.</strong> E&#8217; l&#8217;accettazione incondizionata degli stati d&#8217;animo così come vengono offerti nella relazione. Non si può discutere o negoziare il modo in cui gli altri provano un&#8217;emozione. Possiamo discutere o disapprovare i comportamenti, ma non le emozioni sottostanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;essere empatici, accanto alla condivisione dei sentimenti, c&#8217;è anche la valorizzazione degli altri, che si manifesta nel credere nelle persone, nel mettere in risalto e potenziare le loro abilità, nel sostenere la loro autonomia, nel rispettare le loro diversità individuali, etniche e ideologiche, nell&#8217;utilizzare le differenze come opportunità al di là di ogni pregiudizio.</p>
<p>La comunicazione In conclusione, si può affermare che<strong> non esiste solo un&#8217;intelligenza di tipo cognitivo, ma ne esiste un&#8217;altra, di pari importanza, di tipo emotivo &#8211; relazionale, che ci consente di capire meglio noi stessi e di interagire in modo più efficace con gli altri</strong>. In questo senso è pertanto facile comprendere come per avere successo nella vita in genere e nell&#8217;attività professionale in particolare, non sia sufficiente avere un elevato Quoziente Intellettivo o essere competenti da un punto di vista professionale, ma occorra disporre anche di una intelligenza emotiva che ci consenta di essere competenti anche da un punto di vista relazionale.</p>
<p>A cura della <strong>Dott.ssa E. Maino</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="Intelligenza emotiva e successo nel lavoro" href="http://www.benessere.com" target="_blank">http://www.benessere.com</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Intelligenza Emotiva al Cuore della Performance" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__intelligenza-emotiva-al-cuore-della-performance.php?pn=1493" target="_blank">Intelligenza Emotiva al Cuore della Performance</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Intelligenza Emotiva" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__intelligenza_emotiva.php?pn=1493" target="_blank">Intelligenza Emotiva</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Intelligenza Emotiva al Lavoro" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__intelligenza_emotiva_al_lavoro_new.php?pn=1493" target="_blank">Intelligenza Emotiva al Lavoro</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<item>
		<title>Meditazione e Creatività</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2010/08/23/meditazione-e-creativita/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 05:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON SE STESSI]]></category>
		<category><![CDATA[- Atteggiamento mentale]]></category>
		<category><![CDATA[atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[respiro]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi sono almeno due aspetti della meditazione legati alla creatività, e sono entrambi importanti: uno è l&#8217;aprirsi a nuove possibilità, rilassarsi in uno stato di apertura, fare spazio al rivelarsi del mondo così com&#8217;è; l&#8217;altro il concentrarsi sul rimuovere le nostre concettualizzazioni che ci tengono intrappolati in schemi di pensiero abituali. Per esempio, quando portiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/meditar.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3890" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="meditazione e creatività" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/meditar.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Vi sono almeno due aspetti della <strong>meditazione</strong> legati alla <strong>creatività</strong>, e sono entrambi importanti: uno è l&#8217;aprirsi a nuove possibilità, <strong>rilassarsi in uno stato di apertura</strong>, fare spazio al rivelarsi del mondo così com&#8217;è; l&#8217;altro il concentrarsi sul rimuovere le nostre concettualizzazioni che ci tengono intrappolati in schemi di pensiero abituali. Per esempio, quando portiamo la nostra attenzione al respiro, la stiamo al contempo distogliendo dai nostri soliti pensieri e sensazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo utilizzare questa pratica come uno spazio disintossicante, come un mezzo per liberarci dalla seduzione che i pensieri esercitano su di noi. Quando stiamo facendo qualcosa, e ci rendiamo conto di esserci persi in pensieri e giudizi, <strong>portiamo attenzione al nostro