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	<title>Sto Bene Con Tutti &#187; Sesso</title>
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		<title>Squirting &#8211; Eiaculazione femminile</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 12:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Sessualità]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;eiaculazione femminile nota anche come squirting o gushing, al pari di quella maschile, è il risultato della risposta orgasmica e consiste nell&#8217;espulsione di un notevole quantitativo di fluido dall&#8217;uretra, durante la stimolazione sessuale, in particolare del punto G, durante o in prossimità dell&#8217;orgasmo. Il punto G è in realtà un&#8217;area della vagina più che un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2588" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Squirting" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/04/Squirting-199x300.jpg" alt="Squirting" width="199" height="300" />L&#8217;<strong>eiaculazione femminile</strong> nota anche come <strong>squirting </strong>o <strong>gushing</strong>, al pari di quella maschile, è il risultato della <strong>risposta orgasmica</strong> e consiste nell&#8217;espulsione di un notevole quantitativo di fluido dall&#8217;uretra, durante la stimolazione sessuale, in particolare del punto G, durante o in prossimità dell&#8217;orgasmo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto G è in realtà un&#8217;area della vagina più che un punto. É verosimilmente composto da <strong>residui di tessuto prostatico maschile</strong> che producono un secreto liquido del tutto diverso dall&#8217;urina e molto simile al liquido seminale maschile (ovviamente non contiene spermatozoi). La presenza del tessuto prostatico maschile nella donna non meraviglia perchè è solo alla sesta settimana dal concepimento che iniziano a delinearsi le differenziazioni sessuali. Prima di questa data gli embrioni umani sono tutti uguali e ovaie e testicoli si sviluppano da una struttura comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Il liquido secreto dalla stimolazione del punto G può essere espulso a piccoli fiotti a seguito delle contrazioni muscolari che si sviluppano nelle strutture genitali durante l&#8217;orgasmo. L&#8217;emissione di tale secrezione avviene attraverso l&#8217;uretra, ultimo tratto delle vie urinarie, e proprio questo fa sì che possa essere confuso con l&#8217;urina.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Una risposta orgasmica femminile non riconosciuta</h2>
<p style="text-align: justify;">Nonostante già <strong>Aristotele nel I secolo a.C.</strong> ne abbia scritto notando che la donna durante l&#8217;orgasmo emette un getto, ad oggi non ci sono ancora riferimenti chiari su manuali di educazione sessuale su questa reazione fisiologica.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dice che <strong>Galeno </strong>(anatomista e medico del II secolo d.C) ne fosse a conoscenza descrivendo la prostata femminile mentre l&#8217;anatomista <strong>Rinaldo Colombo riferì dell&#8217;eiaculazione femminile</strong> mentre spiegava le funzioni del clitoride.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>XVII secolo</strong>, l&#8217;anatomista tedesco <strong>Regnier de Graaf</strong> scrisse un libro sulla anatomia femminile e <strong>parlò di fluidi</strong> &#8220;che correvano fuori&#8221; e &#8220;che zampillavano&#8221; durante l&#8217;eccitamento sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si era scritto poi dell&#8217;eiaculazione femminile in molti testi pornografici ad esempio in &#8220;The pearl&#8221; un&#8217;antologia inglese che raccoglie <strong>racconti dell&#8217;epoca vittoriana</strong> (&#8217;800) <strong>pieni di orgasmi femminili &#8220;bagnati&#8221;</strong> ma queste storie furono liquidate come allucinazioni maniacali maschili.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nordico <strong>Theodor H. van De Velde, nel 1926, pubblicò un manuale</strong> per coppie sposate nel quale raccontava che alcune donne durante l&#8217;orgasmo rilasciano del liquido. Ben pochi lo presero sul serio.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Da cosa è composto il liquido emesso?</h2>
