Posts Tagged ‘debolezza’

Pressione bassa

5 luglio 2010

Pressione bassa? più vitamina C per riprendere forza

I sintomi

Chi soffre di ipotensione di solito avverte i seguenti sintomi:

* stanchezza, debolezza, astenia (cioè debole efficienza muscolare, scarsa resistenza agli sforzi fisici, svogliatezza intellettuale);
* vertigini, difficoltà visive (le classiche “mosche” o il buco nero);
* disturbi gastrici (come la nausea);
* un’accellerazione del battito cardiaco (le cosiddette “palpitazioni”);
* gambe che tremano e mani e fronte che sudano “freddo”.

Quali rimedi

Ai primi segnali di abbassamento della pressione, è importante mantenere la calma.

* Non appena si avverte disagio, è consigliabile sdraiarsi o sedersi, chiudere gli occhi e fare un respiro profondo.
* In alcuni casi può essere utile mangiare una caramella o un cucchiaino di zucchero per stimolare la normale circolazione sanguigna.
* A volte vengono prescritti medicinali vasocostrittori per alleviare il disagio causato dalla debolezza. Ma non sono curativi perchè, una volta cessato l’effetto, la pressione torna sui livelli di prima. Inoltre, non bisogna abusarne, perchè possono provocare disturbi come la tachicardia.

Un aiuto dalla natura

Sono utili per riequilibrare la pressione le tisane a base di rosmarino, biancospino e tiglio. L’infuso si prepara versando in una tazza di acqua bollente una manciata di erbe secche. Si lascia riposare 15-20 minuti, poi si filtra e si beve. Volendo, si può dolcificare con un cucchiaino di miele o di zucchero. Per ottenere i maggiori effetti bisogna berne un paio di tazze al giorno.

Che cosa mangiare

In generale, chi soffre di pressione bassa deve seguire un’alimentazione sostanziosa, ricca di proteine (carne, pesce, uova, formaggi), cibi saporiti e salati (come salumi), zuccheri, frutta e verdura. Per mantenere costanti i livelli della pressione è importante consumare alimenti ricchi di sali minerali, come il potassio, che favorisce la contrazione muscolare e regolarizza il battito cardiaco. Ne sono buona fonte fichi, pesche, pomodoro, arachide, albicocche, banane, patate.

Tra le vitamine è molto importante la C, necessaria al buon funzionamento delle ghiandole surrenali, la cui attività influisce sulla pressione. Via libera quindi a agrumi, meloni, spinaci, erbette, coste, insalata, carote, peperoni verdi, broccoli, fragole, more, barbabietole, carciofi.

Bene anche carne (pollo, tacchino, maiale, rognone, fegato) e pesce (tra cui i crostacei).
Non bisogna mai permettere all’organismo di perdere troppi liquidi, e per questo bisogna bere almeno due litri di acqua al giorno. Una regola che vale soprattutto per chi fa molto sport.

Fonte: http://www.farmaciazadei.it

La Depressione

10 agosto 2009

La depressioneLa Depressione è una grande piaga del mondo moderno. Porta ad una resa dell’anima che rinuncia ad evolversi dando retta ad una mente che si rifiuta di reagire alle difficoltà della vita.

La depressione arriva quando la mente si è abituata a pensare di essere troppo debole per reagire alle sfide della vita, quando i pensieri negativi prendono il sopravvento e quando la tristezza è diventata qualcosa di piacevole. Ma, attenzione, la depressione può essere usata anche come mezzo per far sì che chi ci circonda ci presti attenzione.

Non si nasce depressi, ma lo si diventa attraverso reiterati pensieri negativi.

Il vivere in una famiglia in cui vi sono stati esempi di depressione o di debolezza e di fuga nell’affrontare la vita facilita il divenire a propria volta depressi. Perché? Perché – come abbiamo visto in altre occasioni – si tende a ripetere ciò che ci è familiare.

Chi ha facilità ad assumere comportamenti depressi?

* Chi da bambino si è sentito trascurato emozionalmente, o fisicamente.

* Chi si sente in colpa.

* Chi è nato con un parto difficile maturando il pensiero: “Io non merito di vivere perché ho fatto soffrire mia madre”.

* Chi soffre di “pulsione di morte” a seguito di un parto difficile in cui ha rischiato di morire lui/lei o la madre o ha vissuto con persone terminali o ha avuto lutti in famiglia.

* Chi ha avuto una educazione fortemente repressiva o fortemente permissiva durante la quale ha maturato il pensiero: “Io non sono importante per nessuno”.

* Chi ha trascurato il suo corpo e/o il suo spirito (troppo lavoro, troppo stress, poca attenzione a se stessi).