respiro</strong>, rimaniamo con lui per qualche minuto, quindi torniamo a ciò che stavamo facendo con un senso di maggiore presenza e apertura. Potremmo rimanere piacevolmente sorpresi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni volta che esprimiamo un giudizio imponiamo il nostro passato al momento presente, così che questo non può che essere la solita vecchia storia. Nei nostri percorsi proviamo a osservare la realtà con occhi nuovi, pratichiamo i cinque sensi senza pensare, liberi dai condizionamenti del passato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La meditazione ci trasforma da osservatori spaventati e controllanti a protagonisti attivi della nostra vita</strong>. E&#8217; come fare surf. Bisogna cogliere il momento giusto quando l&#8217;onda si sta formando, poi cavalcarla e rimanerci anche quando inizia a rompersi. Cavalcare l&#8217;onda della consapevolezza è difficile e richiede un buon equilibrio. Se guardiamo al passato e lo afferriamo, affondiamo. Se ci proiettiamo in avanti, nel futuro, l&#8217;onda ci travolge. Dobbiamo <strong>stare sulla cresta del momento presente, aperti e accoglienti nei confronti di tutto ciò che sorge.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se riusciamo a incontrare il mondo così com&#8217;è, fidandoci, l&#8217;ispirazione nasce spontanea in maniera semplice, diretta, poiché veniamo sospinti dall&#8217;onda del qui e ora, ed è un&#8217;onda che si muove, che ci porta con lei in un infinito presente. Spazioso, creativo, ricco di possibilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La consapevolezza è l&#8217;arte del portare attenzione a ciò che accade adesso</strong>. Risvegliarci pienamente alla nostra vita sensoriale significa innaffiare i semi della creatività.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="Creativa ... Mente" href="http://www.riprendereisensi.altervista.org" target="_blank">http://www.riprendereisensi.altervista.org</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Meditazione con le Mudra a Mani Unite - DVD" href="http://www.macrolibrarsi.it/video/__meditazione-con-le-mudra-a-mani-unite-dvd.php?pn=1493" target="_blank">Meditazione con le Mudra a Mani Unite &#8211; DVD</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Meditazione Semplice" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__meditazione-semplice.php?pn=1493" target="_blank">Meditazione Semplice</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Il Potere di Adesso - Carte per Meditazione" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-potere-di-adesso-carte-per-meditazione.php?pn=1493" target="_blank">Il Potere di Adesso &#8211; Carte per Meditazione</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>La Cellulite si combatte a tavola</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 05:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON SE STESSI]]></category>
		<category><![CDATA[- Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[cellulite]]></category>
		<category><![CDATA[cibi.benessere]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[La comparsa di cellulite è una questione principalmente femminile e viene determinata soprattutto da questioni ormonali. L&#8217;accumulo di grassi focalizzato soprattutto a livello dei glutei e delle cosce è dunque fisiologico e la donna li accumula, diciamo necessariamente, come riserve ai fini riproduttivi. La cellulite se non viene ridotta o eliminata, subisce anche un’evoluzione nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/cellulite-ananas.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3879" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="la cellulite si combatte a tavola" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/cellulite-ananas.jpg" alt="" width="350" height="233" /></a><strong>La comparsa di cellulite è una questione principalmente femminile </strong>e viene determinata soprattutto da questioni ormonali.<br />
L&#8217;accumulo di grassi focalizzato soprattutto a livello dei glutei e delle cosce è dunque fisiologico e la donna li accumula, diciamo necessariamente, come riserve ai fini riproduttivi.</p>
