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Può il desiderio sopravvivere al tempo che passa?

12 maggio 2009

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Perché il desiderio duri, bisogna agire con calma…

L’appetito sessuale può sopravvivere al tempo che passa? Sì, sostiene lo studioso Philippe Brenot, se non rinchiudiamo l’altro in una relazione soffocante…

I concetti chiave

- Evitare le trappole: la sessualità può essere rovinata da possessività, mancanza di libertà, dipendenza, bisogno di esclusività, egoismo.

- Capire il desiderio dell’altro: per essere bene assortiti i partner devono dare la stessa importanza a sessualità, desiderio e godimento.

- Accettare le differenze: il desiderio del maschio non è compromesso dalle preoccupazioni quotidiane, nella donna ansia e rabbia limitano la libido.

Intervista

PSYCHOLOGIES: Il desiderio può sopravvivere al tempo che passa?

PHILIPPE BRENOT: In una coppia costruita su una modalità di fusione, con il tempo può estinguersi. Una volta superata “l’allucinazione dell’innamoramento”, che dura almeno due anni, la sessualità si indebolisce. Se condividiamo tutto, ci diciamo tutto, facciamo tutto insieme, il desiderio sessuale finisce per languire. La sessualità non sopravvive alla possessività, alla perdita di libertà, alla dipendenza, al bisogno di esclusività… Viceversa, una coppia matura, composta da due persone davvero autonome, può riuscire a vivere una sessualità completa e appagante. Se lasciamo le nostre relazioni infantili per entrare nel mondo delle relazioni mature, se aderiamo alla concezione dell’amore del filosofo Spinoza: “Godo a vederti vivere, indipendentemente da quello che decidi, sono felice che tu sia autonomo, vorrei che i miei desideri e i tuoi si incontrassero”, il desiderio sessuale può sopravvivere.

Per mantenere una sessualità soddisfacente, bisogna coltivare la volontà?

La volontà non aiuta l’evoluzione dell’intimità sessuale. Ciò che conta è che entrambi diano la stessa importanza alla sessualità, al desiderio e al godimento. L’importante è capire come si articola il desiderio dell’altro. In generale, osserviamo che nell’uomo il desiderio è eccitato dalla vista; nelle donne, dall’udito. Queste ultime sono sensibili alla voce e al discorso amoroso. Hanno voglia di essere affascinate dalle storie che i loro amanti raccontano. Variare il piacere è una buona arma contro la routine? Ciò che conta è di essere presenti, sempre attenti al proprio partner. Per fare bene l’amore, bisogna avere tempo. L’eccitazione della donna è più lenta a manifestarsi e a emergere.

Lo stress quotidiano non è incompatibile con una sessualità rigogliosa e duratura?

Quando un uomo rientra preoccupato per il lavoro, per distendersi e “staccare”, il suo primo istinto è quello di fare l’amore. Il suo desiderio sessuale la sua libido non entrano in competizione con le sue preoccupazioni quotidiane. L’uomo può concentrarsi sul proprio desiderio e astrarsi da tutto il resto perché la sua sessualità è pulsionale. Nella donna, invece, è il contrario. La “cerebralizzazione” delle preoccupazioni, i litigi, la tristezza, la rabbia, entrano in conflitto con la sua libido.

Esistono dei comportamenti “ammazza-desiderio”?

L’egoismo è un esempio. Oggi le donne sono più consapevoli del proprio desiderio sessuale e del proprio corpo, hanno voglia di partner attenti. L’assenza di dialogo è un altro esempio. La maggior parte degli uomini non ha idea di cosa desideri la donna con la quale condividono la vita perché… non glielo chiedono! Anche la passività danneggia la libido. Perché una coppia evolva, è necessaria una reciproca curiosità, un desiderio di scoprire i territori intimi dell’altro, di prendere l’iniziativa…

Alcuni blocchi psicologici possono impedire all’alchimia tra i corpi di funzionare?

L’immagine che si ha del proprio corpo influenza il modo di vivere la sessualità. Le persone che hanno dei complessi, che non danno importanza al corpo e che fanno l’amore solo per accontentare il proprio partner non evolvono sessualmente. Anche la stima di sé è un parametro importante. Il sentimento di non essere degni d’amore impedisce la condivisione del piacere, del godimento. E questi blocchi riguardano essenzialmente le donne.

