Posts Tagged ‘’

Vivere in spazi verdi

5 novembre 2009

Vivere in spazi apertiUna passeggiata all’aria aperta in un parco o in un bosco fa subito venire in mente la parola benessere. Ma una ricerca dell’Università di Glasgow svela qualche cosa di più: fra  le persone che vivono in aree verdi c’è una minore incidenza di malattie cardiache e di ictus. In poche parole secondo gli esperti abitare vicino a uno spazio verde riduce la percezione dello stress e invoglia a una maggiore attività fisica. Una serie di condizioni che diminuiscono in modo drastico le possibilità di avere un infarto.

Lo studio, ha analizzato il numero di morti in aree suburbane e urbane dal 2001 al 2005, considerando anche la posizione sociale delle persone. Gli studiosi hanno rilevato che anche i residenti in aree povere, con un reddito molto basso, avevano condizioni di salute migliori. Il maggiore benessere era collegato alla presenza di spazi verdi nell’area di residenza. Si può dunque dire che se un individuo vive in una zona con più giardini e parchi  ha maggiore possibilità di non ammalarsi.

In passato altre ricerche avevano già suggerito come il contatto con gli spazi verdi aiutasse a ridurre la pressione arteriosa. Inoltre un ambiente verde è utile anche nella riabilitazione, favorendo un recupero più veloce dopo un’operazione chirurgica.

“Un piccolo parco nel cuore delle città – concludono i ricercatori di Glasgow – , anche se incastrato tra asfalto e smog è un potente livellatore sociale in grado di ridurre le disparità fra persone appartenenti a classi sociali diverse”.

Stare all’aria aperta, occuparsi di un animale, passeggiare in un bosco o coltivare un proprio giardino sono attività da tempo considerate rilassanti e consigliate, per fuggire allo stress e al caos della vita quotidiana.

Ma ora pare che il contatto con la natura possa avere proprietà curative vere e proprie e secondo alcuni essere considerate terapie alla stessa stregua di farmaci o terapie chirurgiche.

Chi ha contatti stretti e frequenti con gli animali e la natura in genere, sarebbe più protetto dalle malattie e guarirebbe prima.

In uno studio americano su un giornale medico, si dimostra che in ospedale i pazienti chirurgici con le finestre della stanze che guardano su alberi e prati hanno un’ospedalizzazione più breve, necessità di minori quantità di analgesici e sopportano meglio i disagi del postoperatorio, rispetto a quelli con le finestre che affacciano su un muro o un parcheggio.

Anche i carcerati che riescono a vedere dalle finestre delle loro celle un panorama verde invece di sole sbarre e muri avrebbero una migliore salute dei loro colleghi di reclusione con finestre con vista sul cortile dell¿istituto: lo dimostrerebbero il minor numero di visite dal medico richieste da chi può godere di un paesaggio più naturale.

La causa scientifica di queste differenze dello stato di salute è per ora sconosciuta, però aumentano le osservazioni sui benefici effetti dell’interazione con la natura in senso lato.

Già si sa per esempio, che un animale domestico può essere di aiuto per migliorare lo stato psicofisico e mentale delle persone sole, anziane, anche di quelle affette da demenza senile.

Servono ancora altri studi e tempo per capire il perché di tali effetti salutari. Forse il segreto potrebbe essere nascosto nel nostro cervello e nella liberazione di sostanze salutari in condizioni di benessere psichico.

Fonte: http://integratori-shopping.com/integratori-benessere/?p=9

Meditazione di base per principianti

9 ottobre 2009

Il linguaggio del corpo

20 aprile 2009

Il linguaggio del corpoE’ incredibile e spesso non ce ne rendiamo veramente conto, ma mentre ci relazioniamo, la mimica e il linguaggio del corpo, rappresentando una percentuale pari al 93% e solo il restante 7% è gestito dalla parte logica ovvero dalla parola, il nostro corpo con la gestualità manda messaggi molto precisi che esprimono il nostro stato d’animo corrente. Vi presentiamo una breve guida che vi permette di capire, in base appunto alla gestualità dell’altra persona, il suo grado di interesse verso di Voi. Questa sezione serve soprattutto per essere abbinata al manuale di seduzione rapida e capire se e quando fare il passo successivo!

