Posts Tagged ‘masturbazione’

Squirting – Eiaculazione femminile

15 aprile 2009

SquirtingL’eiaculazione femminile nota anche come squirting o gushing, al pari di quella maschile, è il risultato della risposta orgasmica e consiste nell’espulsione di un notevole quantitativo di fluido dall’uretra, durante la stimolazione sessuale, in particolare del punto G, durante o in prossimità dell’orgasmo.

Il punto G è in realtà un’area della vagina più che un punto. É verosimilmente composto da residui di tessuto prostatico maschile che producono un secreto liquido del tutto diverso dall’urina e molto simile al liquido seminale maschile (ovviamente non contiene spermatozoi). La presenza del tessuto prostatico maschile nella donna non meraviglia perchè è solo alla sesta settimana dal concepimento che iniziano a delinearsi le differenziazioni sessuali. Prima di questa data gli embrioni umani sono tutti uguali e ovaie e testicoli si sviluppano da una struttura comune.

Il liquido secreto dalla stimolazione del punto G può essere espulso a piccoli fiotti a seguito delle contrazioni muscolari che si sviluppano nelle strutture genitali durante l’orgasmo. L’emissione di tale secrezione avviene attraverso l’uretra, ultimo tratto delle vie urinarie, e proprio questo fa sì che possa essere confuso con l’urina.

Una risposta orgasmica femminile non riconosciuta

Nonostante già Aristotele nel I secolo a.C. ne abbia scritto notando che la donna durante l’orgasmo emette un getto, ad oggi non ci sono ancora riferimenti chiari su manuali di educazione sessuale su questa reazione fisiologica.

Si dice che Galeno (anatomista e medico del II secolo d.C) ne fosse a conoscenza descrivendo la prostata femminile mentre l’anatomista Rinaldo Colombo riferì dell’eiaculazione femminile mentre spiegava le funzioni del clitoride.

Nel XVII secolo, l’anatomista tedesco Regnier de Graaf scrisse un libro sulla anatomia femminile e parlò di fluidi “che correvano fuori” e “che zampillavano” durante l’eccitamento sessuale.

Si era scritto poi dell’eiaculazione femminile in molti testi pornografici ad esempio in “The pearl” un’antologia inglese che raccoglie racconti dell’epoca vittoriana (’800) pieni di orgasmi femminili “bagnati” ma queste storie furono liquidate come allucinazioni maniacali maschili.

Il nordico Theodor H. van De Velde, nel 1926, pubblicò un manuale per coppie sposate nel quale raccontava che alcune donne durante l’orgasmo rilasciano del liquido. Ben pochi lo presero sul serio.

Da cosa è composto il liquido emesso?

Soltanto nel 1981 la Dalhousie di Hlifax, Nuova Scozia, analizzò questo liquido. Il gruppo di ricerca, che comprendeva Edwin Belzer Jr., Perry e Whipple pubblicò i risultati delle analisi dei liquidi prelevati da alcune volontarie sul “Journal of sex research”.

Attraverso le analisi chimiche è stato rilevato che il fluido espulso contiene:

glucosio (uno zucchero naturale) e fruttosio (un’altro zucchero naturale, trovato anche nel fluido seminale prostatico)

Antigene prostatico specifico. Enzima prodotto negli uomini dalla prostata e alla base dell’eiaculato maschile; nelle donne si ritiene sia generato dalle ghiandole periuretali. La sua funzione fisiologica negli uomini è quella di mantenere fluido il seme dopo l’eiaculazione, permettendo agli spermatozoi di “nuotare” più facilmente attraverso la cervice uterina.

un livello molto basso di creatinina e urea (i due principali componenti dell’urina, trovati in alti livelli nelle analisi dell’urina pre e post eiaculazione).

Meccanismo d’azione

Sebbene nella comunità medica e scientifica sia stata ora riconosciuta l’esistenza dell’eiaculazione femminile, rimane un largo vuoto quando si arriva a cercare di spiegare su basi scientifiche il processo di eiaculazione o la fonte del fluido stesso.

Fu nel 2002 che Emanuele Jannini, endocrinologo e docente di sessuologia medica, con la sua equipe di ricerca dell’ Università dell’Aquila offrì una spiegazione per questo fenomeno, così come per le frequenti smentite della sua esistenza:

Le aperture delle ghiandole periuretali sono di norma della dimensione dei pinoli, e variano nella dimensione da donna a donna, fino a quasi scomparire in alcune donne. Se le ghiandole periuretali sono la causa dell’eiaculazione femminile, questo può spiegare l’assenza di questo fenomeno in molte donne.
Le ghiandole si riempiono con il fluido durante il rapporto sessuale e posso essere sentite attraverso il muro vaginale. Il rigonfiamento del tessuto circostante l’uretere, può essere una combinazione di ghiandole che si riempiono col fluido e del tessuto erettile delle donne che si solleva.

E’ questo, sembra, il ritmico contrarsi dei muscoli pelvici durante l’orgasmo che espelle il fluido accumulato come ultima componente dell’eiaculazione femminile. Il quantitativo di fluido rilasciato può essere considerevole, attraverso il ripetersi di riempimento e svuotamento delle ghiandole durante l’orgasmo.

