<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sto Bene Con Tutti &#187; Emozioni</title>
	<atom:link href="http://www.stobenecontutti.it/tag/emozioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.stobenecontutti.it</link>
	<description>e anche con me stesso</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Jul 2010 09:35:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>Cosa nasconde l’ansia di aver sempre tutto pulito e in ordine?</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2010/05/10/cosa-nasconde-l%e2%80%99ansia-di-aver-sempre-tutto-pulito-e-in-ordine/</link>
		<comments>http://www.stobenecontutti.it/2010/05/10/cosa-nasconde-l%e2%80%99ansia-di-aver-sempre-tutto-pulito-e-in-ordine/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 05:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[aggressività]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[disordine]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[pulizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.stobenecontutti.it/?p=3302</guid>
		<description><![CDATA[Questa forma d’ansia è molto diffusa e alla sua origine nasconde un forte bisogno di controllo e un distorto desiderio di pulizia mentale; ma di quest’ansia ci si può liberare. Una forma d&#8217;ansia da non sottovalutare Mamme che continuano a mettere a posto i giochi dei figli; mariti che ripassano con metodicità sulle cose già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/05/allergie-per-detergenti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3308" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="allergie-per-detergenti" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/05/allergie-per-detergenti-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Questa forma d’<strong>ansia</strong> è molto diffusa e alla sua origine nasconde un forte bisogno di controllo e un distorto desiderio di pulizia mentale; ma di quest’ansia ci si può liberare.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Una forma d&#8217;ansia da non sottovalutare</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Mamme che continuano a mettere a posto i giochi dei figli; mariti che ripassano con metodicità sulle cose già riordinate dalla moglie; donne che non riescono ad andare a letto la sera se non hanno concluso tutte le faccende domestiche; persone che sul lavoro tengono la scrivania libera e pulita come un tempio. Sono quattro esempi che parlano dell&#8217;<strong>ansia dell&#8217;ordine</strong>, un problema così diffuso che forse nessuno di noi può dire di non averlo mai incontrato.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Quando l&#8217;ansia ci parla di emozioni ipercontrollate</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Certo, saper tenere in ordine l&#8217;ambiente in cui si vive o si lavora denota <strong>equilibrio interiore</strong> e chiarezza mentale; ma c&#8217;è un punto superato il quale questa capacità diventa ansia, fino all&#8217;ossessione: quando cioè non si può fare a meno di mettere sempre tutto a posto, quando non si riesce a smettere, quando un po&#8217; di disordine può rovinare la giornata creando una sgradevole sensazione di &#8220;incompiutezza&#8221; che porta dritti all&#8217;ansia.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Più vorremmo controllare tutto, più ci assale l&#8217;ansia: un circolo vizioso</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Si tratta a tutti gli effetti di una forma d&#8217;ansia acuta, nella quale si scarica un fortissimo bisogno di controllo. Di solito è un modo inconsapevole per impedire alle emozioni di emergere, o per gestire insicurezze radicate, o per sentirsi a posto con la coscienza: in questo caso l&#8217;ordine, ad esempio della casa, diventa per analogia un ordine morale, un senso di &#8220;<strong>pulizia interiore</strong>&#8220;, e le geometrie con cui si risistemano le cose offrono l&#8217;idea di &#8220;rettitudine&#8221;. In pratica la persona sta tenendo a bada qualcosa e al contempo sta mantenendo il suo equilibrio grazie a queste azioni rituali, che però hanno un prezzo alto: la mancanza di <strong>libertà nel vivere </strong>il proprio tempo e l&#8217;impossibilità di lasciarsi andare pienamente al relax, alle emozioni, ai cambiamenti.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">I segnali da non sottovalutare: scopri se sei a rischio ansia da disordine</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Più agiamo per rimuovere il <strong>disordine</strong>, più la dimensione del &#8220;caos&#8221; si farà strada dentro di noi in modi inaspettati: è quindi inutile cercare di fuggirla; molto meglio accoglierla e imparare a viverla un po&#8217; alla volta. Per prima cosa prestiamo <strong>attenzione </strong>ai seguenti segnali, che si affacciano nella vita di tutti i giorni. Testimoniano di una situazione psicologica particolare, che può trovare proprio nella ricerca spasmodica di ordine un suo tentativo di sfogo. Per ognuno, vi proponiamo una possibile via d&#8217;uscita più produttiva.</p>
<p style="text-align: justify;">- Hai spesso reazioni scomposte e irritate per nulla.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La causa:</strong> probabilmente stai accumulando aggressività.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa fare:</strong> esprimi subito le tue contrarietà, non covare astio, sii diretto.</p>
<p style="text-align: justify;">- Ti distrai sempre, non sai stare &#8220;sul pezzo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La causa:</strong> forse hai riempito il tuo tempo di attività che non ti interessano davvero.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa fare: arricchisci la tua vita di elementi interessanti, pescandoli anche nel tuo passato (cose che ti piacevano fare ma che ora hai abbandonato).</p>
<p style="text-align: justify;">- Ti capita spesso di provare ansia</p>
<p style="text-align: justify;">La causa: ti sei imposto una morale troppo rigida, specialmente in ambito sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa fare:</strong> sii più elastico e cedevole, concediti qualcosa senza eccedere nei sensi di colpa.</p>
<p style="text-align: justify;">- Hai frequenti sintomi fisici, anche se di poca importanza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La causa:</strong> un eccesso di autocontrollo impedisce il fluire libero delle emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa fare:</strong> dedicati di più al tuo corpo, fai uno sport che ti piace, vai in palestra, fai attività che ti procurano piacere.</p>
<p style="text-align: justify;">- Fai pensieri caotici e logorroici, continui a rimuginare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La causa:</strong> hai paura di incontrare il tuo vuoto interiore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa fare:</strong> rallenta le tue azioni, prova a vivere momenti in cui non fai nulla, senza domandarti il perché.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="Cosa nasconde l'ansia di avere sempre tutto pulito e in ordine?" href="http://www.riza.it" target="_blank">http://www.riza.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stobenecontutti.it/2010/05/10/cosa-nasconde-l%e2%80%99ansia-di-aver-sempre-tutto-pulito-e-in-ordine/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Emozioni e Attaccamento</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/12/16/emozioni-e-attaccamento/</link>
		<comments>http://www.stobenecontutti.it/2009/12/16/emozioni-e-attaccamento/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 05:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON GLI ALTRI]]></category>
		<category><![CDATA[- Emozioni e Affettività]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[attaccamento]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[tristezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.stobenecontutti.it/?p=2991</guid>
		<description><![CDATA[Amore, felicità, tristezza, rabbia e paura, sono tutte emozioni che derivano da qualche forma di attaccamento a qualcosa o a qualcuno. Tuttavia molti di noi imparano a credere che anche l&#8217; amore e la felicità siano emozioni. Tale convinzione oscura sia il nostro bisogno che l&#8217; abilità di essere più consapevoli delle nostre emozioni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-2992" style="margin: 10px;" title="cuore nel cielo" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/01/cuore-nel-cielo-279x300.jpg" alt="cuore nel cielo" width="279" height="300" />Amore, felicità, tristezza, rabbia e paura</strong>, sono tutte<strong> emozioni</strong> che derivano da qualche forma di attaccamento a qualcosa o a qualcuno. Tuttavia molti di noi imparano a credere che anche l&#8217; amore e la felicità siano emozioni. Tale convinzione oscura sia il nostro bisogno che l&#8217; abilità di essere più consapevoli delle nostre emozioni e di come le creiamo. Essa deriva dalla perdita di significato delle parole amore e felicità.</p>
<p style="text-align: justify;">Usiamo queste due parole in maniera troppo generica al punto che esse sono diventate due tra le parole più fraintese ed eccessivamente usate nel nostro <strong>linguaggio quotidiano</strong>. Amore è per lo più confuso con desiderio (ti amo in realtà significa: ti voglio), con l&#8217; attaccamento (amo la mia squadra di calcio), con la dipendenza (amo la mia cocaina) e con l&#8217; <strong>identificazione</strong> (amo il mio paese). Quando parliamo di amore in questo senso non parliamo di amore quanto del suo opposto.</p>
<p style="text-align: justify;">Facciamo lo stesso con la parola felicità. La usiamo e ne abusiamo in molti modi. La confondiamo con un possesso (è appena arrivato il mio tappeto nuovo, sono così felice!), con il consumo (ho appena mangiato il mio cibo preferito, sono così felice!), con qualche esperienza stimolante (ho appena visto il film più recente, sono così felice!) e con il sollievo (non ho più mal di denti, sono così felice!). In tutti gli esempi citati stiamo in realtà dicendo che crediamo che l?amore e la felicità nella vita vengano dal di fuori di noi e che siano dipendenti dagli altri, dalle <strong>circostanze</strong> o da qualche <strong>stimolo fisico</strong>. Tuttavia, tutti sappiamo profondamente che vero amore e felicità sono incondizionati, non dipendenti da qualcosa o da qualcuno, e che si muovono dall&#8217; interno verso l&#8217; esterno e non dall&#8217; esterno verso l&#8217; interno.</p>
