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	<title>Sto Bene Con Tutti &#187; desiderio</title>
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		<title>Se ti affidi all’istinto non sbagli mai</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 04:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON SE STESSI]]></category>
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		<description><![CDATA[Solo l’istinto sa veramente cosa ci serve per superare i disagi e vivere felici. Riportare nella nostra vita le passioni e il desiderio è fondamentale per riappropriarci del fiuto e dell’intuito. Insieme a loro ritroveremo la spontaneità, il vero segreto per vivere bene. Cos&#8217;è l&#8217;istinto, a cosa serve L&#8217;istinto è come le fondamenta della casa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/07/istinto1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3584" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Se ti affidi all’istinto non sbagli mai" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/07/istinto1-238x300.jpg" alt="" width="238" height="300" /></a>Solo l’<strong>istinto</strong> sa veramente cosa ci serve per superare i disagi e <strong>vivere felici</strong>. Riportare nella nostra vita le passioni e il <strong>desiderio</strong> è fondamentale per riappropriarci del fiuto e dell’intuito. Insieme a loro ritroveremo la spontaneità, il vero segreto per<strong> vivere bene</strong>.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
Cos&#8217;è l&#8217;istinto, a cosa serve</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;istinto è come le fondamenta della casa, le radici della pianta, la sorgente del fiume: la base su cui poggia l&#8217;esistenza  degli uomini.  L&#8221;istinto è la voce della Natura in noi, dotata di un potere immenso sul nostro <strong>benessere</strong>. Negli animali l&#8217;istinto fa compiere imprese incredibili: le api &#8220;sentono&#8221; i fiori a chilometri di distanza e un cane può ritrovare il padrone anche dopo anni. Invece accade spesso che gli uomini ne siano spaventati e lo temano, cercando di controllarlo. Accade perché l&#8217;istinto nasce prima che si formi la nostra idea del bene e del male. Ma è proprio questo che lo rende indispensabile per realizzare la nostra natura, proprio come accade ad animali e piante.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
Se ti affidi all&#8217;istinto prenderai le strade giuste</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Molte cose possono aprire o chiudere le porte alla nostra componente istintuale: sono le nostre<strong> convinzioni</strong>, la concezione che abbiamo della vita, il modo di rapportarci a noi stessi, i ruoli che interpretiamo, ma anche l&#8217;educazione, le credenze religiose, il sentire comune, la morale. Se tutte queste cose non interferiscono, l&#8217;istinto può fluire liberamente e il nostro comportamento sarà in armonia. In caso contrario si può innescare un conflitto interiore che rischia di bloccarci, di renderci finti e infelici. Spesso quando nella vita sbagliamo è proprio perché non seguiamo l&#8217;istinto, ma regole e convenzioni, o ci facciamo condizionare da paure e sensi di colpa. Scegliamo &#8220;di testa&#8221; e poi stiamo male. Viceversa la decisione d&#8217;istinto, una volta che abbiamo imparato ad <strong>ascoltarlo</strong>, è sempre rispettosa di ciò che siamo e fa ciò che va fatto; come il seme che non si chiede se è giusto o meno germinare, o il leone ruggire, o la pecora belare.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
Chi lo soffoca vive male</strong></span></p>
<p>«Devo frenarmi, mi comporto come un incivile».</p>
<p>«Faccio fantasie di cui mi vergogno».</p>
<p>«Mi attrae molto, ma ho deciso di non cedere».</p>
<p>«Non li sopporto, ma faccio finta di niente».</p>
<p>«Ho detto che vado, non posso mancare di parola».</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Perché così non va</strong></span></p>
<p>Se riteniamo, come testimoniano queste frasi, che l&#8217;istinto non debba disturbare la nostra vita e vada domato quando non represso, innescheremo un <strong>conflitto interiore</strong> cronico che finirà per farci prendere decisioni che non ci appartengono e ci spingono a vivere una vita fasulla.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
Chi ascolta la voce dell&#8217;istinto si avvantaggia</strong></span></p>
<p>«Ero in crisi e qualcosa dentro di me mi ha suggerito cosa fare».</p>
<p>«Ho sentito che era l&#8217;uomo della mia vita, non chiedermi perché».</p>
<p>«Non sono andata, non mi ispirava. Solo dopo ho capito che era la decisione giusta».<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
Perché così funziona</strong></span></p>
<p>Quando lasciamo che gli <strong>istinti fluiscano liberamente </strong>e si traducano subito in emozioni, sentimenti, pensieri, idee, creatività, allora dalle zone profonde del cervello arriva l&#8217;ispirazione per prendere ogni volta la strada giusta e vivere in uno stato armonico di benessere.</p>
<p><a title="Se ti affidi all’istinto non sbagli mai" href="http://www.riza.it" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span></a> <a title="Se ti affidi all’istinto non sbagli mai" href="http://www.riza.it" target="_blank">http://www.riza.it</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<p><a title="Puoi Fidarti di Te" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__puoi-fidarti-di-te.php?pn=1493" target="_blank">Puoi Fidarti di Te</a></p>
<p><a title="Ama e non Pensare" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ama-e-non-pensare.php?pn=1493" target="_blank">Ama e non Pensare</a></p>
<p><a title="Che Cosa Conta nella Vita" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__che-cosa-conta-nella-vita.php?pn=1493" target="_blank">Che Cosa Conta nella Vita</a></p>
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		<title>Gelosia d’estate, vincerla si può!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 05:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON GLI ALTRI]]></category>
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		<description><![CDATA[In estate la gelosia viene più facilmente a galla e mina la coppia: ecco come utilizzare al meglio le “energie” che fa esplodere La gelosia in vacanza È facile, in questa stagione dell’anno più di altre, che la gelosia venga a galla. Aumentano i momenti di svago e le uscite in libertà con gli amici. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/06/Gelosia1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3386" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Gelosia: d'estate vincerla si può" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/06/Gelosia1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>In estate la gelosia viene più facilmente a galla e mina la <strong>coppia</strong>: ecco come utilizzare al meglio le “energie” che fa esplodere</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">La gelosia in vacanza</span></h3>
<p style="text-align: justify;">È facile, in questa stagione dell’anno più di altre, che la gelosia venga a galla. Aumentano i momenti di svago e le uscite in libertà con gli amici. Il sole, il mare e i corpi spogliati inducono  comportamenti più libertini, cadono i freni inibitori e ci si lascia andare di più. Durante queste settimane di vacanza il sospetto nei confronti del partner sale alle stelle, col risultato che si rischia di rovinare quello che potrebbe essere il periodo più sereno dell’anno.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Gelosia: quella “buona” ti riaccende</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Ci sono però modi diversi di vivere la gelosia. Uno è quello che ci fa sentire costantemente minacciati per la paura che un terzo s&#8217;inserisca nella relazione. In questo caso la gelosia diventa la vera protagonista della relazione. È tipico di persone fragili, insicure e con poca stima di sé. A volte invece<strong> l’emergere di questo sentimento può diventare un vero e proprio motore che rivitalizza il rapporto di coppia.</strong> Rimescola i punti fermi e rende l’altro nuovamente interessante e appetibile agli occhi di chi dava tutto per scontato. La gelosia ci rimette in gioco per riconquistare di nuovo chi si teme di perdere, quindi permette di “osare” approcci in precedenza non considerati. In queste situazioni la gelosia è nutrimento per una nuova vitalità, il miglior “collante” per la coppia in crisi.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Scopri qui se la tua gelosia è quella giusta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Sono tre gli aspetti che ci fanno capire se l’energia suscitata dentro di noi dalla gelosia non si è fissata in un&#8217;ossessione, ma si è trasformata in un potente stimolo energetico.<br />
Osserviamoci e annotiamo mentalmente i nostri atteggiamenti verso l&#8217;altro.<br />
- <strong>Il desiderio di averlo accanto</strong>, di essere ammirati e desiderati da lui/lei non rende inutili le ore trascorse in sua assenza, ma le riempie di sprint, di voglia di realizzarci, di sentirci bene in ogni situazione?<br />
- <strong>La paura di non piacergli più fisicamente</strong> diventa lo spunto per occuparci del nostro aspetto fisico e per provare ogni giorno ad inventarsi un motivo nuovo per suscitare erotismo?<br />
- Ci sentiamo grintosi, con un sano pizzico di aggressività che ci guida in ogni situazione?<br />
Se la risposta a queste domande è “sì” possiamo stare tranquilli: la nostra gelosia è de tutto sana e nella norma.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Sei geloso? Ecco come usare questa “energia” al meglio</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Sei in preda a un attacco di gelosia? Ecco un esercizio per uscire indenni  dalla “situazione tipo” più a rischio.</p>
<p style="text-align: justify;">-  Lui se la mangia con gli occhi e lei sorride, civetta, incurante di te che guardi impotente la scena rodendoti dentro. Ovvio, a casa poi si faranno i conti&#8230; Ma mentre sei lì e osservi, invece di meditare vendetta per tutta la serata, prova a fare un “viraggio emotivo”: scivolare dalla gelosia alla tenerezza.<br />
-<strong> Osserva il partner con l’occhio dello spettatore</strong>, impegnati a non lasciarti condizionare dalla gelosia, che te lo fa apparire indelicato, superficiale o provocatore e guardalo come se lo vedessi per la prima volta: il viso, lo sguardo, le mani, ecc.<br />
- Separa la sua immagine dal contesto in cui siete e fissa la tua attenzione su ogni particolare del suo viso e del suo corpo: sono gli occhi che ami, la bocca che baci, le mani che ti carezzano e che stringi. Pesca dalla memoria le “istantanee” più recenti dei vostri momenti di intimità e lascia che la tenerezza si sostituisca alla gelosia, dolcemente.<br />