<p style="text-align: justify;">La cellulite se non viene ridotta o eliminata, subisce anche un’evoluzione nel tempo, passando attraverso 3 distinti stadi. Nel primo è Edematosa cioè caratterizzata da gonfiore diffuso per accumulo di liquidi ristagnanti che, rimanendo la pelle morbida, si avvertono al tatto; nel secondo stadio è Fibrosa, in quanto la pelle è dura al tatto e presenta noduli diffusi (la famosa &#8220;buccia d’arancia&#8221;). Infine nel terzo ed ultimo stadio è Sclerotica, cioè indurita presentando avvallamenti e gonfiori molto evidenti, provocando, dolori agli arti inferiori che si accentuano pizzicando la parte colpita.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi tre stadi non equivalgono necessariamente alle fasce di età; tuttavia in tarda età è più probabile soffrire della cellulite di tipo sclerotica. <strong>Esistono anche dei fattori aggravanti alla cellulite come lo stile di vita, la mancanza di esercizio e le abitudini alimentari.</strong> Prestando attenzione a queste ultime e migliorando le nostre abitudini, è già possibile ottenere dei buoni risultati contro la cellulite.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti non basterà applicare i principi alimentari in seguito elencate per risolvere il problema, sarà anche necessario associare una buona e costante attività fisica oltre a prestare attenzione al modo in cui si preparano i cibi. Infatti le verdure vanno mangiate preferibilmente crude o magari cotte ma non saltate nell&#8217;olio, la carne alla piastra è da preferire alla carne cotta in olio d&#8217;oliva.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>I cibi che aiutano e prevengono</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco dunque alcuni principi da considerare e possibilmente rispettare, tenendo conto che la lotta contro la cellulite richiede attenzione e deve essere continua e costante nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">- Da evitare affettati e insaccati, carne grassa, cibi in scatola, salatini, superalcolici, bibite zuccherate e gassate, salse, maionese, burro, cibi fritti, merendine e snack.</p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>Da preferire invece frutta fresca</strong>, verdura fresca, olio d&#8217;oliva crudo, pasta e riso con sughi non pasticciati, pane integrale, funghi, miele, pesce fresco, carne magra, frumenti e cereali, yogurt e latte magri.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel dettaglio segnaliamo la particolare utilità dei seguenti cibi che risultano<strong> ricchi di Potassio</strong>:<br />
<strong>le banane, gli agrumi, il melone, le patate e i pomodori</strong>. Inoltre i frutti di bosco, come mirtilli ad esempio, contengono poi i &#8220;bioflavonoidi&#8221; che aiutano la micro-circolazione e l&#8217;ananas, ricco di fibre.</p>
<p>- Infine è meglio limitare e quindi dosare sale, dadi per cucinare, zucchero e caffè.</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;"><strong>Fonte:</strong></span></em> <a title="Dieta cellulite" href="http://www.paginainizio.com" target="_blank">http://www.paginainizio.com</a></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Cellulite: Conoscerla per Combatterla" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__cellulite_conoscerla_per_combatterla.php?pn=1493" target="_blank">Cellulite: Conoscerla per Combatterla</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Stop alla Cellulite" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__stop_alla_cellulite.php?pn=1493" target="_blank">Stop alla Cellulite</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Sovrappeso e Cellulite" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sovrappeso_e_cellulite.php?pn=1493" target="_blank">Sovrappeso e Cellulite</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Comunicare bene per vivere al meglio</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 05:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON GLI ALTRI]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione Interpersonale]]></category>
		<category><![CDATA[ascoltare]]></category>
		<category><![CDATA[comunicare]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[gestualità]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualsiasi forma di comunicazione ha bisogno, per essere efficiente, di almeno due elementi: l&#8217;utilizzo di un protocollo comune (per esempio: dare lo stesso significato alle parole) e l&#8217;assenza di disturbi (esempio: il rumore presente intorno a noi). Sembrano cose scontate ma non lo sono, tant&#8217;è che la maggior parte dei nostri tentativi d&#8217;interagire con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/comunicare.