<p style="text-align: justify;">Amore vero e felicità possono essere considerati <strong>stati d&#8217;essere</strong> fondamentali a cui possiamo accedere a piacimento una volta che abbiamo imparato a rivolgere le nostra attenzione alla nostra <strong>interiorità</strong> e a vivere dal dentro al fuori e non dal fuori al dentro. Essi possono anche essere considerati il nostro puro potenziale in tutte le situazioni. Quando agiamo con amore vero facciamo qualcosa per gli altri che porta loro beneficio a livello spirituale e quando ciò accade sperimentiamo le <strong>vera felicità</strong>, che è più simile a una profonda sensazione di<strong> appagamento interiore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo modo di vivere affonda le sue radici nella pace.</strong> Se non siamo in pace con noi stessi non possiamo dare amore. La pace è, l&#8217; amore fa e la felicità (appagamento) ripaga.Solo allora la nostra autostima e il senso del nostro valore diventano solide rocce, perché ci rendiamo conto che questi nuclei di qualità interiori non possono esserci portati via e che essi sono la base del nostro valore in quanto persone e dei nostri valori di vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando impariamo ad accedere e a generare questi stati fondamentali del nostro essere</strong>, essi ci danno la forza di smuovere il nostro carattere in positivo, da quello basato sulla competizione, sul possesso e sulla sopravvivenza a uno basato sulla co-operazione, la condivisione e il servizio. In breve, dal prendere al dare. Quando scopriamo interiormente ciò che eravamo convinti si potesse trovare solo esternamente, <strong>scopriamo libertà e serenità profonde</strong>. Il metodo per sostenere questa consapevolezza e connessione è la pratica regolare della meditazione. Il campo di azione è la relazione con gli altri. Quando la felicità di una madre non dipende dall&#8217; obbedienza del figlio, allora è capace di essere amore per quel figlio, anche quando imporrà delle regole.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando la felicità di un manager non dipende dallessere in tempo per le scadenze, né dalla performance dei membri del suo gruppo, allora saprà essere più attento e più incoraggiante verso i suoi collaboratori, il che è alla base di una leadership efficace. Quando gli innamorati si incontrano, smettono di dirsi ti amo, e invece si dicono io sono amore per te. Domanda: Da dove pensi derivi gran parte della felicità nella tua vita?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Riflessione: </span>La felicità è una decisione e non una dipendenza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;"> Azione:</span></strong> <strong>Che cosa puoi fare domani nella tua relazione con una persona in particolare per passare dal desiderare e sopravvivere al sostenere e servire? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">(Brahma Kumaris World Spiritual University -[Sadhana])</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stobenecontutti.it/2009/12/16/emozioni-e-attaccamento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La meditazione come praticarla</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/12/02/la-meditazione-come-praticarla/</link>
		<comments>http://www.stobenecontutti.it/2009/12/02/la-meditazione-come-praticarla/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 05:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON SE STESSI]]></category>
		<category><![CDATA[- Atteggiamento mentale]]></category>
		<category><![CDATA[attaccamento]]></category>
		<category><![CDATA[compassionevole]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[essenza]]></category>
		<category><![CDATA[essere.]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[respiro]]></category>
		<category><![CDATA[rilassamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.stobenecontutti.it/?p=2932</guid>
		<description><![CDATA[Tutti i nostri problemi derivano dall&#8217;attaccamento, e la meditazione è il mezzo mediante il quale disimpariamo la nostra tendenza all&#8217;attacamento. Quando molliamo la presa, sorge una sensazione naturale di spazio: questa è meditazione. Lasciar la presa ed aggrapparsi sono entrambi stati della mente; questa mente che quando non stiamo attenti è così gradevolmente, intelligentemente, sofisticatamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2752" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="La meditazione: come praticarla" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/09/yoga-posizione-loto.jpg" alt="La meditazione: come praticarla" width="298" height="200" />Tutti i nostri problemi derivano dall&#8217;<strong>attaccamento,</strong> e la meditazione è il mezzo mediante il quale disimpariamo la nostra tendenza all&#8217;attacamento. Quando molliamo la presa, sorge una sensazione naturale di spazio: questa è <strong>meditazione</strong>. Lasciar la presa ed aggrapparsi sono entrambi <strong>stati della mente</strong>; questa mente che quando non stiamo attenti è così gradevolmente, intelligentemente, sofisticatamente ingannevole.</p>
<p style="text-align: justify;">La meditazione è il sentiero della semplicità, dell&#8217;<strong>apertura</strong>, del mettere a punto, dell&#8217;affrontare la mente: usare la mente per domare la mente. La base della pratica della meditazione è il <strong>rilassamento</strong>. E&#8217; estremamente importante che stiate comodi e consentiate a <strong>pensier</strong>i ed <strong>emozioni</strong> di acquietarsi. Non c&#8217;è nulla da raggiungere o portare a compimento, così lasciate andare.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciate andare ogni solennità, e perfino l&#8217;idea stessa che state meditando. Lasciate che il vostro corpo rimanga così com&#8217;è, e respirate come vi viene, naturalmente. Quanto alla mente, la cosa essenziale non è sopprimere i <strong>pensieri </strong>o troncarli, ma semplicemente lasciarli esistere senza lasciarsene sedurre o distrarre. Non cercate di manipolarli. Se state sognando o pensando &#8230; limitatevi a sognare o pensare &#8230; se non aggiungete altro carburante, i pensieri si estingueranno da soli.</p>
<p style="text-align: justify;">Gradualmente le cose si sistemeranno, e andranno naturalmente al loro posto. come quando si butta una manciata di riaso su una superficie piana, e ogni chicco prende posto naturalmente da solo. Quando avrete raggiunto una certa <strong>tranquillità mentale</strong>, raddrizzate la schiena e siate presenti a voi stessi. Poi lasciate andare e continuate con il rilassamento. Se trovate difficile non fare altro che lasciarvi andare e restare così, ed avete bisogno di qualcosa da fare o da seguire, alloraprestate attenzione al vostro respiro.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non potete abbandonare completamente ogni forma di attività, allora questo è un sistema abile per mettervi in sintonia con voi stessi. Ogni <strong>respiro</strong> è vita: semplice, possente, normale e libero. Se espirate e poi non ispirate più siete morti. Limitatevi semplicemente ad essere <strong>consapevoli</strong> del respiro mentre viene e va: dovreste essere appena presenti ed attenti. Abbiate un atteggiamento <strong>compassionevole</strong> verso il vostro respiro, non attaccatevi ad esso nè concentratevi troppo: siate con il respiro, fluite con il respiro. E&#8217; come se foste nuvole che attraversano il cielo, o prati mossi dal vento: limitatevi ad <strong>essere qui</strong>. Dopo un pò di tempo che sarete consapevoli del respiro, il respiro stesso, colui che respira e l&#8217;atto del respirare diverranno una sola cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando non sarete più <strong>coscienti </strong>del vostro respiro ci sarà il pericolo di rimanere invischiati nella presenza del respiro stesso, di perdere la consapevolezza : siate presenti a voi stessi e lasciate andare. Con ogni respiro noi creiamo nevrosi, inibizioni e karma, dunque liberatevi ad ogni respiro, simbolicamente, come un atto di buon augurio e concretamente. Siate l&#8217;espirazione; boicottate l&#8217;inspirazione. Ogni respiro si dissolve nello spazio, nell&#8217;<strong>essenza</strong> unitaria, nella natura Buddhica, o Verità. Poi nello spazio <strong>senza limiti</strong>, quasi provando un timore reverenziale, limitatevi ad <strong>essere</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Potreste non tornare più Indietro! Cominciamo con l&#8217;esercizio, non con la perfezione (se fossimo perfetti non avremmo bisogno di esercizio): &#8220;<strong>l&#8217;esercizio rende perfetti</strong>&#8220;, anche se tutti vorremmo trovare il maestro perfetto e la tecnica perfetta, invece di doverci sforzare in prima persona. Così questa è una tecnica, ed è semplice: espirate &#8211; dissolvete &#8211; spazio, espirate &#8211; dissolvete &#8211; spazio. Ma non fatene un gioco mentale od un<strong> esercizio</strong> meccanico, né imponete un ritmo alla tecnica, perchè allora non ci sarà più spazio. Per alcuni, la meditazione sul respiro é una tecnica troppo vicina, come se la mente guardasse la mente nuda; in tal caso è auspicabile una tecnica alternativa, quale la meditazione sulla <strong>concentrazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Volgete quietamente la mente su un oggetto od un&#8217;immagine, preferibilmente scegliendone uno che sia per voi ispirante e susciti in voi delle associazioni mentali. Un fiore, una fiamma (tutto ciò che dà un&#8217;immagine sacra, come quella di <strong>Buddha</strong> o <strong>Cristo</strong>, è l&#8217;ideale. presto sarete consapevoli dell&#8217;essenza unitaria dell&#8217;oggetto, al di là della sua forma solida esteriore: consapevolezza significa andare al di là della differenziazione e dell&#8217;attaccamento. Sulle prime l&#8217;esercizio può essere eccitante, poi può diventare noioso o perfino doloroso: passate attraverso tutte queste <strong>esperienze</strong>, ed anche se non riuscite ad esercitarvi non prendetevela con voi stessi. Non pensate all&#8217;esercizio, limitatevi ad accompagnarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Perseverate, ma con un certo senso dell&#8217;umorismo: dopo un pò scoprirete uno stile ed un ritmo personale, segno che sarete pronti per incontrare un maestro che possa consigliarvi e guidarvi nella pratica, dal momento che avrete delle <strong>esperienze</strong> in comune. A questo punto la vostra pratica non sarà più mutevole o instabile come il tempo britannico, e diventerà più spaziosa. Non avrete più bisogno di nessuna tecnica, e potrete limitarvi a stare in quello stato mentale meditativo. Prima di tentare di applicare la meditazione nelle situazioni della vita quotidiana, dovreste gradualmente acclimatarvi a questo<strong> stato della mente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non siate troppo precipitosi nello <strong>sperimentare</strong> la vostra <strong>forza spirituale</strong>, e precedete passo a passo. Poi potrete permettervi di applicarla in situazioni confortevoli, neutrali, quindi in sistuazioni non familiari, ed infine anche in quelle legate ad aggrssività o passioni. Con l&#8217;esperienza della pratica meditativa, svilupperete un&#8217;abilità nata da questa spaziosità, e saprete quando e che cosa fare. La <strong>spiritualità</strong> non è separata dalla vita quotidiana: il sentiero che unisce la pratica all&#8217;<strong>illuminazione</strong> passa attraverso la vita quotidiana. La meditazione non è che una panacea istantanea che risolve tutti i vostri problemi, nè una cura specifica per emicrania, insonnia, ecc.: è un processo graduale di crescita e guarigione, attraverso il quale nasce la fiducia che ci permette di<strong> affrontare</strong> tutte le situazioni della vita. (Londra 1978)</p>
<p><em><strong>Tratto da:</strong></em><span style="text-decoration: underline;"> Meditazione: cos&#8217;è e come praticarla &#8211; Sogyal Rinpoche</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stobenecontutti.it/2009/12/02/la-meditazione-come-praticarla/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Affettività ed emotività nella terza età</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/11/25/affettivita-ed-emotivita-nella-terza-eta/</link>