Ma dovranno pure esistere delle “ricette” per preservare la relazione sessuale?

La qualità di una relazione sessuale dipende da quella della relazione affettiva! Perché la sessualità rifiorisca in una coppia in difficoltà, i terapeuti non utilizzano dei “trucchi tecnici” per aumentare la libido. Si accontentano di fornire strategie per riattivare il clima amoroso. Di quali strategie si tratta? I due partner devono lavorare per ritrovare i momenti di intimità, di seduzione e di sensualità che esistevano all’inizio della relazione. Invitarsi a cena, trascorrere weekend insieme, farsi delle sorprese, dei regali, provare di nuovo il desiderio di sedursi, di piacersi e di ricreare un clima eccitante.

Catherine Marchi

Fonte: http://www.psychologies.it/Coppia-e-Sessualita/Sessualita/Desiderio/Perche-il-desiderio-duri-bisogna-agire-con-calma/(offset)/4

La sessualità femminile

23 marzo 2009

pumps_and_stockings_0041Fino a qualche tempo fa la sessualità femminile era un mistero. E la difficoltà di raggiungere l’orgasmo era così diffusa da sembrare naturale, inevitabile e addirittura poco importante, nel senso che si è creduto che per la donna non era importante avere un orgasmo per essere soddisfatta sessualmente. Tanto che il termine “frigidità” è diventato comune.

Questa situazione ha creato molti falsi miti che non hanno fatto altro che contribuire a peggiorare le cose. Cioè che dal punto di vista fisiologico l’orgasmo femminile non era indispensabile alla concezione e quindi non era necessario che le donne lo raggiungessero.

Tutto questo ovviamente è falso. La donna è fisicamente in grado, come l’uomo, di avere godimento fisico e raggiungere l’orgasmo in un rapporto sessuale. E non è tutto: recenti studi hanno dimostrato che l’orgasmo ha una grande importanza nei rapporti sessuali, quindi non è vero che sia una cosa di secondaria importanza.

Una donna capace di raggiungere l’orgasmo senza difficoltà non solo è una donna più soddisfatta, ma è anche una donna in grado di dare maggiore soddisfazione sessuale. Certo, con questo non vogliamo dire che un rapporto senza orgasmo non valga nulla, ma il fatto di non raggiungerlo mai o di non essere mai soddisfatte non è per nulla soddisfacente e può causare situazioni di frustrazione alle quali bisogna porre rimedio tramite la conoscenza, la formazione e la preparazione.

Non essere capaci di ottenere sufficiente godimento da un rapporto sessuale e non essere in grado di raggiungere un orgasmo vuol dire limitare la vita sessuale e sentimentale di una donna. L’insoddisfazione causata da un’incapacità orgasmica, dal fatto di credere di non essere all’altezza può talvolta danneggiare seriamente l’amor proprio di una donna e il modo in cui una donna ha di guardarsi, specialmente quando si temono conseguenze sentimentali, come l’infedeltà o l’insoddisfazione.

Esistono svariate tecniche maschili per soddisfare maggiormente le donne e per aiutarle ad avere maggior godimento sessuale. Ma in definitiva, più dell’80% della risposta sessuale di una donna dipende dalla donna stessa, per cui questo genere di problemi reclamano soluzioni rapide e definitive, che dipendono interamente dal processo di risposta sessuale di una donna.

Certo, questo non toglie che esistano molte donne in grado di avere orgasmi molto facilmente, donne che sono pienamente soddisfatte della loro vita sessuale. Si, come c’è anche gente che vince la grande lotteria diventando ricca da un giorno all’altro…

Di fatto, è statisticamente dimostrato che soltanto un terzo delle donne raggiungono facilmente l’orgasmo durante un rapporto completo. Si potrebbe dire che sono donne fortunate. Se avete fortuna, buon per voi, ma sappiate che potete migliorare anche da fortunate. Se non avete fortuna, sappiate che la vostra vita sessuale non dipende da questa e che potete viverla come volete voi. Questo programma sarà in grado di aiutare qualsiasi donna, in quanto qualsiasi situazione basale può essere migliorata.

