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Squirting – Eiaculazione femminile

15 aprile 2009

SquirtingL’eiaculazione femminile nota anche come squirting o gushing, al pari di quella maschile, è il risultato della risposta orgasmica e consiste nell’espulsione di un notevole quantitativo di fluido dall’uretra, durante la stimolazione sessuale, in particolare del punto G, durante o in prossimità dell’orgasmo.

Il punto G è in realtà un’area della vagina più che un punto. É verosimilmente composto da residui di tessuto prostatico maschile che producono un secreto liquido del tutto diverso dall’urina e molto simile al liquido seminale maschile (ovviamente non contiene spermatozoi). La presenza del tessuto prostatico maschile nella donna non meraviglia perchè è solo alla sesta settimana dal concepimento che iniziano a delinearsi le differenziazioni sessuali. Prima di questa data gli embrioni umani sono tutti uguali e ovaie e testicoli si sviluppano da una struttura comune.

Il liquido secreto dalla stimolazione del punto G può essere espulso a piccoli fiotti a seguito delle contrazioni muscolari che si sviluppano nelle strutture genitali durante l’orgasmo. L’emissione di tale secrezione avviene attraverso l’uretra, ultimo tratto delle vie urinarie, e proprio questo fa sì che possa essere confuso con l’urina.

Una risposta orgasmica femminile non riconosciuta

Nonostante già Aristotele nel I secolo a.C. ne abbia scritto notando che la donna durante l’orgasmo emette un getto, ad oggi non ci sono ancora riferimenti chiari su manuali di educazione sessuale su questa reazione fisiologica.

Si dice che Galeno (anatomista e medico del II secolo d.C) ne fosse a conoscenza descrivendo la prostata femminile mentre l’anatomista Rinaldo Colombo riferì dell’eiaculazione femminile mentre spiegava le funzioni del clitoride.

Nel XVII secolo, l’anatomista tedesco Regnier de Graaf scrisse un libro sulla anatomia femminile e parlò di fluidi “che correvano fuori” e “che zampillavano” durante l’eccitamento sessuale.

Si era scritto poi dell’eiaculazione femminile in molti testi pornografici ad esempio in “The pearl” un’antologia inglese che raccoglie racconti dell’epoca vittoriana (’800) pieni di orgasmi femminili “bagnati” ma queste storie furono liquidate come allucinazioni maniacali maschili.

Il nordico Theodor H. van De Velde, nel 1926, pubblicò un manuale per coppie sposate nel quale raccontava che alcune donne durante l’orgasmo rilasciano del liquido. Ben pochi lo presero sul serio.

Da cosa è composto il liquido emesso?

Soltanto nel 1981 la Dalhousie di Hlifax, Nuova Scozia, analizzò questo liquido. Il gruppo di ricerca, che comprendeva Edwin Belzer Jr., Perry e Whipple pubblicò i risultati delle analisi dei liquidi prelevati da alcune volontarie sul “Journal of sex research”.

Attraverso le analisi chimiche è stato rilevato che il fluido espulso contiene:

glucosio (uno zucchero naturale) e fruttosio (un’altro zucchero naturale, trovato anche nel fluido seminale prostatico)

Antigene prostatico specifico. Enzima prodotto negli uomini dalla prostata e alla base dell’eiaculato maschile; nelle donne si ritiene sia generato dalle ghiandole periuretali. La sua funzione fisiologica negli uomini è quella di mantenere fluido il seme dopo l’eiaculazione, permettendo agli spermatozoi di “nuotare” più facilmente attraverso la cervice uterina.

un livello molto basso di creatinina e urea (i due principali componenti dell’urina, trovati in alti livelli nelle analisi dell’urina pre e post eiaculazione).

Meccanismo d’azione

Sebbene nella comunità medica e scientifica sia stata ora riconosciuta l’esistenza dell’eiaculazione femminile, rimane un largo vuoto quando si arriva a cercare di spiegare su basi scientifiche il processo di eiaculazione o la fonte del fluido stesso.