		<comments>http://www.stobenecontutti.it/2009/11/25/affettivita-ed-emotivita-nella-terza-eta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 05:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON GLI ALTRI]]></category>
		<category><![CDATA[- Emozioni e Affettività]]></category>
		<category><![CDATA[- Sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[affetti]]></category>
		<category><![CDATA[affettività]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[emotività]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.stobenecontutti.it/?p=2641</guid>
		<description><![CDATA[Anche se la personalità è un fattore psicologico relativamente “stabile” nel tempo, in condizioni normali d’ invecchiamento fisiologico, nella senescenza anche gli affetti e le emozioni subiscono delle varianti. L’affettività muta sia per quantità, sia per qualità. In primis si nota una riduzione del coinvolgimento emotivo soggettivo, rispetto agli eventi pregressi che in passato destavano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/01/Affettività-nella-terza-età.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3014" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="senior couple in love" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/01/Affettività-nella-terza-età-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Anche se la <strong>personalità</strong> è un fattore psicologico relativamente “stabile” nel tempo, in condizioni normali d’ invecchiamento fisiologico, nella senescenza anche gli <strong>affetti</strong> e le <strong>emozioni</strong> subiscono delle varianti. L’affettività muta sia per quantità, sia per qualità. In primis si nota una riduzione del coinvolgimento emotivo soggettivo, rispetto agli eventi pregressi che in passato destavano reazioni forti; si evidenziano <strong>espressioni</strong> meno evidenti (endogeno).</p>
<p style="text-align: justify;">In secundis, l’attenzione emotiva si polarizza su determinati eventi perchè, non dal contesto sociale, l’anziano è immerso nelle problematiche personali: cioè dal suo benessere fisico e psichico e dal suo status economico e sociale. Pertanto si nota una prevalenza di egocentrismo sempre più accentuato.</p>
<p style="text-align: justify;">A differenza della personalità del giovane che è di tipo centrifugo, proiettata verso l’esterno e verso il futuro, la personalità dell’anziano è centripeta, proiettata internamente verso il proprio Io, con ricordi, <strong>esperienze</strong> e <strong>sentimenti</strong> che lo caratterizza. L’<strong>affettività</strong> è incentrata al proprio presente e al proprio corpo che, come spesso succede, diventare oggetto di somatizzazioni fantastiche o preoccupazioni ipocondriache o il tramite tramite cui relazionale all’esterno per <strong>attirare le attenzioni altrui.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quest’utilizzo “ad personam” non significa che per l’anziano i legami affettivi e le <strong>relazioni interpersonali</strong> non esistano o minime; al contrario, l’anziano è in grado di amare e ha necessità di essere ricambiato, di ricevere attenzioni e affetto. Gloi studiosi hanno più volte ribadito che a qualsiasi età, rapporti affettivi soddisfacenti agevolano un’attività psichica integralmente efficiente e una giusta motivazione alla vita.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo periodo della vita la <strong>sessualità</strong> continua a rappresentare un importante <strong>aspetto della vita affettiva</strong>. La perdita o riduzione della capacità riproduttiva non costituisce motivo di rinuncia all’atto sessuale, che continua a rappresentare fondamentale espressione psico-fisica di una relazione consapevole basata sull’amore. Le mutazioni fisiologiche, funzionali e anatomiche, che si riscontrano durante la terza età non sono per lungo periodo invalidanti da rendere la persona avanti negli anni inidonea ad attività sessuale; lo confermano i risultati di alcune recenti statistiche, il rapporto sessuale coniugale tra le persone anziane è abbastanza frequente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli elementi che condizionano e determinano una diminuzione o una sospensione del rapporto sessuale troviamo le motivazioni psicologiche o relazionali. Ad esempio l’alto numero di anziani che sono rimasti vedovi/e, per la morte del coniuge. Per questi e per coloro che vivono ancora in coppia possono avere un importante effetto inibente i <strong>pregiudizi</strong> e gli stereotipi culturali che vedono l’anziano come asessuato, privo di desideri sessuali, immerso nella “pace dei sensi”. L’influenza generata dai luoghi comuni appena citati sugli anziani possono essere quelli della vergogna e del senso di colpa per avere ancora esigenze e pulsioni del genere.</p>
<p style="text-align: justify;">L’insorgenza di alcuni disturbi sessuali, quali l’impotenza secondaria, l’incapacità iaculatoria, il vaginismo, può essere legata a tali vissuti, o a una reazione ansiosa e fobica di fronte alle modificazioni fisiologiche indotte dall’età (erezione più lenta e meno vigorosa, minore lubrificazione vaginale) che, se serenamente accettate, non costituiscono ostacolo all’attuazione dell’atto sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Diverse persone anziane rinunciano all’attività sessuale per eliminare gli insuccessi, o le frustrazione e il confronto vissuto come sconfitta personale. Ciò vale per le coppie di coniugi anziani, ma, a maggior ragione, per gli le persone anziane rimaste sole, per le quali un nuovo compagno e il timore di non essere all’altezza possono portare ad un notevole stato d’ansia.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>cambiamenti</strong> affettivi ed emotivi incidono notevolmente e si sommano a quelli cognitivi che oltre a deteriorarsi concorrono con le distorsioni ad aggravare ulteriormente il decadimento fisico e la malattia. Il tutto si mescola in un sinergismo negativo che modifica le preesistenti <strong>abilità social</strong>i e l’efficienza dell’età matura.</p>
<p style="text-align: justify;">La progressiva “fragilità” della persona anziana, entro certi parametri, può essere favorevolmente sostituito da risorse ancora esistenti ed attivabili, ma, nel contempo, bisogna considerarel’impatto cui l’anziano va incontro quando, qualora collocato in un contesto, si trova a dovere affrontare l’immagine, la funzione, ma soprattutto l’importanza che gli viene oggi riservata nella cultura e nella struttura sociale.</p>
<p>(Dott.ssa Mariagabriella Corbi)</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="EMOZIONE ED ATTRAZIONE" href="http://www.laprevidenza.it/news/documenti/articoli_corbi/3833" target="_blank">http://www.laprevidenza.it/news/documenti/articoli_corbi/3833</a><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stobenecontutti.it/2009/11/25/affettivita-ed-emotivita-nella-terza-eta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vita di coppia</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/11/20/vita-di-coppia/</link>
		<comments>http://www.stobenecontutti.it/2009/11/20/vita-di-coppia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 20:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pomodorozen</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON GLI ALTRI]]></category>
		<category><![CDATA[- Relazioni di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[decisioni]]></category>
		<category><![CDATA[desiderio]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[innamoramento]]></category>
		<category><![CDATA[partner]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.stobenecontutti.it/?p=2897</guid>
		<description><![CDATA[La coppia, Gioie e dolori della vita di coppia, innamoramento, odio, tradimenti. Ne abbiamo parlato con la D.ssa Mazzilli &#8211; psicologa e psicoterapeuta &#8211; cercando di porle alcune delle domande sulla coppia che più spesso ci vengono inviate dalle nostre lettrici. L&#8217;innamoramento. C&#8217;è che dice che l&#8217;innamoramento sia una fase quasi &#8216;patologica&#8217;, durante la quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2906" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Crescere insieme nel rapporto di coppia" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/11/Crescere-insieme-nel-rapporto-di-coppia1-300x199.jpg" alt="Crescere insieme nel rapporto di coppia" width="300" height="199" /><strong>La coppia</strong>, Gioie e dolori della <strong>vita di coppia</strong>, innamoramento, odio, tradimenti. Ne abbiamo parlato con la D.ssa Mazzilli &#8211; psicologa e psicoterapeuta &#8211; cercando di porle alcune delle domande sulla coppia che più spesso ci vengono inviate dalle nostre lettrici.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>innamoramento</strong>. C&#8217;è che dice che l&#8217;innamoramento sia una fase quasi &#8216;patologica&#8217;, durante la quale si possono fare cose, prendere <strong>decisioni</strong>, che in condizioni &#8216;normali&#8217; non prenderemmo. È così, almeno in parte? Cosa è l&#8217;innamoramento dal punto di vista dello psicologo? E&#8217; affascinante pensare che ogni giorno incontriamo continuamente, al lavoro, al supermercato, persone che ci restano completamente indifferenti e che dimentichiamo rapidamente mentre, come per una magia, una in particolare si intromette prepotentemente nella nostra <strong>anima</strong> in un turbinio di <strong>emozioni</strong> che comunemente siamo abituati a chiamare innamoramento. Non importa la differenza d&#8217;età, il ceto sociale, il colore della pelle, l&#8217;attrazione amorosa ha la meglio su tutto come se il mondo intorno diventasse muto e a parlare fosse solo questa &#8220;persona speciale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se ogni rapporto sembra nascere da una serie di coincidenze fortuite, ogni<strong> partner</strong> è già predisposto, a livello inconscio, a quel particolare incontro, incontra ciò che nel suo inconscio esiste già. Freud diceva che &#8220;trovare l&#8217;oggetto del <strong>desiderio</strong>, in realtà, vuol dire solo ritrovarlo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altro ci sembra così &#8220;familiare&#8221;, è come se ci si conoscesse da sempre e la scelta non è mai casuale: siamo attratti da quei modi di fare e di essere dell&#8217;altro che ci riconducono profondamente al primario <strong>rapporto d&#8217;amore </strong>con le figure genitoriali. Ognuno di noi è predisposto a riprodurre o al contrario a fuggire questa <strong>relazione</strong> primaria che ci ha segnato profondamente. La cosa interessante è che desideriamo qualcuno che rassomigli a ciò che vorremmo essere, come se fosse un riflesso di un&#8217;immagine positiva di noi stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Una <strong>idealizzazione</strong>, (a volte una &#8220;sopravvalutazione&#8221;) del partner, una sorta di eccitazione irrefrenabile che scioglie l&#8217;ansia. Si crea così una fusione con l&#8217;altro e il confine tra l&#8217;Io e il Tu tende ad annullarsi: si diventa così &#8220;una cosa sola&#8221;. Chi non riesce a vivere questa euforia iniziale generalmente è sopraffatto dal timore di essere soffocato all&#8217;interno della relazione. Inoltre potremmo essere attratti da qualcuno che ci ricorda nostro padre o nostra madre, o meglio l&#8217;immagine che di loro abbiamo introiettato nell&#8217;<strong>inconscio</strong>: siamo attratti cioè dagli oggetti d&#8217;amore del passato che non possiamo più avere e dal desiderio inconscio che il partner ideale ci permetta di godere ancora ciò che ci hanno dato.</p>