Anche la donna può eiaculare

L’eiaculazione femminile è abbastanza rara e molto difficile da provare, alcune arrivano all’eiaculazione durante la stimolazione del clitoride, altre durante la stimolazione vaginale del Punto G. Molte la sperimentano durante un rapporto particolarmente intimo e fiducioso con un uomo che amano profondamente, e solo con lui. Altre la vivono con più facilità quando si masturbano da sole.

Un fattore che favorisce l’eiaculazione sembra essere la capacità di raggiungere un’alta eccitazione e successivamente di contenere lo stato eccitato mentre ci si rilassa in questo. In questi casi viene descritto come un arrendersi al piacere nel momento in cui sembra incontenibile.

Diverse donne dicono di aver sperimentato l’eiaculazione soltanto dopo essersi occupate per parecchi anni attivamente del proprio piacere ed essersi masturbate spesso al punto G. Ma ce ne sono altre con un vita sessuale intensa e soddisfatta che non hanno mai eiaculato e non ne sentono il bisogno.

Chi riesce a sperimentarla la descrive come un qualcosa di molto appagante sessualmente.

I Batoro dell’Uganda considerano una donna adulta e pronta per il matrimonio solo quando riesce, masturbandosi, a eiaculare bagnando un muro. Le donne anziane insegnano alle giovani come fare “Kachapati” che in lingua batoro vuol dire proprio “spruzza il muro”.

Gli abitanti di alcune isole dell’Oceano Pacifico del sud, le Trobriand, non solo conoscono l’importanza dei muscoli pelvici e l’esistenza del punto G ma giudicano che la donna abbia goduto veramente solo se eiacula.

Come eiaculare?

Primo passo
Trova il muscolo che si colloca intorno alla parte dell’uretra all’interno della vagina. Se i muscoli della tua vagina non sono stati molto usati, puoi fare un esercizio: premere e rilasciare i muscoli. Questo è piacevole e in questo modo puoi addirittura arrivare fino all’orgasmo.

Secondo passo
Massaggia la parte dell’uretra nella tua vagina con due-tre dita. Spingi forte, ed aspetta che ti arriva lo stimolo di fare la pipi. Questo segno significa che sei pronta ad eiaculare. Adesso piazza un altro dito appena sotto alla parte dell’uretra che si trova esternamente, e comincia a masturbarlo come fai con il clitoride. Facendo questo te ne accorgerai che i due canali, quello all’interno e all’esterno della tua vagina sono pieni e forse addirittura sono dolorosi: hai altri 29 canali all’interno che stanno spingendo.

Terzo passo
Continua a masturbarti, e quando sei vicino all’orgasmo spingi fuori la parte dell’uretra e fai come se volessi fare la pipi. Il liquido uscirà, forse come un spruzzo o un getto.

Attenzione, lasciarsi andare fa bene

Non tutte le donne arrivano all’eiaculazione, evitate quindi l’ansia di doverla raggiungere per forza. Però provate. Potreste avere una bella sorpresa. Uno dei motivi per i quali è così importante che le donne siano a conoscenza della possibilità di eiaculare sta nel fatto che se una donna ne sente lo stimolo e si trattiene rischia di procurarsi notevoli infiammazioni. Molti sostengono, ad esempio, che buona parte delle uretriti sarebbe causata da una contrazione, spesso involontaria, durante l’orgasmo. Insomma, lasciarsi andare fa bene.

Il culto dello “squirt”

L’eiaculazione femminile oggi è diventata un oggetto del desiderio maschile, una caratteristica delle attrici porno.

In alcuni film pornografici, le donne sono mostrate mentre eiaculano un fluido chiaro o lattiginoso. La validità della pornografia come una fonte di prove è quantomeno sospetta, poiché c’è un forte incentivo a generare un effetto visivo drammatico, con nessuna assicurazione circa la registrazione accurata degli eventi reali.

Nell’industria dei film pornografici, Cytherea è generalmente riconosciuta come la “regina dello squirt”, a causa delle sue eiaculazioni particolarmente intense e voluminose.
Fuori dal regno della pornografia, l’autrice e sessuologa Carol Queen ha prodotto un video educativo (con lei protagonista) che si propone di insegnare ad eiaculare alle donne che in precedenza non erano in grado di raggiungerla.

L’educatrice sessuale, dottoressa Susan Block, ha prodotto un video educativo chiamato “il salone dello squirt della dottoressa Suzy” con la partecipazione dell’esperta di punto G e di eiaculazione femminile Deborah Sundhal, insegnandole ad eiaculare, così come le dimostrazioni dalla voluminosa eiaculatrice Annie Body e l’eiaculatrice tantrica Leila Swan, e il primissimo piano del punto G, prima, dopo e durante l’eiaculazione.

Fonte: http://www.comodo.it/canali/sessualita/femminile/squirting-ejaculazione-femminile/squirting-eiaculazione-femminile/

Fantasie Erotiche. ….