• <strong>Ti accorgerai che gelosia e tenerezza</strong>, per quanto lontane possano apparire, occupano invece lo stesso territorio emotivo: virare dall&#8217;una all&#8217;altra è più facile del previsto.<br />
• Il risultato? Sospetti e ossessività, che fanno irritare il partner e vi allontanano reciprocamente, lasciano il posto a <strong>dolcezza e ironia</strong>. Le armi migliori per riconquistarlo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="Gelosia: in estate vincerla si può" href="http://www.riza.it" target="_blank">http://www.riza.it</a></p>
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		<title>La natura del desiderio</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 05:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON GLI ALTRI]]></category>
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		<description><![CDATA[È indispensabile riflettere sulla natura del desiderio. Una relazione sana e feconda può naturalmente comprendere la componente sessuale.  Il desiderio implicito può essere di natura buona o cattiva.  Se è insaziabile, nutrito di fantasie e chimerico, se nasce dalla passione senza avere nulla a che fare con la realtà sarà all’origine di numerose sofferenze. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/03/couple_12.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3160" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="La natura del desiderio" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/03/couple_12-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>È indispensabile <strong>riflettere sulla natura  del desiderio</strong>. Una relazione sana e feconda può naturalmente comprendere  la componente sessuale.  Il desiderio implicito può essere di natura  buona o cattiva.  Se è insaziabile, nutrito di fantasie e chimerico, se  nasce dalla passione senza avere nulla a che fare con la realtà sarà  all’origine di numerose sofferenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il desiderio disciplinato dalla  ragione e dall’intelligenza si rivela invece molto più positivo.  All’inizio di una relazione è fondamentale riflettere sulla natura del  desiderio per non provocare frustrazioni troppo profonde. Il <strong>desiderio</strong> sessuale cerca la soddisfazione attraverso il possesso dell’altro. Si  affievolisce o si esaurisce piuttosto in fretta quand’è appagato o  quando, con il passare del tempo, le attrattive del <strong>partner</strong> diminuiscono.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>emozione</strong> degli inizi viene meno per  lasciare il posto a una reciproca incomprensione. Si scopre la vera  natura dell’altro, fino a quel momento nascosta dal desiderio. Per  questo tanti matrimoni falliscono e scoppiano litigi e rancori.</p>
<p style="text-align: justify;">Una <strong>relazione di coppia</strong> basata soltanto  sul desiderio carnale e il piacere ha, come abbiamo visto, poche  possibilità di durare nel tempo. A volte, tuttavia, il desiderio è  talmente forte da nascondere la realtà, facendo dimenticare che l’altro  non potrà rendervi felici.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur essendone intimamente coscienti, non  se ne tiene conto, mentre la <strong>verità</strong> è pronta a riprenderci da un  momento all’altro, spesso quand’è troppo tardi. La passione e il  desiderio sono <strong>emozioni</strong> che, come la rabbia o l’odio, possono arrivare a  dominare un individuo, renderlo folle e fargli commettere molti errori.  (…)</p>
<p style="text-align: justify;">I rapporti di coppia stabili e duraturi  si fondano su una comunicazione vera e onesta, nella quale non predomina  l’<strong>attrazione</strong> carnale. La bontà, la dolcezza, la gentilezza,  l’altruismo, il senso di responsabilità uniscono reciprocamente l’uomo e  la donna in un legame autentico. I <strong>partner</strong> si stimano e hanno fiducia  l’uno nell’altro, si rispettano e si dimostrano tolleranti e pazienti. I  loro rapporti si basano sul senso di responsabilità e sull’impegno  reciproco.<br />
(<strong>Oriana Fallaci</strong>)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="La natura del desiderio" href="http://www.pomodorozen.com" target="_blank">http://www.pomodorozen.com</a></p>
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		<title>Vita di coppia</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/11/20/vita-di-coppia/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 20:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pomodorozen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La coppia, Gioie e dolori della vita di coppia, innamoramento, odio, tradimenti. Ne abbiamo parlato con la D.ssa Mazzilli &#8211; psicologa e psicoterapeuta &#8211; cercando di porle alcune delle domande sulla coppia che più spesso ci vengono inviate dalle nostre lettrici. L&#8217;innamoramento. C&#8217;è che dice che l&#8217;innamoramento sia una fase quasi &#8216;patologica&#8217;, durante la quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2906" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Crescere insieme nel rapporto di coppia" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/11/Crescere-insieme-nel-rapporto-di-coppia1-300x199.jpg" alt="Crescere insieme nel rapporto di coppia" width="300" height="199" /><strong>La coppia</strong>, Gioie e dolori della <strong>vita di coppia</strong>, innamoramento, odio, tradimenti. Ne abbiamo parlato con la D.ssa Mazzilli &#8211; psicologa e psicoterapeuta &#8211; cercando di porle alcune delle domande sulla coppia che più spesso ci vengono inviate dalle nostre lettrici.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>innamoramento</strong>. C&#8217;è che dice che l&#8217;innamoramento sia una fase quasi &#8216;patologica&#8217;, durante la quale si possono fare cose, prendere <strong>decisioni</strong>, che in condizioni &#8216;normali&#8217; non prenderemmo. È così, almeno in parte? Cosa è l&#8217;innamoramento dal punto di vista dello psicologo? E&#8217; affascinante pensare che ogni giorno incontriamo continuamente, al lavoro, al supermercato, persone che ci restano completamente indifferenti e che dimentichiamo rapidamente mentre, come per una magia, una in particolare si intromette prepotentemente nella nostra <strong>anima</strong> in un turbinio di <strong>emozioni</strong> che comunemente siamo abituati a chiamare innamoramento. Non importa la differenza d&#8217;età, il ceto sociale, il colore della pelle, l&#8217;attrazione amorosa ha la meglio su tutto come se il mondo intorno diventasse muto e a parlare fosse solo questa &#8220;persona speciale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se ogni rapporto sembra nascere da una serie di coincidenze fortuite, ogni<strong> partner</strong> è già predisposto, a livello inconscio, a quel particolare incontro, incontra ciò che nel suo inconscio esiste già. Freud diceva che &#8220;trovare l&#8217;oggetto del <strong>desiderio</strong>, in realtà, vuol dire solo ritrovarlo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altro ci sembra così &#8220;familiare&#8221;, è come se ci si conoscesse da sempre e la scelta non è mai casuale: siamo attratti da quei modi di fare e di essere dell&#8217;altro che ci riconducono profondamente al primario <strong>rapporto d&#8217;amore </strong>con le figure genitoriali. Ognuno di noi è predisposto a riprodurre o al contrario a fuggire questa <strong>relazione</strong> primaria che ci ha segnato profondamente. La cosa interessante è che desideriamo qualcuno che rassomigli a ciò che vorremmo essere, come se fosse un riflesso di un&#8217;immagine positiva di noi stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Una <strong>idealizzazione</strong>, (a volte una &#8220;sopravvalutazione&#8221;) del partner, una sorta di eccitazione irrefrenabile che scioglie l&#8217;ansia. Si crea così una fusione con l&#8217;altro e il confine tra l&#8217;Io e il Tu tende ad annullarsi: si diventa così &#8220;una cosa sola&#8221;. Chi non riesce a vivere questa euforia iniziale generalmente è sopraffatto dal timore di essere soffocato all&#8217;interno della relazione. Inoltre potremmo essere attratti da qualcuno che ci ricorda nostro padre o nostra madre, o meglio l&#8217;immagine che di loro abbiamo introiettato nell&#8217;<strong>inconscio</strong>: siamo attratti cioè dagli oggetti d&#8217;amore del passato che non possiamo più avere e dal desiderio inconscio che il partner ideale ci permetta di godere ancora ciò che ci hanno dato.</p>
<p style="text-align: justify;">Come riusciamo a capire che è amore? Molti sono convinti che la fedeltà possa essere un elemento indispensabile, ma essa dipende dal temperamento della persona, riguarda la nostra etica, il rapporto con noi stessi, con il nostro corpo e la nostra mente. Altri sostengono di identificare l&#8217;amore vero dall&#8217;esistenza di attrazione sessuale, ma l&#8217;esperienza ci suggerisce che l&#8217;attrazione sessuale può finire e l&#8217;amore resistere nel tempo. La stima? Il rispetto? Importanti ma forse hanno poco da spartire con l&#8217;innamoramento. Innamorarsi vuol dire entrare in uno stato d&#8217;animo che sconvolge, che turba, che può creare ansia, rossori, palpitazioni, può far cambiare abitudini, modi di pensare, comportamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Come capiamo quando siamo veramente innamorati? Quando dedichiamo tutte le energie nel tentativo di capire quale posto ognuno di noi occupa nella vita dell&#8217;altro e non riusciamo più a vivere se non abbiamo il partner al nostro fianco, quando cerchiamo continuamente le prove reali del fatto che ci ama, quando sentiamo forte la sua mancanza, e diventa l&#8217;unico che può colmare quel vuoto con la sua presenza. Essere innamorati vuol anche dire svegliarsi con quella sensazione di felicità e così anche avvenimenti come andare a lavoro o affrontare un esame difficile all&#8217;università acquisiscono un valore differente.</p>
<p style="text-align: justify;">Si parla di coppia e chiaramente di intendono due persone. Ma siamo davvero monogami? O la monogamia è in un certo senso determinata dalla cultura occidentale e magari rafforzata dalla religione che la nostra cultura ha prodotto? E il tradimento? L&#8217;infedeltà è un evento molto doloroso che distrugge il patto di fiducia tra i due amanti, sconvolge gli equilibri che tenevano in piedi la coppia. Gli etologi sostengono che il maschio è istintivamente portato ad avere più rapporti per propagare la specie; per la psicoanalisi l&#8217;uomo ha bisogno di verificare continuamente la sua efficienza sessuale. La domanda arcaica che nasce da piccoli è: il mio pene funziona bene? I cosiddetti &#8220;traditori seriali&#8221; sono uomini profondamente insicuri e, con il continuo tradimento, cercano disperatamente la risposta a quel quesito che racchiude in sè un&#8217;angoscia più profonda, derivante dal confronto con la figura paterna idealizzata. Il tradimento è strettamente collegato ad una sofferenza: non è facile tradire senza somatizzare, senza provare ansia o senso di colpa.</p>