Segnali che indicano disponibilità

1. Al primo incontro: guardare negli occhi per un periodo più lungo di quello dettato dalla cortesia. Anche un’occhiata falsamente casuale al corpo indica un certo interesse.
2. Aggiustarsi l’abito, ravvivarsi i capelli con la mano, sistemare la cravatta, controllare il trucco.
3. Raddrizzare il portamento, petto in fuori e pancia in dentro. E’ un comportamento che ha radici antichissime, e che è tipico di tutti i bipedi.
4. Parlare lentamente e con tono pacato. La qualità della voce è tra le prime a essere alterata dall’interesse verso un’altra persona.
5. Durante la conversazione: sorridere spesso, annuire anche in modo impercettibile, piegare il capo verso una spalla.
6. Tenere le braccia ben discoste dal corpo e le mani aperte.
7. Giocherellare con un mazzo di chiavi o un altro oggetto, far scorrere un dito intorno a un bicchiere o a una tazza.

Disponibilità da parte di lui

* Infilare i pollici nella cintura o nelle tasche dei pantaloni e puntare le altre dita verso i genitali.
* Appoggiare una caviglia sul ginocchio dell’altra gamba.

Disponibilità da parte di lei

* Cercare un contatto in modo apparentemente innocente: sistemare per esempio la cravatta di lui, afferrargli un polso per vedere l’ora, sistemargli il bavero della giacca.
* Mostrare il palmo della mano e il polso; contemporaneamente accarezzarsi i capelli o altre parti del corpo con l’altra mano.

Segnali di rifiuto o di indifferenza

1. Ginocchia incrociate, gambe strette, piedi uniti.
2. Braccia incrociate sul petto.
3. Mani unite in grembo o una che stringe il polso all’altezza del seno.
4. Coprirsi il viso con le mani.
5. Tenere un bicchiere in mano fra sé e l’altra persona.
6. Toccarsi il naso o passarsi una mano sulla nuca guardandosi intorno.
7. Mordicchiarsi le labbra e muovere nervosamente un piede.
8. Evitare ogni contatto fisico, anche quelli accidentali.

Fonte: http://www.dating.com/static/dating_tips/body_language.do?lc=it

Ascoltare

4 marzo 2009

scanimage0101

Vi siete mai seduti in silenzio senza fermare l’attenzione su una cosa qualsiasi, senza fare il minimo sforzo per concentrarvi, con una mente davvero calma? Se lo fate, potete ascoltare i rumori lontani e quelli vicinissimi a voi: siete in contatto coi suoni.

Allora state veramente ascoltando. La vostra mente non si limita a funzionare attraverso un solo insufficiente canale. Quando ascoltate in questo modo, con grande tranquillità, senza sforzo, scoprite che dentro di voi avviene un cambiamento straordinario, un cambiamento che non dipende dalla vostra volontà e che si produce senza che voi lo chiediate; è un cambiamento che porta con sé l’immensa bellezza di una percezione profonda.

*Ascoltare senza schermi*

Come ascoltate? Ascoltate attraverso le vostre proiezioni, le vostre ambizioni, i desideri, le paure, le angosce? Ascoltate solo quello che volete sentire, solo quello che vi soddisfa o che vi lusinga? Ascoltate solo quello che vi conforta e che attenua momentaneamente la vostra sofferenza? Se ascoltate attraverso lo schermo dei vostri desideri è ovvio che state ascoltando solo la vostra voce: state ascoltando solo i vostri desideri.

Ma esiste un altro modo di ascoltare? Non è forse importante scoprire come si possa ascoltare, non solo quello che dicono gli altri, ma qualunque cosa: il rumore della strada, il cinguettio degli uccelli, lo sferragliare del tram, il fragore delle onde, la voce di vostro marito o di vostra moglie o quella dei vostri amici, il pianto di un bambino? Ascoltare diventa importante quando smettiamo di proiettare i nostri desideri.

Possiamo mettere da parte tutti gli schermi che ci impediscono di ascoltare veramente?

*Il rumore delle parole*

Ascoltare è un’arte che non è facile acquisire, ma che porta con sé bellezza e comprensione profonda. Ascoltiamo dalle profondità del nostro essere, ma il nostro ascolto è sempre alterato da preconcetti o dai nostri particolari punti di vista.

Non siamo capaci di ascoltare direttamente, con semplicità; in noi l’ascolto avviene sempre attraverso lo schermo dei nostri pensieri, delle nostre impressioni, dei nostri pregiudizi… Per poter ascoltare ci deve essere calma dentro di noi, un’attenzione distesa, e non deve esserci il minimo sforzo tendente ad acquisire qualcosa.

Questo stato vigile e tuttavia passivo è in grado di ascoltare quello che è al di là dei significati delle parole. Le parole portano confusione; sono solo un mezzo di comunicazione esteriore, ma per trovarsi al di là del rumore delle parole è necessario ascoltare in uno stato di vigile passività.