<p style="text-align: justify;">Come riusciamo a capire che è amore? Molti sono convinti che la fedeltà possa essere un elemento indispensabile, ma essa dipende dal temperamento della persona, riguarda la nostra etica, il rapporto con noi stessi, con il nostro corpo e la nostra mente. Altri sostengono di identificare l&#8217;amore vero dall&#8217;esistenza di attrazione sessuale, ma l&#8217;esperienza ci suggerisce che l&#8217;attrazione sessuale può finire e l&#8217;amore resistere nel tempo. La stima? Il rispetto? Importanti ma forse hanno poco da spartire con l&#8217;innamoramento. Innamorarsi vuol dire entrare in uno stato d&#8217;animo che sconvolge, che turba, che può creare ansia, rossori, palpitazioni, può far cambiare abitudini, modi di pensare, comportamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Come capiamo quando siamo veramente innamorati? Quando dedichiamo tutte le energie nel tentativo di capire quale posto ognuno di noi occupa nella vita dell&#8217;altro e non riusciamo più a vivere se non abbiamo il partner al nostro fianco, quando cerchiamo continuamente le prove reali del fatto che ci ama, quando sentiamo forte la sua mancanza, e diventa l&#8217;unico che può colmare quel vuoto con la sua presenza. Essere innamorati vuol anche dire svegliarsi con quella sensazione di felicità e così anche avvenimenti come andare a lavoro o affrontare un esame difficile all&#8217;università acquisiscono un valore differente.</p>
<p style="text-align: justify;">Si parla di coppia e chiaramente di intendono due persone. Ma siamo davvero monogami? O la monogamia è in un certo senso determinata dalla cultura occidentale e magari rafforzata dalla religione che la nostra cultura ha prodotto? E il tradimento? L&#8217;infedeltà è un evento molto doloroso che distrugge il patto di fiducia tra i due amanti, sconvolge gli equilibri che tenevano in piedi la coppia. Gli etologi sostengono che il maschio è istintivamente portato ad avere più rapporti per propagare la specie; per la psicoanalisi l&#8217;uomo ha bisogno di verificare continuamente la sua efficienza sessuale. La domanda arcaica che nasce da piccoli è: il mio pene funziona bene? I cosiddetti &#8220;traditori seriali&#8221; sono uomini profondamente insicuri e, con il continuo tradimento, cercano disperatamente la risposta a quel quesito che racchiude in sè un&#8217;angoscia più profonda, derivante dal confronto con la figura paterna idealizzata. Il tradimento è strettamente collegato ad una sofferenza: non è facile tradire senza somatizzare, senza provare ansia o senso di colpa.</p>
<p>Si ringrazia la Dott.ssa <strong>Mariacandida Mazzilli</strong>, psicologa, psicoterapeuta<br />
<a href="http://www.psicologiadonna.it/" target="_blank">www.psicologiadonna.it</a></p>
<p><em><strong>Fonte:</strong></em> <a title="I rapporti di coppia" href="http://www.margherita.net/salute_donne/psicologia/rapporticoppia.html" target="_blank">http://www.margherita.net/salute_donne/psicologia/rapporticoppia.html</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stobenecontutti.it/2009/11/20/vita-di-coppia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cambiare la propria vita</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/11/11/cambiare-la-propria-vita/</link>
		<comments>http://www.stobenecontutti.it/2009/11/11/cambiare-la-propria-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 05:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON SE STESSI]]></category>
		<category><![CDATA[- Atteggiamento mentale]]></category>
		<category><![CDATA[cambiare]]></category>
		<category><![CDATA[camminare]]></category>
		<category><![CDATA[determinazione]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio fisico]]></category>
		<category><![CDATA[hatha-yoga]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[meditare]]></category>
		<category><![CDATA[perdonare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.stobenecontutti.it/?p=2597</guid>
		<description><![CDATA[10 cose da fare per cambiare la propria vita, adesso Sentiamo spesso parlare di piccole azioni che possono avere un impatto decisivo sulla nostra vita. Ecco dieci di queste piccole azioni che, se compiute con determinazione, produrranno in voi una vera e propria rivoluzione sui piani fisico, mentale, emozionale, spirituale e finanziario! 1. BEVETE ACQUA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-2618" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Cambiare la propria vita" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/11/Cambiare-la-propria-vita-300x224.jpg" alt="Cambiare la propria vita" width="300" height="224" />10 cose da fare per cambiare la propria vita, adesso</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sentiamo spesso parlare di piccole azioni che possono avere un <strong>impatto </strong>decisivo sulla nostra <strong>vita</strong>. Ecco dieci di queste piccole azioni che, se compiute con <strong>determinazione</strong>, produrranno in voi una vera e propria rivoluzione sui <strong>piani fisico</strong>, <strong>mentale</strong>, <strong>emozionale</strong>, <strong>spirituale</strong> e <strong>finanziario</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>1. BEVETE ACQUA PURA</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">I nostri corpi sono composti per il 70% di acqua. Il fatto di bere <strong>acqua</strong> non pura è responsabile di molte <strong>malattie</strong> comunemente attribuite ad altre cause. Pertanto, vi consiglio di prendere seriamente in considerazione l’eventualità di installare in casa vostra un buon sistema di filtraggio, o di distillazione dell’acqua, come ce ne sono oggigiorno diversi in vendita presso i negozi e le ditte di articoli ecologici per la casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, bisogna tener conto del fatto che la maggior parte delle persone vive in uno stato di <strong>disidratazione </strong>pressoché costante. Non basta bere soltanto quando si ha sete. Per di più, bevande come il tè e il caffè disidratano ulteriormente il corpo, peggiorando così il problema. Anche la disidratazione provoca molte gravi malattie. Perciò, vi consiglio di bere ogni giorno almeno dagli 8 ai 12 bicchieri d’acqua il più possibile pura, o preferibilmente di più.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>2. FATE REGOLARMENTE ESERCIZIO FISICO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’esercizio può rallentare, e persino invertire (almeno in parte), il <strong>processo di invecchiamento</strong>. Vi ammalerete di meno ed avrete più <strong>energia</strong> da usare durante tutta la giornata. E la cosa migliore di tutte è che l’<strong>esercizio fisico</strong> è qualcosa di cui si può beneficiare a qualsiasi età.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>hatha yoga</strong> è eccellente perché tonifica gli organi interni, oltre ad allungare ed a rafforzare dolcemente i muscoli. Ma anche semplicemente <strong>camminare</strong> per 15-20 minuti al giorno può essere una pratica estremamente benefica. In ogni caso, consultate il vostro medico di fiducia per verificare il vostro attuale stato di salute e per farvi consigliare sulle forme di esercizio fisico più adatte a voi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>3. MEDITATE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Chi medita regolarmente spesso ha un’età biologica di 10, o, addirittura, 20 anni inferiore alla propria età cronologica! Se mediterete regolarmente anche voi, vi sentirete anche più centrati in voi stessi per tutta la giornata, nonché più consapevoli delle vostre <strong>emozioni</strong>, ed assai più in grado di affrontare efficacemente le sfide della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Già semplicemente sedervi da soli in un posto tranquillo, chiudere gli occhi e seguire con l’<strong>attenzione</strong> il passaggio del vostro <strong>respiro</strong> che entra ed esce dal corpo costituisce una superba forma di <strong>meditazione</strong>. In ogni caso, potete facilmente trovare altre forme di meditazione, che possono <strong>migliorare</strong> ed arricchire profondamente la vostra vita. La meditazione vi renderà una persona più gentile, più dolce e più paziente. Inoltre, vi aiuterà ad apprezzare di più la vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>4. PERDONATE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">I rancori assorbono <strong>energie</strong> cerebrali che potrebbero essere sfruttate molto meglio, impedendoci così di “funzionare” al meglio delle nostre possibilità. Ciò su cui concentriamo la nostra <strong>mente</strong> cresce e si sviluppa, e ciò vale anche per l’odio. Pertanto, è impossibile raggiungere veramente grandi risultati per noi stessi quando molta della nostra energia è bloccata in <strong>sentimenti</strong> negativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordate che <strong>perdonare</strong> è qualcosa che fate soprattutto per voi stessi. Perdonare significa <strong>liberare</strong> una quantità incredibile della vostra energia. Perciò, lasciate andare tutti i rancori, per quanto antichi e apparentemente radicati possano essere, e cercate la riconciliazione. Se vi sembra troppo difficile, cominciate con i rancori più piccoli, per arrivare gradualmente a quelli più grandi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>5. LIBERATEVI DALLE VECCHIE CIANFRUSAGLIE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Se volete che la vita vi offra nuove <strong>opportunità</strong>, dovete far spazio per esse. Liberatevi dalle cose del passato che non vi servono più, ma che finora avete continuato a trattenere per qualche forma di <strong>attaccamento</strong> e di paura. Può trattarsi di ripulire cassetti, armadi, la cantina, vecchi <strong>rapporti</strong>, o modi di pensare ormai superati. Rimanendo attaccati tenacemente al passato non riuscirete a far spazio per il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Perciò, guardate nei vostri cassetti e liberatevi delle cose che non avete usato per più di un anno, o due. Riesaminate i rapporti nella vostra vita e vedete quali vi stanno portando dove volete andare e quali invece vi stanno trattenendo dall’arrivarci. Ripulite la vostra scrivania. Liberate il vostro computer da vecchi files che non servono più. Dopodiché, lasciate entrare aria nuova nella vostra vita!