Il pensiero ha la forza di realizzarsi sempre, e il dialogo interno, la comunicazione interpersonale negativa e le azioni confermano il pensiero iniziale (“io non merito di vivere”) facendo sì che si realizzi.

La depressione conduce al buio, impedisce all’anima di evolversi e di accettare la Luce.

I miei suggerimenti alle anime che brancolano nel buio e alle menti ottenebrate dalla depressione sono i seguenti:

Cambiate la credenza che avere un atteggiamento da depressi porti l’attenzione del vostro mondo su di voi: le persone che vivono accanto a chi soffre di depressione sono stanche, e vengono trascinate a loro volta verso vibrazioni basse. Chi soffre di depressione “succhia” energia a chi gli sta accanto, e non favorisce amore, ma stanchezza e tristezza, creando intorno a sé un ambiente insano che favorisce l’ombra e allontana la Luce.

- Cambiate la credenza che la malinconia e la tristezza siano “romantiche” o piacevoli: sono solo emozioni che allontanano le persone, anche quelle che ci amano.

- Allenatevi a cambiare il vostro dialogo interno: sostituite ad uno ad uno i vostri pensieri negativi con pensieri di vita. Ripetetevi farsi come: “Io merito di vivere”, “Io sono al mondo per uno scopo”, “Tutti desiderano che io viva”.

- Allenatevi a parlare usando solo frasi positive. Ogni frase che si pronuncia ha la capacità di manifestarsi concretamente. Se usate frasi come: “Non ce la faccio… è difficile vivere… Non ne posso più… Nessuno mi capisce Non sai quello che provo… ecc.” attirerete a voi questa realtà. Scegliete quindi di smetterla di lamentarvi e piangervi addosso e parlate in maniera propositiva: “Posso farcela… Per me questa è una sfida che supero con facilità… Questa è una bella giornata… È bello stare con te! Oggi mi sento rinnovato/a… Oggi sto benissimo, Ho voglia di ridere…. ecc.”.

- Fate una “cura” di risate: leggete libri comici, guardate film comici. Evitate di guardare i telegiornali e di leggere i quotidiani fino a quando non vi sentirete positivi completamente.

- Perdonate voi stessi, poi vostra madre, vostro padre.

- Iniziate a scrivere un “Diario di Luce”, dove man mano che vi verranno alla mente i pensieri negativi: “Non merito di vivere”, “Io non merito niente di buono”, “La vita è difficile e io non ho la forza per viverla”, “A nessuno importa niente di me”, “Non posso essere amata/o da nessuno”… e anche: “Stamattina ho pensato che non ho voglia di uscire di casa…” , ecc. scriverete sul quaderno i corrispondenti pensieri positivi: “Io merito di vivere”, “Ho intorno a me persone che mi amano”… “Scorro attraverso la vita con facilità”, ecc.. Usate il diario ogni volta che compaiono pensieri negativi (tenetelo a portata di mano, in borsa, sul tavolo, sulla scrivania in ufficio).

- Allenatevi all’esercizio fisico: la depressione è contraria a qualunque movimento fisico, soprattutto se verso l’alto. Mettetevi in piedi la mattina appena alzati e ridendo (o provando a ridere) fate alcuni salti verso l’alto dicendo ad alta voce: “Io oggi sono positivo/a e felice!”Appena avete l’occasione saltate verso l’alto con le braccia in su, accompagnati da una musica allegra.

- Mentre andate al lavoro o quando uscite camminate a passo veloce respirando con attenzione e ripetendo mentalmente: “Merito di vivere con gioia!”.

- Ogni volta che siete tentati di rimanere su una poltrona fissando il soffitto o a letto, prendete il diario e scrivete e poi alzatevi e saltate… o saltate …poi uscite.

- La sera prima di addormentarvi e la mattina prima di alzarvi portate l’attenzione a ricordare un momento in cui eravate in perfetta forma e visualizzate quel momento con tutta l’intensità che potete, con i colori luminosi, sentendo gli odori, e provando quelle emozioni. Quando avete ben chiara nella mente quell’immagine, tenetela in un angolo della mente, poi visualizzate voi stessi come siete ora (nello stato di tristezza), quindi molto velocemente mentalmente sostituite l’immagine attuale con quella positiva che avevate visualizzato prima. Fatelo 7 volte al mattino e 7 volte la sera. Dopo ogni volta riaprite gli occhi e poi richiudeteli.

Suggerimenti per chi vive con familiari che soffrono di depressione:

* Non cedete al ricatto di restare accanto a loro mentre sono tristi.

* Fate capire loro che preferite stare con loro quando sono positivi.

* In casa siate gioiosi e mantenete l’ambiente luminoso, ben areato e sereno

* Visualizzate la persona che soffre di depressione immersa in una luce bianca e ogni volta che pensate a lei immergetela in una doccia di luce.Aiutatela a ricordare i momenti più piacevoli della sua vita, chiedetele di raccontarveli. Bloccatela quando inizia a lamentarsi o a parlare di cose negative e riportate l’argomento sul positivo, raccontando voi cose positive.

