Posts Tagged ‘linguaggio’

La comunicazione non verbale

4 dicembre 2009

L’uomo, oltre alle parole utilizza varie forme di comunicazione non verbale. Il senso comune considera la comunicazione non verbale come qualcosa di più spontaneo, più naturale e in certo senso più “semplice” rispetto alle parole, considerandola come una specie di linguaggio innato e universalmente comprensibile.

Per comprendere l’inaspettata ricchezza della comunicazione non verbale si può iniziare a studiarla nelle sue diverse componenti:

- Il sistema paralinguistico
- Il sistema cinesico
- Prossemica
- Aptica

- Il sistema paralinguistico o sistema vocale non verbale, è costituito da tutti i suoni che emettiamo a prescindere dal significato delle parole.

Si tratta in primo luogo del tono e della frequenza della voce, entrambi legati a fattori fisiologici ma anche alla posizione sociale di chi parla. La frequenza della voce si accompagna alla sua intensità, anch’essa spesso modulata in funzione di variabili sociali.

Una variabile della comunicazione paralinguistica è relativa al ritmo, alla velocità delle frasi e all’impiego delle pause. Accanto a queste pause vuote (silenzio) tutti noi utilizziamo le cosiddette pause piene, ovvero quei suoni non verbali come “mmh…beh…” che servono sia per “prendere tempo” quando si stanno ancora cercando le parole giuste, sia soprattutto per governare lo scambio dei turni e gestire l’andamento complessivo della comunicazione.

Anche il silenzio, paradossalmente, può “parlare” più delle parole: a seconda dei casi, può indicare un’ottima o pessima relazione, può indicare assenso o dissenso.Il silenzio a sua volta può essere un indice di estrema concentrazione o al contrario distrazione.

- Il sistema cinesico comprende i movimenti degli occhi, del volto e del corpo. Da un punto di vista fisiologico, il contatto oculare aumenta l’attivazione nervosa sia in situazioni appaganti che in situazioni di pericolo.

La mimica facciale è una seconda componente importante del sistema cinesico. In alcuni casi le espressioni del nostro viso sono completamente al di fuori del nostro controllo, in altri sono invece completamente volontarie.

Alcuni studiosi hanno cercato di scomporre la ricchezza del volto umano, arrivando a identificare ben 44 “unità di azione”, tra queste sono compresi, per esempio, gesti come sollevare l’interno e l’esterno della fronte, le sopracciglia, le palpebre, le guance, corrugare il naso, innalzare gli angoli delle labbra, abbassare il labbro inferiore, innalzare gli angoli delle labbra, abbassare il labbro inferiore, abbassare la mandibola, strizzare gli occhi e così via.

Il sistema cinesico comprende anche i gesti, che nella comunicazione umana riguardano in primo luogo le mani. La gestualità viene spesso utilizzata per sottolineare o enfatizzare quanto si dice con le parole, ma in molti casi costituisce anche l’unico codice comunicativo utilizzato. Quando sono utilizzati assieme al discorso verbale, i gesti devono essere considerati come parte integrante della comunicazione, i gesti sono spesso più importanti delle parole, in modo particolare nei casi in cui la comunicazione verbale risulta ambigua, incerta o contraddittoria.

Assume quindi ancora maggiore importanza il problema della difformità interpretativa del sistema comunicativo gestuale: un gesto sbagliato o interpretato in modo imprevisto può scatenare conseguenze che vanno da un generico imbarazzo fino a complesse tensioni internazionali.

La postura ( ovvero la posizione assunta dal nostro corpo quando siamo seduti, in piedi, sdraiati) è anch’essa parte del sistema cinesico e veicolo di comunicazione interpersonale.