<p>Si ringrazia la Dott.ssa <strong>Mariacandida Mazzilli</strong>, psicologa, psicoterapeuta<br />
<a href="http://www.psicologiadonna.it/" target="_blank">www.psicologiadonna.it</a></p>
<p><em><strong>Fonte:</strong></em> <a title="I rapporti di coppia" href="http://www.margherita.net/salute_donne/psicologia/rapporticoppia.html" target="_blank">http://www.margherita.net/salute_donne/psicologia/rapporticoppia.html</a></p>
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		<title>La gentilezza</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 05:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti di noi – ne sono profondamente convinto – seguono la scoscesa vita spirituale con una fedeltà senza pari. Giocano il loro ruolo di padri e madri, di mariti e mogli, di figli, di studenti; e, dentro, un geroglifico insistente, infiammato li affascina e attrae, nei suoi significati, sovente inespressi in modo integrale alla loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2521" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="La gentilezza" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/10/La-gentilezza-300x224.jpg" alt="La gentilezza" width="300" height="224" />Molti di noi – ne sono profondamente convinto – seguono la scoscesa <strong>vita spirituale</strong> con una fedeltà senza pari. Giocano il loro ruolo di padri e madri, di mariti e mogli, di figli, di studenti; e, dentro, un geroglifico insistente, infiammato li affascina e attrae, nei suoi significati, sovente inespressi in modo integrale alla loro <strong>consapevolezza</strong> esteriore…</p>
<p style="text-align: justify;">Sovente, per varie, ovvie ragioni, la vostra strada è difficile. Conciliare gli <strong>interessi</strong> sociali, personali, che vi sono propri, e le vostre innumerevoli attività; armonizzarvi con chi vi sta vicino; ed accordare, pure, il <strong>desiderio</strong> di perfezione che, a volte, si alza nel vostro orizzonte <strong>interiore</strong>, con la fiammella che continua ad ardere, non è, di solito, facile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, forse, il difetto di noi – donne e uomini di questo secolo, e di questa razza planetaria – continua ad essere un <strong>desiderio</strong>, estremamente premuto, verso il perfezionismo accentuato, verso una vita che, in fin dei conti, vorremmo rendere diversa dalla semplicità integrale, che possiede la levigatezza e la forma cosmica del semplice uovo: simbolo efficace e completo dell’<strong>esistenza </strong>perfetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuiamo a credere che la <strong>divinità</strong> esiga – lungo il <strong>sentiero</strong> – delle atroci forme di sacrificio personale, dei salti evolutivi rapidi ed improvvisi, ed esprima delle torturanti <strong>esigenze</strong>, per decidersi, infine, a rendere terso quel nostro famoso e famigerato <strong>ego</strong>, sì da fargli <strong>percepire</strong> le Radici di cui è parte; e, di conseguenza, darci la gioia ultima della <strong>fusione </strong>con l’<strong>universale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">È stancante, allora, lo <strong>stress</strong> che ne risulta. E diviene responsabile di un ritardo ed impaccio lungo la nostra quotidianità di jiva in <strong>evoluzione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parliamo, allora, della </strong><strong>gentilezza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo <strong>atteggiamento</strong> umano, questa forma di naturale approccio verso le persone e le cose, può essere paragonato – senza alcun stridore simbolico – all’olio che siamo abituati ad aggiungere nel motore della nostra auto, nella sua periodica manutenzione. E lo vedremo. Privo di olio, il motore entra – presto – nell’usura dei suoi componenti; e, alla fine, si rovina in modo irrimediabile, e viene posto da parte.</p>
<p style="text-align: justify;">Mettendo a fuoco la carenza di <strong>gentilezza</strong> generale di un individuo, riusciremo ad isolare, nella nostra <strong>mente</strong>, l’importanza vitale – e non esagero! – di tale abitudine soggettiva, capace di costituire una potente chiave, nei<strong> rapporti </strong>umani di ognuno di noi: la <strong>chiave</strong> che rende <strong>felice</strong> il nostro impatto con il cosmico.</p>
<p style="text-align: justify;">La gentilezza è una delle tante e poliedriche forme di quell’<strong>amore</strong> verso cui ci spingono le Sacre Scritture di ogni tempo, e le esortazioni di ogni Guida dell’<strong>umanità</strong>. Solo che non ci si pensa, a causa della presunta ovvietà del concetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se comprendiamo che la <strong>gentilezza</strong>, sinceramente espressa e sentita nell’animo, non ha nulla di diverso dalla tanto decantata manifestazione di <strong>tenerezza</strong> verso il prossimo, ci renderemo conto del come sia – poi, e in definitiva – molto facile e gradevole la strada dell’<strong>evoluzione</strong>. Questo <strong>sentimento</strong> è la manifestazione di <strong>fusione </strong>democratica più sociale che esista. È una via a doppio senso. È rivolta ad ogni aspetto della rete sociale che ci coinvolge. Si dirige – con eguale diritto e dovere – all’umile sconosciuto, ed al grande <strong>affetto</strong> personale e quotidiano – che vive sotto il nostro medesimo tetto. E rigenera qualunque tipo di rapporto, che si fosse infeltrito e consunto.</p>
<p style="text-align: justify;">Un uomo ed una donna, naturalmente e spontaneamente <strong>gentili</strong>, attraggono l’intera <strong>umanità</strong> che contattano, per tutto il tempo della loro esistenza in questa terra. La gentilezza non fa due pesi e due misure. Non si rivolge solo agli estranei. Se spontanea, nel proprio cuore, si <strong>esprime</strong> anche verso la propria moglie e verso il proprio marito; di mattino, appena levati; di giorno; e di sera, prima di addormentarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">E, in effetti – fateci caso – è solo grazie ad essa che molti matrimoni si perpetuano, costantemente rinnovati; o, anche, sono capaci di rigenerarsi. Il Sentiero è fatto – come ci insegna il nobile <strong>Taoismo</strong> – di piccole scaglie dorate. Spesso, ho notato che dei fratelli e delle sorelle più avanzati, lungo la strada evolutiva, adoperano un modo autorevolmente brusco e lapidario per esporre i loro commenti e i loro consigli a neofiti, ovviamente meno pratici di cose <strong>spirituali</strong>. Essi probabilmente pensano che il loro debba essere un codice tradizionale, di chi faccia parte dell’Enigma Primordiale.</p>
<p style="text-align: justify;">In tal caso prevalgono una serie di complessi di un particolare <strong>subconscio</strong> raffinato: quello dello <strong>spiritualista</strong>. Nei quali, per il momento, non vorremmo mettere il naso. Una cosa è certa. Nessuno di noi – di fronte alla <strong>Natura</strong> Assoluta che serviamo quotidianamente – può presumere di pontificare, nel variegato modo a cui facciamo riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;">E, comunque, che l’istruttore, non gentile nei suoi interventi, dà più valore a quanto dice, che all’animo di chi ha di fronte. Questo, è un altro esempio di necessità alla gentilezza; questo, non è <strong>amore</strong>. La gentilezza con tutti, e con se stessi, porta, in tempi brevi, all’<strong>armonia</strong> soggiacente alle cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi è gentile, è amico di <strong>Dio</strong>. E Dio – annidato in ogni suo delicato rapporto con gli altri – non manca di rispondere indicibilmente all’appello. Avete mai notato come siete attratti da una persona di indole gentile? Vi sentite rispettati, amati, considerati. E ciò vi basta, per stabilire un nesso di natura superiore con quell’uomo e quella donna. In definitiva, ciò vuole la <strong>natura universale</strong>. Che i suoi frammenti si saldino tra di loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Un atto di gentilezza, una volta espresso, lascia un incantevole alone elettromagnetico attorno a sé, che costituisce una fiorente benedizione occulta per coloro che ne sono il soggetto e l’oggetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Una qualunque manifestazione non gentile, sdrucisce qualcosa nella vita interiore di chi la <strong>esprime</strong> – e di chi non sa difendersi da essa; e ci vorrà qualche tempo per recuperare l’<strong>equilibrio interiore</strong>, necessario a tutti per attingere alla <strong>creatività personale</strong> ed all’<strong>armonia</strong> innata della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, noi ci lasceremo. E ognuno di noi tornerà nel gioco abituale dei suoi <strong>rapporti umani.</strong> Quante persone incontreremo? Proviamola, questa chiave! Essa non contiene, nella propria natura, nulla di smielato, o di artefatto.</p>
<p style="text-align: justify;">La gentilezza nasconde l’originale <strong>rapporto</strong> tra<strong> Dio </strong>e gli <strong>individui</strong>, e tra gli individui, con loro stessi. Una persona che non conoscesse nulla dei Grandi Misteri Elesiaci, ma che – comunque – vivesse un costante, tenero e sincero rapporto con i suoi simili, raggiungerebbe – senza alcun dubbio – la meta riservata ad ogni ciclo umano: l’armonia definitiva con <strong>il Tutto</strong>.</p>
<p><em><strong><span style="text-decoration: underline;">Fonte:</span></strong></em> <a title="La gentilezza" href="http://www.lamentemente.com/page/2/">http://www.lamentemente.com/page/2/</a><a title="Le Chiavi Mistiche dello Yoga" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__le_chiavi_mistiche_dello_yoga.php?pn=652" target="_blank"><strong></strong></a></p>