</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>6. LIBERATEVI DI TUTTI I VOSTRI DEBITI FINANZIARI E INVESTITE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Se il fatto di non dovere una lira a nessuno è solo un sogno per voi, cominciate a mettervi all’opera oggi stesso per trasformare questo sogno in realtà. Mettete da parte ogni mese il 10% del vostro reddito per usarlo allo scopo di ridurre e saldare i vostri debiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il debito finanziario è una delle principali cause di <strong>preoccupazione</strong> nella vita di una persona. Eppure, ognuno di noi può riuscire a mettere da parte il 10% del proprio <strong>reddito</strong> se vuole davvero farlo. Fatelo regolarmente, finché non diventerà un’abitudine, e presto vi ritroverete a mettere da parte il 20%. Una volta applicato questo procedimento ai vostri debiti, riuscirete presto a non avere più debiti. Riuscite ad immaginare come vi sentirete liberi?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>7. CURATE I VOSTRI RAPPORTI</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Quasi tutto ciò che vogliamo nella vita lo otterremo attraverso altre <strong>persone</strong>. Inoltre, la capacità di costruire dei buoni rapporti personali è una delle cose più importanti nella vita, a tal punto da compensare eventuali <strong>problemi </strong>che possiate avere in altri campi. Le persone che vanno d’accordo con gli altri progrediscono più in fretta di quelle che sanno semplicemente far bene il loro l<strong>avoro</strong>, e sono sempre le ultime ad essere licenziate (e se ciò accade, riescono, di solito, con facilità a trovare un altro lavoro).</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, è di vitale <strong>importanza</strong> che impariate a rapportarvi con gli altri in modo eccellente. Se non siete bravi in questo campo, tutti gli altri vostri sforzi potrebbero risultare inutili. Studiate, dunque, con costanza i rapporti umani e applicate subito le lezioni che imparate, al fine di diventare molto bravi a rapportarvi con gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>8. STABILITE I VOSTRI TRAGUARDI</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Cercate di avere dei <strong>traguardi specifici</strong>, metteteli per iscritto, con tanto di date entro le quali intendete raggiungerli. Fatelo in ogni area della vostra vita: in campo fisico, mentale, emozionale, lavorativo, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone che fanno questo hanno MOLTO più <strong>successo</strong> delle altre. Quelle che non lo fanno, invece, molto spesso sono come barche alla deriva nel mare. Davvero! – una persona senza obiettivi specifici è come una nave che naviga in mezzo all’oceano senza un capitano e senza un equipaggio. Le possibilità di arrivare ad un porto specifico sono minime. Eppure, la maggior parte delle persone vive così la propria vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Proponetevi dunque il traguardo di avere dei traguardi specifici in ogni area della vostra vita, di metterli per iscritto e di riguardarveli ogni giorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>9. PIANIFICATE OGNI GIORNO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per massimizzare la vostra produttività, pianificate in anticipo ogni vostra giornata. Fate una lista di “cose da fare”, che comprenda tutte le cose importanti da realizzare nel corso della giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">Stabilite, poi, delle <strong>priorità</strong>, classificando con una “A” le cose più urgenti, per esempio; con una “B” quelle ugualmente importanti, ma meno urgenti, e con una “C” le cose che non sono, né urgenti, né particolarmente importanti, e via di seguito. Naturalmente, cominciate a svolgere i compiti “A”, per poi passare alle altre categorie. Le cose non importanti, invece, potete anche delegarle ad altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Sviluppate l’abitudine di rendere conto a voi stessi di ogni mezz’ora del vostro<strong> tempo</strong>. Questo è ciò che fanno molte persone di successo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>10. TENETE UN DIARIO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una <strong>vita</strong> degna d’essere vissuta è anche una vita degna di essere registrata. Tenete un <strong>diario privato</strong>, dove potete registrare eventi significativi, la vostra reazione ad essi, nonché cosa provate di fronte a certe <strong>situazioni</strong>, e cosa imparate da esse.</p>
<p style="text-align: justify;">Tenere un diario, inoltre, risveglia la vostra capacità di <strong>intuizione</strong> e approfondisce il vostro <strong>contatto</strong> con lo <strong>Spirito</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Asoka Selvarajah</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a href="http://www.pomodorozen.com/zen/category/rapporti-umani/" target="_blank">http://www.pomodorozen.com/zen/category/rapporti-umani/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stobenecontutti.it/2009/11/11/cambiare-la-propria-vita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cos&#8217;è lo Yoga</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/10/16/2301/</link>
		<comments>http://www.stobenecontutti.it/2009/10/16/2301/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 05:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON SE STESSI]]></category>
		<category><![CDATA[- Attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[asana]]></category>
		<category><![CDATA[atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[concentrazione]]></category>
		<category><![CDATA[conoscenze]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[prana]]></category>
		<category><![CDATA[respiro]]></category>
		<category><![CDATA[yoga]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.stobenecontutti.it/?p=2301</guid>
		<description><![CDATA[Lo Yoga (dalla radice sanscrita Yuj, "aggiogare, unire") è un antichissimo e complesso sistema di conoscenze, frutto prezioso della plurimillenaria cultura indiana.
Servendosi di una vasta scelta di tecniche, lo Yoga promuove e rende possibile l'integrazione dei vari piani dell'esistenza umana.
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/V71Axg74jzE&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/V71Axg74jzE&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="300" height="250"></embed></object>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2305" style="margin: 10px;" title="yoga" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/10/yoga-300x242.jpg" alt="yoga" width="300" height="242" />Lo <strong>Yoga</strong> (dalla radice sanscrita <strong>Yuj</strong>, &#8220;aggiogare, unire&#8221;) è un antichissimo e complesso sistema di <strong>conoscenze</strong>, frutto prezioso della plurimillenaria <strong>cultura indiana</strong>.<br />
Servendosi di una vasta scelta di <strong>tecniche</strong>, lo Yoga promuove e rende possibile l&#8217;integrazione dei vari piani dell&#8217;esistenza umana.</p>
<h3><strong><span style="text-decoration: underline;"> Corpo respiro energia mente</span></strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con la <strong>pratica regolare</strong> e costante sentiamo affiorare in noi <strong>benessere</strong>, <strong>calma</strong> e <strong>lucidita mentale</strong>. Si sviluppa un atteggiamento di maggiore <strong>responsabilità</strong> e <strong>centratura</strong>, per affrontare al meglio le prove e le sfide della <strong>vita </strong>quotidiana.<br />
Lavorando sul piano <strong>psico-emozionale</strong>, il praticante di Yoga riesce a definire meglio il proprio cammino esistenziale, servendosi di insegnamenti spirituali universali e divenuti nel tempo patrimonio comune dell&#8217;umanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>Tecniche dello yoga</strong> servono ad armonizzare il sistema <strong>corpo-energia-mente</strong>, e lasciano scaturire nel praticante forza, <strong>determinazione</strong>, chiarezza di idee.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>ASANA</strong></span><strong><em><br />
</em>Le posizioni dello </strong><strong>Yoga</strong> (sanscrito:<em> <strong>asana</strong></em>), concepite per aumentare la <strong>flessibilità del corpo</strong> e il tono muscolare, attivano il sistema cardio-circolatorio, tonificano il sistema nervoso e favoriscono conseguentemente il controllo delle proprie <strong>emozioni</strong> e la <strong>concentrazione</strong>.<br />
Praticando gli asana si riducono le tensioni muscolari e mentali e si acquisisce una corretta statica <strong>posturale</strong>.<br />
L&#8221;esecuzione di asana si accompagna a un senso di <strong>benessere</strong> e di <strong>stabilità</strong> non solo fisica: nell&#8217;assumerli si evita qualsiasi forzatura o <strong>atteggiamento</strong> competitivo.<br />
Si sviluppa la capacità di focalizzare l&#8217;<strong>attenzione</strong> contemporaneamente su corpo, <strong>respiro</strong> e mente, accrescendo la <strong>consapevolezza</strong> dei <strong>processi fisici e psichic</strong>i.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">PRANAYAMA</span><em><br />
</em></strong>Le numerose <strong>tecniche di respirazione</strong> ci aiutano a contrastare l&#8217;eccesso di <strong>stress,</strong> ridurre i disturbi del sonno, aumentare la facoltà di controllo e gestione della sfera psico-emotiva.<br />
Nel Pranayama ritroviamo tutte le tecniche di controllo cosciente dell&#8217;<strong>energia</strong>, tese a:<br />
- aumentare la captazione dell&#8217;energia vitale (<em>prana</em>);<br />
- migliorare l&#8217;assorbimento e la distribuzione del <strong>prana</strong> stesso nel corpo umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispettando il principio di progressione, si inizia dal &#8220;recupero&#8221; di una corretta <strong>respirazione</strong> di base che include la <strong>riattivazione</strong> del diaframma.<br />
Si procede poi verso tecniche più complesse che utilizzano la ritenzione del respiro e i <strong>bandha</strong> (particolari contrazioni muscolari localizzate).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">CONCENTRAZIONE E MEDITAZIONE</span><em><br />
</em></strong>Allo scopo di calmare l&#8217;iperattività e la dispersione della mente vengono insegnati metodi di rilassamento psico-fisico e, in seguito, specifiche tecniche di concentrazione e meditazione.<br />
Con la <strong>pratica</strong> costante e regolare, la meditazione attiva la <strong>sfera intuitiva</strong> e aumenta la <strong>creatività personale</strong>: si rivelano le grandi <strong>potenzialità</strong> latenti in ognuno, capaci di direzionare il nostro<strong> cammino evolutivo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.yogaitalia.org/ita/index.shtml" target="_blank">http://www.yogaitalia.org/ita/index.shtml</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stobenecontutti.it/2009/10/16/2301/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Cinesica</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/09/25/la-cinesica/</link>
		<comments>http://www.stobenecontutti.it/2009/09/25/la-cinesica/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 07:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON GLI ALTRI]]></category>
		<category><![CDATA[- Linguaggio del Corpo]]></category>
		<category><![CDATA[atteggiamenti]]></category>
		<category><![CDATA[cinesica]]></category>
		<category><![CDATA[consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[convenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[esprimere]]></category>
		<category><![CDATA[gesti]]></category>
		<category><![CDATA[inconsapevole]]></category>