Fu nel 2002 che Emanuele Jannini, endocrinologo e docente di sessuologia medica, con la sua equipe di ricerca dell’ Università dell’Aquila offrì una spiegazione per questo fenomeno, così come per le frequenti smentite della sua esistenza:

Le aperture delle ghiandole periuretali sono di norma della dimensione dei pinoli, e variano nella dimensione da donna a donna, fino a quasi scomparire in alcune donne. Se le ghiandole periuretali sono la causa dell’eiaculazione femminile, questo può spiegare l’assenza di questo fenomeno in molte donne.
Le ghiandole si riempiono con il fluido durante il rapporto sessuale e posso essere sentite attraverso il muro vaginale. Il rigonfiamento del tessuto circostante l’uretere, può essere una combinazione di ghiandole che si riempiono col fluido e del tessuto erettile delle donne che si solleva.

E’ questo, sembra, il ritmico contrarsi dei muscoli pelvici durante l’orgasmo che espelle il fluido accumulato come ultima componente dell’eiaculazione femminile. Il quantitativo di fluido rilasciato può essere considerevole, attraverso il ripetersi di riempimento e svuotamento delle ghiandole durante l’orgasmo.

Anche la donna può eiaculare

L’eiaculazione femminile è abbastanza rara e molto difficile da provare, alcune arrivano all’eiaculazione durante la stimolazione del clitoride, altre durante la stimolazione vaginale del Punto G. Molte la sperimentano durante un rapporto particolarmente intimo e fiducioso con un uomo che amano profondamente, e solo con lui. Altre la vivono con più facilità quando si masturbano da sole.

Un fattore che favorisce l’eiaculazione sembra essere la capacità di raggiungere un’alta eccitazione e successivamente di contenere lo stato eccitato mentre ci si rilassa in questo. In questi casi viene descritto come un arrendersi al piacere nel momento in cui sembra incontenibile.

Diverse donne dicono di aver sperimentato l’eiaculazione soltanto dopo essersi occupate per parecchi anni attivamente del proprio piacere ed essersi masturbate spesso al punto G. Ma ce ne sono altre con un vita sessuale intensa e soddisfatta che non hanno mai eiaculato e non ne sentono il bisogno.

Chi riesce a sperimentarla la descrive come un qualcosa di molto appagante sessualmente.

I Batoro dell’Uganda considerano una donna adulta e pronta per il matrimonio solo quando riesce, masturbandosi, a eiaculare bagnando un muro. Le donne anziane insegnano alle giovani come fare “Kachapati” che in lingua batoro vuol dire proprio “spruzza il muro”.

Gli abitanti di alcune isole dell’Oceano Pacifico del sud, le Trobriand, non solo conoscono l’importanza dei muscoli pelvici e l’esistenza del punto G ma giudicano che la donna abbia goduto veramente solo se eiacula.

Come eiaculare?

Primo passo
Trova il muscolo che si colloca intorno alla parte dell’uretra all’interno della vagina. Se i muscoli della tua vagina non sono stati molto usati, puoi fare un esercizio: premere e rilasciare i muscoli. Questo è piacevole e in questo modo puoi addirittura arrivare fino all’orgasmo.

Secondo passo
Massaggia la parte dell’uretra nella tua vagina con due-tre dita. Spingi forte, ed aspetta che ti arriva lo stimolo di fare la pipi. Questo segno significa che sei pronta ad eiaculare. Adesso piazza un altro dito appena sotto alla parte dell’uretra che si trova esternamente, e comincia a masturbarlo come fai con il clitoride. Facendo questo te ne accorgerai che i due canali, quello all’interno e all’esterno della tua vagina sono pieni e forse addirittura sono dolorosi: hai altri 29 canali all’interno che stanno spingendo.