29 marzo 2009

sexoplacermorbosexsexesexualamorypasioninternetblogrelacionesamorosaslovesexobesoscariciasQuando parliamo di immaginario erotico ci riferiamo a fantasie che hanno quale obiettivo l’eccitazione sessuale. Non tutti i pensieri che hanno quale oggetto l’ambito della sessualità possono essere definiti “fantasie erotiche”.

Alcuni pensieri infatti hanno, per il soggetto che li vive, carattere intrusivo ed ossessivo e rientrano in un quadro patologico. Una fantasia erotica, di per sé, rappresenta una normale attività dell’organismo funzionale al raggiungimento dell’eccitazione.

Può però assumere forma parafiliaca (il termine parafilia è l’attuale nomenclatore utilizzato per indicare quei comportamenti noti come “perversioni sessuali”) quando il soggetto non può fare a meno di ricorrere ad una specifica fantasia o ad uno specifico comportamento sessuale per eccitarsi. Ad esempio nella scatologia telefonica (telefonate oscene) l’unico modo che una persona ha per eccitarsi è poter mettere in atto o fantasticare tale comportamento.

Non è però il contenuto della fantasia ad essere di per sé patologico quanto la forma che assume, ovvero come la persona si organizza in funzione delle proprie fantasie.
Distinguiamo comunque la pura fantasia ovvero i pensieri, idee e desideri dal comportamento sessuale che rappresenta il passaggio all’atto. Alcune fantasie che il soggetto vive come erotiche possono diventare patologiche nel passaggio all’atto come la zoofilia (sesso con animali), la scatologia telefonica, la violenza sessuale mentre potrebbero essere “normali” fantasie quando rimangono tali. Ad esempio diverse donne fantasticano di subire violenza sessuale ma, nella realtà, non vivrebbero mai tale situazione né la considererebbero erotica.

Va sottolineato che l’immaginario erotico è fortemente condizionato da fattori psico-sociali relativi ad una cultura o sub-cultura di appartenenza. Fattori psicologici, sociali, culturali (e “morali”) oltre che fattori biologici sono quindi alla base dell’espressione dell’immaginario erotico di ogni persona.
La sessualità come normale attività dell’organismo può assumere quindi forme estremamente variegate e non si riduce, nell’essere umano, ad una semplice e fredda attività copulatoria finalizzata esclusivamente alla procreazione come accade nella maggior parte degli animali.

In una ricerca sulle fantasie erotiche maschili e femminili condotta dal Centro Studi e Ricerche in Psicologia Emotocognitiva diretto dal Dott. Baranello del gruppo SRM Psicologia è stato chiesto agli intervistati di indicare la loro principale fantasia erotica. Dai dati del sondaggio condotto on-line emerge che tra tutte le fantasie quelle più comuni riguardano il sesso di gruppo (ben il 36% degli intervistati), seguono quelle legate a specifiche situazioni (10%) insieme a fantasie di prestazione (10%).

Esibizionismo (mettersi in mostra) e Dominare o essere dominati sono indicate come fantasie principali nel 5% dei casi. Il 4% del campione esprime fantasie quali essere legati o bendati, scambio di coppia, voyeurismo e fantasie omosessuali (in soggetti eterosessuali). Altre fantasie come l’attenzione sessuale verso specifiche parti del corpo (particolarismo), il feticismo e l’uso di oggetti, sadismo e masochismo, avere rapporti contro la propria volontà, avere rapporti con un “transgender”, avere rapporti con animali (zoofilia), avere rapporti con persone di razze o etnie diverse dalla propria (sesso interrazziale) sono più o meno equamente distribuite nel campione ma rappresentano basse percentuali ricordando sempre che è stato chiesto di indicare esclusivamente la fantasia erotica principale.

L’alta percentuale di fantasie relative al sesso di gruppo ha richiesto un’ulteriore specificazione, infatti in “sesso di gruppo” sono indicate sia le fantasie orgiastiche (più di tre persone non limitate a coppie) che il “sesso a tre”. Nel campione generale il 31% ha fantasie relativa a “sesso a tre” e soltanto il 5% relativo ad “orgia”. Se analizziamo il campione dividendolo in uomini e donne scopriamo dati davvero interessanti. Tra chi ha espresso fantasie orgiastiche il 70% sono uomini ed il 30% donne mentre le percentuali sono quasi equamente distribuite quando si parla di “sesso a tre” (45% donne e 55% uomini). Specificando ulteriormente abbiamo scoperto che nelle donne eterosessuali che esprimono fantasie relative a “sesso di gruppo” ben il 75% dichiara di poter avere rapporti sia con gli uomini che con le donne presenti nella situazione mentre soltanto il 25% degli uomini dichiara lo stesso. Anche quando le fantasie erotiche sono di tipo omosessuale in soggetti eterosessuali la distribuzione percentuale è la stessa (75% donne, 25% uomini). Questo dato spiegherebbe il motivo dell’uso frequente di immagini di rapporti omosessuali tra donne (e meno tra uomini) in film, video musicali e pubblicità con target sia femminile che maschile.