		<category><![CDATA[parlare]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.stobenecontutti.it/?p=2266</guid>
		<description><![CDATA[Gesti; espressioni facciali; movimenti delle gambe, del tronco, del bacino, della testa e degli occhi rivelano emozioni e regolano l&#8217;interazione verbale , La cinesica riguarda i movimenti prodotti da una parte del corpo: gli esempi di cinesica più noti sono i &#8220;gesti&#8221;, ma appartegono a questa classe anche i movimenti del collo, del tronco, del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-2269" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="La cinesica" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/09/bodylanguage-300x194.jpg" alt="La cinesica" width="300" height="194" />Gesti</strong>; espressioni facciali; <strong>movimenti</strong> delle gambe, del tronco, del bacino, della testa e degli occhi rivelano <strong>emozioni </strong>e regolano l&#8217;interazione verbale</em> ,</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>cinesica</strong> riguarda i movimenti prodotti da una parte            del corpo: gli esempi di cinesica più noti sono i <strong>&#8220;gesti&#8221;</strong>,            ma appartegono a questa classe anche i movimenti del collo, del tronco,            del naso (es. un arricciamento), della bocca, dei piedi (ad esempio,            pestarsi i piedi, artigliare le dita, sollevare i talloni, ecc)., delle            dita o delle gambe, degli occhi.</p>
<p>Buona parte dei movimenti cinesici sono involontari e legati all&#8217;<strong>emozione</strong> che si prova al <strong>momento</strong>; altri accompagnano il discorso, lo sostituiscono,            lo completano: come disegnare nell&#8217;aria una siluette di una donna formosa            o, nel puntualizzare qualcosa, fare un gesto simile all&#8217;Ok, muovendo            la mano in verticale.<br />
Alcunii comportamenti cinesici hanno la funzione di regolare il flusso            della conversazione; indicano al locutore di ampliare quanto dice, di            cambiare discorso, di <strong>ripetere</strong>, di affrettarsi, di passare la parola,            ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio, l&#8217;interlocutore può annuire e in questo modo            da dimostrazione al <strong>parlante</strong> di essere seguito, se però fa lo            stesso gesto velocemente e ripeturamente é come se gli dicesse            &#8221; muoviti che voglio prendere il mio turno di <strong>conversazione</strong> &#8220;;            spesso in questo caso, per limare l&#8217;effetto della sollecitazione ad            affrettarsi, l&#8217;ascoltatore fa spesso contemporeamente un sorriso.<br />
La richiesta            di prendere il turno di <strong>conversazione</strong> può essere indicata anche            da altri comportamenti: prendere fiato, guardare in modo prolungato            il locutore, schiudere le labbra e produrre suoni vocali, spostare il            busto in avanti, sollevare un dito, ecc.</p>
<p>C&#8217;é una stretta <strong>relazione</strong> tra certi comportamenti cinesici e            il modo di parlareo; inoltre, questi segnali, detti regolatori, sono accompagnati            da espressioni vocali, detti <em>tratti prosodici</em>, che riproducono il messaggio prodotto            con il gesto: ad es. se si alza il tono, le palpebre, la mano o la testa            si sollevano. I movimenti di conclusione e le variazioni tonali di conclusione            si modificano nello stesso senso: così:<br />
- Chi parla abbassa il tono e un segmento del <strong>corpo</strong> al termine di una            domanda.<br />
- Il locutore aumenta il tono e solleva una parte del corpo al termine            di una domanda.<br />
- Nel <strong>pronunciare</strong> una sequenza di frasi, il parlante tiene in tensione una parte del corpo (ad es. il tronco)             e tono ad uno stesso livello finché non ha concluso            la prima frase del discorso.</p>
<p>Una sequenza coordinata di frasi (detti tecnicamente &#8220;enunciati&#8221;) costituisce            per lo psicologo Albert Scheflen un <em><strong>Punto Linguistico</strong></em>.<br />
nel realizzare un Punto, la testa, gli            occhi vengono mantenuti in una data posizione fino a che l&#8217;espressione            verbale non é completata; il volto é diretto verso l&#8217;ascoltatore            e la voce é proiettata verso quest&#8217;ultimo.<br />
In questo modo, la            comunicazione che definisce la durata del punto, serve anche a selezionare            l&#8217;ascoltatore; se esistono più ascoltatori la testa non é            tenuta rigida, ma oscilla lateralmente come una specie di faro.<br />
Quando chi parola ha terminato            l&#8217;unità, abbassa la testa o gli occhi o le mani o può            giungerle in grembo.</p>
<p>Le unità puntuali sono raccolte in insiemi più ampi:            chiamati <strong>Posizioni</strong>; una posizone é un&#8217;unità comunicativa che            contempla più attività simultanee: ad esempio, chi parla            orienta il corpo intero verso l&#8217;ascoltatoree, mentre fa questo può            contrassegnare le unità puntuali con <strong>movimenti</strong> di mani, occhi            e testa; nello stesso tempo può orientare le gambe in modo da            includere nell&#8217;interazione una terza persona.<br />
La Posizione            é mantenuta finché il discorso non viene completato:            se chi parla viene interrotto mentre intende dire qualcosa iin genere manterra            inalterata la posizione del suo corpoindicando così l&#8217;intenzione di riprendere            il discorso.<br />
Gli <strong>atteggiamenti</strong> descritti possono anticipare l&#8217;intenzione di <strong>parlare</strong>.<br />
La direzione dello sguardo é modificata in <strong>relazione</strong> alla struttura            della <strong>conversazione</strong>: ad esempio:<br />
- Si alza lo sguardo brevemente nelle pause grammaticali.<br />
- Al completamento delle espressioni si da un&#8217;occhiata prolungata<br />
- come già detto, si possono abbassare gli occhi al completamento            di una frase.<br />
Mentre il terzo comportamento é un puro <strong>gesto </strong>di regolazione,            i primi due servono a chi parla anche per accertarsi che l&#8217;<strong>ascoltatore</strong> lo segua.<br />
Questi comportamenti non sono intenzionali e, pur se appresi, in una            conversazione se ne può percepire l&#8217;assenza, ma generalmente            non si prende atto della loro<strong> presenza</strong>.</p>
<p>Tornando ad un discorso più generale, definiamo quali sono le categorie in cui sono suddivisi i segnali cinesici.<br />
Per farlo ci affidiamo alla classificazione messa a punto da due dei più eminenti studiosi sul <strong>comportamento cinesico</strong>, Paul            Ekman e Erik Friesen.</p>
<p>Questi ricercatori propongono cinque categorie:</p>
<p>1)<strong> Emblemi</strong>;<br />
2) <strong>Illustratori</strong>;<br />
3) <strong>Affect-display </strong>(dimostratori di emozioni);<br />
4) <strong>Regolatori</strong>;<br />
5) <strong>Adattatori</strong> (auto/etero/oggetto-adattatori).</p>
<p>Analizziamo quindi in dettaglio ogni catoria.<br />
La prima, quella degli <strong>Emblemi</strong> definisce            atti non verbali che hanno una traduzione verbale immediata, conosciuta            e condivisa dai membri di un gruppo, di una classe, di una cultura:            hanno un significato concordato.<br />
Solitamente la loro funzione è            quella di ripetere, sostituire, il discorso che accompagnano.. Gli emblemi            possono prendere il posto delle parole qualora non si riesca a parlare            a causa del <strong>rumore,</strong> dalla distanza, da condizioni organiche (mutismo)            o dalle <strong>convenzioni</strong> (ad es. nel gioco dei &#8220;mimi&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;">Gli <strong>emblemi</strong> sono prodotti consapevolmente e costituiscono uno sforzo            intenzionale e deliberato di comunicare.<br />
Questi gesti sono appresi nell&#8217;ambito di una data cultura; a questa classe appartengono il gesto di fare le corna, il battere la tempia per indicare che qualcuno é &#8220;tocco&#8221;, il ruotare l&#8217;indice nella guancia per esprimere l&#8217;idea di un cibo particolarmente gustoso e così via.<br />
Dal momento  che si tratta di gesti appresi in un dato ambito culturale, bisogna fare molta attenzione quando si usa un  gesto codificato in un paese diverso dal proprio: ad esempio, il gesto pressoché universale dell&#8217;ok potrebbe suscitare  e ire del suo destinatario: infatti, in quella cultura significa &#8220;<em>sei omosessuale</em>!&#8221;</p>
<p>I <strong>Gesti Illustratori</strong> sono direttamente collegati al discorso e servono            ad illustrare ciò che viene detto: solitamente vengono prodotti            in contemporaneità con il <strong>discorso</strong>:<br />
Possiamo distinguere sei tipi di illustratori:<br />
- bacchette: si tratta di movimenti che battono il tempo, accentuando            e enfatizzando particolari parole o frasi;<br />
- movimenti ideografici: sono segnali che indicano la direzione del            pensiero (ad esempio, muovere la mano davanti alla fronte per esprimere            l&#8217;idea di esse storditi)<br />
- movimenti deiettici: indicano qualcosa o qualcuno che si trova davanti o attorno a noi;un <strong>gesto deittico</strong> é puntare con l&#8217;indice qualcosa su cui vogliamo richiamare l&#8217;attenzione o che é oggetto del nostro discorso<br />
- movimenti spaziali: descrivono una relazione spaziale;così nel descrivere la dinamica di un incidente potremmo far sbattere davanti a noi la punta delle dita tenute unite per rappresentare la collisone delle automobili.<br />
- movimenti cinetografici: sono movimenti che illustrano un&#8217;<strong>azione</strong> del corpo;ad esempio, per <strong>esprimere </strong>l&#8217;idea di avere respinto qualcuno possiamo rappresentalo portando effettivamente le mani davanti a noi e facendo come se se stessimo spingendo.<br />
- movimenti pittografici: delineano una <strong>silhouette</strong> di ciò a cui ci si sta riferendo (ad esempio, quando si traccia una linea curva che va dalla base dello sterno al bacino per indicare una persona sovrappeso).</p>
<p>Gli <strong>illustratori</strong> sono prodotti in modo <strong>consapevole</strong> e <strong>intenzionale</strong> e            sono solitamente informativi, nel senso che forniscono un significato            decodificato condiviso e collegato all&#8217;<strong>espressione verbale</strong>.</p>
<p>Gli <strong>affect-display</strong> (o dimostratori di emozioni) sono movimenti dei <strong>muscoli            facciali</strong> e <strong>corporei</strong> in associazione alle emozioni primarie (Sopresa,            Paura, Collera, Disgusto, Tristezza e Felicità, .<br />
Numerose ricerche hanno comunque che le <strong>espressioni del viso</strong> comunicano            in modo efficace ciò che la persona prova in quel momento; mentre            i <strong>movimenti</strong> del corpo fanno capire quant&#8217;è l&#8217;intensità            dell&#8217;emozione. E&#8217; possibile, e anche semplice, controllare            consapevolmente l&#8217;espressione facciale: non sempre, quindi, è            una fonte attendibile di informazioni sullo<strong> stato emotivo</strong>; è            molto più difficile, invece, controllare gli affect-display corporei.</p>