Terzo passo
Continua a masturbarti, e quando sei vicino all’orgasmo spingi fuori la parte dell’uretra e fai come se volessi fare la pipi. Il liquido uscirà, forse come un spruzzo o un getto.

Attenzione, lasciarsi andare fa bene

Non tutte le donne arrivano all’eiaculazione, evitate quindi l’ansia di doverla raggiungere per forza. Però provate. Potreste avere una bella sorpresa. Uno dei motivi per i quali è così importante che le donne siano a conoscenza della possibilità di eiaculare sta nel fatto che se una donna ne sente lo stimolo e si trattiene rischia di procurarsi notevoli infiammazioni. Molti sostengono, ad esempio, che buona parte delle uretriti sarebbe causata da una contrazione, spesso involontaria, durante l’orgasmo. Insomma, lasciarsi andare fa bene.

Il culto dello “squirt”

L’eiaculazione femminile oggi è diventata un oggetto del desiderio maschile, una caratteristica delle attrici porno.

In alcuni film pornografici, le donne sono mostrate mentre eiaculano un fluido chiaro o lattiginoso. La validità della pornografia come una fonte di prove è quantomeno sospetta, poiché c’è un forte incentivo a generare un effetto visivo drammatico, con nessuna assicurazione circa la registrazione accurata degli eventi reali.

Nell’industria dei film pornografici, Cytherea è generalmente riconosciuta come la “regina dello squirt”, a causa delle sue eiaculazioni particolarmente intense e voluminose.
Fuori dal regno della pornografia, l’autrice e sessuologa Carol Queen ha prodotto un video educativo (con lei protagonista) che si propone di insegnare ad eiaculare alle donne che in precedenza non erano in grado di raggiungerla.

L’educatrice sessuale, dottoressa Susan Block, ha prodotto un video educativo chiamato “il salone dello squirt della dottoressa Suzy” con la partecipazione dell’esperta di punto G e di eiaculazione femminile Deborah Sundhal, insegnandole ad eiaculare, così come le dimostrazioni dalla voluminosa eiaculatrice Annie Body e l’eiaculatrice tantrica Leila Swan, e il primissimo piano del punto G, prima, dopo e durante l’eiaculazione.

Fonte: http://www.comodo.it/canali/sessualita/femminile/squirting-ejaculazione-femminile/squirting-eiaculazione-femminile/

Squirting: l’eiaculazione femminile

29 marzo 2009

E’ poco conosciuta ed è abbastanza rara come esperienza. Ma esiste: anche la donna può eiaculare esattamente come l’uomo. Ecco tutte le informazioni sullo squirting.

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Sapevate che l’eiaculazione non è una prerogativa unicamente maschile? Anche le donne possono reagire all’orgasmo con l’eiaculazione: si tratta di un’eventualità generalmente abbastanza rara, che non tutte sperimentano con facilità, e soprattutto poco studiata dalla scienza. In termini tecnici si parla di squirting o gushing.

Lo squirting consiste quindi nella fuoriuscita di un liquido dall’uretra in reazione all’orgasmo provocato dalla stimolazione del punto G o del clitoride. Molti sono convinti che si tratti di urina, ma non è così. Questo liquido fu infatti analizzato per la prima volta nel 1981 da un team di scienziati, i quali giunsero alla conclusione che si trattava di un liquido molto similare allo sperma maschile. Di certo non si trattava di urina.

Lo squirting: da cosa è provocato
Come già detto, lo squirting è legato alla stimolazione del punto G, che, a dispetto del nome, non è un punto definito, ma un’area più o meno estesa , che si trova all’interno della vagina in corrispondenza della vescica. Gli scienziati infatti ci insegnano che il nostro punto G altro non è che il corrispettivo della prostata maschile. Il funzionamento dello squirting è stato spiegato per la prima volta in maniera completa nel 2002 dall’endocrinologo italiano Emanuele Jannini. Il liquido dello squirting viene prodotto da alcune ghiandole che si trovano intorno all’uretra, dette appunto periuretrali. Queste ghiandole si riempiono di liquido durante l’attività sessuale, per poi svuotarsi con l’orgasmo. Grandezza e quantità di queste ghiandole varia da donna a donna, e proprio per questo non tutte possono provare l’esperienza dello squirting.