Un’altra differenza tra uomini e donne riguarda le fantasie di prestazione e situazionali. Le donne esprimono più frequentemente fantasie legate a situazioni specifiche (sesso nella vasca da bagno, in ascensore, in un camerino di un negozio, davanti al camino, in un prato, ecc.) mentre negli uomini sono più comuni fantasie di prestazione (sesso anale, sesso orale, specifiche posizioni, ecc.). Questi dati risultano ancora più evidenti tra gli intervistati più giovani e con minore esperienza sessuale. Le fantasie di violenza o di essere presi con forza e contro la propria volontà sono più comuni tra le donne così come le fantasie di esibizionismo mentre quelle voyeuristiche e lo scambio di coppia (scambiarsi i partner ma non sesso di gruppo) sono più comuni tra gli uomini. Nella maggior parte dei casi le fantasie erotiche rimangono esclusivamente pensieri e desideri che vengono utilizzati per eccitarsi o per accompagnare la masturbazione e/o il rapporto sessuale.

In un’alta percentuale di casi le fantasie vengono comunicate al partner sessuale ed utilizzate dalla coppia. La maggior parte degli intervistati dichiara di non aver mai realizzato concretamente la fantasia (soprattutto quelle che coinvolgono altre persone oltre la coppia) ma desidererebbe farlo. Di fatto comunque il desiderio di realizzazione sembra essere parte integrante della fantasia stessa. Chi invece ha messo in pratica la propria fantasia raramente dichiara di non aver apprezzato l’esperienza. Tra chi ha praticato sesso di gruppo (tre o più persone) soltanto la metà lo rifarebbe dichiarando comunque l’esperienza piacevole. Come abbiamo detto la maggior parte delle persone che ha partecipato al sondaggio dichiara di aver comunicato la propria fantasia al partner.

Altri dati relativi alla nostra esperienza clinica indicano però che molte persone hanno difficoltà ad accettare il contenuto di alcune fantasie del proprio partner soprattutto quando nella fantasia sono coinvolte altre persone. Alcune persone pensano infatti che una fantasia erotica sia l’espressione di un desiderio che si vorrebbe realmente concretizzare. Così molti uomini ancora temono l’idea che la propria partner possa fantasticare situazioni orgiastiche o sesso con altri uomini. In realtà i dati a nostra disposizione dimostrerebbero che l’intenzione di realizzare la propria fantasia altro non è che parte della fantasia stessa. Raggiunto lo scopo per il quale la fantasia è stata prodotta (desiderio-eccitazione-orgasmo) la stessa fantasia perde, in quel momento, il suo valore erotico.

Fonte: Baranello, M., Sabatini, E.
Fantasie Erotiche. Psicologia dei Comportamenti Sessuali
SRM Psicologia Rivista (www.psyreview.org).

Squirting: l’eiaculazione femminile

29 marzo 2009

E’ poco conosciuta ed è abbastanza rara come esperienza. Ma esiste: anche la donna può eiaculare esattamente come l’uomo. Ecco tutte le informazioni sullo squirting.

feet43jt8

Sapevate che l’eiaculazione non è una prerogativa unicamente maschile? Anche le donne possono reagire all’orgasmo con l’eiaculazione: si tratta di un’eventualità generalmente abbastanza rara, che non tutte sperimentano con facilità, e soprattutto poco studiata dalla scienza. In termini tecnici si parla di squirting o gushing.

Lo squirting consiste quindi nella fuoriuscita di un liquido dall’uretra in reazione all’orgasmo provocato dalla stimolazione del punto G o del clitoride. Molti sono convinti che si tratti di urina, ma non è così. Questo liquido fu infatti analizzato per la prima volta nel 1981 da un team di scienziati, i quali giunsero alla conclusione che si trattava di un liquido molto similare allo sperma maschile. Di certo non si trattava di urina.

Lo squirting: da cosa è provocato
Come già detto, lo squirting è legato alla stimolazione del punto G, che, a dispetto del nome, non è un punto definito, ma un’area più o meno estesa , che si trova all’interno della vagina in corrispondenza della vescica. Gli scienziati infatti ci insegnano che il nostro punto G altro non è che il corrispettivo della prostata maschile. Il funzionamento dello squirting è stato spiegato per la prima volta in maniera completa nel 2002 dall’endocrinologo italiano Emanuele Jannini. Il liquido dello squirting viene prodotto da alcune ghiandole che si trovano intorno all’uretra, dette appunto periuretrali. Queste ghiandole si riempiono di liquido durante l’attività sessuale, per poi svuotarsi con l’orgasmo. Grandezza e quantità di queste ghiandole varia da donna a donna, e proprio per questo non tutte possono provare l’esperienza dello squirting.

Testimonianze
Diverse donne che hanno provato lo squirting affermano che è strettamente collegato alla stimolazione del clitoride o del punto G. Alcune dicono di provarlo solo con un uomo che amano profondamente e col quale vivono un’intimità molto coinvolgente. Altre invece raggiungono lo squirting solo tramite la masturbazione. Alcune addirittura sostengono di esserci arrivate solo dopo anni e anni di costante masturbazione del punto G.

