Posts Tagged ‘esperienze dolorose’

Quando il tradimento è doppio

25 febbraio 2009

tendencias11 Il tradimento è una delle esperienze più dolorose all’interno della coppia. Garantito. Ma quando il tradimento si consuma seguendo percorsi e modalità particolari può assumere contorni ancora più difficili da accettare e superare.

Recentemente abbiamo ricevuto alcune lettere da parte di lettrici che hanno subito un tradimento per così dire doppio. Quando il partner ti tradisce con una tua amica…

Non è una esperienza molto frequente, per fortuna, ma capita più spesso di quanto si possa pensare. Provate a pensarci e quasi sicuramente vi verrà in mente qualcuno che conoscete che nel passato ha vissuto questa esperienza.

Difficile da superare, dicevamo, perché di doppio tradimento si tratta. Da parte del partner, chiaramente, e da parte dell’amica (o supposta tale) che ha tradito che in lei era stata riposta.

I motivi per cui si verificano situazioni del genere sono molteplici, spesso, e tutti hanno una spiegazione nella complessa e a volte crudele natura umana.

Il motivo più banale è l’attrazione. Capita. Capita nella vita di tutti i giorni di sentirci attratte da un altro uomo che non sia il nostro partner, può chiaramente capitare anche a una nostra amica.

Ma il confine tra il fatto di sentirsi attratte e il mettere in pratica quelle che solitamente rimangono solamente delle fantasie è solitamente molto ampio. Tranne che in quei casi in cui, per vari motivi, questo confine si assottiglia sempre di più fino a diventare quasi inesistente.

Sicuramente la gelosia tra amiche, presente anche nei rapporti più solidi, gioca un ruolo molto importante. Ci scrive Annamaria: “Eravamo sempre in competizione su tutto, era diventato un po’ il nostro passatempo preferito. Chi era più bella, chi aveva l’abitino più trendy, chi era più felice… fino a quando la mia (ex)amica ha pensato di appropriarsi di quanto di più caro avevo. Il mio ragazzo…” una mossa da giocatrice di scacchi oseremmo dire. Una mossa che in un sol colpo ha privato l’amica del motivo principale di benessere, e ha portato dall’altra parte il prezioso oggetto del desiderio.

In tutto questo gioca un ruolo importante la debolezza di molti ragazzi, o uomini, che non sanno dire di no a situazioni potenzialmente esplosive, e che spesso non si rendono nemmeno conto di essere utilizzati come semplici oggetti da sottrarre e poi lasciar perdere non appena ottenuto l’obiettivo desiderato.

Capita che a volte si cerchi nel giro delle amicizie quello che non si riesce a trovare, o non si crede di poter più trovare, nella vita ‘normale’. E capita pertanto di passare al vaglio tutte le possibilità, dalle più logiche a quelle apparentemente impossibili. ‘Quello che c’è adesso domani potrebbe non esserci più…’ diceva sempre così mia madre quando le segnalavo che un tale ragazzo era già impegnato. Dal pensarla in questo modo a prendere parte attiva nel rompere una coppia che funzionava il passo è stato breve.

Ho capito quanto potere avevo nei confronti dei partner delle mie amiche. All’inizio era un gioco, poi una specie di dipendenza dal potere. Mi piaceva sapere di poter avere quello che volevo. Senza farmi scoprire dalle amiche, il che rendeva il gioco più emozionante. Adesso non lo faccio più, per il momento, perché sto bene con il mio partner attuale, e non ne sento più il bisogno…”

Per gioco, per cattiveria, per bisogno. Come abbiamo detto sono tanti i motivi per cui un’amica può decidere di comportarsi in questo modo.

Fonte:  http://www.margherita.net

Il tradimento vero male dell’unione

24 febbraio 2009

other_woman1E’ incredibile come il dibattito attuale si sia centrato nell’indicare con certezza quali sono i modi di vivere giusti per un’unione sentimentale. Si è, infatti, osservato come da un lato c’è chi onnipotentemente (il vaticano ad esempio) ha definito le autentiche basi di una  famiglia e chi, portavoce di una modernità non precedentemente elaborata (alcuni politici, pseudo-intellettuali, ecc.), ha affermato con forza cosa è o non è una coppia.

Noi di ‘psicologia e dintorni’ cerchiamo di promuovere quel naturale processo che garantisce l’utilizzo di risorse di pensiero per far fronte alla vita in modo il più possibile positivo. Per cui, più che soffermarci sull’indicare quale unione sentimentale possa essere giusta tra pax, dico e matrimoni tradizionali (tra l’altro è meglio lasciare la libertà ai due individui che decidono di percorrere un  percorso di vita in comune) preferiamo proporre una riflessione psicologica sull’unione e spostare l’accento sull’avvenimento che maggiormente produce la rottura (a volte momentanea e riparabile altre volte no) di una coppia: il tradimento.