Testimonianze
Diverse donne che hanno provato lo squirting affermano che è strettamente collegato alla stimolazione del clitoride o del punto G. Alcune dicono di provarlo solo con un uomo che amano profondamente e col quale vivono un’intimità molto coinvolgente. Altre invece raggiungono lo squirting solo tramite la masturbazione. Alcune addirittura sostengono di esserci arrivate solo dopo anni e anni di costante masturbazione del punto G.

Secondo chi l’ha provata, l’eiaculazione femminile sarebbe un’esperienza profondamente piacevole e soddisfacente. Ma allo stesso tempo esistono numerose donne che non l’hanno mai provata, ma hanno comunque una vita sessuale appagante. Come sempre, in fatto di sesso, ogni donna è fatta in modo diverso e vive un’esperienza a sè.

Un po’ di storia
Sebbene l’eiaculazione femminile sia tutt’oggi poco conosciuta, possiamo trovarne tracce sin dall’antichità . Già nel I secolo a.C. ne parlava Aristotele. Nei primi secoli d.C. ne parlarono gli anatomisti Galeno e Rinaldo Colombo: il primo la colelgava all’esistenza di una prostata femminile, il secondo al clitoride. Nel XVII secolo ne parlava un’altro anatomista, Regnier de Graaf, nei suoi studi sull’anatomia femminile. L’eiaculazione femminile continua a passare sotto silenzio, e nell’800 “ricompare” in una raccolta di racconti pornografici dell’era vittoriana. Per finire, lo squirting viene esaminato persino in una guida per sposi pubblicata nel 1926 da Theodore Van de Velde. Superfluo sottolineare che tutte queste citazioni vennero spesso prese poco sul serio.

La scienza fece luce su questo fenomeno solo nel 1981 quando ad Halifax venne esaminata da un gruppo di medici la composizione del liquido prodotto nell’eiaculazione femminile. Il liquido da analizzare venne fornito da alcune volontarie.

Il fenomeno dell’eiaculazione femminile è invece preso in grande considerazione presso alcune popolazioni. Ad esempio nella tribù dei Batoro, in Uganda, le donne più anziane insegnano alle ragazze come masturbarsi fino a raggiungere l’eiaculazione, ed una donna è coniderata pronta al matrimonio solo quando è capace di bagnare un muro con la sua eiaculazione. Gli abitanti delle isole Tobriand, nel Pacifico, invece, sono convinti che una donna è soddisfatta del rapporto sessuale solo quando eiacula.

Come fare
Con un po’ know how, è possibile “imparare” a raggiungere lo squirting. Certo, non bisogna viverla come una sfida, o un traguardo da raggiungere a tutti i costi. Ma semplicemente come una cosa piacevole da provare, magari seguendo alcuni accorgimenti.

Fondamentalmente, è necessario stimolare con decisione la parete anteriore della vagina, vale a dire quella in corrispondenza dell’uretra. A questo punto si avvertirà una sensazione molto simile allo stimolo di urinare. Bisogna quindi cominciare a stimolare la zona appena sotto l’uretra. Continuando a masturbarsi in questo modo si giunge in prossimità dell’orgasmo: basterà spingere i muscoli dell’uretra come se si dovesse fare pipì, e si verificherà la fuoriuscita del liquido.