Con la prossemica entriamo nel mondo della gestione dello spazio e del territorio. L’analisi sistematica della prossemica ha portato a identificare quattro zone principali in cui suddividiamo lo spazio che ci circonda:

- la zona intima va dalla superficie della nostra pelle a circa 50 centimetri di distanza. Si tratta di una zona particolare all’interno della quale accettiamo con piacere solo poche persone. Un’invasione non autorizzata della zona provoca disagio, imbarazzo o paura.
- la zona personale va da 50 centimetri a circa un metro di distanza dalla nostra pelle. Qui sono ammessi i familiari meno stretti, gli amici o i colleghi con cui lavoriamo abitualmente. È’ la zona in cui avvengono le conversazioni rilassate, il volume della voce può essere mantenuto basso, oltre alla voce si percepiscono chiaramente lo sguardo, i dettagli del volto, il respiro e alcuni movimenti del proprio interlocutore.
- la zona sociale va da uno a tre metri o quattro metri: è la distanza a cui ci manteniamo rispetto agli interlocutori più o meno casuali. All’interno di questa zona è possibile osservare l’intera figura della persona che abbiamo di fronte, controllarne i movimenti.
- la zona pubblica, oltre i quattro metri, è quella prevista per le occasioni pubbliche ufficiali, per conferenze, comizi o lezioni universitarie. In questo caso la comunicazione diventa di solito qualcosa di accuratamente preparato in anticipo attraverso lo studio di tutte le sue componenti: parole, voci, gesti, postura etc.

L’aptica:   infine la comunicazione non verbale avviene anche attraverso l’aptica, ovvero le forme diverse del contatto fisico come una stretta di mano, un doppio bacio sulla guancia, un abbraccio, una semplice pacca sulla spalla. In generale, l’aptica costituisce un terreno tanto importante quanto delicato: un tocco in più o uno in  meno può farci passare, nel migliore dei casi, per persone fredde oppure invadenti.

Fonte: http://www.comunicazionidimassa.net/TTCM/Riassunti-del-libro-di-Paccagnella-cap.2-e-cap.3.html

Il linguaggio del corpo

23 novembre 2009

Il linguaggio del corpoE’ incredibile e spesso non ce ne rendiamo veramente conto, ma mentre ci relazioniamo, la mimica e il linguaggio del corpo, rappresentando una percentuale pari al 93% e solo il restante 7% è gestito dalla parte logica ovvero dalla parola, il nostro corpo con la gestualità manda messaggi molto precisi che esprimono il nostro stato d’animo corrente. Vi presentiamo una breve guida che vi permette di capire, in base appunto alla gestualità dell’altra persona, il suo grado di interesse verso di Voi. Questa sezione serve soprattutto per essere abbinata al manuale di seduzione rapida e capire se e quando fare il passo successivo!

Segnali che indicano disponibilità

1 – Al primo incontro: guardare negli occhi per un periodo più lungo di quello dettato dalla cortesia. Anche un’occhiata falsamente casuale al corpo indica un certo interesse.
2 – Aggiustarsi l’abito, ravvivarsi i capelli con la mano, sistemare la cravatta, controllare il trucco.
3 – Raddrizzare il portamento, petto in fuori e pancia in dentro. E’ un comportamento che ha radici antichissime, e che è tipico di tutti i bipedi.
4 – Parlare lentamente e con tono pacato. La qualità della voce è tra le prime a essere alterata dall’interesse verso un’altra persona.
5 – Durante la conversazione: sorridere spesso, annuire anche in modo impercettibile, piegare il capo verso una spalla.
6 – Tenere le braccia ben discoste dal corpo e le mani aperte.
7 – Giocherellare con un mazzo di chiavi o un altro oggetto, far scorrere un dito intorno a un bicchiere o a una tazza.

Disponibilità da parte di lui

1 – Infilare i pollici nella cintura o nelle tasche dei pantaloni e puntare le altre dita verso i genitali.
2 -  Appoggiare una caviglia sul ginocchio dell’altra gamba.

Disponibilità da parte di lei

3 – Cercare un contatto in modo apparentemente innocente: sistemare per esempio la cravatta di lui, afferrargli un polso per vedere l’ora, sistemargli il bavero della giacca.
4 – Mostrare il palmo della mano e il polso; contemporaneamente accarezzarsi i capelli o altre parti del corpo con l’altra mano.