Nella vita, ci sono cose che si ottengono senza sforzo o che si hanno già. Questo si chiama fortuna o predisposizione. Ma quando qualcosa ci manca, la fortuna ci aiuta ben poco e dobbiamo darci da fare per conquistare quello che vogliamo. È arrivato dunque il momento di passare dallo stato dell’istinto a quello della conoscenza, di imparare per sapere.

Anche le donne sessualmente soddisfatte possono scoprire nuovi modi di vivere il sesso, ad esempio imparando ad avere orgasmi di diverso tipo rispetto a quelli a cui sono abituate. Molte donne ignorano completamente il loro vero potenziale sessuale e quello che potrebbero ottenere con un’opportuna preparazione.

Comunemente si crede che gli uomini raggiungano sempre l’orgasmo e le donne no. La realtà è ben diversa. Non solo il problema dell’orgasmo può colpire anche gli uomini, ma oggi si sa che la donna è in realtà più abilitata dell’uomo ad avere un orgasmo! Di fatto, molte delle donne che non raggiungono l’orgasmo attraverso il rapporto completo, lo raggiungono attraverso la masturbazione.

Nel loro caso, durante il coito, il clitoride non è sufficientemente stimolato da portarle all’orgasmo, oppure non hanno muscoli vaginali sufficientemente sviluppati per avere un orgasmo vaginale o ancora non hanno sviluppato il necessario vissuto sessuale per altri tipi di orgasmo, come quello del punto G.

L’orgasmo del clitoride è il più conosciuto, il più ovvio, anche il più frequente. Un altro orgasmo famoso è quello vaginale, che si produce facilmente attraverso la penetrazione. Queste donne vengono chiamate “vaginali” o “uterine”. In realtà l’orgasmo uterino è leggermente diverso da quello vaginale. Molte donne mature sono vaginali, ma questo non vuol dire che tale orgasmo dipenda dall’età, ma piuttosto dall’esperienza.

Queste donne hanno semplicemente imparato ad avere un orgasmo di questo tipo, il più delle volte in modo inconsapevole. E ce ne sono molte che l’hanno sempre avuto fin da giovani perché sono cresciute così. Ciò nonostante qualsiasi donna può impararlo attraverso un allenamento adeguato.

Non esistono donne vaginali o donne clitoridee. Tutte le donne sono fisicamente in grado di raggiungere entrambi gli orgasmi e, se è per questo, anche di altro tipo. La differenza è che ciascuna ha il suo vissuto sessuale e le sue tendenze innate, cioè la propensione verso un orgasmo anziché un altro, dove anche l’esperienza sessuale ha un certo peso.

Vaginali o clitoridee, alcune donne possono raggiungere entrambi gli orgasmi, ma, in generale, poche sono in grado di sperimentarne più di uno senza preparazione o esperienza, e non dimentichiamo che ci sono donne che non hanno mai avuto un orgasmo. Qualsiasi donna può arrivare, tramite un allenamento e una preparazione a provare tutti i tipi di orgasmo di cui è capace, magari ad avere questi orgasmi in momenti successivi o simultanei!

Esiste addirittura un orgasmo che è detto di tutto il corpo, cioè un orgasmo dove è coninvolto l’intero corpo. Durante un orgasmo del genere, sia l’uomo che la donna possono sentirsi elettrizzati e provare brividi in ogni parte del loro fisico. Alcune persone possono addirittura arrivare a provare sensazioni sgradevoli (della categoria del solletico) dovute al piacere eccessivo.

I segni di un orgasmo totale sono gli spasmi di tutto il corpo, il fiatone, le urla o l’eiaculazione femminile. Ricordatevi  che un orgasmo è semplicemente il risultato di un piacere e non rappresenta necessariamente un’eiaculazione, maschile o femminile che sia.

Se una donna può godere soltanto attraverso la stimolazione del clitoride, le basterà imparare altri orgasmi. Esistono esercizi concreti e soluzioni fisiche che permettono di raggiungere tutti questi scopi sessuali e ben altri.