Negli ultimi anni Lo squirting , oltre ad essere stato spiegato scientificamente, ha dato adito a un ricco filone della pornografia, nella quale però viene spesso rappresentato in maniera esagerata e poco realistica. Quindi, non ispiratevi ai film porno!

a cura di Redazione GirlPower

Fonte: www.girlpower.it/sex/guide_erotiche/squirting_eiaculazione_femminile.php

Il benessere nella sessualità della coppia

29 marzo 2009

48146590fj7zx5Il sesso tra noi Occidentali assomiglia spesso ad una prova, ad una prestazione che, in quanto tale, richiede competitività con se stessi e con il partner. Sembra quasi che si verifichi un trasferimento della competitività dalla vita e dal lavoro alla sfera sessuale. Non a caso si parla di ”prestazioni” sessuali. L’obiettivo, che diventa però allo stesso tempo anche la nostra difficoltà, è quello di raggiungere un risultato: l’erezione, l’eiaculazione, l’orgasmo proprio e del partner…

Un’altra caratteristica che contraddistingue la nostra cultura è il diffondersi di un malsano Narcisismo, che va a scapito del rapporto di coppia. Non ci si riesce a imporre più un limite ed ecco allora che fitness, dieta e massaggi “corrompono” le nostre menti con il solo scopo di piacere agli altri….e a noi. Ecco allora il diffondersi di un “effetto Narciso”, come lo definisce la Dott.ssa G.Schelotto, psicoterapeuta della coppia, “da cui sono pervasi sia uomini che donne: entrambi i sessi, per motivi diversi, entrano in contemplazione del proprio corpo dedicando al fisico un’attenzione spasmodica, fine a se stessa e che li condanna a negarsi all’altro”. Aggiunge inoltre che “le donne sembrano aver modificato le proprie aspettative affermando di cercare nel fitness o nei viaggi gratificazioni che un tempo trovavano altrove”. Certo questo fa pensare tanto! “Se questa tendenza si dovesse affermare – avverte la studiosa – il sesso potrebbe smettere di essere il più potente mezzo di comunicazione fra uomini e donne.”

Nelle coppie il sesso assume diverse valenze e, spesso, di carattere non sessuale, ma di sonnifero, di antidepressivo, di risoluzione di litigi, di prova d’amore, di momento di rassicurazione e di possesso… Esistono, quindi, molte coppie che non sanno esprimere una sessualità piacevole. Il sesso per loro diventa un problema! E difficilmente porterà i due partners al piacere e…al raggiungimento del loro benessere psicofisico. Ma il sesso, invece, deve dare piacere, deve essere funzionale alla felicità della coppia! E ciò avverrà solo se si rispetteranno le sue caratteristiche di gioco, di comunicazione, di intimità. Di fatto la sessualità si prepara fuori dal letto, negli atteggiamenti della vita quotidiana. Ecco così che nascono e crescono siti interamente dedicati alle tematiche della sessualità e ai problemi della coppia, che trattano la questione in maniera seria e approfondita, dando consigli e sostegno. La Psicologia e la Sessuologia, scienze relativamente giovani, hanno avuto notevoli sviluppi negli ultimi anni. Molti disturbi o patologie possono essere curate con successo attraverso tecniche psicoterapiche convalidate da anni di studi e ricerche. Con la Psicologia del benessere, in particolare, ci si prefigge come scopo quello di sostenere l’individuo nel suo percorso di vita, agevolandolo nelle scelte a lui più congeniali; si promuove lo sviluppo delle condizioni interiori ed ambientali, favorevoli alla conquista di uno stato di serenità globale e duratura. Ovviamente non si può dire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato a priori, emettendo così un giudizio, o meglio, un pregiudizio.

Il fattore più importante che deve essere presente è la consapevolezza. Bisogna scegliere consapevolmente assecondando le proprie motivazioni personali, senza implicazioni sociali o religiose. Bisogna sapere ciò si vuole e conoscere le loro conseguenze su diversi piani: emozionale, psicologico, sociale. La consapevolezza si impara con l’esperienza, anche se la conoscenza di certe dinamiche può essere di aiuto nella crescita personale. Quanti desideri che spesso abbiamo non li mettiamo in pratica per paura o “perché non si devono fare”. Stando fermi sulle proprie paure e sui propri pregiudizi non si potrà mai conoscere il mondo che ci circonda e quella realtà ancora più ampia che è la nostra dimensione interiore. Come si sa, si teme meno ciò di cui si conosce la natura: ed allora, Ascoltare, Comprendere, Interpretare le proprie emozioni, assume un significato fondamentale nel nostro cammino verso il benessere.