Segnali di rifiuto o di indifferenza

1 – Ginocchia incrociate, gambe strette, piedi uniti.
2 – Braccia incrociate sul petto.
3 – Mani unite in grembo o una che stringe il polso all’altezza del seno.
4 – Coprirsi il viso con le mani.
5 – Tenere un bicchiere in mano fra sé e l’altra persona.
6 – Toccarsi il naso o passarsi una mano sulla nuca guardandosi intorno.
7 – Mordicchiarsi le labbra e muovere nervosamente un piede.
8 – Evitare ogni contatto fisico, anche quelli accidentali.

Fonte: http://www.dating.com/static/dating_tips/body_language.do?lc=it

La timidezza e il linguaggio del corpo

14 novembre 2009

La timidezza e il linguaggio del corpoGesticolare con le mani, arrossire, scegliere in un dato contesto di stare in gruppo o appartati, il modo di vestirsi, la scelta del posto in cui sedersi a tavola, la mimica e i più svariati atteggiamenti, costituiscono tutti  un tipo di comunicazione non verbale ma molto importante perché svela ciò che una persona realmente pensa e che alle volte è esattamente il contrario di ciò che dice.

Il linguaggio del corpo quindi, in molti casi, trasmette più di quanto non trasmetta il linguaggio verbale. Pensiamo addirittura al ruolo importante che esso riveste nel caso di soggetti sordomuti, in cui il linguaggio delle mani sostituisce il linguaggio vocale

Diversi studi hanno dimostrato che durante un discorso, una buona percentuale delle informazioni che ci arrivano, pervengono non solo dalle parole, ma anche e soprattutto dal tono della voce e dal linguaggio del corpo (anche altri organi sono interessati al sondaggio, per esempio il naso). Ciò che arriva tramite il “canale verbale” sono essenzialmente i cosiddetti fatti salienti, mentre tramite il “canale non verbale” viene poi trasmesso ciò che in definitiva “lascia traccia”.

Bisogna però fare attenzione a non valutare una persona da un solo gesto: così come una parola non ha senso se non all’interno di un discorso quindi insieme ad altre parole, così un singolo gesto non basta per definire una determinata personalità;è invece necessario osservare tutto l’insieme dei gesti, dei segnali inconsci per avere una traccia più precisa del carattere di una persona.

I gesti si dividono in consci e inconsci;  innati e acquisiti.

Le espressioni facciali per esprimere gioia, rabbia, tristezza, sorpresa, paura, vergogna,repulsione, disprezzo sono innate (rientrano nella cosiddetta memoria filogenetica) comuni a tutta l’umanità in  quanto non variano da individuo a individuo, né tra razze diverse. Innato è anche il gesto del neonato di succhiare il latte dal seno materno. Altri gesti vengono acquisiti, cioè copiati. Quando li impariamo, imitiamo dei modelli.

- Potere e età  riducono i gesti. Più in alto si trova una persona nella scala del potere, più misurati sono i suoi gesti. Più in basso egli si trova in questa scala, più espressivo è il suo linguaggio del corpo. Ancora un’altra cosa: più si cresce, più si diventa adulti, più si cerca di contenere le manifestazioni di affetto (col rischio però di diventare eccessivamente freddi e distaccati).

- A tutti voi sarà capitato, almeno qualche volta nella vita, di dire qualche piccola bugia e sicuramente avete usato come mezzo la telefonata o l’sms (usati spesso anche per addii o scuse diverse). Tutto questo perché in un contatto interpersonale “faccia a faccia”, se è facile mentire con le parole, non è altrettanto facile costringere il nostro inconscio. Esso si libera continuamente e continuamente agisce: mentre si dice la bugia, il nostro inconscio trasmette tanta energia nervosa. Questa si trasforma in un gesto insicuro, in microsegnali che non possiamo controllare perfettamente (l’inarcare di un sopracciglio, l’arrossire,  il tic di un angolo della bocca, il sudore della fronte, lo sbattere delle palpebre, i giochi nervosi delle dita e tanti altri gesti) che distruggono tutto ciò che era stato costruito faticosamente  e che inducono l’osservatore a pensare che qualcosa di  ciò che stiamo dicendo, non corrisponde proprio alla realtà.