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		<title>Le relazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 05:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse nulla ha causato tanti problemi e tanto dolore alla nostra specie quanto ciò che è stato creato per darci la gioia più grande: i nostri rapporti con gli altri. Non abbiamo trovato un modo di vivere in armonia, a livello individuale, collettivo, sociale o politico. Ci è già molto difficile andare d&#8217;accordo, figuriamoci amare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2279" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Le relazioni" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/09/no_jailtime_beach_sex_pm-thumb-270x270.jpg" alt="Le relazioni" width="270" height="270" />Forse nulla ha causato tanti problemi e tanto dolore alla nostra specie quanto ciò che è stato creato per darci la <strong>gioia</strong> più grande: i nostri <strong>rapporti</strong> con gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non abbiamo trovato un modo di </strong><strong>vivere in </strong><strong>armonia, a livello individuale, </strong><strong>collettivo, sociale o politico.</strong> Ci è già molto difficile andare d&#8217;accordo, figuriamoci <strong>amare il prossimo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Di che cosa si tratta? Da che cosa dipende? Io credo di saperlo grazie a ciò che <strong>Dio</strong> ci comunica in Conversazioni con Dio: molti di noi costruiscono delle relazioni per i motivi sbagliati. Cioè per motivi che non hanno nulla a che fare con lo scopo principale della nostra vita. Quando il motivo per entrare in <strong>un rapporto è in sintonia con il motivo dell&#8217;</strong><strong>anima</strong>, non solo i nostri rapporti diventano <strong>sacri,</strong> ma anche <strong>gioiosi</strong></p>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>amore</strong> dice: &#8220;<strong><em>Ciò che voglio per te è ciò che tu vuoi per te</em></strong>&#8220;. L&#8217;<strong>amore</strong> dice: &#8220;<strong><em>Ciò che scelgo per te è ciò che tu scegli per te</em></strong>&#8220;. Se dico: &#8220;Scelgo per te ciò che io voglio per te&#8221;, non ti <strong>amo</strong>. Amo me stesso attraverso di te, perché <strong>desidero</strong> ricevere ciò che voglio, invece di vedere te che ricevi ciò che vuoi</p>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;</strong><strong>amore non dice mai di no</strong>. Sapete come lo so? Perché Dio non dice mai di no. E Dio e l&#8217;amore sono altri due termini intercambiabili. Dio non vi dirà mai di no, qualunque cosa chiediate. Anche se pensa che vi metterà nei guai. <strong>Dio non dice mai di no</strong> perché sa che alla fine non correte un grosso rischio. Non potete danneggiarvi in modo tale da non <strong>essere</strong> più. Potete soltanto <strong>evolvervi</strong> e <strong>crescere</strong>, diventando sempre più chi siete realmente. Perciò Dio dice: &#8220;<em><strong>Scelgo per te ciò che tu scegli per te. E ti sfido a fare la stessa cosa con le persone che tu am</strong>i</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: justify;">I problemi che tradizionalmente causano lotte di potere tra le persone quasi sempre hanno a che fare con il tempo, la disponibilità e le attività dell&#8217;altro. In altre parole, non passi abbastanza tempo con me, sei impegnato in attività che io non approvo. E combattiamo su tali questioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco un esempio tratto dalla <strong>vita</strong> <strong>quotidiana</strong>: improvvisamente il vostro coniuge si butta anima e corpo nel lavoro<strong>, </strong>e mentre prima passava molto tempo con voi, ora, dopo otto o dieci anni di matrimonio, ne trascorre pochissimo. E questo provoca un contrasto, perché voi vorreste avere il controllo del suo tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allora dite:</strong> &#8220;Ascolta, io voglio che passi in famiglia almeno tre fine settimana su quattro. Non voglio che tu sia sempre in giro, sempre impegnato in qualche grande progetto, o preoccupato per qualche problema di lavoro. Non mi presti nessuna <strong>attenzione</strong>&#8220;. Forse non usereste esattamente queste parole, ma il concetto sarebbe questo: &#8220;Voglio la tua attenzione, e il tuo tempo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E così inizia una lotta di potere. Forse il vostro partner cercherà di negoziare: &#8220;Okay, starò via soltando un week-end al mese, o al massimo due&#8221;. Si arriva a un accordo, ma se poi un mese il partner passa tre fine settimana fuori casa, inizia a <strong>sentirsi in colpa</strong>, a sentirsi controllato, inizia a covare<strong> risentimento</strong> e presto ne segue un conflitto: &#8220;Che diritto hai di venirmi a dire come devo impiegare il mio tempo?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Io non entrerei mai in una <strong>lotta </strong>del genere. Se mia moglie facesse una cosa qualunque che io non approvo, o che per me non funziona, direi semplicemente: &#8220;<strong>Ascolta</strong>, tu hai il diritto di fare ciò che vuoi, però a me non piace che tu passi tre fine settimana al mese lontano da casa. E devo informarti che se continuerai a farlo, mi troverò qualcun altro con cui passare i fine settimana. Questa non è una minaccia. Non sto cercando di ricattarti. Sto solo annunciando ciò che funziona per me. Mi piace stare con qualcuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Desidero <strong>condividere</strong> i giorni e il tempo della mia vita con una persona che amo. Se tu non vuoi essere quella persona, va benissimo, perciò fai come preferisci. Non c&#8217;è rancore, né rabbia, né desiderio di farti sentire dalla parte del <strong>torto</strong>. E&#8217; solo una dichiarazione di come stanno le cose. Lascia che chiuda la discussione con questa frase: se io dovessi scegliere una persona da <strong>amare</strong> saresti tu. Perciò porto questo anello al dito. Tu non sei obbligata a fare la mia stessa <strong>scelta</strong> in questo momento, tuttavia devi sapere che anche se sei la prima persona che vorrei, posso scegliere anche qualcun altro&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: justify;">La mia domanda riguarda il fatto di rispecchiarsi nei <strong>rapporti</strong>. Sai quando si dice che ciò che no ti piace negli altri e ciò che non ti piace in te stesso. Potresti parlarne?</p>
<p style="text-align: justify;">Sai, ora non c&#8217;è quasi nulla che non mi piaccia negli altri, perché <strong>ho imparato molto tempo fa che ciò che non mi piaceva in loro corrispondeva a qualcosa in me che non amavo</strong>. E negli ultimi anni ho imparato ad <strong>apprezzare</strong> tutto di me. Non è straordinario? Voglio dire, per voi che ve ne state lì seduti a guardarmi deve essere difficile da <strong>credere</strong>, ma è vero: <strong>io mi piaccio molto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piacciono il mio aspetto fisico, i miei <strong>atteggiamenti</strong>, le mie <strong>idee</strong>, la mia <strong>spontaneità</strong>, quella parte di me che non è affatto convenzionale. Sapete, mi piace anche come rido. Mi piace proprio tutto di me, ed è la prima volta nella vita che mi sento così. E poiché mi sento così, ci sono pochissime cose che non mi piacciono negli altri. Sono diventato terribilmente <strong>tollerante</strong>. E&#8217; straordinario: vedo le persone intorno a me e le <strong>amo</strong> tutte. Trovo accettabili <strong>comportamenti</strong>, caratteristiche e tratti della personalità che solo pochi anni fa avrei rifiutato in blocco.</p>
<p style="text-align: justify;">Perciò credo che l&#8217;<strong>amore</strong> di <strong>sé</strong> generi un <strong>amore</strong> enorme per gli altri, perché uno pensa: Beh, se posso amare me<strong> stesso</strong>, posso davvero <strong>amare</strong> qualunque cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">estratto da: <strong>Esercizi di vita<a title="Esercizi di vita" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__esercizi_di_vita.php?pn=652" target="_blank"></a>.</strong><br />
Di <strong>Neale Donald Walsch.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Squirting &#8211; Eiaculazione femminile</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 12:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Sessualità]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;eiaculazione femminile nota anche come squirting o gushing, al pari di quella maschile, è il risultato della risposta orgasmica e consiste nell&#8217;espulsione di un notevole quantitativo di fluido dall&#8217;uretra, durante la stimolazione sessuale, in particolare del punto G, durante o in prossimità dell&#8217;orgasmo. Il punto G è in realtà un&#8217;area della vagina più che un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2588" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Squirting" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/04/Squirting-199x300.jpg" alt="Squirting" width="199" height="300" />L&#8217;<strong>eiaculazione femminile</strong> nota anche come <strong>squirting </strong>o <strong>gushing</strong>, al pari di quella maschile, è il risultato della <strong>risposta orgasmica</strong> e consiste nell&#8217;espulsione di un notevole quantitativo di fluido dall&#8217;uretra, durante la stimolazione sessuale, in particolare del punto G, durante o in prossimità dell&#8217;orgasmo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto G è in realtà un&#8217;area della vagina più che un punto. É verosimilmente composto da <strong>residui di tessuto prostatico maschile</strong> che producono un secreto liquido del tutto diverso dall&#8217;urina e molto simile al liquido seminale maschile (ovviamente non contiene spermatozoi). La presenza del tessuto prostatico maschile nella donna non meraviglia perchè è solo alla sesta settimana dal concepimento che iniziano a delinearsi le differenziazioni sessuali. Prima di questa data gli embrioni umani sono tutti uguali e ovaie e testicoli si sviluppano da una struttura comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Il liquido secreto dalla stimolazione del punto G può essere espulso a piccoli fiotti a seguito delle contrazioni muscolari che si sviluppano nelle strutture genitali durante l&#8217;orgasmo. L&#8217;emissione di tale secrezione avviene attraverso l&#8217;uretra, ultimo tratto delle vie urinarie, e proprio questo fa sì che possa essere confuso con l&#8217;urina.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Una risposta orgasmica femminile non riconosciuta</h2>
<p style="text-align: justify;">Nonostante già <strong>Aristotele nel I secolo a.C.</strong> ne abbia scritto notando che la donna durante l&#8217;orgasmo emette un getto, ad oggi non ci sono ancora riferimenti chiari su manuali di educazione sessuale su questa reazione fisiologica.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dice che <strong>Galeno </strong>(anatomista e medico del II secolo d.C) ne fosse a conoscenza descrivendo la prostata femminile mentre l&#8217;anatomista <strong>Rinaldo Colombo riferì dell&#8217;eiaculazione femminile</strong> mentre spiegava le funzioni del clitoride.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>XVII secolo</strong>, l&#8217;anatomista tedesco <strong>Regnier de Graaf</strong> scrisse un libro sulla anatomia femminile e <strong>parlò di fluidi</strong> &#8220;che correvano fuori&#8221; e &#8220;che zampillavano&#8221; durante l&#8217;eccitamento sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si era scritto poi dell&#8217;eiaculazione femminile in molti testi pornografici ad esempio in &#8220;The pearl&#8221; un&#8217;antologia inglese che raccoglie <strong>racconti dell&#8217;epoca vittoriana</strong> (&#8217;800) <strong>pieni di orgasmi femminili &#8220;bagnati&#8221;</strong> ma queste storie furono liquidate come allucinazioni maniacali maschili.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nordico <strong>Theodor H. van De Velde, nel 1926, pubblicò un manuale</strong> per coppie sposate nel quale raccontava che alcune donne durante l&#8217;orgasmo rilasciano del liquido. Ben pochi lo presero sul serio.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Da cosa è composto il liquido emesso?</h2>