<p style="text-align: justify;">Soltanto <strong>nel 1981</strong> la Dalhousie di <strong>Hlifax</strong>, Nuova Scozia, <strong>analizzò questo liquido</strong>. Il gruppo di ricerca, che comprendeva Edwin Belzer Jr., Perry e Whipple pubblicò i risultati delle analisi dei liquidi prelevati da alcune volontarie sul &#8220;Journal of sex research&#8221;.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Attraverso le analisi chimiche è stato rilevato che il fluido espulso contiene:</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>glucosio </strong>(uno zucchero naturale) e <strong>fruttosio </strong>(un&#8217;altro zucchero naturale, trovato anche nel fluido seminale prostatico)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antigene prostatico specifico</strong>. Enzima prodotto negli uomini dalla prostata e alla base dell&#8217;eiaculato maschile; nelle donne si ritiene sia generato dalle ghiandole periuretali. La sua funzione fisiologica negli uomini è quella di mantenere fluido il seme dopo l&#8217;eiaculazione, permettendo agli spermatozoi di &#8220;nuotare&#8221; più facilmente attraverso la cervice uterina.</p>
<p style="text-align: justify;">un livello molto basso di creatinina e urea (i due principali componenti dell&#8217;urina, trovati in alti livelli nelle analisi dell&#8217;urina pre e post eiaculazione).</p>
<h2 style="text-align: justify;">Meccanismo d&#8217;azione</h2>
<p style="text-align: justify;">Sebbene nella comunità medica e scientifica sia stata ora riconosciuta l&#8217;esistenza dell&#8217;eiaculazione femminile, rimane un largo vuoto quando si arriva a cercare di spiegare su basi scientifiche il processo di eiaculazione o la fonte del fluido stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu nel <strong>2002 che Emanuele Jannini, endocrinologo e docente di sessuologia medica, con la sua equipe di ricerca dell&#8217; Università dell&#8217;Aquila offrì una spiegazione per questo fenomeno</strong>, così come per le frequenti smentite della sua esistenza:</p>
<p style="text-align: justify;">Le aperture delle ghiandole periuretali sono di norma della dimensione dei pinoli, e variano nella dimensione da donna a donna, fino a quasi scomparire in alcune donne. Se le ghiandole periuretali sono la causa dell&#8217;eiaculazione femminile, questo può spiegare l&#8217;assenza di questo fenomeno in molte donne.<br />
Le ghiandole si riempiono con il fluido durante il rapporto sessuale e posso essere sentite attraverso il muro vaginale. Il rigonfiamento del tessuto circostante l&#8217;uretere, può essere una combinazione di ghiandole che si riempiono col fluido e del tessuto erettile delle donne che si solleva.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; questo, sembra, il ritmico contrarsi dei muscoli pelvici durante l&#8217;orgasmo che espelle il fluido accumulato come ultima componente dell&#8217;eiaculazione femminile. Il quantitativo di fluido rilasciato può essere considerevole, attraverso il ripetersi di riempimento e svuotamento delle ghiandole durante l&#8217;orgasmo.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Anche la donna può eiaculare</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;eiaculazione femminile è abbastanza rara e molto difficile da provare</strong>, alcune arrivano all&#8217;eiaculazione durante la stimolazione del clitoride, altre durante la stimolazione vaginale del Punto G. Molte la sperimentano durante un rapporto particolarmente intimo e fiducioso con un uomo che amano profondamente, e solo con lui. Altre la vivono con più facilità quando si masturbano da sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Un fattore che favorisce l&#8217;eiaculazione sembra essere la capacità di raggiungere un&#8217;alta eccitazione e successivamente di contenere lo stato eccitato mentre ci si rilassa in questo. In questi casi viene descritto come un arrendersi al piacere nel momento in cui sembra incontenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Diverse donne dicono di aver sperimentato l&#8217;eiaculazione soltanto dopo essersi occupate per parecchi anni attivamente del proprio piacere ed essersi masturbate spesso al punto G. Ma ce ne sono altre con un vita sessuale intensa e soddisfatta che non hanno mai eiaculato e non ne sentono il bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi riesce a sperimentarla la descrive come un qualcosa di molto appagante sessualmente.</p>