Coloro che amano sono capaci di ascoltare, ma è estremamente raro trovare chi sia capace di farlo. La maggior parte di noi è troppo occupata a raggiungere degli obiettivi, a ottenere dei risultati; stiamo sempre cercando di andare oltre, di conquistare qualcosa, così non siamo in grado di ascoltare. Solo chi ascolta veramente può cogliere la melodia delle parole.

*Non lasciate spazio al pensiero*

Avete mai ascoltato il canto di un uccello? Per poter ascoltare, la mente deve essere calma, una calma che non c’entra nulla col misticismo. Io vi parlo e voi, se volete ascoltarmi, dovete stare in silenzio; non potete farvi ronzare nella testa le idee più diverse.

Quando guardate un fiore, guardatelo senza dargli un nome, senza classificarlo, senza stabilire a quale specie appartenga; solo così potete guardarlo veramente. Ma farlo è una delle cose più difficili, proprio come è estremamente difficile saper ascoltare: ascoltare un comunista, un socialista, un politico, un capitalista; oppure vostra moglie, i vostri figli, il vostro vicino, il conducente dell’autobus, il canto di un uccello.

Potete ascoltare con estrema semplicità solo quando non date spazio a un’idea o a un pensiero: allora può esserci contatto diretto; e quando siete in contatto, capite se quello che vi dicono è vero o falso. Non avete bisogno di discutere.

*Il vero ascolto porta con sé la libertà*

State davvero ascoltando quando vi sforzate di farlo? E vostro sforzo non è forse una distrazione che impedisce l’ascolto? Dovete forse sforzarvi per ascoltare qualcosa che vi rallegra? Finché la vostra mente sarà impegnata a fare sforzi, a confrontare, a giustificare, a condannare, non potrete rendervi conto della verità, non potrete vedere il falso per quello che è…

L’atto di ascoltare è completo in se stesso; il semplice atto di ascoltare porta con sé la libertà. Ma a voi interessa veramente ascoltare? Oppure quello che vi importa è intervenire per tentare di modificare la confusione che vi portate dentro? Se ascoltaste… cioè se vi rendeste conto delle vostre contraddizioni, dei vostri conflitti, senza preoccuparvi di costringerli a entrare in un particolare schema di pensiero, forse questi finirebbero.

Vedete, noi stiamo sempre cercando di essere qualcosa, di raggiungere uno stato particolare; vorremmo fare determinate esperienze ed evitarne accuratamente altre. Ma in questo modo la nostra mente rimane sempre occupata, non è mai tranquilla, non è mai in grado di ascoltare il rumore delle sue lotte e delle sue pene. Siate semplici… non cercate di diventare qualcosa o di aggrapparvi a qualche esperienza.

*Guarda intensamente*

Ho l’impressione che tanto l’atto di imparare, quanto l’atto di ascoltare ci risultino straordinariamente difficili. Noi non ascoltiamo mai veramente, perché la nostra mente non è libera; le nostre orecchie sono imbottite di tutta la conoscenza che portiamo sempre con noi, così ascoltare diventa straordinariamente difficile.

Penso – anzi, è un fatto – che se potessimo ascoltare con tutto il nostro essere, con una vigorosa vitalità, allora l’atto di ascoltare diverrebbe un fattore di liberazione. Ma sfortunatamente voi non ascoltate, perché non avete mai imparato a farlo.

In fondo, potete imparare qualcosa solo quando vi impegnate con tutto il vostro essere. Imparate la matematica solo quando vi ci dedicate totalmente; ma se vivete in uno stato di contraddizione, cioè se venite forzati ad imparare mentre non avete alcuna intenzione di farlo, allora l’imparare si riduce ad un vuoto processo di accumulazione.

Quando leggete un romanzo nel quale si muovono innumerevoli personaggi, se volete seguirne le vicende, dovete impegnare tutta la vostra attenzione; non potete pensare ad altre cose. E’ di un’attenzione simile che avete bisogno per imparare. Se volete sapere come è fatta una foglia, una foglia di primavera o una foglia d’estate, dovete guardarla per vederne la simmetria, l’intessersi delle fibre, per sentirne la qualità.

Una foglia è viva. In ogni foglia c’è bellezza, vigore, vitalità. Se volete imparare qualcosa che riguardi una foglia, un fiore, una nuvola, un tramonto o un essere umano, dovete guardarli con tutta l’intensità del vostro cuore.

Jiddu Krishnamurti

Fonte: http://www.gianfrancobertagni.it

Conoscere se stessi per incontrare l’altro

25 febbraio 2009

23e2143b-15c7-46c2-b388-478c44125becLa relazione di coppia non possiede più le forme e le funzioni tradizionali, non ci si attende da essa stabilità e predeterminazione, ma caos, movimento, spontaneità.