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3874" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="comunicare bene per vivere al meglio" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/comunicare.jpg" alt="" width="350" height="263" /></a>Qualsiasi forma di comunicazione ha bisogno, per essere efficiente, di almeno due elementi: l&#8217;utilizzo di un protocollo comune (per esempio: <strong>dare lo stesso significato alle parole</strong>) e l&#8217;assenza di disturbi (esempio: il rumore presente intorno a noi). Sembrano cose scontate ma non lo sono, tant&#8217;è che la maggior parte dei nostri tentativi d&#8217;interagire con il prossimo incontra una serie di difficoltà che molto spesso generano delusioni, ferite e, di conseguenza, la riluttanza a tentare ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece di rinunciare e chiuderci in noi stessi, potremmo giocare un po&#8217; ad analizzare alcune delle difficoltà che incontriamo, vedere cosa si può fare per rendere più chiaro e intelligibile il senso di quanto trasmettiamo. Certamente la problematica presenta due aspetti: <strong>non è sufficiente trasmettere bene, occorre anche imparare a interpretare adeguatamente i segnali che pervengono a noi.</strong> In altre parole: <strong>occorre saper parlare, ma è anche necessario saper ascoltare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo ora di analizzare le nostre modalità di comunicazione utilizzando delle analogie. Per agire adeguatamente occorrono: un elemento trasmittente e uno ricevente, nonché un mezzo che risulti idoneo a veicolare le informazioni. Tu parli, io ascolto, ciò che viene trasmesso da te a me sono suoni (informazioni) codificati secondo significati prestabiliti (protocolli). Del resto il nostro cervello, ricordiamolo, anche se avanzatissimo è pur sempre un computer.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente stiamo ipotizzando una situazione ideale che solo con le macchine è possibile raggiungere. I modem, per esempio, avviano ogni comunicazione con uno scambio d&#8217;informazioni che li porta a individuare un protocollo comune e non avviano lo scambio dei dati se tale protocollo non è stato determinato. Che senso avrebbe?</p>
<p style="text-align: justify;">Dovremmo imparare a fare altrettanto, perché un essere umano che non riesce a comunicare è una persona fortemente menomata e sofferente. A volte, di fronte a un soggetto che utilizza le parole attribuendo loro un significato diverso dal nostro, è opportuno accordarsi su una reciproca disponibilità a confrontare tali significati. In assenza di questo è molto meglio tacere, non inquinare l&#8217;ambiente con segnali sparati a caso e quindi non comprensibili, e dedicare tempo ed energie a scopi più costruttivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema dei protocolli, nel caso della comunicazione umana, si fa sempre più pressante. E&#8217; determinato dalle differenze culturali e dall&#8217;esperienza individuale, nonché complicato enormemente dal caos di informazioni spesso inutili, contraddittorie e propagandistiche dei media. Certo, nel caso di un perugino che si trovasse a parlare con un neozelandese i pericoli sarebbero pochi: entrambe le persone, ben consapevoli delle difficoltà, affronterebbero la comunicazione con scrupolo e disponibilità massime e, sia pur con enorme lentezza, giungerebbero in qualche modo a una reciproca comprensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema vero potrebbe sorgere se lo stesso perugino si trovasse a conversare, ad esempio, con un calabrese. Entrambi potrebbero dare erroneamente per scontato di parlare la stessa lingua utilizzando le parole con pochissimo scrupolo, finché il perugino forse direbbe al calabrese: Allora lei è un bravo babbo!, e vedrebbe il suo interlocutore, paonazzo per la rabbia, partire in quarta con uno sproloquio d&#8217;improperi perché babbo, in Calabria, vuol dire tonto.