Chi si scosta spesso per questioni professionali dalla via della verità, come per esempio i politici, gli attori, i rappresentanti, i venditori, chi abitualmente compie atti disonesti o anche chi semplicemente è abituato a mentire , educa il proprio linguaggio del corpo (attraverso un costante controllo emotivo) al punto tale da riuscire ad ingannare perfettamente un occhio poco esperto.

- E’ importante tener conto inoltre, che, nella vita di tutti i giorni, tramite il linguaggio corporeo, mandiamo costantemente e inconsciamente agli altri dei segnali che si traducono in percezioni di alto, medio o basso gradimento. Ad esempio, quando stiamo bene con noi stessi, tutto il nostro corpo è fisiologicamente predisposto a inviare agli altri segnali positivi, di apertura, per un “fluida” comunicazione.

- Può accadere però, in alcune circostanze, che tratti della nostra personalità , pongano in qualche modo un ostacolo tra noi e il mondo esterno. Ad esempio, le persone particolarmente timide, spesso sono giudicate in maniera diversa da ciò che sono realmente in quanto inevitabilmente la timidezza manda dei segnali di chiusura.

- Bisogna comunque fare attenzione a non confondere il semplice imbarazzo con la timidezza “cronica”, quella che porta gradualmente ad estraniarsi da qualsiasi contesto fino ad assumere la forma di una vera e propria fobia sociale.

- Seneca diceva ” la timidezza è degli animi nobili “. Credo sia profondamente vero. Ciononostante il fatto di evitare di esporsi e di dire la propria opinione, la difficoltà nel riuscire a sostenere un contatto oculare, parlare a bassa voce e in fretta e  rimanere in qualche modo sempre a una certa distanza dagli altri, possono essere interpretati come indici di altezzosità e superbia.

Il timido viene facilmente etichettato come una persona strana, asociale, antipatica e quindi da tenere in disparte. A sua volta, egli sentirà su di sé il peso del giudizio sbagliato degli altri e di conseguenza, tenderà sempre più a chiudersi nel proprio guscio.

- Ma cosa c’è realmente alla base della timidezza? Il più delle volte le cause sono: una scarsa autostima, un’insicurezza di fondo e una forte paura di essere giudicati (deboli, stupidi, incapaci, etc ). Tutto ciò probabilmente può essere stato determinato oltre che da una certa predisposizione genetica, anche e soprattutto da qualche esperienza infantile-adolescenziale o della vita adulta (ad esmpio, nel caso di bambini: educazione particolarmente rigida, rimproveri frequenti o comunque la scarsità o mancanza di rinforzi positivi in situazioni importanti).

- Sicuramente il timido non vive bene la sua condizione, considerando anche il fatto che oggi più che mai, la società sta ovunque e chiede continuamente reazioni da parte dell’individuo, reazioni che egli spesso, non riesce a dare. Anche se con i suoi atteggiamenti può apparire sfuggente, il timido è una persona estremamente sensibile e profonda che non riuscendo ad esprimere ciò che sente, vive in uno stato di costante conflitto interiore e tensione.

- Se in qualche modo vi siete riconosciuti in questo profilo, potreste trovare giovamento sperimentando per un periodo, un corso di teatro. La recitazione si basa su tecniche che vi permetteranno di entrare in maggior contatto con la vostra gestualità, con le vostre espressioni corporee per una prossima comunicazione interpersonale più diretta e serena. Imparerete cioè ad esprimere tranquillamente un’emozione, un’idea, senza più il desiderio di nasconderle e di nascondervi …

Lozzi Emanuela – Studentessa di Psicologia iscritta all’Università dell’Aquila all’indirizzo “Sperimentale, generale e della valutazione clinica”

Fonte: http://www.ilmiopsicologo.it/pagine/il_linguaggio_del_corpo_e_la_timidezza.aspx

La gestualità: il linguaggio del corpo

21 ottobre 2009

linguaggio_del_corpoUna voce calda e sensuale, un vocabolario ricco e vario bastano ad affascinare il pubblico? La risposta è… no! Secondo un’indagine condotta dal ricercatore Albert Mehrabian, la comunicazione passa per il 55% attraverso il linguaggio del corpo. Quindi, perché non facilitarsi la vita, imparando a riconoscere e controllare la gestualità? Spiegazioni.