Fonte: http://www.soloperlei.com/sessualita-femminile.php

Le Emozioni: un Arcobaleno tra Corpo e Anima

19 febbraio 2009

20080211-two-hearts-as-one-main_fullChe ci piaccia o meno, la nostra vita è un “continuum” di Emozioni di intensità molto variabili: dalle più leggere e impalpabili, quasi impercettibili, a quelle più forti, intense, quasi “corpose”.

Già da sola, questa è una buona ragione per imparare a conoscerle, riconoscerle, controllarle e gestirle, in modo da esprimere e manifestare al meglio chi siamo, in ogni momento della nostra vita. E’ così che consentiamo a noi stessi di avere a disposizione tutte quelle risorse che ci appartengono, proprio in quanto esseri umani, ma che determinate emozioni fanno andare in black-out.

Quando siamo noi a gestire le nostre emozioni – e non viceversa – allora siamo in grado di scegliere consapevolmente quali azioni agire. Nell’altro caso, quando cioè siamo pilotati dalle nostre emozioni, trascorriamo la vita – consapevoli o meno – occupati a tempo pieno a re-agire a tutto e a tutti, senza potere scegliere consapevolmente nulla.

Ma non basta, perché è solo conoscendo il nostro mondo emozionale ed accettandolo che siamo in grado di comprendere e di accettare gli altri.

Le Emozioni e termini simili

In ambito psicologico, le Emozioni vengono considerate come reazioni ad uno stimolo ambientale,  di breve durata,
che provocano cambiamenti a 3 diversi livelli:

fisiologico – Ci troviamo di fronte a modificazioni fisiche, fisiologiche, riguardanti la respirazione, la pressione arteriosa, il battito cardiaco, la circolazione, le secrezioni, la digestione, ecc;

comportamentale – Cambiano le Espressioni Facciali, la postura, il tono della voce e le reazioni (attacco o fuga, per esempio);
psicologico – Si modifica la sensazione soggettiva, si altera il controllo di sé e delle proprie abilità cognitive.

Di seguito riporto le citazioni di Daniel Goleman, Sigmud Freud e di Stefan Klein sulle Emozioni: hanno il pregio di essere immediatamente comprensibili.

“Tutte le emozioni sono, essenzialmente, impulsi ad agire, piani di azione di cui l’ evoluzione ci ha dotato per gestire rapidamente le emergenze della vita. La radice stessa della parola emozione è il verbo latino MOVEO, <<muovere>>, con l’aggiunta del prefisso <<e>> (<<movimento da>>), per indicare che in ogni emozione è implicita una tendenza ad agire.” ……… Queste inclinazioni biologiche a un certo tipo di azione vengono poi ulteriormente plasmate dall’esperienza personale e dalla cultura…  il modo in cui le emozioni sono esibite in pubblico o trattenute è forgiato dalla cultura……

In senso letterale l’Oxford English Dictionary definisce emozione <<ogni agitazione o turbamento della mente, sentimento, passione: ogni stato mentale violento o eccitato>>. Io  riferisco il termine EMOZIONE a un sentimento, ai pensieri, alle condizioni psicologiche e biologiche che lo contraddistinguono, nonché ad una serie di propensioni ad agire.

Vi sono centinaia di emozioni, con tutte le mescolanze, variazioni, mutazioni e sfumature. In effetti le parole di cui disponiamo sono insufficienti a significare ogni sottile variazione emotiva.” (Daniel Goleman  – INTELLIGENZA EMOTIVA)

“Esse hanno un ruolo ed una funzione importante nella vita, ma vanno conosciute, esercitate e controllate nella vita di relazione umana.” (Sigmud Freud, IL DISAGIO DELLA CIVILTÀ)

“Un’emozione è una risposta automatica del corpo a una determinata situazione: gli occhi che brillano per il piacere, il volto che arrossisce quando una nostra bugia viene smascherata. Proviamo invece un sentimento quando percepiamo consapevolmente tali emozioni, come gioia o come vergogna.

Le emozioni sono dunque inconsapevoli, mentre i sentimenti sono consapevoli. Noi percepiamo la maggior parte delle emozioni anche come sentimenti, poiché il linguaggio popolare non distingue granché fra le due cose. Ciò nonostante varie emozioni ci rimangono nascoste, per esempio quando arrossiamo e nessuno ce lo fa notare……… Conseguiamo quindi coscienza di un’emozione solo dopo che è stata elaborata dal cervello.