<p style="text-align: justify;">I Batoro dell&#8217;Uganda considerano una donna adulta e pronta per il matrimonio solo quando riesce, masturbandosi, a eiaculare bagnando un muro. Le donne anziane insegnano alle giovani come fare &#8220;Kachapati&#8221; che in lingua batoro vuol dire proprio &#8220;spruzza il muro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli abitanti di alcune isole dell&#8217;Oceano Pacifico del sud, le Trobriand, non solo conoscono l&#8217;importanza dei muscoli pelvici e l&#8217;esistenza del punto G ma giudicano che la donna abbia goduto veramente solo se eiacula.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Come eiaculare?</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Primo passo</strong><br />
Trova il muscolo che si colloca intorno alla parte dell&#8217;uretra all&#8217;interno della vagina. Se i muscoli della tua vagina non sono stati molto usati, puoi fare un esercizio: premere e rilasciare i muscoli. Questo è piacevole e in questo modo puoi addirittura arrivare fino all&#8217;orgasmo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo passo</strong><br />
Massaggia la parte dell&#8217;uretra nella tua vagina con due-tre dita. Spingi forte, ed aspetta che ti arriva lo stimolo di fare la pipi. Questo segno significa che sei pronta ad eiaculare. Adesso piazza un altro dito appena sotto alla parte dell&#8217;uretra che si trova esternamente, e comincia a masturbarlo come fai con il clitoride. Facendo questo te ne accorgerai che i due canali, quello all&#8217;interno e all&#8217;esterno della tua vagina sono pieni e forse addirittura sono dolorosi: hai altri 29 canali all&#8217;interno che stanno spingendo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Terzo passo</strong><br />
Continua a masturbarti, e quando sei vicino all&#8217;orgasmo spingi fuori la parte dell&#8217;uretra e fai come se volessi fare la pipi. Il liquido uscirà, forse come un spruzzo o un getto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;"><!--[if !mso]><br />
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<p style="text-align: justify;">Non tutte le donne arrivano all&#8217;eiaculazione, evitate quindi l&#8217;ansia di doverla raggiungere per forza. Però provate. Potreste avere una bella sorpresa. Uno dei motivi per i quali è così importante che le donne siano a conoscenza della possibilità di eiaculare sta nel fatto che se una donna ne sente lo stimolo e si trattiene rischia di procurarsi notevoli infiammazioni. Molti sostengono, ad esempio, che buona parte delle uretriti sarebbe causata da una contrazione, spesso involontaria, durante l&#8217;orgasmo. Insomma, lasciarsi andare fa bene.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Il culto dello &#8220;squirt&#8221;</h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;eiaculazione femminile oggi è diventata un oggetto del desiderio maschile, una caratteristica delle attrici porno.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni film pornografici, le donne sono mostrate mentre eiaculano un fluido chiaro o lattiginoso. La validità della pornografia come una fonte di prove è quantomeno sospetta, poiché c&#8217;è un forte incentivo a generare un effetto visivo drammatico, con nessuna assicurazione circa la registrazione accurata degli eventi reali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;industria dei film pornografici, Cytherea è generalmente riconosciuta come la &#8220;regina dello squirt&#8221;, a causa delle sue eiaculazioni particolarmente intense e voluminose.<br />
Fuori dal regno della pornografia, l&#8217;autrice e sessuologa Carol Queen ha prodotto un video educativo (con lei protagonista) che si propone di insegnare ad eiaculare alle donne che in precedenza non erano in grado di raggiungerla.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;educatrice sessuale, dottoressa Susan Block, ha prodotto un video educativo chiamato &#8220;il salone dello squirt della dottoressa Suzy&#8221; con la partecipazione dell&#8217;esperta di punto G e di eiaculazione femminile Deborah Sundhal, insegnandole ad eiaculare, così come le dimostrazioni dalla voluminosa eiaculatrice Annie Body e l&#8217;eiaculatrice tantrica Leila Swan, e il primissimo piano del punto G, prima, dopo e durante l&#8217;eiaculazione.</p>