<p style="text-align: justify;">Soltanto <strong>nel 1981</strong> la Dalhousie di <strong>Hlifax</strong>, Nuova Scozia, <strong>analizzò questo liquido</strong>. Il gruppo di ricerca, che comprendeva Edwin Belzer Jr., Perry e Whipple pubblicò i risultati delle analisi dei liquidi prelevati da alcune volontarie sul &#8220;Journal of sex research&#8221;.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Attraverso le analisi chimiche è stato rilevato che il fluido espulso contiene:</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>glucosio </strong>(uno zucchero naturale) e <strong>fruttosio </strong>(un&#8217;altro zucchero naturale, trovato anche nel fluido seminale prostatico)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antigene prostatico specifico</strong>. Enzima prodotto negli uomini dalla prostata e alla base dell&#8217;eiaculato maschile; nelle donne si ritiene sia generato dalle ghiandole periuretali. La sua funzione fisiologica negli uomini è quella di mantenere fluido il seme dopo l&#8217;eiaculazione, permettendo agli spermatozoi di &#8220;nuotare&#8221; più facilmente attraverso la cervice uterina.</p>
<p style="text-align: justify;">un livello molto basso di creatinina e urea (i due principali componenti dell&#8217;urina, trovati in alti livelli nelle analisi dell&#8217;urina pre e post eiaculazione).</p>
<h2 style="text-align: justify;">Meccanismo d&#8217;azione</h2>
<p style="text-align: justify;">Sebbene nella comunità medica e scientifica sia stata ora riconosciuta l&#8217;esistenza dell&#8217;eiaculazione femminile, rimane un largo vuoto quando si arriva a cercare di spiegare su basi scientifiche il processo di eiaculazione o la fonte del fluido stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu nel <strong>2002 che Emanuele Jannini, endocrinologo e docente di sessuologia medica, con la sua equipe di ricerca dell&#8217; Università dell&#8217;Aquila offrì una spiegazione per questo fenomeno</strong>, così come per le frequenti smentite della sua esistenza:</p>
<p style="text-align: justify;">Le aperture delle ghiandole periuretali sono di norma della dimensione dei pinoli, e variano nella dimensione da donna a donna, fino a quasi scomparire in alcune donne. Se le ghiandole periuretali sono la causa dell&#8217;eiaculazione femminile, questo può spiegare l&#8217;assenza di questo fenomeno in molte donne.<br />
Le ghiandole si riempiono con il fluido durante il rapporto sessuale e posso essere sentite attraverso il muro vaginale. Il rigonfiamento del tessuto circostante l&#8217;uretere, può essere una combinazione di ghiandole che si riempiono col fluido e del tessuto erettile delle donne che si solleva.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; questo, sembra, il ritmico contrarsi dei muscoli pelvici durante l&#8217;orgasmo che espelle il fluido accumulato come ultima componente dell&#8217;eiaculazione femminile. Il quantitativo di fluido rilasciato può essere considerevole, attraverso il ripetersi di riempimento e svuotamento delle ghiandole durante l&#8217;orgasmo.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Anche la donna può eiaculare</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;eiaculazione femminile è abbastanza rara e molto difficile da provare</strong>, alcune arrivano all&#8217;eiaculazione durante la stimolazione del clitoride, altre durante la stimolazione vaginale del Punto G. Molte la sperimentano durante un rapporto particolarmente intimo e fiducioso con un uomo che amano profondamente, e solo con lui. Altre la vivono con più facilità quando si masturbano da sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Un fattore che favorisce l&#8217;eiaculazione sembra essere la capacità di raggiungere un&#8217;alta eccitazione e successivamente di contenere lo stato eccitato mentre ci si rilassa in questo. In questi casi viene descritto come un arrendersi al piacere nel momento in cui sembra incontenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Diverse donne dicono di aver sperimentato l&#8217;eiaculazione soltanto dopo essersi occupate per parecchi anni attivamente del proprio piacere ed essersi masturbate spesso al punto G. Ma ce ne sono altre con un vita sessuale intensa e soddisfatta che non hanno mai eiaculato e non ne sentono il bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi riesce a sperimentarla la descrive come un qualcosa di molto appagante sessualmente.</p>
<p style="text-align: justify;">I Batoro dell&#8217;Uganda considerano una donna adulta e pronta per il matrimonio solo quando riesce, masturbandosi, a eiaculare bagnando un muro. Le donne anziane insegnano alle giovani come fare &#8220;Kachapati&#8221; che in lingua batoro vuol dire proprio &#8220;spruzza il muro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli abitanti di alcune isole dell&#8217;Oceano Pacifico del sud, le Trobriand, non solo conoscono l&#8217;importanza dei muscoli pelvici e l&#8217;esistenza del punto G ma giudicano che la donna abbia goduto veramente solo se eiacula.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Come eiaculare?</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Primo passo</strong><br />
Trova il muscolo che si colloca intorno alla parte dell&#8217;uretra all&#8217;interno della vagina. Se i muscoli della tua vagina non sono stati molto usati, puoi fare un esercizio: premere e rilasciare i muscoli. Questo è piacevole e in questo modo puoi addirittura arrivare fino all&#8217;orgasmo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo passo</strong><br />
Massaggia la parte dell&#8217;uretra nella tua vagina con due-tre dita. Spingi forte, ed aspetta che ti arriva lo stimolo di fare la pipi. Questo segno significa che sei pronta ad eiaculare. Adesso piazza un altro dito appena sotto alla parte dell&#8217;uretra che si trova esternamente, e comincia a masturbarlo come fai con il clitoride. Facendo questo te ne accorgerai che i due canali, quello all&#8217;interno e all&#8217;esterno della tua vagina sono pieni e forse addirittura sono dolorosi: hai altri 29 canali all&#8217;interno che stanno spingendo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Terzo passo</strong><br />
Continua a masturbarti, e quando sei vicino all&#8217;orgasmo spingi fuori la parte dell&#8217;uretra e fai come se volessi fare la pipi. Il liquido uscirà, forse come un spruzzo o un getto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;"><!--[if !mso]><br />
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<p style="text-align: justify;">Non tutte le donne arrivano all&#8217;eiaculazione, evitate quindi l&#8217;ansia di doverla raggiungere per forza. Però provate. Potreste avere una bella sorpresa. Uno dei motivi per i quali è così importante che le donne siano a conoscenza della possibilità di eiaculare sta nel fatto che se una donna ne sente lo stimolo e si trattiene rischia di procurarsi notevoli infiammazioni. Molti sostengono, ad esempio, che buona parte delle uretriti sarebbe causata da una contrazione, spesso involontaria, durante l&#8217;orgasmo. Insomma, lasciarsi andare fa bene.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Il culto dello &#8220;squirt&#8221;</h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;eiaculazione femminile oggi è diventata un oggetto del desiderio maschile, una caratteristica delle attrici porno.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni film pornografici, le donne sono mostrate mentre eiaculano un fluido chiaro o lattiginoso. La validità della pornografia come una fonte di prove è quantomeno sospetta, poiché c&#8217;è un forte incentivo a generare un effetto visivo drammatico, con nessuna assicurazione circa la registrazione accurata degli eventi reali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;industria dei film pornografici, Cytherea è generalmente riconosciuta come la &#8220;regina dello squirt&#8221;, a causa delle sue eiaculazioni particolarmente intense e voluminose.<br />
Fuori dal regno della pornografia, l&#8217;autrice e sessuologa Carol Queen ha prodotto un video educativo (con lei protagonista) che si propone di insegnare ad eiaculare alle donne che in precedenza non erano in grado di raggiungerla.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;educatrice sessuale, dottoressa Susan Block, ha prodotto un video educativo chiamato &#8220;il salone dello squirt della dottoressa Suzy&#8221; con la partecipazione dell&#8217;esperta di punto G e di eiaculazione femminile Deborah Sundhal, insegnandole ad eiaculare, così come le dimostrazioni dalla voluminosa eiaculatrice Annie Body e l&#8217;eiaculatrice tantrica Leila Swan, e il primissimo piano del punto G, prima, dopo e durante l&#8217;eiaculazione.</p>
<p>Fonte: http://www.comodo.it/canali/sessualita/femminile/squirting-ejaculazione-femminile/squirting-eiaculazione-femminile/</p>