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse un buon espediente per evitare equivoci, malintesi e occhi neri, sarebbe semplicemente quello di chiedere spiegazioni sul significato di quanto appena udito, prima di prendersela dando per scontate le intenzioni del nostro interlocutore. La scoperta di un diverso uso della frase o della parola in oggetto sarebbe molto probabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco quindi il nostro problema, vasto e complesso: <strong>siamo abituati a etichettare qualunque cosa e qualsiasi persona senza preoccuparci di coglierne l&#8217;unicità</strong>. Poiché così fanno davvero in molti, già da parecchio tempo si sono create delle fazioni, nelle quali ognuno di noi può o meno identificarsi o essere identificato dal prossimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone non sono più dei mondi unici da scoprire, sono solo un insieme di aggettivi. Così, a volte, l&#8217;universo Francesco Pandolfi diventa quello che scrive, non va al bar, non gliene frega niente di sapere nome, cognome, vita, morte e miracoli dei componenti di ventiquattromila squadre composte da ventidue individui che corrono dietro a un pallone, e si fa i cazzi propri – non quelli degli altri – quindi è un musone, un matto, un violento, un vigliacco… uno strano o, comunque, un elemento da evitare.</p>
<p style="text-align: justify;">Un individuo classificato come strano non incuriosisce, spaventa. Viene escluso dal povero mondo composto di certezze piccole piccole, quello caratteristico delle persone che hanno rinunciato a vivere e a capire e si scannano per i colori di una squadra o di un partito, o per la forma di una croce. Sì, il problema è sempre lo stesso: <strong>l&#8217;uomo continua a SEPARARE, quando invece dovrebbe capire che siamo fatti tutti della stessa pasta e che ognuno di noi accumula giorno dopo giorno esperienze e informazioni che potrebbero e dovrebbero essere utili per tutti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sembra di essere all&#8217;asilo: Quella ha la pisellina, io invece ho il pisellino; allora lei è diversa, non fa parte del mio gruppo. Esclusione, diffidenza; mai<strong> la disponibilità a comprendere le sfumature di un linguaggio verbale e gestuale inevitabilmente differente perché caratteristico di un gruppo diverso, eppure portatore di qualcosa di nuovo e comunque prezioso.</strong> Accade, e accade soprattutto, purtroppo, fra maschietti e femminucce. E la nevrosi impera.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse occorre ricordare che<strong> in natura ciò che crea l&#8217;evoluzione è la DIFFERENZA</strong>; ovunque regni l&#8217;indifferenziato la morte sarà presto di casa. E poi… il consumismo: ci ha portato a preferire la quantità alla qualità, e gli effetti si vedono anche nel nostro modo di comunicare. Parla pure, parla, tanto tutti sproloquiano per sentirsi vivi facendo rumore… nessuno ti ascolterà.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, le cose possono cambiare. Bastano un pochino di scrupolo e d&#8217;intelligenza, e la voglia di giocare un po&#8217; con se stessi per il piacere di scoprire i miliardi di mondi colorati che gravitano e respirano intorno a noi.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Francesco Pandolfi Balbi</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte: </strong></em></span><a title="Comunicare bene per vivere al meglio" href="http://www.poterepersonale.it" target="_blank">http://www.poterepersonale.it</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Comunicazione Efficace" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__comunicazione-efficace.php?pn=1493" target="_blank">Comunicazione Efficace</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Comunicazione: il Segreto per Creare Relazioni di Successo - DVD" href="http://www.macrolibrarsi.it/video/__comunicazione_il_segreto_per_creare_relazioni_di_successo-dvd.php?pn=1493" target="_blank">Comunicazione: il Segreto per Creare Relazioni di Successo &#8211; DVD</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Comunicazione e Relazione" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__comunicazione-e-relazione.php?pn=1493" target="_blank">Comunicazione e Relazione</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<item>
		<title>La via della spiritualità</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2010/08/16/la-via-della-spiritualita/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 05:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON SE STESSI]]></category>
		<category><![CDATA[- Atteggiamento mentale]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[conoscenza]]></category>