Secondo chi l’ha provata, l’eiaculazione femminile sarebbe un’esperienza profondamente piacevole e soddisfacente. Ma allo stesso tempo esistono numerose donne che non l’hanno mai provata, ma hanno comunque una vita sessuale appagante. Come sempre, in fatto di sesso, ogni donna è fatta in modo diverso e vive un’esperienza a sè.

Un po’ di storia
Sebbene l’eiaculazione femminile sia tutt’oggi poco conosciuta, possiamo trovarne tracce sin dall’antichità . Già nel I secolo a.C. ne parlava Aristotele. Nei primi secoli d.C. ne parlarono gli anatomisti Galeno e Rinaldo Colombo: il primo la colelgava all’esistenza di una prostata femminile, il secondo al clitoride. Nel XVII secolo ne parlava un’altro anatomista, Regnier de Graaf, nei suoi studi sull’anatomia femminile. L’eiaculazione femminile continua a passare sotto silenzio, e nell’800 “ricompare” in una raccolta di racconti pornografici dell’era vittoriana. Per finire, lo squirting viene esaminato persino in una guida per sposi pubblicata nel 1926 da Theodore Van de Velde. Superfluo sottolineare che tutte queste citazioni vennero spesso prese poco sul serio.

La scienza fece luce su questo fenomeno solo nel 1981 quando ad Halifax venne esaminata da un gruppo di medici la composizione del liquido prodotto nell’eiaculazione femminile. Il liquido da analizzare venne fornito da alcune volontarie.

Il fenomeno dell’eiaculazione femminile è invece preso in grande considerazione presso alcune popolazioni. Ad esempio nella tribù dei Batoro, in Uganda, le donne più anziane insegnano alle ragazze come masturbarsi fino a raggiungere l’eiaculazione, ed una donna è coniderata pronta al matrimonio solo quando è capace di bagnare un muro con la sua eiaculazione. Gli abitanti delle isole Tobriand, nel Pacifico, invece, sono convinti che una donna è soddisfatta del rapporto sessuale solo quando eiacula.

Come fare
Con un po’ know how, è possibile “imparare” a raggiungere lo squirting. Certo, non bisogna viverla come una sfida, o un traguardo da raggiungere a tutti i costi. Ma semplicemente come una cosa piacevole da provare, magari seguendo alcuni accorgimenti.

Fondamentalmente, è necessario stimolare con decisione la parete anteriore della vagina, vale a dire quella in corrispondenza dell’uretra. A questo punto si avvertirà una sensazione molto simile allo stimolo di urinare. Bisogna quindi cominciare a stimolare la zona appena sotto l’uretra. Continuando a masturbarsi in questo modo si giunge in prossimità dell’orgasmo: basterà spingere i muscoli dell’uretra come se si dovesse fare pipì, e si verificherà la fuoriuscita del liquido.

Negli ultimi anni Lo squirting , oltre ad essere stato spiegato scientificamente, ha dato adito a un ricco filone della pornografia, nella quale però viene spesso rappresentato in maniera esagerata e poco realistica. Quindi, non ispiratevi ai film porno!

a cura di Redazione GirlPower

Fonte: www.girlpower.it/sex/guide_erotiche/squirting_eiaculazione_femminile.php

Fantasie sessuali

25 marzo 2009

becksms0809a_468x479Il cervello è il più potente organo sessuale, quello senza il quale nulla sarebbe possibile. Quello che permette orgasmi da capogiro, lo stesso che può anche bloccare sul nascere un’incontro erotico solo per una parola e per un gesto sbagliato, quello che fa riaffiorare sensazioni provate anni e anni prima, quello che fa volare la mente verso le cosiddette fantasie sessuali.

Come dimostra un recente sondaggio condotto tra gli italiani emerge che il 90% degli uomini e l’80% delle donne utilizzano fantasie mentre fanno l’amore. Non solo. È stato provato che fantasticare rende gli uomini più estroversi, migliora la frequenza orgasmica, garantisce un numero superiore di partner e rende disinibiti. Le donne che fantasticano di più sono meno condizionate da certe norme tradizionali: sono favorevoli a quelle cose che per la morale “non si fanno” come i rapporti anche durante il periodo mestruale, la masturbazione o il tradimento.

Le fantasie sessuali maschili riguardano in gran parte il fare l’amore con più donne o il sesso dove la partner è una femmina insaziabile. La donna è invece molto stimolata all’idea di essere desiderata, di avere un enorme potere seduttivo. Cosa pensano le donne mentre fanno l’amore? Per semplificare riduciamo la cosa a due scuole di pensiero: scene romantiche, piene di tenerezza, magari con partner diversi da quello reale contrapposte a quelle esibizionistiche come mostrarsi e sentirsi irresistibili, ma anche venire legate e trattate con le maniere forti.

Le fantasie hanno dei contenuti che di solito non vengono messi in atto perché ritenuti troppo trasgressivi e quindi buoni solo per i pensieri solitari. Al massimo succede che nella realtà il comportamento venga ridimensionato e reso quindi accettabile (ad esempio le fantasie sado-maso vengono ridimensionate con un rapporto molto focoso).

Ma quali sono, nell’immaginario odierno le fantasie più diffuse? Noi ve ne proponiamo 5, consci del fatto di aver toccato solo la punta dell’iceberg. Diteci cosa ne pensate voi, quali sono le vostre preferenze ecc.