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		<title>Fantasie sessuali</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/03/25/fantasie-sessuali/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 23:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leo</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Sessualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Il cervello è il più potente organo sessuale, quello senza il quale nulla sarebbe possibile. Quello che permette orgasmi da capogiro, lo stesso che può anche bloccare sul nascere un&#8217;incontro erotico solo per una parola e per un gesto sbagliato, quello che fa riaffiorare sensazioni provate anni e anni prima, quello che fa volare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-1331 alignleft" style="margin: 10px;" title="becksms0809a_468x479" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/becksms0809a_468x479-293x300.jpg" alt="becksms0809a_468x479" width="293" height="300" />Il cervello è il più potente organo sessuale, quello senza il quale nulla sarebbe possibile. Quello che permette orgasmi da capogiro, lo stesso che può anche bloccare sul nascere un&#8217;incontro erotico solo per una parola e per un gesto sbagliato, quello che fa riaffiorare sensazioni provate anni e anni prima, quello che fa volare la mente verso le cosiddette fantasie sessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dimostra un recente sondaggio condotto tra gli italiani emerge che il 90% degli uomini e l&#8217;80% delle donne utilizzano fantasie mentre fanno l&#8217;amore. Non solo. È stato provato che fantasticare rende gli uomini più estroversi, migliora la frequenza orgasmica, garantisce un numero superiore di partner e rende disinibiti. Le donne che fantasticano di più sono meno condizionate da certe norme tradizionali: sono favorevoli a quelle cose che per la morale &#8220;non si fanno&#8221; come i rapporti anche durante il periodo mestruale, la masturbazione o il tradimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Le fantasie sessuali maschili riguardano in gran parte il fare l&#8217;amore con più donne o il sesso dove la partner è una femmina insaziabile. La donna è invece molto stimolata all&#8217;idea di essere desiderata, di avere un enorme potere seduttivo. Cosa pensano le donne mentre fanno l&#8217;amore? Per semplificare riduciamo la cosa a due scuole di pensiero: scene romantiche, piene di tenerezza, magari con partner diversi da quello reale contrapposte a quelle esibizionistiche come mostrarsi e sentirsi irresistibili, ma anche venire legate e trattate con le maniere forti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le fantasie hanno dei contenuti che di solito non vengono messi in atto perché ritenuti troppo trasgressivi e quindi buoni solo per i pensieri solitari. Al massimo succede che nella realtà il comportamento venga ridimensionato e reso quindi accettabile (ad esempio le fantasie sado-maso vengono ridimensionate con un rapporto molto focoso).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quali sono, nell&#8217;immaginario odierno le fantasie più diffuse? Noi ve ne proponiamo 5, consci del fatto di aver toccato solo la punta dell&#8217;iceberg. Diteci cosa ne pensate voi, quali sono le vostre preferenze ecc.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lacci, foulard, un pò di dolore e tanto piacere&#8230;</strong><br />
Il sesso parla di potere: dominazione e sottomissione si alternano di continuo. E se il giochino si estremizza? Se cominciamo a fantasticare su padroni e schiave? Benvenuti nelle fantasie sado-maso. Graffiami e sarò felice, ordinami di leccare i tuoi tacchi a spillo e perderò la testa. Dimmi che sono il tuo chihuaha e l&#8217;orgasmo è assicurato. Il mondo è bello, perchè è vario e se nelle fantasie vi piace diventare una schiava, perchè no, in fondo nel sesso si liberano le pulsioni più primitive e istintive. Discorso a parte meritano lacci e corde: il bondage è innanzitutto un piacere estetico, eccitarsi all&#8217;idea di essere legati come un salame fa parte del mondo dei giochi di ruolo mescolato a quello del fetish: se mai realizzerete la vostra voglia di &#8216;costrizione&#8217; ricordatevi di non stringere troppo i nodi, avete mai letto il Gioco di Gerald di Steven King?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Farlo in 3, scambio di coppia, più siamo meglio è&#8230;</strong><br />
Lei e Lui, e l&#8217;altro. Poi la donna dell&#8217;altro e poi quell&#8217;altra coppia, gli amici che hanno in comune e anche quelli che non sono così amici. Per contenere i corpi avvinghiati ci vorrà un letto matrimoniale grande come San Marino: la coppia apre le frontiere. La fantasia di farlo in tre è un classico della masturbazione. Due donne e un uomo: l&#8217;apoteosi dei sensi, il doppio di tutto. Due uomini e una donna: metafora di riempimento, giochi di ruolo. E se la fantasia è la doppia coppia ovvero lo scambismo? L&#8217;eccitazione si annida nella gelosia, potente afrodisiaco, e nell&#8217;oscenità del tradimento esibito. Se invece nelle fantasie i corpi si moltiplicano? Scatta l&#8217;orgia, il mito dionisiaco, la morte di ogni morale: nulla conta se non il piacere della carne. La fantasia è il regno della libertà sfrenata, la realtà ha sapori diversi. Nei menage a trois le due lesbiche trascurano l&#8217;omino eccitato, nello scambio di coppia ti ritrovi a far l&#8217;amore con un imbranato impiegato di banca. E nessuno partecipa alle orge se non pagando.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Farlo con uno/a sconosciuto/a</strong><br />
Qualcosa in quella persona ci attira irresistibilmente, non abbiamo nemmeno idea di chi sia, a volte non ci disturbiamo nemmeno a immaginargli una faccia, un colore di occhi o una lunghezza di capelli. E&#8217; quel suo essere un continente inesplorato senza storia che eccita i sensi, che ce lo fa desiderare, che ci fa venire voglia di fare con lui quello che nella consuetudine di un amore non riusciamo ad osare. Immaginare di fare l&#8217;amore con qualcuno che non si conosce e che non si conoscerà mai stimola ad osare, a liberarsi dei tabù, a volare nell&#8217;ignoto&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Omosex e travestimenti</strong><br />
Indossare abiti da donna pur essendo etero e uomini a tutti gli effetti. Per puro piacere estetico, per far uscire fuori la propria parte femminile e farla convivere con il naturale essere uomini. E l&#8217;eccitazione arriva quando si sentono sulla propria pelle quei tessuti, quei pizzi, quei colori che sanno di femminilità, di donna, di madre. Masturbarsi durante il travestimento è la conclusione naturale. E&#8217; il piacere di sentirsi completi veramente&#8230; Pezzi preferiti del guardaroba di chi ama i travestimenti sono quelli che più accentuano l&#8217;ostentazione della femminilità e quindi giarrettiere, corsetti, lingerie, pellicce&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><br />
L&#8217;immaginario sessuale è stato spesso trascurato e attaccato negativamente. Freud considerava le fantasie sessuali consce un qualcosa a cui l&#8217;individuo doveva rinunciare per raggiungere l&#8217;equilibrio psicoaffettivo in quanto solo le persone infelici e insoddisfatte hanno delle fantasie. Tuttavia il padre della psicanalisi diventò più tollerante, rispetto alle fantasie che nascono, per es. durante la masturbazione, quando si rese conto che erano talmente diffuse da non poter essere considerate sintomo di una nevrosi. Fu solo con Havelock Ellis che le cose cominciarono a cambiare: egli rivendicò infatti la normalità dei sogni erotici diurni, ritenuti da lui una semplice manifestazione del normale impulso sessuale e, di conseguenza, assolutamente legittimi e normali. OGGI LA MODERNA SESSUOLOGIA CONSIDERA LE FANTASIE SESSUALI COME INNOCUE E NORMALI</p>
<p style="text-align: justify;">A volte anche a voi vi sarà capitato di pensare: sono un perverso? sono una maniaca?, semplicemente perché il pensiero cercava altre vie per esprimersi. Chiariamo subito un dubbio: è perverso solo chi soffre e non trae un vero piacere da pratiche sessuali che è &#8220;obbligato&#8221; a svolgere, inseguendo un piacere che costantemente sfugge. Molte &#8220;varianti&#8221; della sessualità umana sfuggono quindi alla definizione di perversione. Ma quali sono le perversioni? Le alterazioni, deviazioni e perversioni del comportamento sessuale umano sono comportamenti ritenuti devianti rispetto ad una &#8220;norma&#8221; e a una normalità. Poiché una definizione clinica soddisfacente è impossibile (chi stabilisce cos&#8217;è la norma?) si e&#8217; proposto il termine parafilie (para, presso e philia, amore). E&#8217; vero infatti che non c&#8217;è perversione in presenza di tolleranza sociale. La pederastia della Grecia classica è solo uno dei mille esempi che la storia può offrirci. Esiste quindi un rapporto di causa-effetto tra sistema sociale (repressivo) e deviazione sessuale. Se dunque è vero che la società provoca perversioni (il più gran numero di delitti a sfondo sessuale è stato registrato durante la repressione sessuale vittoriana, come Jack Lo Squartatore insegna), c&#8217;è un aspetto individuale che deve pur essere presente nella definizione delle alterazioni sessuali</p>
<p style="text-align: justify;">Le fantasie sessuali possono svolgere delle funzioni specifiche come:<br />
- Accrescere l&#8217;autostima<br />
- Aumentare l&#8217;interesse sessuale e il desiderio<br />
- Facilitare l&#8217;orgasmo<br />
- Esaltare il momento che si sta vivendo<br />
- Soddisfare la curiosità<br />
- Messa in scena di possibilità future<br />
- Alleviare lo stress e la tensione<br />
- Conservare ricordi piacevoli<br />
- Curare traumi passati<br />
- Compensare le carenze della realtà</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: http://www.girlpower.it/sex/guide_erotiche/fantasie_sessuali.php</p>
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		<title>Falsi miti sulla sessualità femminile</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 20:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sia la sessualità maschile che quella femminile sono popolate da vari miti. Questi miti possono avere varie origini: credenze popolari, preconcetti di origine morale o semplici luoghi comuni della gente della strada senza nessun fondamento scientifico, miti che si sono poco a poco trasformati in pseudo-verità, al punto da diventare delle autentiche credenze per coloro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1266" style="margin: 10px;" title="lovers4567sd51" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/lovers4567sd51-300x232.jpg" alt="lovers4567sd51" width="300" height="232" />Sia la sessualità maschile che quella femminile sono popolate da vari miti. Questi miti possono avere varie origini: credenze popolari, preconcetti di origine morale o semplici luoghi comuni della gente della strada senza nessun fondamento scientifico, miti che si sono poco a poco trasformati in pseudo-verità, al punto da diventare delle autentiche credenze per coloro che non hanno una formazione sessuale solida.</p>
<p style="text-align: justify;">Le false credenze possono influire negativamente sulla vita sessuale creando delle ansie e dei timori non  necessari che talvolta sono difficili da superare. Una visione così limitata e ristretta del sesso non lascia che poche speranze di una vita sessuale soddisfacente alla gente che non rientra negli stereotipi.</p>
<p style="text-align: justify;">Comprendere i falsi miti legati alla sessualità femminile e alla sessualità in generale è già un passo avanti per liberarvi dal peso che rappresentano, anche se non costituisce necessariamente una soluzione. Certo il confronto dei miti con le realtà potrà esservi di aiuto. Questa comprensione vi aiuterà ad agire, ma per risolvere un dato problema sessuale è necessario un lavoro attivo e cosciente che va in direzione di un cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo riassunto in diversi miti erronei, facili da ricordare, tutti i timori infondati, le paure più comuni e i miti riguardo alla sessualità femminile e alla sessualità generale. Certo, lungi da noi l&#8217;idea di dare una lista completa, universale ed esauriente, ma si spera che la lista data includa i miti più interessanti sui quali ogni donna si è posta più di una domanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