D’altra parte, anche nel rapporto sessuale c’è un interscambio di emozioni, energie che influiscono profondamente sul nostro inconscio, sul nostro comportamento, a seconda del tipo di energia che mettiamo in esso. Lo stimolo per il benessere sessuale della coppia può venire dalla nostra fantasia. Le fantasie sono spesso parte dell’universo più intimo di una persona e il pudore ci spinge a nasconderle. Non bisogna porre dei limiti alla vita a due, ma accettare le fantasie nostre e quelle del partner, per migliorare l’intesa sessuale della coppia. Non bisogna tenere nascosto completamente al partner i nostri desideri più segreti, ciò può generare senso di colpa o imbarazzo; né considerare la fantasia un tradimento della persona amata.

La repressione dei nostri giochi preferiti implica un peggioramento dell’intesa, quasi un blocco del piacere. Questo atteggiamento è da evitare. Il rapporto migliore con le proprie fantasie è accettarle e condividerle con il partner, quando questo sia possibile. Un buon equilibrio tra il nostro cervello e la vita sessuale porta ad un rapporto più bello e completo.

Purtroppo in questa era dei fast food stanno cambiando anche le modalità di amare: è l’epoca del “fast love”. Si consumano performance rapidissime, dai 3 ai 7 minuti, contro i 10-15 minuti della media, e nei posti più impensati, magari anche con il rischio di essere visti (camerini di prova dei negozi, nelle toilette di bar e ristoranti, nei bagni turchi, nelle palestre, negli uffici…).

A livello prettamente fisiologico, le ultime ricerche hanno scoperto che sarebbero gli ormoni contenuti nel seme maschile a migliorare l’umore, riducendo il rischio di depressione. Lo sostiene uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di New York. L’équipe, coordinata da Gallup, psicologo della State University di N.Y., ha misurato la ”soddisfazione femminile”, utilizzando una scala di valutazione della depressione su circa 300 newyorkesi. Le donne che avevano rapporti senza preservativo sono risultate le più felici, seguite da quelle con partner che usavano il profilattico saltuariamente e infine da quelle per il cui il condom era una regola. Le donne costrette a periodi di astinenza sono risultate maggiormente soggette a rischio depressione. Un risultato che i ricercatori spiegano così: ”lo sperma contiene diversi ormoni in grado di influire sull’umore, come testosterone, estrogeni e prolattina. Alcuni di questi rimangono nel sangue della donna per ore dopo il rapporto, aiutandola a vedere tutto rosa”. Attenzione però, avverte Gordon Gallup, questo non è un invito a fare sesso senza profilattico”.

Ma dopo tutto questo parlare, perché non ci domandiamo se siamo davvero felici? Perché non ci fermiamo ed ascoltiamo il nostro corpo…la nostra mente…. Riscopriamo l’importanza ed il valore dell’intimità, dell’ascolto dell’altro, della sessualità vera e propria! Spogliamoci dei pregiudizi sociali e morali e proviamo a distinguere tra sesso e sessualità: riscopriamo i sentimenti di amore, riscopriamo il desiderio! Soprattutto, ridiamo armonia alla relazione di coppia! Ridiamo vita ad una situazione intima in cui non ci sia l’ansia di ottenere un risultato, ma che sia rilassante.