Lacci, foulard, un pò di dolore e tanto piacere…
Il sesso parla di potere: dominazione e sottomissione si alternano di continuo. E se il giochino si estremizza? Se cominciamo a fantasticare su padroni e schiave? Benvenuti nelle fantasie sado-maso. Graffiami e sarò felice, ordinami di leccare i tuoi tacchi a spillo e perderò la testa. Dimmi che sono il tuo chihuaha e l’orgasmo è assicurato. Il mondo è bello, perchè è vario e se nelle fantasie vi piace diventare una schiava, perchè no, in fondo nel sesso si liberano le pulsioni più primitive e istintive. Discorso a parte meritano lacci e corde: il bondage è innanzitutto un piacere estetico, eccitarsi all’idea di essere legati come un salame fa parte del mondo dei giochi di ruolo mescolato a quello del fetish: se mai realizzerete la vostra voglia di ‘costrizione’ ricordatevi di non stringere troppo i nodi, avete mai letto il Gioco di Gerald di Steven King?

Farlo in 3, scambio di coppia, più siamo meglio è…
Lei e Lui, e l’altro. Poi la donna dell’altro e poi quell’altra coppia, gli amici che hanno in comune e anche quelli che non sono così amici. Per contenere i corpi avvinghiati ci vorrà un letto matrimoniale grande come San Marino: la coppia apre le frontiere. La fantasia di farlo in tre è un classico della masturbazione. Due donne e un uomo: l’apoteosi dei sensi, il doppio di tutto. Due uomini e una donna: metafora di riempimento, giochi di ruolo. E se la fantasia è la doppia coppia ovvero lo scambismo? L’eccitazione si annida nella gelosia, potente afrodisiaco, e nell’oscenità del tradimento esibito. Se invece nelle fantasie i corpi si moltiplicano? Scatta l’orgia, il mito dionisiaco, la morte di ogni morale: nulla conta se non il piacere della carne. La fantasia è il regno della libertà sfrenata, la realtà ha sapori diversi. Nei menage a trois le due lesbiche trascurano l’omino eccitato, nello scambio di coppia ti ritrovi a far l’amore con un imbranato impiegato di banca. E nessuno partecipa alle orge se non pagando.

Farlo con uno/a sconosciuto/a
Qualcosa in quella persona ci attira irresistibilmente, non abbiamo nemmeno idea di chi sia, a volte non ci disturbiamo nemmeno a immaginargli una faccia, un colore di occhi o una lunghezza di capelli. E’ quel suo essere un continente inesplorato senza storia che eccita i sensi, che ce lo fa desiderare, che ci fa venire voglia di fare con lui quello che nella consuetudine di un amore non riusciamo ad osare. Immaginare di fare l’amore con qualcuno che non si conosce e che non si conoscerà mai stimola ad osare, a liberarsi dei tabù, a volare nell’ignoto….

Omosex e travestimenti
Indossare abiti da donna pur essendo etero e uomini a tutti gli effetti. Per puro piacere estetico, per far uscire fuori la propria parte femminile e farla convivere con il naturale essere uomini. E l’eccitazione arriva quando si sentono sulla propria pelle quei tessuti, quei pizzi, quei colori che sanno di femminilità, di donna, di madre. Masturbarsi durante il travestimento è la conclusione naturale. E’ il piacere di sentirsi completi veramente… Pezzi preferiti del guardaroba di chi ama i travestimenti sono quelli che più accentuano l’ostentazione della femminilità e quindi giarrettiere, corsetti, lingerie, pellicce…


L’immaginario sessuale è stato spesso trascurato e attaccato negativamente. Freud considerava le fantasie sessuali consce un qualcosa a cui l’individuo doveva rinunciare per raggiungere l’equilibrio psicoaffettivo in quanto solo le persone infelici e insoddisfatte hanno delle fantasie. Tuttavia il padre della psicanalisi diventò più tollerante, rispetto alle fantasie che nascono, per es. durante la masturbazione, quando si rese conto che erano talmente diffuse da non poter essere considerate sintomo di una nevrosi. Fu solo con Havelock Ellis che le cose cominciarono a cambiare: egli rivendicò infatti la normalità dei sogni erotici diurni, ritenuti da lui una semplice manifestazione del normale impulso sessuale e, di conseguenza, assolutamente legittimi e normali. OGGI LA MODERNA SESSUOLOGIA CONSIDERA LE FANTASIE SESSUALI COME INNOCUE E NORMALI