Tutti gli uomini raggiungono l&#8217;orgasmo, ma solo alcune donne hanno questo privilegio.<br />
Realtà :<br />
Doppiamente falso. Non solo perché esistono non pochi uomini con difficoltà ad avere un orgasmo, ma anche perché &#8211; salvo in casi di malattia o di mutilazione &#8211; la capacità di avere un orgasmo non è un dono di nascita. E non si nasce neppure con certi sentimenti o certi comportamenti sessuali. Tutte queste cose, compreso la capacità di raggiungere l&#8217;orgasmo, vengono incrementate con le esperienze della vita e qualsiasi problema può soltanto dipendere dal vissuto sessuale, da certe insufficienze muscolari dell&#8217;apparato sessuale, da fattori psicologici o addirittura da cattive abitudini di masturbazione. Tutte le donne nascono sessualmente uguali. E se esistono differenze qualitative nell&#8217;apprezzamento del sesso tra una donna e l&#8217;altra, queste sono esclusivamente dovute a fattori psicosomatici e mai congeniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
L&#8217;orgasmo reciproco è l&#8217;ideale<br />
Realtà :<br />
Dovrebbe esserlo, ma non pensate che sia così facile. L&#8217;orgasmo simultaneo è difficile da raggiungere giacchè i tempi dell&#8217;uomo e della donna sono spesso diversi. L&#8217;uomo deve sviluppare un certo grado di resistenza per dare il tempo alla sua partner di poter rispondere sessualmente, mentre per quanto riguarda la donna, diventa importante conoscere sè stessa e sviluppare una risposta sessuale adeguata. In entrambi i casi esistono soluzioni provate.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
La donna che non raggiunge l&#8217;orgasmo o non prova molto piacere è considerata frigida e difficilmente può cambiare<br />
Realtà :<br />
Ogni donna attraversa il suo ciclo di crescita sessuale. La qualità e l&#8217;intensità di un orgasmo dipendono tutto sommato da un processo di evoluzione sessuale. Non solo il fatto di avere un orgasmo è qualcosa che si acquisisce sia con il vissuto che con opportune tecniche, ma si può addirittura imparare ad avere orgasmi di diversa natura. Per esempio, se avete sempre avuto un orgasmo del clitoride, potete imparare ad avere un orgasmo vaginale, un orgasmo del punto G e via dicendo.</p>
<p style="text-align: justify;">È un fatto provato che una donna può avere vari tipi di orgasmo. Se finora avete avuto problemi a raggiungere l&#8217;orgasmo è perché, per varie circostanze non avete sufficiente esperienza o preparazione. Non si nasce imparati e non tutte le persone adulte hanno le stesse esperienze e lo stesso vissuto sessuale. Inoltre per alcune è stato più facile, per altre più difficile, ma tutte possono arrivarci.</p>
<p style="text-align: justify;">Le difficoltà a raggiungere l&#8217;orgasmo possono dipendere da insufficienze muscolari o da fattori psicologici o ancora da agenti inibitori. Queste difficoltà e altre sono state studiate per lungo tempo e oggi esistono non solo soluzioni complete per risolvere il problema, ma anche approcci per progredire nella sessualità e raggiungere alte vette di soddisfazione sessuale, magari provando vari orgasmi o combinandoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
Le donne che provengono da ambienti strettamente religiosi o che hanno avuto un&#8217;educazione morale sessualmente restrittiva hanno le maggiori difficoltà<br />
Realtà :<br />
Il fatto di aver avuto un&#8217;educazione religiosa o morale non significa necessariamente avere problemi sessuali. Se questo è il vostro caso, forse vi consolerà il fatto che molte donne religiose non hanno mai avuto problemi sessuali. Un&#8217;inchiesta recentemente realizzata su un campione di 100.000 donne negli Stati Uniti ha rivelato che le più religiose dichiaravano di avere la maggior soddisfazione sessuale e di non avere nulla di particolare di cui lamentarsi. Per cui tutto è relativo e, ancora una volta, bisogna piuttosto considerare le cause dei problemi con un&#8217;ottica più profonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
Le donne normali, oppure quelle vere, femminili o sessuali raggiungono l&#8217;orgasmo ogni volta che fanno sesso<br />
Realtà :<br />
Anche le donne &#8220;più calde&#8221; hanno il 30% di probabilità di fare cilecca. Nessuna donna e nessun essere umano sono una macchina che risponde alla pressione di un pulsante. Quindi, la distinzione tra &#8220;orgasmiche&#8221; e &#8220;non orgasmiche&#8221; non esiste come bianco e nero. La differenza tra la capacità e l&#8217;incapacità di avere un orgasmo è una differenza di grado e non di genere. Cioè, tutte le donne possono avere difficoltà e tutte possono raggiungere l&#8217;orgasmo. L&#8217;unica differenza è che alcune donne hanno maggiori difficoltà mentre altre ne hanno meno.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1268" style="margin: 10px;" title="1217531901690" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/1217531901690-300x173.jpg" alt="1217531901690" width="300" height="173" />Mito :<br />
Le donne che hanno orgasmi multipli sono troppo licenziose o ninfomani<br />
Realtà :<br />
La possibilità di una donna di avere orgasmi multipli e di godere il sesso è perfettamente normale e conforme al suo grado di risposta sessuale. Una donna che ha sviluppato nella sua vita la capacità di avere vari orgasmi è una donna che ha acquisito una migliore padronanza del suo corpo, del suo vissuto sessuale e delle sue esperienze. Invece di criticarla, bisognerebbe complimentarsi con lei, giacchè qualsiasi donna dovrebbe avere come scopo sessuale di raggiungere il maggior numero di orgasmi possibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
L&#8217;uso dell&#8217;alcol ha effetti afrodisiaci e aumenta il desiderio sessuale<br />
Realtà :<br />
È certo che l&#8217;alcol diminuisce molte inibizioni ed è vero che in piccole dosi contribuisce al rilassamento. Comunque, diminuire l&#8217;inibizione e aumentare il desiderio sono due cose diverse e il fatto che l&#8217;ansia diminuisca non corrisponde automaticamente a un aumento della libido. Anche se psicologicamente può talvolta aiutare, fisicamente non esiste nessun effetto afrodisiaco.</p>
<p style="text-align: justify;">A grandi dosi, l&#8217;alcol è addirittura nocivo per la sessualità. Nell&#8217;uomo rende difficile ottenere e mantenere l&#8217;erezione, mentre nella donna diminuisce la capacità di risposta sessuale e ostacola l&#8217;orgasmo. Quindi, contrariamente a quel che si crede, l&#8217;alcol non è una soluzione, anche se a piccole dosi può essere di aiuto.<br />
La stessa cosa può dirsi per la marijuana. Può diminuire alcune inibizioni e addirittura facilitare la dilatazione dei vasi sangugni, ma non aumenta il desiderio, né facilita l&#8217;erezione nell&#8217;uomo. E non ha alcun effetto afrodisiaco sulla risposta orgasmica della donna. Il nostro programma contiene una guida di prodotti afrodisiaci naturali che possono realmente contribuire all&#8217;aumento di desiderio, anche se tutto dipende sempre dal caso specifico e dalle circostanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
Con l&#8217;età, il godimento sessuale e la frequenza dei rapporti diminuiscono automaticamente<br />
Realtà :<br />
Uno studio fatto su 12mila coppie americane (e si prendono gli Stati Uniti come esempio perché è la società più consumistica) dimostra che, in realtà, questa perdita di desiderio e di frequenza si produce piuttosto a causa dello stress della vita, oppure dell&#8217;insoddisfazione della relazione in sè stessa, piuttosto che a causa dell&#8217;età.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
La sessualità femminile ha fine con l&#8217;inizio della menopausa<br />
Realtà :<br />
Può darsi che ci sia meno desiderio sessuale, ma questo non vuol dire che la risposta sessuale e la capacità di avere orgasmi spariscano dopo la menopausa. Anzi, molti studi dimostrano che addiruttura aumentano. Forse questo è dovuto al fatto che svaniscano diversi timori femminili, come quello di restare incinte o l&#8217;ansia legata ai fastidi della mestruazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
Le donne decenti o &#8220;per bene&#8221; non fanno uso e non hanno bisogno di materiale erotico o di richiami sessuali per eccitarsi<br />
Realtà :<br />
Vero per un aspetto ma falso per un altro. Il fatto che molte donne dimostrino poco interesse verso la pornografia non ha nulla a che vedere con i costumi sociali, ma è spesso dovuto al fatto che il commercio erotico è quasi sempre incentrato sull&#8217;eccitazione maschile. Inoltre la sessualità femminile non è identica a quella maschile. L&#8217;uomo è per lo più visuale, qualsiasi uomo sessualmente sano può eccitarsi facilmente davanti a una donna che lo richiama sessualmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre una donna non si eccita necessariamente in questo modo. L&#8217;eccitazione della donna implica la partecipazione di tutti gli altri sensi e non solo di quello visuale ed implica inoltre molti fattori emozionali oltre che fisici. Una donna potrebbe restare totalmente indifferente davanti al sesso duro e crudo di un film porno, e al tempo stesso potrebbe eccitarsi pazzamente davanti a una scena d&#8217;amore romantico e appassionato (sessuale o no) di un qualche film o romanzo rosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non vuol dire che la donna non sia in grado di eccitarsi con letteratura o immagini di contenuto erotico, ma soltanto che per lei l&#8217;atmosfera e il contesto sono molto importanti e fanno di fatto tutta la differenza. Nulla più dell&#8217;ambiente e della sensualità è in grado di accenderle.<br />
In definitiva quindi l&#8217;eccitabilità femminile, a prescindere da fattori morali che in alcuni casi possono avere un peso, riposa su fattori di recettività agli stimoli molto più che su fattori sociali. Una donna per bene può resistere e mantenere il suo ritegno di fronte a certi stimoli, ma questo non vuol dire che non sia in grado di eccitarsi o che non si stia eccitando.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
Le donne che non amano tutte le espressioni di sessualità sono più fredde rispetto ad altre<br />
Realtà :<br />
Il grado di sessualità di una donna non dipende dal tipo di atto sessuale che svolga o che preferisca. Ad esempio se a una donna non piace molto il sesso orale è semplicemente frutto di una preferenza personale o di un qualche pregiudizio ma non significa necessariamente che sia meno sessuale di un&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