Fare una buona prima impressione.

Il viso: E’ la parte più espressiva del corpo, subito dopo gli occhi. Per dimostrare che si è contenti di un incontro, si invia un messaggio positivo sorridendo. Attenzione a non offrire un sorriso esagerato che puo’ essere percepito come forzato: meglio tenere la bocca chiusa.

Gli occhi: Si stabilisce un contatto visivo franco e diretto. Se troppo insistente e lungo, puo’ essere interpretato come una minaccia o un bisogno di imporre la propria superiorità. Sfuggente o diretto verso il suolo, viene percepito come un segno di sottomissione, di debolezza o di dissimulazione.

La stretta di mano: Un esercizio delicato che verrà eseguito guardando il proprio interlocutore negli occhi. Meglio se dinamica, salda e breve, per dimostrare franchezza, carattere ed efficacia.
In compenso, meglio evitare le strette di mano molli che denotano per il 66% delle persone un’assenza di carattere. Per quanto riguarda le mani umide, tradiscono l’ansia e il nervosismo!
Quando si desidera dimostrare compassione o riconoscenza, si prolunga il contatto.

La posizione ideale: Seduta ben dritta sulla poltrona, senza incrociare né le braccia né le gambe (sono segnali di chiusura e di rifiuto) e di fronte al proprio interlocutore. Se ti siedi di traverso, indichi che ti senti a disagio. Puoi mettere le mani sulle ginocchia ma senza mostrare i palmi, gesto che tradisce sottomissione o impotenza, e non devi stringere i pugni, perché trasmetti aggressività.

Il territorio del proprio interlocutore va rispettato, meglio evitare di avvicinarsi troppo a lui o di mettere le mani o gli avambracci sulla sua scrivania. Una distanza di 60 cm è la distanza giusta da rispettare.

Il linguaggio della seduzione

Ancora una volta, i gesti possono dirla più lunga di tante belle dichiarazioni. Quindi, drizzare le antenne!
L’effetto specchio: più le persone ci sono vicine o vogliono esserlo, più faranno eco ai nostri movimenti. Se lo sorprendiamo ad accavallare le gambe, grattarsi un ginocchio o toccarsi i capelli quando lo facciamo noi, bingo! E’ un ottimo segno.
In compenso, se arretra sulla sedia, questo dimostra purtroppo che non è interessato…

Una parata amorosa: gli specialisti hanno notato che come gli animali, gli uomini e le donne fanno alcuni gesti che invitano a conoscersi meglio
Durante una conversazione con una persona di sesso maschile, una donna non si renderà per forza conto di avvicinare le braccia al busto e di sporgersi in avanti per mettere in risalto la scollatura, o di sistemarsi la maglietta per mostrare il seno. Dal canto suo, l’uomo manderà dei segnali d’apertura stando seduto con le gambe divaricate, i pollici in tasca e ile mani distese!

I movimenti della testa: per incoraggiare una conversazione e dimostrare la propria attenzione, non si deve esitare ad annuire piano e regolarmente. Una leggera inclinazione sul lato basta ad indicare che capisci il discorso del tuo interlocutori e te ne interessi.

La macchina della verità

Smascherare un imbroglione, è possibile! Attenzione, queste indicazioni sono da prendere nel loro complesso. Un gesto solo non basta a smascherare un bugiardo. In compenso, se si accumulano…

L’autocontatto: a meno che non ci si trovi di fronte a un bugiardo di professione e senza vergogna, l’autore del « crimine » ha raramente la coscienza a posto. Tenderà quindi, al momento di raccontare i fatti, a toccarsi il viso più del solito. Si metterà la mano davanti alla bocca, come se volesse impedire alle parole di sfuggirgli di bocca, si toccherà il naso (per impedirgli di allungarsi?) e potrebbe passarsi la mano tra i capelli e accarezzarsi nervosamente il mento…

Non sta fermo un momento: Saltella su una gamba e sull’altra, pesticcia con i piedi, continua a incrociare le gambe, ha il piede che batte per terra… Insomma, desidera una cosa sola: andarsene, e al più presto!