<p>Gli affect-display possono essere collegati al comportamento            verbale ripetendo, qualificando o contraddicendo un&#8217;emozione espressa            verbalmente.</p>
<p>I <strong>Regolatori</strong> sono azioni che mantengono e regolano l&#8217;alternarsi            dei turni di conversazione (cioè dei momenti in cui si prende            o si passa la parola) nella <strong>conversazione</strong>.<br />
I regolatori Sono eseguiti in maniera <strong>inconsapevole</strong> e <strong>abituale</strong>, secondo            delle regole apprese anch&#8217;esse in modo inconscio.</p>
<p>Gli <strong>Adattatori</strong> sono l&#8217;ultima categoria proposta            da Ekman e Friesen. Gli autori ipotizzano che tali movimenti siano stati            appresi originariamente come sforzo di adattamento per soddisfare <strong>bisogni            psichici</strong> o fisici o per <strong>esprimere emozioni</strong> atte a mantenere o sviluppare            <strong>contatti personali</strong>.<br />
Nell&#8217;adulto questi comportamenti sono messi in atto in forma stilizzata            e parziale.</p>
<p style="text-align: justify;">. C&#8217;è Alcuni  adattatori sono appresi            con l&#8217;<strong>esperienza</strong> persona: per questo motivo i significati collegati sono idiosincratici,            cioè estremamente personali. l&#8217;esecuzione degli adattatori;            questi stimoli sono riconducibili ai motivi, alle circostanze, Gli adattatori            sono <strong>inconsci</strong>, legati all&#8217;abitudine e privi di<strong> intenzioni comunicative</strong>.<br />
Si possono distinguere tre sottocategorie: gli &#8220;<strong>autoadattatori</strong>&#8220;,            gli &#8220;<strong>eteroadattatori</strong>&#8221; e gli &#8220;<strong>oggettoadattatori</strong>&#8220;.            Gli &#8220;autoadattatori&#8221; sono movimenti prodotti sul proprio            corpo; un adattatore molto noto eè il portare la mano alla bocca.            Gli &#8220;eteroadattatori&#8221; sono eterodiretti, cioè sono            indirizzati verso un&#8217;altra persona. Gli &#8220;oggettoadattatori&#8221;            riguardano un&#8217;azione prodotta su oggetti a portata di mano.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.linguaggiodelcorpo.it/cinesica/" target="_blank">http://www.linguaggiodelcorpo.it/cinesica/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stobenecontutti.it/2009/09/25/la-cinesica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Saper ascoltare in modo attivo</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/09/16/saper-ascoltare-in-modo-attivo/</link>
		<comments>http://www.stobenecontutti.it/2009/09/16/saper-ascoltare-in-modo-attivo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 10:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[>>> STARE BENE CON GLI ALTRI]]></category>
		<category><![CDATA[- Ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[accettazione]]></category>
		<category><![CDATA[attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[comprensione]]></category>
		<category><![CDATA[disponibile]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[giudizi]]></category>
		<category><![CDATA[interpretare]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.stobenecontutti.it/?p=2190</guid>
		<description><![CDATA[Come dimostrare capacità di porre attenzione alla comunicazione del proprio interlocutore L&#8217;ascolto attivo si basa sull&#8217;empatia e sull&#8217;accettazione. Esso si fonda sulla creazione di un rapporto positivo, caratterizzato da &#8221;un clima in cui una persona possa sentirsi empaticamente compresa&#8221; e, comunque, non giudicata. Quando si pratica l&#8217;ascolto attivo, invece di porsi con atteggiamenti che tradizionalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignleft size-medium wp-image-2191" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Saper ascoltare" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/09/womanlistening-300x244.jpg" alt="Saper ascoltare" width="300" height="244" />Come dimostrare capacità di porre attenzione alla comunicazione del proprio interlocutore</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ascolto attivo</strong> si basa sull&#8217;<strong>empatia </strong>e sull&#8217;<strong>accettazione</strong>. Esso si fonda sulla creazione di un rapporto positivo, caratterizzato da &#8221;un clima in cui una persona possa sentirsi empaticamente compresa&#8221; e, comunque, non giudicata.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si pratica l&#8217;<strong>ascolto attivo,</strong> invece di porsi con atteggiamenti che tradizionalmente vengono considerati da &#8221;buon osservatore&#8221;, ossia, come persone impassibili, &#8221;neutrali&#8221;, sicure di sé, incuranti delle proprie<strong> emozioni</strong> e tese a nascondere e ignorare le proprie reazioni a quanto si ascolta, è più opportuno rendersi disponibili anche a comprendere realmente ciò che l&#8217;altro sta dicendo, mettendo anche in luce possibili difficoltà di comprensione. In questo modo è possibile stabilire rapporti di riconoscimento, rispetto e apprendimento reciproco.</p>
<p style="text-align: justify;">Per diventare &#8221;attivo&#8221;, l&#8217;ascolto deve essere<strong> aperto e disponibile</strong> non solo verso l&#8217;altro e quello che dice, ma anche verso se stessi, per ascoltare le proprie reazioni, per essere consapevoli dei limiti del proprio <strong>punto di vista </strong>e per accettare il non sapere e la difficoltà di non capire.   I <strong>principali elementi</strong> che caratterizzano una buona attività di ascolto, sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>sospendere i giudizi di valore e l&#8217;urgenza classificatoria</strong>, cercando di non definire a priori il proprio interlocutore o quanto egli dice in &#8221;categorie&#8221; di senso note e codificate</li>
<li><strong>osservare ed ascoltare</strong>, raccogliendo tutte le informazioni necessarie sulla situazione contingente, ricordando che il silenzio aiuta a capire e che il vero ascolto è sempre nuovo, non è mai definito in anticipo in quanto rinuncia ad un sapere già acquisito</li>
<li><strong>mettersi nei panni dell&#8217;altro - dimostrare empatia</strong>, cercando di assumere il punto di vista del proprio interlocutore e condividendo, per quello che è umanamente possibile, le sensazioni che manifesta</li>
<li><strong>verificare la comprensione</strong>, sia a livello dei contenuti che della relazione, riservandosi, dunque, la possibilità di fare domande aperte per agevolare l&#8217;esposizione altrui e migliorare la propria<strong> comprensione </strong></li>
<li><strong>curare la logistica</strong>, facendo attenzione al contesto fisico-spaziale dell&#8217;ambiente in cui si svolge la comunicazione per agevolare l&#8217;interlocutore e farlo sentire il più possibile a proprio agio.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ciò che è importante sottolineare, è che da questa modalità di ascolto è escluso non solo il giudizio, ma anche il consiglio e la tensione del &#8221;dover darsi da fare&#8221; per risolvere eventuali problemi espressi dal proprio interlocutore, oltre ad evitare tutte le &#8221;barriere della comunicazione&#8221;, quali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>dare ordini</li>
<li>mettere in guardia</li>
<li>moralizzare</li>
<li>persuadere con la logica</li>
<li>elogiare</li>
<li>ridicolizzare</li>
<li>interpretare</li>
<li>consolare</li>
<li>cambiare argomento</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">le quali, in modo più o meno esplicito, costituiscono messaggi di rifiuto.      <strong>Studi sulle dinamiche dell&#8217;ascolto attivo</strong> Nel mondo occidentale il riconoscimento dell&#8217;importanza dell&#8217;ascolto attivo è una conquista molto recente.<br />
Un grosso impulso agli studi sulle dinamiche dell&#8217;ascolto attivo è stato dato, agli inizi degli anni &#8217;80, dagli studi sulle aziende post-industriali (Peters,1982; Kunda, 2000) e dagli studi sui rapporti fra professionisti e clienti (Wolvin e Coakly, 1988; Bert e Quadrino, 1999).</p>
<p style="text-align: justify;">Le basi teoriche per questo approccio erano state elaborate in precedenza da studiosi che hanno sostenuto la priorità dell&#8217;ascolto in un paradigma dialogico (Martin Heidegger, Michail Bachtin, Martin Buber) e dai teorici dei sistemi complessi (Bateson, von Foerster, Emery e Trist, Ashby).</p>
<p>Un modello molto efficace per comprendere la differenza fra <strong>ascolto passivo </strong>e <strong>ascolto attivo </strong>è offerto dalla buona comunicazione interculturale in situazioni concrete e contingenti (Sclavi, 2000a e 2000b) in quanto rende più facilmente evidenziabile che &#8221;uno stesso comportamento&#8221; può avere significati antitetici e al tempo stesso assolutamente legittimi a seconda del contesto culturale in cui è inserito.</p>
<p style="text-align: justify;">Per esempio il &#8221;non guardare negli occhi una persona anziana e autorevole&#8221; in un contesto culturale può essere segno di rispetto, mentre in un altro, segno di mancanza di rispetto.<br />
I malintesi, l&#8217;irritazione, l&#8217;imbarazzo, la diffidenza in questi casi non sono risolvibili in termini di comportamenti &#8221;giusti o sbagliati&#8221;, ma cercando di capire l&#8217;esperienza dell&#8217;altro, il che implica accogliere come importanti, aspetti che siamo abituati a considerare trascurabili o addirittura che prima non abbiamo mai preso in considerazione.</p>
<p><strong>Le &#8221;Sette Regole dell&#8217;Arte di Ascoltare&#8221; (Sclavi,2000)</strong></p>
<ol style="text-align: justify;" type="1">
<li>Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni.<br />
Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.</li>
<li>Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista.<br />
Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.</li>
<li>Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.</li>
<li>Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio.<br />
Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi.<br />
Il loro codice è relazionale e analogico.</li>
<li>Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili.<br />
I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti,perché incongruenti con le proprie certezze.</li>
<li>Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione interpersonale. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.</li>
<li>Per divenire esperto nell&#8217;arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica.<br />
Ma quando hai imparato ad ascoltare, l&#8217;umorismo viene da sè.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="Saper ascoltare in modo attivo" href="http://www.urp.it/Sezione.jsp?idSezione=805&amp;idSezioneRif=104" target="_blank">http://www.urp.it/Sezione.jsp?idSezione=805&amp;idSezioneRif=104</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stobenecontutti.it/2009/09/16/saper-ascoltare-in-modo-attivo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Depressione</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/08/10/la-depressione/</link>