Se una donna non arriva rapidamente e facilmente all&#8217;orgasmo, allora deve avere qualche problema<br />
Realtà :<br />
La velocità di risposta sessuale di una donna non è uguale in ogni momento e in ogni circostanza e non dipende neppure necessariamente dal suo partner, dai suoi attributi fisici o dalle sue abilità sessuali, anche se il suo atteggiamento verso di lei può influire in modo non trascurabile. La velocità di ottenere un orgasmo dipende da fattori fisici, dalla capacità biologica nel rispondere, dal contesto, dallo stato di forma, dal livello di eccitabilità, da agenti esterni, nonché da fattori emozionali e psicologici. Il miglior rimedio in questo campo è prepararsi sia fisicamente che emozionalmente ad avere una risposta sessuale molto migliore. E questo programma contiene tutte queste soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, per entrambi i sessi il grosso della sessualità e del&#8217;apprezzabilità del sesso è puramente psicologico. La psicologia ha un&#8217;importanza centrale in tutti i rapporti sessuali. Nessun rapporto sessuale riesce ad avere una qualità apprezzabile senza uno stato psicologico appropriato, questo è vero persino nel caso degli uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
La masturbazione nuoce al rapporto sessuale completo e può convertirsi in un vizio<br />
Realtà :<br />
Falso. A meno che la masturbazione non diventi un&#8217;ossessione &#8211; cosa piuttosto rara &#8211; le donne che possono raggiungere l&#8217;orgasmo masturbandosi hanno più possibilità di raggiungerlo durante un rapporto completo. Di fatto, la masturbazione può anche essere usata come tecnica di sviluppo della sessualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
La masturbazione è dannosa perché esaurisce il desiderio e l&#8217;energia con conseguente perdita di interesse verso l&#8217;atto sessuale completo<br />
Realtà :<br />
Le ricerche sulla sessualità femminile hanno riscontrato che le donne che si masturbano hanno più possibilità di avere una buona risposta orgasmica rispetto a quelle che non lo fanno. Inoltre le donne che si masturbano risultano più aperte verso tutte le forme di espressione sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
La gravidanza e il parto riducono la risposta sessuale di una donna<br />
Realtà :<br />
Piuttosto è vero il contrario. Molte donne aumentano la loro capacità di risposta sessuale dopo il parto. Questo è forse dovuto a un maggior afflusso di sangue nel bacino durante la gravidanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
L&#8217;anticoncezione è una responsabilità puramente femminile<br />
Realtà :<br />
È possibile che l&#8217;uso di anticoncettivi possa ridurre il piacere sessuale. Qundi non per tutte le donne può essere indicato un tipo di contraccezione. In alcuni casi è meglio che l&#8217;uomo usi il profilattico piuttosto che la donna adotti la spirale o prenda pillole. E, in tutti i casi, la prevenzione di gravidanze non volute è responsabilità di entrambi e non solo della donna.<br />
Qundi se non vi sentite a vostro agio con una forma di contraccezione data, non esitate a cambiarla e a comunicare questo al vostro partner.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: http://www.soloperlei.com/falsi-miti-sessualita.php</p>
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		<title>Saper ascoltare</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/03/03/saper-ascoltare/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 15:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leo</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[convivere]]></category>
		<category><![CDATA[desiderio]]></category>
		<category><![CDATA[interlocutori]]></category>
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		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di comunicazione, si pensa sempre che la cosa più importante sia sapersi esprimere. Ma non è così. L&#8217;arte più sottile e preziosa è saper ascoltare. Questo è vero in qualsiasi forma di comunicazione, anche se apparentemente non è un dialogo. Mentre scrivo queste pagine sto cercando di &#8220;ascoltare&#8221; &#8211; per immaginare che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-801 alignleft" style="margin: 10px;" title="1481855885-chase-cooper-18-left-uses-sign-language-to-communicate-with" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/1481855885-chase-cooper-18-left-uses-sign-language-to-communicate-with-300x198.jpg" alt="1481855885-chase-cooper-18-left-uses-sign-language-to-communicate-with" width="300" height="198" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quando si parla di comunicazione, si pensa sempre che la cosa più importante sia sapersi esprimere. Ma non è così. L&#8217;arte più sottile e preziosa è saper ascoltare. Questo è vero in qualsiasi forma di comunicazione, anche se apparentemente non è un dialogo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre scrivo queste pagine sto cercando di &#8220;ascoltare&#8221; &#8211; per immaginare che cosa penserà chi legge, per ricordare ciò che ho imparato da chi ha letto altre cose che ho scritto e mi ha aiutato a renderle più chiare. Un libro che nessuno legge (o che nessuno trova utile o interessante) è solo un mucchio di carta sporco di inchiostro.</p>
<p style="text-align: justify;">La necessità di ascoltare è più immediatamente rilevante quando si tratta di comunicazione interattiva. È importante in ogni dialogo, ma soprattutto in rete &#8211; anche se i nostri interlocutori sono &#8220;invisibili&#8221; e in alcune situazioni non sappiamo chi sono (per esempio quando siamo in un&#8217;area di dialogo collettivo di cui non conosciamo tutti i partecipanti).</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente &#8220;ascoltare&#8221; non significa usare solo l&#8217;udito; ma capire ciò che gli altri dicono e quali sono le loro intenzioni. Anche quando la comunicazione si trasmette con parole scritte anziché &#8220;a voce&#8221;. E proprio perché non vediamo le altre persone (e non possono correggerci subito, con una parola a con un gesto, se le capiamo male) dobbiamo essere particolarmente attenti nell&#8217;ascoltare e capire.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo è pieno di persone che ascoltano soprattutto se stesse. Di solito, se non sanno capire gli altri, non hanno neppure una percezione chiara del loro gonfiato ma confuso &#8220;io&#8221;. Passano tutta la vita a coltivare un &#8220;sé&#8221; immaginario, che cercano di imporre al prossimo. Il problema è che spesso ci riescono, perché c&#8217;è anche nella natura umana il desiderio di essere &#8220;seguaci&#8221;, di accodarsi a qualcun altro; e chi parla più forte ha ragione, anche se non sa quello che sta dicendo. Il risultato è che si può coesistere, perfino convivere, senza mai capirsi o avere alcuna vera comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La percezione può fare curiose magie. Stiamo davanti a uno schermo televisivo su cui si muovono immagini piatte, &#8220;persone&#8221; alte una spanna. Sono pupazzi; molto spesso identità costruite, che somigliano poco alle persone reali come le potremmo percepire se le incontrassimo in carne e ossa. Ma nella nostra mente quelle immagini si formano come veri esseri umani; impariamo ad amarli, odiarli, a sentire simpatia o antipatia, a &#8220;viverli&#8221; fino al punto che li sentiamo parte della nostra vita quotidiana. Si crea così, davvero, un mondo &#8220;virtuale&#8221; che non riusciamo più a distinguere da quello &#8220;reale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">In rete non è così. Un giorno, forse, se tutto il mondo avrà davvero voglia di comunicare con webcam o altri sistemi &#8220;audiovisivi&#8221;&#8230; avremo ricreato nell&#8217;internet una specie di &#8220;televisione per tutti&#8221;. Che avrà tutte le falsità della televisione &#8220;a senso unico&#8221;, perché è difficile che una persona si comporti in modo &#8220;naturale&#8221; e spontaneo quando sa di essere davanti a una telecamera.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma lasciamo perdere le fantasie e vediamo la rete com&#8217;è. Ogni cosa che accade è comunicazione. Prima di pensare a ciò che possiamo dire o scrivere, l&#8217;importante è saper ascoltare e capire. Chi vuole comunicarci qualcosa e perché? Siamo sicuri di aver capito bene le sue intenzioni e ciò che sta cercando di dirci? Non è una fatica, né uno sforzo, se abbiamo un atteggiamento disposto ad ascoltare. Diventa facilmente un istinto, un modo di essere. Ed è molto più interessante capire, sentire il valore e il senso della comunicazione che limitarci al significato superficiale delle parole.</p>
<p style="text-align: justify;">Ascoltare vuol dire, prima di tutto, mettersi nei panni degli altri. Capire le cose dal loro punto di vista. Ma si tratta anche di percepire ciò che forse un&#8217;altra persona non aveva intenzione di dirci, ma involontariamente &#8220;trasmette&#8221; con il suo stile, il suo comportamento, il suo modo di esprimersi. Il &#8220;tono di voce&#8221; si può chiaramente percepire anche in un messaggio scritto. In rete cadono (o almeno si attenuano) i ruoli, le posizioni, le gerarchie. Si crea con sorprendente facilità una &#8220;confidenza&#8221; che non è sempre facile in un incontro &#8220;fisico&#8221;. Ma se non sappiamo ascoltare c&#8217;è il rischio che anche in rete ci sia solo una serie di soliloqui, un &#8220;dialogo fra sordi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dizionario Devoto-Oli definisce così la parola &#8220;ascoltare&#8221;: «Trattenersi volontariamente e attentamente a udire, prestare la propria attenzione o partecipazione a qualcuno o qualcosa in quanto informazione o motivo di riflessione». Certo&#8230; non tutto quello che sentiamo dire, non tutto quello che leggiamo merita di essere capito e approfondito. Ma ci vuole qualcosa di più di un &#8220;buon orecchio&#8221; per cogliere i segnali interessanti che spesso non sono dove ce li aspettavamo. Se entriamo in un dialogo, in uno scambio, abbiamo scarse probabilità di farci capire (e di essere ascoltati) se prima non abbiamo saputo ascoltare &#8220;con attenzione e partecipazione&#8221; &#8211; e anche riflettere.</p>
<p style="text-align: justify;">Dice Karl Menninger: «Ascoltare è una cosa magnetica e speciale, una forza creativa. Gli amici che ci ascoltano sono quelli cui ci avviciniamo. Essere ascoltati ci crea, ci fa aprire ed espandere».</p>
<p style="text-align: justify;">Ascoltare è un affettuoso regalo che facciamo a chi sta cercando di dirci qualcosa. Ma spesso è anche un grande regalo per chi ascolta.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte:<a title="saper ascoltare" href="http://www.gandalf.it" target="_blank"> http://www.gandalf.it</a></p>
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