Il legame di coppia rappresenta quel desiderio di eternità e di sicurezza di una persona  e il tradimento del proprio compagno o della propria compagna mostra come tutto ciò che appare perfetto può drammaticamente finire. Il tradimento conduce alla consapevolezza della profonda solitudine e separatezza degli uomini e mette di fronte al fatto che non si può fare totale affidamento su un altro. Tradimento coincide con l’affermazione della solitudine di ognuno di noi. Non crediamo che l’essere umano sia comunque destinato ad essere tradito o a rimanere solo.

Certamente il tradimento corrisponde a un momento drammatico dove ci si accorge di essersi affidati alla persona sbagliata. Ma dietro ogni delusione si cela un’illusione. In questo caso l’illusione dell’unione assoluta. Abbiamo notato tra l’altro, dall’esperienza clinica nel nostro studio di psicologia a Palermo, che  molto spesso si tradisce non per una  passione o per soddisfare una necessità erotica, ma per affermare il proprio Sé e la propria libertà. Sembra paradossale poiché l’unione nella coppia si fonda proprio sulla libertà, su una libera scelta.

Probabilmente, l’individuo sente intrappolata la possibilità di crescita di una parte di sé. Da ciò, la paura di affidarsi totalmente all’altro. Inoltre, se i due partner  hanno la pretesa di trovare nell’altro assolutamente tutto, si determina una situazione claustrofilica per cui la relazione è destinata a finire. Non é psicologicamente sano presupporre che nell’altro si possa trovare assolutamente il tutto.

Un’altra questione che appare nel tradimento è l’esigenza di esprimere una parte di sé che si é sempre nascosta o che si é sempre voluta nascondere;  colui che tradisce agisce anche la sua parte trasgressiva. Inoltre, quando il traditore si lascia scoprire si determina una dinamica nella coppia, che stabilisce chi è la vittima e di chi è la colpa. Così, il tradito assume il ruolo di vittima trasferendo tutte le colpe e le responsabilità all’altro.

Ma, se si analizza più a fondo  si scopre che, in realtà, il tradito ha inconsapevolmente  incoraggiato il tradimento. Tra l’altro è il senso di colpa che guida traditore nel bisogno di essere scoperto per un bisogno di punizione, più che di perdono. Noi di ‘psicologia e dintorni’, tra l’altro, sosteniamo, insieme a molti altri colleghi,  che il tradimento non può essere considerato un cambiamento in positivo della persona come sostenuto dallo psicologo Hillman, che presenta alcune storie tra cui quella del padre che tradisce il proprio figlio per iniziarlo alla vita.

La  polemica con l’ipotesi di Hillman nasce dal fatto che molti di noi pensano che non necessariamente per diventare forti occorre vivere delle esperienze dolorose. La forza di un individuo deve  basarsi  sulle esperienze  sane e positive. Se così non fosse ciò significherebbe che ogni essere umano è condannato  a infliggere e a subire il tradimento sin dalla nascita. Tradire con intenzionalità è inganno;  gli inganni non possono aiutare a  crescere.

Del resto, i così definiti traditori patologici,  nel loro passato, sono stati bambini traditi anzitutto dai propri genitori. Da queste nostre brevi considerazioni psicologiche si nota come i tradimenti all’apparenza mossi dall’erotismo e dalla passione, il più delle volte, sono dettati da altri motivi. Chi tradisce sa di non riuscire  a manifestare nel rapporto di coppia tutte le parti del suo essere, soprattutto quelle inerenti la sessualità più primitiva, l’amore più autentico, la tenerezza più fragile e l’affetto che muove verso il  senso della continuità.

Nella sfera affettiva  si investono quote del nostro sè maggiormente legate alle esperienze antiche della simbiosi “madre-bambino”, ovvero quel senso del fisico, dell’intimo e del corporeo, senza il quale molti di noi vivrebbero sentimenti di estrema solitudine e crolli emotivi eccessivi. Molti uomini e molte donne oggi al di là di orientamenti sessuali, prese di posizione politica e credo religiosi affermano anche nel loro piccolo quotidiano con forza la necessità di imprimere una parola che ancora non trova ancoraggio: civiltà.

E nella sfera in due civiltà significa anzitutto rispetto. Rispetto per quel Sé dell’altro che autenticamente si è aperto e donato. Proprio per questo, a volte, più che tradire è meglio dire. Tradire rappresenta comunque una fine. Civiltà significa lasciare e andare piuttosto che causare del male.

Fonte: http://www.palermoweb.com/psicologia/mente1

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