Gioco di mano, gioco da villano!: Il bugiardo le nasconde dietro la schiena, le mette in tasca o le occupa giocando con le chiavi, con una penna… Secondo Gordon R.Wainwright, specialista della comunicazione, il fatto di esporre i palmi delle mani è un gesto abbastanza frequente presso i bugiardi. Diversamente dal suo primo significato che è l’impotenza, questo gesto vuole attirare la simpatia dell’interlocutore.

Fonte: http://www.alfemminile.com/scheda/psiche/f12396-la-gestualita-il-linguaggio-del-corpo.html

Il linguaggio del corpo

20 aprile 2009

Il linguaggio del corpoE’ incredibile e spesso non ce ne rendiamo veramente conto, ma mentre ci relazioniamo, la mimica e il linguaggio del corpo, rappresentando una percentuale pari al 93% e solo il restante 7% è gestito dalla parte logica ovvero dalla parola, il nostro corpo con la gestualità manda messaggi molto precisi che esprimono il nostro stato d’animo corrente. Vi presentiamo una breve guida che vi permette di capire, in base appunto alla gestualità dell’altra persona, il suo grado di interesse verso di Voi. Questa sezione serve soprattutto per essere abbinata al manuale di seduzione rapida e capire se e quando fare il passo successivo!

Segnali che indicano disponibilità

1. Al primo incontro: guardare negli occhi per un periodo più lungo di quello dettato dalla cortesia. Anche un’occhiata falsamente casuale al corpo indica un certo interesse.
2. Aggiustarsi l’abito, ravvivarsi i capelli con la mano, sistemare la cravatta, controllare il trucco.
3. Raddrizzare il portamento, petto in fuori e pancia in dentro. E’ un comportamento che ha radici antichissime, e che è tipico di tutti i bipedi.
4. Parlare lentamente e con tono pacato. La qualità della voce è tra le prime a essere alterata dall’interesse verso un’altra persona.
5. Durante la conversazione: sorridere spesso, annuire anche in modo impercettibile, piegare il capo verso una spalla.
6. Tenere le braccia ben discoste dal corpo e le mani aperte.
7. Giocherellare con un mazzo di chiavi o un altro oggetto, far scorrere un dito intorno a un bicchiere o a una tazza.

Disponibilità da parte di lui

* Infilare i pollici nella cintura o nelle tasche dei pantaloni e puntare le altre dita verso i genitali.
* Appoggiare una caviglia sul ginocchio dell’altra gamba.

Disponibilità da parte di lei

* Cercare un contatto in modo apparentemente innocente: sistemare per esempio la cravatta di lui, afferrargli un polso per vedere l’ora, sistemargli il bavero della giacca.
* Mostrare il palmo della mano e il polso; contemporaneamente accarezzarsi i capelli o altre parti del corpo con l’altra mano.

Segnali di rifiuto o di indifferenza

1. Ginocchia incrociate, gambe strette, piedi uniti.
2. Braccia incrociate sul petto.
3. Mani unite in grembo o una che stringe il polso all’altezza del seno.
4. Coprirsi il viso con le mani.
5. Tenere un bicchiere in mano fra sé e l’altra persona.
6. Toccarsi il naso o passarsi una mano sulla nuca guardandosi intorno.
7. Mordicchiarsi le labbra e muovere nervosamente un piede.
8. Evitare ogni contatto fisico, anche quelli accidentali.

Fonte: http://www.dating.com/static/dating_tips/body_language.do?lc=it

Firma anche Tu la petizione!
Giornata mondiale dell'Unità

Petizione per una Giornata Mondiale dell'Unità
Iscrizione newsletter
In primo piano
Prossimi appuntamenti

banner-cinque-segreti.png

banner-vacanza-2009-1


La-pratica-della-bonta1.png
Calendario Articoli
marzo 2010
L M M G V S D
« feb «-»  
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Banner amici
La mente mente