* Rivolgetevi alla sua parte sana, bambina e gioiosa e proponete giochi che si facevano da bambini.

* Non assecondate lo stato di tristezza e non fate sì che la persona che soffre dipenda da voi. Mantenete lo stato di libertà reciproca.

La depressione è uno stato della mente e come tale può essere modificato.

Non esistono situazioni dalle quali non si possa uscire.

Ogni anima ha diritto a vivere la vita fino in fondo, fino al termine che si è dato per svolgere un compito, rifiutarsi di vivere crea solo nuovo karma e ferma l’evoluzione.

Aiutiamo chi soffre di tristezza a tornare alla luce prima che la tristezza si trasformi in depressione e aiutiamo chi è caduto nella trappola della depressione ad usare la sua sensibilità trasformandola in compassione e amore per se stesso e per gli altri.

Fonte: http://www.lamentemente.com/2009/06/07/depressione-atteggiamento-tristezza/

Quando il tradimento è doppio

25 febbraio 2009

tendencias11 Il tradimento è una delle esperienze più dolorose all’interno della coppia. Garantito. Ma quando il tradimento si consuma seguendo percorsi e modalità particolari può assumere contorni ancora più difficili da accettare e superare.

Recentemente abbiamo ricevuto alcune lettere da parte di lettrici che hanno subito un tradimento per così dire doppio. Quando il partner ti tradisce con una tua amica…

Non è una esperienza molto frequente, per fortuna, ma capita più spesso di quanto si possa pensare. Provate a pensarci e quasi sicuramente vi verrà in mente qualcuno che conoscete che nel passato ha vissuto questa esperienza.

Difficile da superare, dicevamo, perché di doppio tradimento si tratta. Da parte del partner, chiaramente, e da parte dell’amica (o supposta tale) che ha tradito che in lei era stata riposta.

I motivi per cui si verificano situazioni del genere sono molteplici, spesso, e tutti hanno una spiegazione nella complessa e a volte crudele natura umana.

Il motivo più banale è l’attrazione. Capita. Capita nella vita di tutti i giorni di sentirci attratte da un altro uomo che non sia il nostro partner, può chiaramente capitare anche a una nostra amica.

Ma il confine tra il fatto di sentirsi attratte e il mettere in pratica quelle che solitamente rimangono solamente delle fantasie è solitamente molto ampio. Tranne che in quei casi in cui, per vari motivi, questo confine si assottiglia sempre di più fino a diventare quasi inesistente.

Sicuramente la gelosia tra amiche, presente anche nei rapporti più solidi, gioca un ruolo molto importante. Ci scrive Annamaria: “Eravamo sempre in competizione su tutto, era diventato un po’ il nostro passatempo preferito. Chi era più bella, chi aveva l’abitino più trendy, chi era più felice… fino a quando la mia (ex)amica ha pensato di appropriarsi di quanto di più caro avevo. Il mio ragazzo…” una mossa da giocatrice di scacchi oseremmo dire. Una mossa che in un sol colpo ha privato l’amica del motivo principale di benessere, e ha portato dall’altra parte il prezioso oggetto del desiderio.

In tutto questo gioca un ruolo importante la debolezza di molti ragazzi, o uomini, che non sanno dire di no a situazioni potenzialmente esplosive, e che spesso non si rendono nemmeno conto di essere utilizzati come semplici oggetti da sottrarre e poi lasciar perdere non appena ottenuto l’obiettivo desiderato.

Capita che a volte si cerchi nel giro delle amicizie quello che non si riesce a trovare, o non si crede di poter più trovare, nella vita ‘normale’. E capita pertanto di passare al vaglio tutte le possibilità, dalle più logiche a quelle apparentemente impossibili. ‘Quello che c’è adesso domani potrebbe non esserci più…’ diceva sempre così mia madre quando le segnalavo che un tale ragazzo era già impegnato. Dal pensarla in questo modo a prendere parte attiva nel rompere una coppia che funzionava il passo è stato breve.

Ho capito quanto potere avevo nei confronti dei partner delle mie amiche. All’inizio era un gioco, poi una specie di dipendenza dal potere. Mi piaceva sapere di poter avere quello che volevo. Senza farmi scoprire dalle amiche, il che rendeva il gioco più emozionante. Adesso non lo faccio più, per il momento, perché sto bene con il mio partner attuale, e non ne sento più il bisogno…”

Per gioco, per cattiveria, per bisogno. Come abbiamo detto sono tanti i motivi per cui un’amica può decidere di comportarsi in questo modo.

Fonte:  http://www.margherita.net

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