Ci aspettiamo che la nostra relazione porti dei cambiamenti importanti nella nostra intera esistenza e che possa essere il mezzo per crescere come individui.  Ma per poter cogliere questa opportunità, curare le proprie ferite e divenire consapevoli dei giochi di potere che mettiamo in atto ripetitivamente nelle relazioni è necessario cominciare da se stessi.

Conoscere se stessi è imparare a comunicare con tutte le nostre parti.

Solo partendo da una comunicazione onesta e consapevole con noi stessi possiamo sperare di costruire relazioni consapevoli con gli altri. Molto spesso crediamo di avere “tutto sotto controllo” di conoscere chi siamo e cosa pensiamo, di riconoscere perfettamente tutte le nostre emozioni e di saper ”gestire”la nostra vita…invece siamo trascinati da correnti che ci portano dove desiderano senza neanche accorgercene, anzi legittimiamo questi percorsi come se fossero frutto di una nostra scelta consapevole.

Noi siamo esseri complessi e multidimensionali, siamo costituiti da un corpo, una mente, emozioni e spiritualità tra loro interdipendenti. Siamo inseriti in un contesto sociale multiforme.

Le parti di noi che non conosciamo o che non accettiamo e che nascondiamo dietro a maschere, devono essere indagate per potersi sentire veramente consapevoli.

Questo non significa che occorre svelare a tutti le nostre debolezze o le nostre parti più intime o vulnerabili, le maschere ci proteggono e ci aiutano nella vita, non potremmo pensare di restare incolumi se non le utilizzassimo, consapevolmente o in maniera automatica. Sono il frutto della nostra esperienza e della nostra cultura, si tratta di riconoscerne l’esistenza a noi stessi per poi decidere consapevolmente di toglierle di fronte al nostro partner. Questo ci permette di costruire una relazione ‘reale’, spontanea;

altrimenti corriamo il rischio di recitare per tutta la vita senza toccare mai la nostra vera essenza e l’essenza di chi ci sta accanto. Certo, può apparire pericoloso e può essere doloroso perché possono venire alla luce lati oscuri e ferite sanguinanti, ma è un rischio da correre: nascondersi per non soffrire chiude anche l’accesso al piacere e al contatto autentico.

In questo percorso di autoconsapevolezza sicuramente emergeranno le nostre ferite, le nostre paure ed i nostri bisogni e questo sarà una grande scoperta, perché confrontarsi con le proprie aspettative ed entrare in contatto con i nostri bisogni, permetterà di fare richieste adeguate al nostro partner e allo stesso tempo ci permetterà di sviluppare una forte empatia con lui/lei.

Inoltre, se ci sembra difficile comprendere l’esistenza delle nostre maschere, ci sembrerà ancora più difficile indagare quali sono le parti di noi che non conosciamo affatto! Ma fortunatamente oggi esistono professionisti che sostengono coloro che vogliono lavorare sulla propria autoconsapevolezza, vengono attivati seminari e corsi di formazione ed esistono riviste e libri utili.

Dovremmo imparare ad ascoltarci, rallentare il nostro attivismo incrementato dalla frenesia di questa società per riappropriarsi delle proprie sensazioni e dei propri spazi.

Seguendo questa strada non solo incontreremo l’altro, ma la relazione diverrà la nostra guida, fonte di insegnamenti, sviluppo e crescita personale.

di Angela Fortunato

Fonte: http://www.relazioniinarmonia.it

Iscrizione newsletter
In primo piano
Prossimi appuntamenti
banner-cinque-segreti.png

La-pratica-della-bonta1.png
Calendario Articoli
agosto 2010
L M M G V S D
« lug «-»  
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  
Firma anche Tu la petizione!
Giornata mondiale dell'Unità

Petizione per una Giornata Mondiale dell'Unità
Banner amici
vai al sito macrolibrarsi

La mente mente


Bibliografia
Ecologia della Comunicazione
Tecniche per dialogare con efficacia, evitare malintesi e trasformare le negatività

Prezzo € 12,00


Libera la Voce dell'Anima + CD
Soul Voice - Armonia, guarigione e consapevolezza grazie alla libera espressione della nostra voce

Prezzo € 15,81
invece di € 18,60 (-15%)


Corpo Emozioni Comunicazione

Prezzo € 17,00


Il Linguaggio del Corpo
Guida all'interpretazione del linguaggio non verbale

Prezzo € 16,90


Comunicare
Elementi di psicologia della comunicazione

Prezzo € 26,50