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		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Scoprire se stessi e riconoscere la qualità energetica del proprio agire sono tappe essenziali della via spirituale; un percorso inevitabile per chi voglia abbattere le radici della sofferenza, oltre ogni fondamentalismo religioso o presa di posizione atea. L’essere umano ha bisogno di essere rieducato nell’ambito della conoscenza di tutto ciò che riguarda l’essenza spirituale celata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/la-via-della-spiritualità.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3860" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="la via della spiritualità" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/la-via-della-spiritualità.jpg" alt="" width="350" height="263" /></a>Scoprire se stessi e riconoscere la qualità energetica del proprio agire sono tappe essenziali della via spirituale</strong>; un percorso inevitabile per chi voglia abbattere le radici della sofferenza, oltre ogni fondamentalismo religioso o presa di posizione atea.</p>
<p style="text-align: justify;">L’essere umano ha bisogno di essere rieducato nell’ambito della conoscenza di tutto ciò che riguarda l’essenza spirituale celata nel suo corpo; ha il sacro santo diritto di sapere la verità e di <strong>riconquistare la gioia di vivere.</strong> Dopo millenni di confusione prodotta da coloro che preferiscono un’umanità sottomessa e priva del sapere autentico, sarebbe ora di riprenderci la conoscenza della sfera spirituale nella quale la trama della vita si articola fin dall’allinizio dei tempi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La spiritualità è un elemento indispensabile che guida l’evoluzione del genere umano</strong> e delle creature di tutti i regni di natura; allontanarsi ed ignorare questa qualità crea inevitabilmente disordine, dolore e incomprensione delle cause che producono gli eventi caotici all’interno del nostro vivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si sente parlare di questo argomento è automatico associarlo al dogmatismo eccessivo che ha generato limitazione, separazione, incoerenza e incomprensione del significato profondo di determinati vocaboli. In modo parallelo si è radicata una credenza errata legata alla necessità (inesistente) di allontanarsi da tutto quello che si trova sul piano fisico, di rifugiarsi in un luogo lontano dalla civiltà e di non poter svolgere le attività quotidiane quando si intraprende un percorso sprituale. Molto esseri umani preferiscono la fuga dalla civiltà e dalle responsabilità individuali e nei confronti del prossimo, anziché operare in modo creativo ed intelligente per ristabilire la pace e diffondere la cultura dell’innocuità.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa rappresentano la religione e la spiritualità? Qual è il messaggio profondo velato nelle scritture sacre, professato dai grandi Maestri e tramandato dalle antiche civiltà? <strong>L’essere umano ha dimenticato l’impulso naturale che un tempo lo guidava ad esplorare e conoscere se stesso, a ricercare le qualità superiori, a curare con attenzione pensieri, parole e azioni, a seguire l’insegnamento delle Leggi Universali e a riunire il suo corpo con l’essenza sprituale che lo compenetra</strong>. Tutto questo può essere tradotto in una semplice parola: ‘religione’.</p>
<p style="text-align: justify;">Un eccelso Maestro diceva: “<strong>Uomo, conosci te stesso</strong>”; un altro Maestro, prima di Lui, affermava: “<strong>La sofferenza è causata dalla non conoscenza e dall’attaccamento</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel momento in cui un uomo comincia un percorso di ricerca profonda, di trasformazione degli aspetti distruttivi e separativi di se stesso, di aspirazione rivolta alla conoscenza delle strutture della vita e della coscienza, vuol dire che ha intrapreso un cammino spirituale che lo condurrà a divenire conoscitore delle forze (energie) che gravitano dentro se stesso e nella sfera del macrocosmo. Questa consapevolezza forgerà la sua personalità rendendolo innocuo, leale, sincero, altruista, compassionevole… un essere degno di essere chiamato umano!</p>