A volte anche a voi vi sarà capitato di pensare: sono un perverso? sono una maniaca?, semplicemente perché il pensiero cercava altre vie per esprimersi. Chiariamo subito un dubbio: è perverso solo chi soffre e non trae un vero piacere da pratiche sessuali che è “obbligato” a svolgere, inseguendo un piacere che costantemente sfugge. Molte “varianti” della sessualità umana sfuggono quindi alla definizione di perversione. Ma quali sono le perversioni? Le alterazioni, deviazioni e perversioni del comportamento sessuale umano sono comportamenti ritenuti devianti rispetto ad una “norma” e a una normalità. Poiché una definizione clinica soddisfacente è impossibile (chi stabilisce cos’è la norma?) si e’ proposto il termine parafilie (para, presso e philia, amore). E’ vero infatti che non c’è perversione in presenza di tolleranza sociale. La pederastia della Grecia classica è solo uno dei mille esempi che la storia può offrirci. Esiste quindi un rapporto di causa-effetto tra sistema sociale (repressivo) e deviazione sessuale. Se dunque è vero che la società provoca perversioni (il più gran numero di delitti a sfondo sessuale è stato registrato durante la repressione sessuale vittoriana, come Jack Lo Squartatore insegna), c’è un aspetto individuale che deve pur essere presente nella definizione delle alterazioni sessuali

Le fantasie sessuali possono svolgere delle funzioni specifiche come:
- Accrescere l’autostima
- Aumentare l’interesse sessuale e il desiderio
- Facilitare l’orgasmo
- Esaltare il momento che si sta vivendo
- Soddisfare la curiosità
- Messa in scena di possibilità future
- Alleviare lo stress e la tensione
- Conservare ricordi piacevoli
- Curare traumi passati
- Compensare le carenze della realtà

Fonte: http://www.girlpower.it/sex/guide_erotiche/fantasie_sessuali.php

Masturbazione…tra atteggiamenti di condanna e censura…

24 marzo 2009

7Tra i tanti atteggiamenti di condanna o di censura nei confronti della sessualità, uno dei più stupefacenti per la sua virulenza è senza dubbio quello messo in atto verso la masturbazione.

Difatti, forse più che di fronte ad ogni altra espressione della sessualità, la coalizione tra scienza e norme morali si è fatta così salda da porre la masturbazione in una evidenza di malattia, o di peccato, o di attività comunque deprecabile.

Ma, nonostante l’autoerotismo fosse da un lato descritto (Esquirol , 1916) come “la più comune causa di pazzia” o di esso fosse detto (New Orleans Medical and Surgical Journal), citato da Thomas Szasz in “Sesso a tutti i costi”, che “né la peste, né le guerre, né il vaiolo, né un gran numero di flagelli analoghi si sono mai rivelati disastrosi per l’umanità dell’abitudine a mastrurbarsi”, per citare brevi esempi in campo scientifico e, dall’altro lato fosse bollato come “contro natura” e quindi peccaminoso, i dati del rapporto Kinsey , già negli anni 50 mettevano in evidenza che il 94% dei maschi ed il 58% delle femmine avevano sperimentato la masturbazione e con questa raggiunto l’orgasmo.

Sono dati confermati da altre ricerche (Hertoft , 1968; Schmidt e Sigush ,1972; Hite , 1977) nei quali le percentuali variavano di non molto rispetto a quelle indicate da Kinsey.

Sono comunque tutte ricerche che sottolineano sia la diffusione del comportamento autoerotico, sia le differenze tra maschi e femmine, per le quali la questione appare essere molto più complessa.
E’ vero che la repressione della pratica masturbatoria è stata violenta anche nei confronti dei maschi, dal 1700 ad epoche recenti.

E’ forse vero, in qualche misura, che si può spiegare la minore tendenza all’autoerotismo da parte della donna con le considerazioni di psicoanaliste, come Helene Deutsch quando dice che “con tutta verosimiglianza le sensazioni vaginali non possono essere paragonate alla pressione dell’orgasmo maschile”. O con quelle di Marie Bonaparte quando sottolinea che “nell’esplorazione dei suoi genitali la bambina incontra un ostacolo generalmente ignoto al maschio: il dolore”.

E’ vero che si può chiamare in causa la diversa configurazione anatomica dei genitali femminili, più nascosti, più intimi rispetto a quelli maschili. Ma certamente il posto di primo piano, tra le cause di minor tendenza delle donne alla masturbazione, spetta alla maggiore repressione che, comunque, la sessualità femminile si è trovata a subire rispetto a quella maschile.

Nonostante tutto comunque, l’effetto della censura non ha sortito l’effetto desiderato, visto che, malgrado le condanne, la masturbazione è probabilmente l’attività sessuale più praticata.
Ciò pone questa espressione della sessualità in un ambito talmente fisiologico da essere piuttosto resistente, sul piano del comportamento, ai divieti.

Per quanto riguarda invece il vissuto dell’esperienza, le cose stanno diversamente ed è lì che la repressione coglie nel segno, generando sentimenti di colpa, di paura e di vergogna.
A sottolineare che la masturbazione non si pone nell’ambito della patologia, ma anzi nasce là dove la relazione si articola armoniosamente, vi è il contributo di Spitz.

In una ricerca condotta nell’arco di 14 anni, dal 1948 al 1962, egli mise in evidenza che tanto più il rapporto madre-figlio era armonico, tanto più frequenti erano i giochi genitali del bambino fin dal primo anno di vita. I bambini che vivevano con i genitori erano molto più “giocosi” in questo senso che non quelli che erano costretti nei brefotrofi.