Partiamo, quindi, dal cambiare il nostro agire mentale, riscoprendo la nostra interiorità! E perché no, proviamo a prendere spunto dall’oriente dove calma e meditazione rappresentano i punti cardini del loro pensiero! Concentriamoci su un approccio corporeo caldo e sensuale che porta allo stabilirsi dell’unità della coppia, così come avviene in quella che possiamo definire una filosofia: il “sesso tantrico”. Avvicinandosi ad esso emergono tutti gli errori commessi in un rapporto sessuale, insieme alle motivazioni psicologiche e culturali che ne sono alla base. Ma cosa si intende esattamente per Tantra e per sesso tantrico? Il Tantra è una corrente religiosa nata in India intorno al 400 a.C.

Il tantrismo vede l’estasi sessuale come metafora per la trascendenza religiosa, in quanto l’unione con un’altra persona è un modo di accendere la scintilla della natura-Buddha di un individuo. Quando si parla di sesso tantrico si fa riferimento all’orgasmo cosiddetto ”di valle”, caratterizzato paradossalmente dal fatto che capita di non arrivare all’orgasmo perché non se ne sente il bisogno anche se si può avere una normale eiaculazione. Bisogna lasciare andare le proprie sensazioni. Il meccanismo che si innesca è essenzialmente fisiologico e si collega ad una situazione psicologica preesistente di relax. Quando, infatti, si è tenuta la posizione per un periodo di almeno trentacinque minuti avviene una reazione fisica che fa sì che le onde cerebrali dei due amanti si sintonizzino su un livello comune e molto calmo. In altre parole una reazione fisiologica, un cambiamento fisico che avviene dentro il nostro corpo.

Non bisogna considerare l’esperienza tantrica come un qualcosa di mistico, ideale, mentale. Di che si tratta allora? Ebbene, quando una persona è attivamente impegnata a fare qualcosa ed è tesa, il cervello lavora su un ritmo di onde corte e veloci. In questo stato la capacità di percepire sensazioni piacevoli da parte del corpo è bassa perché la mente ha bisogno di molta energia, tolta al corpo e agli organi vitali. Se ci si rilassa il ritmo del lavoro cerebrale diventa più lento e le onde che lo contraddistinguono si allungano. In questo stato le energie consumate dalla mente sono pochissime e l’organismo può utilizzare tutte le forze disponibili per ottimizzarsi e curare eventuali disfunzioni. Nel caso di una coppia che prova l’esperienza del sesso tantrico le onde cerebrali non solo rallentano ma si sintonizzano sulla stessa ”lunghezza d’onda”. Insomma bisogna dare a sè stessi e al proprio corpo il tempo di sintonizzarsi con il partner.

Un’altra disciplina orientale che insegna a vivere meglio la nostra sessualità è lo “Yoga dell’Estasi”. Esso insegna a rafforzare i muscoli pelvici, garantendo prestazioni senz’altro migliori, con una migliore irrorazione di sangue delle zone genitali rendendole più sensibili e rendendo molto più elastica la regione lombare. L’effetto rilassante, che in generale dà questa disciplina, è necessario per calmare i ritmi sempre più convulsi e stressanti della nostra vita quotidiana. Lo Yoga dona pace e tranquillità rieducandoci con dolcezza a ritrovare dei ritmi più a misura d’uomo. Questa disciplina, proprio per queste sue caratteristiche, ci consente di riappropriarci del corpo e dell’anima.

Ma se da un lato la filosofia orientale ci porta a vivere pienamente le sensazioni e le emozioni, dall’altro non si può sottovalutare il valore e l’impatto sessuale che il cibo ha su mente e corpo. Il cibo è un tranquillante naturale, produce endorfine, ci calma e ci distende. Non mangiando diventiamo suscettibili, nervosi e meno disposti ad abbandonarci al piacere. Cala il desiderio e le energie si riducono. Agli italiani bisogna riconoscere, infatti, il merito di assegnare al cibo un importante valore tanto da diventare una potente arma di seduzione!

Dott. Luigi Mastronardi (psicologo e psicoterapeuta; docente nel Corso di Perfezionamento in Psicoimmunologia nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “La Sapienza” di Roma)

Fonte: www.vivailfitness.it/sess_bene.htm

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