		<comments>http://www.stobenecontutti.it/2009/08/10/la-depressione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 16:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[debolezza]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio fisico]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[sfide]]></category>
		<category><![CDATA[tristezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.stobenecontutti.it/?p=2086</guid>
		<description><![CDATA[La Depressione è una grande piaga del mondo moderno. Porta ad una resa dell&#8217;anima che rinuncia ad evolversi dando retta ad una mente che si rifiuta di reagire alle difficoltà della vita. La depressione arriva quando la mente si è abituata a pensare di essere troppo debole per reagire alle sfide della vita, quando i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2087" style="margin: 10px;" title="La depressione" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/08/depressed5-300x230.jpg" alt="La depressione" width="300" height="230" />La <strong>Depressione </strong>è una grande piaga del mondo moderno. Porta ad una resa dell&#8217;anima che rinuncia ad evolversi dando retta ad una mente che si rifiuta di reagire alle difficoltà della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">La depressione arriva quando la mente si è abituata a pensare di essere troppo<strong> debole </strong>per<strong> reagire alle sfide della vita</strong>, quando i pensieri negativi prendono il sopravvento e quando la tristezza<strong> </strong>è diventata qualcosa di piacevole. Ma, attenzione, la depressione può essere usata anche come mezzo per far sì che chi ci circonda ci presti <strong>attenzione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si nasce depressi, ma lo si diventa attraverso reiterati pensieri negativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vivere in una famiglia in cui vi sono stati esempi di depressione o di <strong>debolezza</strong> e di fuga nell&#8217;<strong>affrontare la vita </strong>facilita il divenire a propria volta depressi. Perché? Perché &#8211; come abbiamo visto in altre occasioni &#8211; si tende a ripetere ciò che ci è familiare.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Chi ha facilità ad assumere comportamenti depressi?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">* Chi da bambino si è sentito trascurato emozionalmente, o fisicamente.</p>
<p style="text-align: justify;">* Chi si sente in colpa.</p>
<p style="text-align: justify;">* Chi è nato con un parto difficile maturando il pensiero: &#8220;Io non merito di vivere perché ho fatto soffrire mia madre&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">* Chi soffre di &#8220;pulsione di morte&#8221; a seguito di un parto difficile in cui ha rischiato di morire lui/lei o la madre o ha vissuto con persone terminali o ha avuto lutti in famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">* Chi ha avuto una educazione fortemente <strong>repressiva</strong> o fortemente <strong>permissiva</strong> durante la quale ha maturato il pensiero: &#8220;Io non sono importante per nessuno&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">* Chi ha trascurato il suo corpo e/o il suo spirito (troppo lavoro, troppo stress, poca attenzione a se stessi).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il pensiero ha la forza di realizzarsi sempre</strong>, e il dialogo interno, la comunicazione interpersonale negativa e le azioni confermano il pensiero iniziale (&#8220;io non merito di vivere&#8221;) facendo sì che si realizzi.</p>
<p style="text-align: justify;">La depressione conduce al buio, impedisce all&#8217;anima di evolversi e di accettare la Luce.</p>
<p style="text-align: justify;">I miei suggerimenti alle anime che brancolano nel buio e alle menti ottenebrate dalla depressione sono i seguenti:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cambiate la credenza </strong>che avere un atteggiamento da depressi porti l&#8217;attenzione del vostro mondo su di voi<strong>: </strong>le persone che vivono accanto a chi soffre di depressione sono stanche, e vengono trascinate a loro volta verso vibrazioni basse. Chi soffre di depressione &#8220;succhia&#8221; <strong>energia </strong>a chi gli sta accanto, e non favorisce amore, ma stanchezza e tristezza, creando intorno a sé un ambiente insano che favorisce l&#8217;ombra e allontana la Luce.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>-</strong> <span style="text-decoration: underline;"><strong>Cambiate la credenza</strong></span> che la malinconia e la <strong>tristezza</strong> siano &#8220;romantiche&#8221; o piacevoli: sono solo emozioni che allontanano le persone, anche quelle che ci amano.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">- <strong>Allenatevi a cambiare il vostro dialogo interno</strong></span>: sostituite ad uno ad uno i vostri pensieri negativi con pensieri di vita. Ripetetevi farsi come: &#8220;Io merito di vivere&#8221;, &#8220;Io sono al mondo per uno scopo&#8221;, &#8220;Tutti desiderano che io viva&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">- <span style="text-decoration: underline;"><strong>Allenatevi a parlare</strong></span> usando solo frasi positive. Ogni frase che si pronuncia ha la capacità di manifestarsi concretamente. Se usate frasi come: &#8220;Non ce la faccio&#8230; è difficile vivere&#8230; Non ne posso più&#8230; Nessuno mi capisce Non sai quello che provo&#8230; ecc.&#8221; attirerete a voi questa realtà. Scegliete quindi di <strong>smetterla di lamentarvi e piangervi addosso</strong> e parlate in maniera propositiva: &#8220;Posso farcela&#8230; Per me questa è una sfida che supero con facilità&#8230; Questa è una bella giornata&#8230; È bello stare con te! Oggi mi sento rinnovato/a&#8230; Oggi sto benissimo, Ho voglia di ridere&#8230;. ecc.&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">- Fate una<strong> &#8220;cura&#8221; di risate</strong>: leggete libri comici, guardate film comici. Evitate di guardare i telegiornali e di leggere i quotidiani fino a quando non vi sentirete positivi completamente.</p>
<p style="text-align: justify;">- <span style="text-decoration: underline;"><strong>Perdonate voi stessi</strong></span>, poi vostra madre, vostro padre.</p>
<p style="text-align: justify;">- Iniziate a scrivere un &#8220;Diario di Luce&#8221;, dove man mano che vi verranno alla mente i <strong>pensieri negativi:</strong> &#8220;Non merito di vivere&#8221;, &#8220;Io non merito niente di buono&#8221;, &#8220;La vita è difficile e io non ho la forza per viverla&#8221;, &#8220;A nessuno importa niente di me&#8221;, &#8220;Non posso essere amata/o da nessuno&#8221;&#8230; e anche: &#8220;Stamattina ho pensato che non ho voglia di uscire di casa&#8230;&#8221; , ecc. scriverete sul quaderno i corrispondenti pensieri positivi: &#8220;Io merito di vivere&#8221;, &#8220;Ho intorno a me persone che mi amano&#8221;&#8230; &#8220;Scorro attraverso la vita con facilità&#8221;, ecc.. Usate il diario ogni volta che compaiono pensieri negativi (tenetelo a portata di mano, in borsa, sul tavolo, sulla scrivania in ufficio).</p>
<p style="text-align: justify;">-<span style="text-decoration: underline;"> <strong>Allenatevi all&#8217;esercizio fisico</strong></span>: la depressione è contraria a qualunque movimento fisico, soprattutto se verso l&#8217;alto. Mettetevi in piedi la mattina appena alzati e ridendo (o provando a ridere) fate alcuni salti verso l&#8217;alto dicendo ad alta voce: &#8220;Io oggi sono positivo/a e felice!&#8221;Appena avete l&#8217;occasione saltate verso l&#8217;alto con le braccia in su, accompagnati da una musica allegra.</p>
<p style="text-align: justify;">- Mentre andate al lavoro o quando uscite camminate a passo veloce respirando con attenzione e ripetendo mentalmente: &#8220;Merito di vivere con gioia!&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">- Ogni volta che siete tentati di rimanere su una poltrona fissando il soffitto o a letto, prendete il diario e scrivete e poi alzatevi e saltate&#8230; o saltate &#8230;poi uscite.</p>
<p style="text-align: justify;">- La sera prima di addormentarvi e la mattina prima di alzarvi portate l&#8217;attenzione a ricordare un momento in cui eravate in perfetta forma e <strong>visualizzate</strong> quel momento con tutta l&#8217;intensità che potete, con i colori luminosi, sentendo gli odori, e provando quelle<strong> emozioni</strong>. Quando avete ben chiara nella mente quell&#8217;<strong>immagine</strong>, tenetela in un angolo della mente, poi visualizzate voi stessi come siete ora (nello stato di tristezza), quindi molto velocemente mentalmente sostituite l&#8217;immagine attuale con quella positiva che avevate visualizzato prima. Fatelo 7 volte al mattino e 7 volte la sera. Dopo ogni volta riaprite gli occhi e poi richiudeteli.</p>
<p style="text-align: justify;">Suggerimenti per chi vive con familiari che soffrono di depressione:</p>
<p style="text-align: justify;">* Non cedete al ricatto di restare accanto a loro mentre sono tristi.</p>
<p style="text-align: justify;">* Fate capire loro che preferite stare con loro quando sono positivi.</p>
<p style="text-align: justify;">* In casa siate gioiosi e mantenete l&#8217;ambiente luminoso, ben areato e sereno</p>
<p style="text-align: justify;">* Visualizzate la persona che soffre di depressione immersa in una luce bianca e ogni volta che pensate a lei immergetela in una doccia di luce.Aiutatela a ricordare i momenti più piacevoli della sua vita, chiedetele di raccontarveli. Bloccatela quando inizia a lamentarsi o a parlare di cose negative e riportate l&#8217;argomento sul positivo, raccontando voi cose positive.</p>
<p style="text-align: justify;">* Rivolgetevi alla sua parte sana, bambina e gioiosa e proponete giochi che si facevano da bambini.</p>
<p style="text-align: justify;">* Non assecondate lo stato di tristezza e non fate sì che la persona che soffre dipenda da voi. Mantenete lo stato di libertà reciproca.</p>
<p style="text-align: justify;">La depressione è uno stato della mente e come tale può essere modificato.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Non esistono situazioni dalle quali non si possa uscire.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anima ha diritto a<strong> vivere</strong> la vita fino in fondo, fino al termine che si è dato per svolgere un compito, rifiutarsi di vivere crea solo nuovo karma e ferma l&#8217;evoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Aiutiamo chi<strong> </strong>soffre di<strong> </strong>tristezza a tornare alla luce prima che la <strong>tristezza</strong> si trasformi in <strong>depressione</strong> e aiutiamo chi è caduto nella trappola della depressione ad usare la sua sensibilità trasformandola in <strong>compassione e</strong><strong> amore per se stesso e per gli altri.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a href="http://www.lamentemente.com/2009/06/07/depressione-atteggiamento-tristezza/" target="_blank">http://www.lamentemente.com/2009/06/07/depressione-atteggiamento-tristezza/</a></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.stobenecontutti.it/2009/08/10/la-depressione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