<p style="text-align: justify;">Questa ricerca attiva non può trovare sintesi e risultati concreti nel giro di pochi mesi o qualche anno; non può essere disgiunta dalle circostanze della vita quotidiana, né tanto meno va considerata di impossibile realizzazione nella civiltà in cui viviamo. Occorre principalmente la buona volontà e il desiderio profondo di trasformare ciò che è distruttivo; divenire responsabili e coscienti della qualità dei pensieri, delle parole e delle azioni addentrandosi nella sottile trama della vita in tutte le sue possibili manifestazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La via da seguire affinché un essere umano possa ricongiungersi con il bello e il vero ha tante sfumature, a secondo della cultura e dell’educazione ricevuta; nonostante il metodo di approccio sia variabile, il mezzo per riuscire in questo intento ha radice nella conoscenza di ciò che sottostà alla materia densa del corpo umano. Siamo fatti di energia di vario livello vibratorio, di forze che gravitano all’interno della nostra coscienza delle quali non conosciamo la fonte, di potenze che si muovono in tutto il pianeta e oltre, nonostante il limite della coscienza umana non consenta di riconoscerle e utilizzarle per il nostro bene e per il bene di tutta l’umanità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un essere umano che esplora la vita e tenta con audacia di divenire consapevole</strong>, trasmutando le energie distruttive che gravitano all’interno della sua coscienza, sta semplicemente immergendosi nell’essenza spirituale dell’esistenza. Il genere umano, in questo periodo storico, è immerso nella confusione dei pensieri, nel torpore delle idee, nel caos delle emozioni conflittuali, nei malesseri diffusi nel corpo fisico e alienato dal peso oberante che ha allontanato da lui la bellezza della vita, la gioia di vivere e l’importanza di essere in rapporto amorevole con il prossimo.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni angolo del pianeta sono divenute tangibili le energie di rabbia, depressione, ostinazione, egoismo e odio nei confronti del prossimo; chi non compie azioni distruttive scagli la prima pietra! Occorrerebbe un’immensa montagna di pietre! <strong>L’essere umano, per necessità evolutiva, ha sperimentato cosa può produrre</strong> (ed ha prodotto!) l’avidità, il desiderario incontrollabile di possedere a scapito del prossimo, di deturpare ogni angolo del pianeta rendendo la vita quotidiana alienante; è sufficiente portare l’attenzione in ogni settore per rendersi conto delle condizioni invivibili nelle quali siamo immersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuare a dare la colpa agli altri non cambierà la situazione caotica e conflittuale; occorre riconoscere, attraverso l’occhio spirituale, la qualità di ciò che ognuno di noi, nel proprio piccolo, sta seminando… perché non esiste un Dio che ha causato tutto questo trambusto; stiamo semplicemente e naturalmente raccogliendo i frutti del nostro agire.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuare a rinnegare la spiritualità non porterà la pace nei nostri cuori, <strong>l’equilibrio nella mente e il benessere del corpo,</strong> perché l’essere umano è gia in essenza divino, è Spirito e materia, ha un corpo e un’anima; il Tempio sacro è il suo corpo. Intraprendere un percorso di liberazione dalla sofferenza vuol dire entrare in comunione con la vita, con lo spirito che anima ogni essere vivente che respira, per<strong> raggiungere un grado maggiore di consapevolezza del fatto che è possibile integrare la spiritualità e gli impegni del quotidiano sul piano fisico.</strong></p>
<p>di <strong>Turiano Simona</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Fonte:</strong></span> <a title="la via della spiritualità" href="http://www.nonsoloanima.tv" target="_blank">http://www.nonsoloanima.tv</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Conoscersi, Migliorarsi e Realizzarsi con la Psicologia e la Spiritualità dello Yoga - Mp3" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__conoscersi-migliorarsi-e-realizzarsi-con-la-psicologia-e-la-spiritualita-dello-yoga-mp3.php?pn=1493" target="_blank">Conoscersi, Migliorarsi e Realizzarsi con la Psicologia e la Spiritualità dello Yoga &#8211; Mp3</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="50 Classici della Spiritualità" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__50-classici-della-spiritualita.php?pn=1493" target="_blank">50 Classici della Spiritualità</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Il Risveglio della Spiritualità - Come in alto così in basso" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_risveglio_della_spiritualita.php?pn=1493" target="_blank">Il Risveglio della Spiritualità &#8211; Come in alto così in basso</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il sonno perfetto dura sette ore</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2010/08/13/il-sonno-perfetto-dura-sette-ore/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 05:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON SE STESSI]]></category>