Ogni sentimento…… si fonda sull’elaborazione da parte del cervello di segnali ricevuti dal corpo…”  (Stefan Klein – LA FORMULA DELLA FELICITÀ)

Adesso, attraverso citazioni di altri autori e definizioni tratte da differenti dizionari, vediamo di farci un’idea dei diversi significati dati ai termini Emozioni, Sentimenti, Umore.

Su questi concetti non è stato messo ancora un punto fermo: la ricerca e il dibattito continuano.

mom-main_fullDefinizioni di Emozione:

“(emotion). Sentimento; umore; affetto. Nell’uso corrente i termini ‘emozione’ e ‘affetto’ hanno il medesimo significato, anche se alcuni impiegano ‘emozione’ soprattutto per indicare i sentimenti percepiti consciamente e le loro manifestazioni, e ‘affetto’ per comprendere anche  le energie pulsionali che si presume diano origine tanto ai sentimenti consci quanto a quelli inconsci.

<<Il modo comune di intendere le esperienze emotive e il loro manifestarsi sul viso o a livello di altre parti del corpo è che l’esperienza emotiva viene suscitata dalla percezione di qualche oggetto e il sentimento emotivo si esprime, quindi, nelle manifestazioni somatiche in questione>> (Enciclopedia Britannica, 14° ed., vol 12, p. 885).” (Hinsie – Campbell – DIZIONARIO DI PSICHIATRIA)

“Reazione affettiva intensa con insorgenza acuta e di breve durata determinata da uno stimolo ambientale. La sua comparsa provoca una modificazione a livello somatico, vegetativo e psichico.” (Galimberti – Dizionario di Psicologia della UTET) “termine usato comunemente per indicare ciò che, traendo origine dalla vita istintuale, attiene in modo non mediato al piacere e al dolore, al desiderio di appropriazione e a quello di allontanamento.

Le emozioni sono l’aspetto fondamentale e imprescindibile dell’esperire umano: distinguibili in qualche modo dall’aspetto conoscitivo, colorano di sé ogni attimo della vita cosciente in quanto vita affettiva. Esse si esprimono in modo solo parzialmente controllato dalla ragione e dalla volontà; sono legate a modificazioni somatiche, che riguardano soprattutto il sistema nervoso vegetativo, ma vengono identificate essenzialmente come dato soggettivo e preriflessivo, suscettibile solo di essere vissuto nella sua immediatezza….” (ENCICLOPEDIA EUROPEA GARZANTI – Vol 4)

“s.f. Vistoso turbamento provocato da commozione o da apprensione…..” (G.Devoto – G.C. Oli – DIZIONARIO ILLUSTRATO DELLA LINGUA ITALIANA)

Definizioni di Sentimento:

(feeling; sentiment) Termine usato da molti <<con speciale riferimento a uno soltanto dei tre tipi di processo in cui viene oggi normalmente classificata la vita mentale, cioè con riferimento a quella parte che riguarda il ‘sentire’ nel senso più stretto del termine, distinto dal ‘conoscere’ e dal ‘volere’. In questo senso è talvolta chiamato ‘affetto’ e si contrappone a ‘cognizione’ e a ‘conato’>> (Flugel, J.C.)” (Hinsie – Campbell – DIZIONARIO DI PSICHIATRIA)

“Risonanza affettiva… più duratura dell’Emozione, con cui il soggetto vive i propri stati soggettivi e gli aspetti del mondo esterno.” (Galimbertii – Dizionario di Psicologia della UTET)

” s.m. 1. Momento della vita interiore, pertinente al mondo degli affetti e delle emozioni: s. di gioia, di orgoglio,..  di pietà, di vendetta. 2 L’affettività, talvolta in quanto contrapposta all’intelletto o alla ragione, spesso anche in quanto indicativa del carattere o dell’etica individuale: lasciarsi guidare dal s. ; un giovane di s. onesti… 3 La facoltà di compiere determinati atti o di averne la coscienza o il controllo: il malato è fuori di s.” (G.Devoto – G.C. Oli – DIZIONARIO ILLUSTRATO DELLA LINGUA ITALIANA)