Questa osservazione sembra porre il rapporto con i propri genitali in un ambito originario nel quale non è certo il ritiro dalla relazione a promuoverlo, ma anzi la sua qualità. Via via, nella storia dello sviluppo psicosessuale del bambino, la masturbazione acquista significati differenti e tutti importanti, tanto da assumere una notevole rilevanza nella strutturazione della sessualità.

Il significato dell’autoerotismo varia in particolare dal periodo di latenza (come strumento per scaricare impulsi aggressivi e sessuali, per conservare la consapevolezza dell’esistenza dei propri genitali esterni), all’adolescenza (come attività che consente una prova delle nuove risorse sessuali, nella fantasia di un rapporto a due adulto, e che contemporaneamente soddisfa desideri pregenitali inconsci).

2221518505_9258a425221In questo tragitto si insinua il primo senso di colpa che genera conflitti interni soprattutto perché è concomitante all’evoluzione edipica. Ma, come dice Lebovici , “la masturbazione svolge una funzione fondamentale nell’elaborazione dei fantasmi ad essa collegati e nei conflitti da essi provocati, al pari dei meccanismi difensivi che derivano da tali conflitti”.
Dati recenti sull’attitudine alla masturbazione sembrano avvalorare il suo significato e la sua prerogativa nella strutturazione di una sessualità funzionale al piacere.

In due ricerche successive condotte su due gruppi diversi di volontari invitati a leggere letteratura erotica e ad assistere a film sessuali espliciti, gli psicologi californiani Abramson e Mosher hanno messo in evidenza che coloro che hanno un atteggiamento negativo verso la masturbazione si sentono maggiormente in colpa nell’assistere alla proiezione dei film, hanno avuto meno esperienze sessuali, hanno maggiori problemi di fronte al sesso e sono persino meno informati sulla contraccezione.

Questi autori hanno potuto anche determinare, mediante un’analisi termografica, che i soggetti con attitudine negativa di fronte alla masturbazione hanno una vasocongestione pelvica, una volta esposti a stimoli erotici, più scarsa rispetto a chi ha attitudini positive.  Questo dato, evidentemente, pone il buon rapporto con la masturbazione come un fattore predittivo importante verso una buona sessualità. Ben lungi quindi dall’essere una pratica sessuale nociva , o anormale, essa non è contro la relazione, ma può essere, al contrario, verso una relazione sessuale piacevole ed appagante.

Un ruolo importante in questo senso è giocato dalle fantasie, scenario potenzialmente ricco nel quale l’uomo e la donna possono collocare pensieri, aspettative e desideri sessuali.  In una tale dimensione, l’autoerotismo non si può considerare come sinonimo di solitudine, di triste ritiro coatto dal mondo delle relazioni, ma come esperienza preparatoria all’incontro.

Nonostante l’immaginario femminile non abbia mai dimostrato di essere povero, per lungo tempo si è ritenuto che i maschi fossero fisiologicamente più reattivi delle donne agli stimoli delle fantasie e fossero più predisposti a produrne. Ma anche questa asserzione è stata dimostrata inesatta. In particolare la Schmidt che, in due successive ricerche, ha messo in luce come tale disparità fosse da attribuire soltanto agli atteggiamenti socioculturali verso la sessualità e al modo con il quale i figli erano stati cresciuti.

Atteggiamenti questi che tendono ad inibire le espressioni sessuali della donna, la sua reattività a questo tipo di stimoli e la capacità di mantenerli una volta prodotti, a causa dello svilupparsi di ideali dell’Io e di un Super-Io che limitano la reazione femminile e frequentemente la rendono conflittuale.

Ancora una volta, da queste osservazioni emerge che la legge che nega è tanto forte da privare l’esperienza autoerotica di gran parte del patrimonio che la può arricchire. Così impoverita, colpevolizzata, demonizzata, può allora trovare sì schiere di detrattori che la collocano in un mondo nevrotico ed autistico. Dimensione dove, per la verità, talvolta va collocata, ma solo in quei casi di patologia dove questa pratica è un corollario di comportamenti parafilici o compulsivi.

Fonte: http://www.benessere.com/sessuologia/masturbazione/index.html

Iscrizione newsletter
In primo piano
Prossimi appuntamenti
banner-cinque-segreti.png

La-pratica-della-bonta1.png
Calendario Articoli
agosto 2010
L M M G V S D
« lug «-»  
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  
Firma anche Tu la petizione!
Giornata mondiale dell'Unità

Petizione per una Giornata Mondiale dell'Unità
Banner amici
vai al sito macrolibrarsi

La mente mente


Bibliografia
Ecologia della Comunicazione
Tecniche per dialogare con efficacia, evitare malintesi e trasformare le negatività

Prezzo € 12,00


Libera la Voce dell'Anima + CD
Soul Voice - Armonia, guarigione e consapevolezza grazie alla libera espressione della nostra voce

Prezzo € 15,81
invece di € 18,60 (-15%)


Corpo Emozioni Comunicazione

Prezzo € 17,00


Il Linguaggio del Corpo
Guida all'interpretazione del linguaggio non verbale

Prezzo € 16,90


Comunicare
Elementi di psicologia della comunicazione

Prezzo € 26,50