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		<description><![CDATA[Né troppo, né troppo poco: la quantità ideale di ore trascorse tra le braccia di Morfeo equivale a sette, numero perfetto per il giusto riposo. Dormire meno, come è noto, può essere molto pericoloso, a dispetto dei traguardi minimi di noti personaggi e statisti (si dice che Andreotti, la Thatcher o, per essere più attuali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/dormire.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3857" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="il sonno perfetto dura sette ore" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/08/dormire.jpg" alt="" width="350" height="248" /></a>Né troppo, né troppo poco: <strong>la quantità ideale di ore trascorse tra le braccia di Morfeo equivale a sette</strong>, numero perfetto per il giusto riposo. Dormire meno, come è noto, può essere molto pericoloso, a dispetto dei traguardi minimi di noti personaggi e statisti (si dice che Andreotti, la Thatcher o, per essere più attuali, lo stesso Berlusconi dormano solo 4 ore a notte). Ma anche esagerare con le dormite non è per nulla salutare, al di là dei luoghi comuni, e oltre a rimbambire un po&#8217;, lasciando una sensazione di ottundimento, pare sia decisamente sconsigliabile dal punto di vista medico, incidendo soprattutto sulla salute cardiovascolare.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Lo studio</strong></span> &#8211; I ricercatori della West Virginia University, guidati dal professor Anoop Shankar, hanno preso in considerazione i dati riguardanti più di 30.397 persone, all&#8217;interno delle quali sono stati registrati 2.146 casi di patologie cardiovascolari (angina pectoris, malattia coronarica, infarto o ictus). Questo ha consentito loro di individuare una relazione tra le malattie cardiovascolari e il tempo che un individuo trascorre dormendo. I risultati della ricerca, pubblicata online sulla rivista Sleep, evidenziano che <strong>chi dorme nove ore o più avrebbe una predisposizione di una volta e mezza superiore a sviluppare malattie cardiache rispetto a chi ne dorme sette</strong>, soprattutto a causa di una scarsa qualità del sonno e di problemi respiratori. Ma per chi dorme meno di cinque ore le cose si complicano ulteriormente, arrivando a triplicare il rischio di patologie cardiovascolari, con un allarme rosso per le donne e per gli over sessanta. Secondo gli studiosi, un sonno troppo breve è associabile con l’angina pectoris, mentre ciò che accomuna i tempi di riposo troppo brevi e troppo lunghi è creare in chi li pratica una predisposizione ad attacchi cardiaci e infarto. Nel parere dei ricercatori della West Virginia University <strong>la durata del sonno influisce sulle funzioni endocrine e metaboliche e la scarsità di riposo comporta un danno alla tolleranza del glucosio, una riduzione della sensibilità all’insulina e un aumento della pressione sanguigna</strong>. Tutti fattori, questi, che favoriscono l’indurimento delle arterie.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Buon senso</strong></span> &#8211; Nonostante le premesse della ricerca gli autori dello studio hanno specificato che i dati quantitativi vanno interpretati con elasticità, appellandosi a un sano buon senso, e <strong>dormire una manciata di ore in più alla mattina, soprattutto in seguito a un periodo di scarso riposo, può essere comunque un toccasana</strong>. Il sonno è un parametro fisiologico anche soggettivo, ma va sempre tenuto a mente che il numero magico di ore è sette. Non cinque, ma nemmeno nove.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="il sonno perfetto dura sette ore" href="http://www.corriere.it" target="_blank">http://www.corriere.it</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Dormire è Facile + CD Audio" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__dormire-e-facile-cd.php?pn=1493" target="_blank">Dormire è Facile + CD Audio</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Dormire Bene. Buona Notte!!! CD" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__dormire-bene-buona-notte.php?pn=1493" target="_blank">Dormire Bene. Buona Notte!!! CD</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Saper Dormire" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__saper-dormire.php?pn=1493" target="_blank">Saper Dormire</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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