Definizioni di Umore:

“(mood). Tono affettivo di base; disposizione emotiva generale. Indica uno stato ‘più durevole delle reazioni affettive, seppure modificabile dall’ambiente’ )Bini, L. Bazzi, T.) Lo stato dell’umore in un certo momento è, quindi, il tono affettivo, la disposizione emotiva generale in quel momento. L’umore fondamentale di una persona, inteso come sua caratteristica relativamente costante, è un concetto che alcuni autori chiamano anche temperamento. (M. C., G. Z.)” (Hinsie – Campbell – DIZIONARIO DI PSICHIATRIA)

“Tonalità di base dell’Affettività. Questa definizione si riferisce all’umore di fondo… con tratti di durevolezza e relativa indipendenza… dagli stimoli esterni.” (Galimbertii – Dizionario di Psicologia della UTET)

2. fig … disposizione dell’animo, sia con riferimento alle qualità costanti dell’indole….. che a stati d’animo transitori…. Talvolta, la disposizione d’animo di una o più persone di fronte ad un dato fatto…”(G.Devoto – G.C. Oli – DIZIONARIO ILLUSTRATO DELLA LINGUA ITALIANA)

Tra le diverse definizioni quella a cui si fa prevalentemente riferimento nel Metodo FOR MOTHER EARTH® è quella di Daniel Goleman: “Io  riferisco il termine EMOZIONE a un sentimento, ai pensieri, alle condizioni psicologiche e biologiche che lo contraddistinguono, nonché ad una serie di propensioni ad agire. Vi sono centinaia di emozioni, con tutte le mescolanze, variazioni, mutazioni e sfumature”.

Le Famiglie delle Emozioni

A proposito delle famiglie delle emozioni ecco cosa scrive Goleman:

“I ricercatori continuano a discutere su quali precisamente possano essere considerate le emozioni primarie – il blu, il rosso e il giallo del sentimento dai quali derivano tutte le mescolanze – o perfino sull’esistenza di tali emozioni primarie. Alcuni teorici propongono famiglie emozionali fondamentali, anche se non tutti concordano nell’identificarle.”….

Ed ecco come vengono da lui raggruppate all’interno di otto famiglie principali:

*Collera: furia, sdegno, risentimento, ira, esasperazione, indignazione, irritazione, acrimonia, animosità, fastidio, irritabilità, ostilità e, forse al grado estremo, odio e violenza patologici.

*Tristezza: pena, dolore, mancanza d’allegria, cupezza, malinconia, autocommiserazione, solitudine, abbattimento, disperazione e, in casi patologici, grave depressione.

*Paura: ansia, timore, nervosismo, preoccupazione, apprensione, cautela, esitazione, tensione, spavento, terrore; come stato psicopatologico, fobia e panico.

*Gioia: felicità, godimento, sollievo, contentezza, beatitudine, diletto, divertimento, fierezza, piacere sensuale, esaltazione, estasi, gratificazione, soddisfazione, euforia, capriccio e, al limite estremo, entusiasmo maniacale.

*Amore: accettazione, benevolenza, fiducia, gentilezza, affinità, devozione, adorazione, infatuazione, agape.

*Sorpresa: shock, stupore, meraviglia, trasecolamento.

*Disgusto: disprezzo, sdegno, aborrimento, avversione, ripugnanza, schifo.

*Vergogna: senso di colpa, imbarazzo, rammarico, rimorso, umiliazione, rimpianto, mortificazione, contrizione.

A dire la verità questo elenco non risolve ogni problema di classificazione delle emozioni….. Non ci sono risposte chiare: il dibattito scientifico sulla classificazione delle emozioni prosegue.” (Daniel Goleman – INTELLIGENZA EMOTIVA)

Per i bambini dai 18 mesi fino ai 10/11 anni ho raggruppato le principali Emozioni in 7 Famiglie:
quella della Felicità,
quella della Tristezza,
quella della Paura,
quella della Rabbia,
quella del Disgusto,
quella della Meraviglia
e quella Neutra.

Fonte: http://www.intelligenzaemotiva.it

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