<p>Fonte: http://www.comodo.it/canali/sessualita/femminile/squirting-ejaculazione-femminile/squirting-eiaculazione-femminile/</p>
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		<title>Fantasie sessuali</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 23:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cervello è il più potente organo sessuale, quello senza il quale nulla sarebbe possibile. Quello che permette orgasmi da capogiro, lo stesso che può anche bloccare sul nascere un&#8217;incontro erotico solo per una parola e per un gesto sbagliato, quello che fa riaffiorare sensazioni provate anni e anni prima, quello che fa volare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-1331 alignleft" style="margin: 10px;" title="becksms0809a_468x479" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/becksms0809a_468x479-293x300.jpg" alt="becksms0809a_468x479" width="293" height="300" />Il cervello è il più potente organo sessuale, quello senza il quale nulla sarebbe possibile. Quello che permette orgasmi da capogiro, lo stesso che può anche bloccare sul nascere un&#8217;incontro erotico solo per una parola e per un gesto sbagliato, quello che fa riaffiorare sensazioni provate anni e anni prima, quello che fa volare la mente verso le cosiddette fantasie sessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dimostra un recente sondaggio condotto tra gli italiani emerge che il 90% degli uomini e l&#8217;80% delle donne utilizzano fantasie mentre fanno l&#8217;amore. Non solo. È stato provato che fantasticare rende gli uomini più estroversi, migliora la frequenza orgasmica, garantisce un numero superiore di partner e rende disinibiti. Le donne che fantasticano di più sono meno condizionate da certe norme tradizionali: sono favorevoli a quelle cose che per la morale &#8220;non si fanno&#8221; come i rapporti anche durante il periodo mestruale, la masturbazione o il tradimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Le fantasie sessuali maschili riguardano in gran parte il fare l&#8217;amore con più donne o il sesso dove la partner è una femmina insaziabile. La donna è invece molto stimolata all&#8217;idea di essere desiderata, di avere un enorme potere seduttivo. Cosa pensano le donne mentre fanno l&#8217;amore? Per semplificare riduciamo la cosa a due scuole di pensiero: scene romantiche, piene di tenerezza, magari con partner diversi da quello reale contrapposte a quelle esibizionistiche come mostrarsi e sentirsi irresistibili, ma anche venire legate e trattate con le maniere forti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le fantasie hanno dei contenuti che di solito non vengono messi in atto perché ritenuti troppo trasgressivi e quindi buoni solo per i pensieri solitari. Al massimo succede che nella realtà il comportamento venga ridimensionato e reso quindi accettabile (ad esempio le fantasie sado-maso vengono ridimensionate con un rapporto molto focoso).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quali sono, nell&#8217;immaginario odierno le fantasie più diffuse? Noi ve ne proponiamo 5, consci del fatto di aver toccato solo la punta dell&#8217;iceberg. Diteci cosa ne pensate voi, quali sono le vostre preferenze ecc.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lacci, foulard, un pò di dolore e tanto piacere&#8230;</strong><br />
Il sesso parla di potere: dominazione e sottomissione si alternano di continuo. E se il giochino si estremizza? Se cominciamo a fantasticare su padroni e schiave? Benvenuti nelle fantasie sado-maso. Graffiami e sarò felice, ordinami di leccare i tuoi tacchi a spillo e perderò la testa. Dimmi che sono il tuo chihuaha e l&#8217;orgasmo è assicurato. Il mondo è bello, perchè è vario e se nelle fantasie vi piace diventare una schiava, perchè no, in fondo nel sesso si liberano le pulsioni più primitive e istintive. Discorso a parte meritano lacci e corde: il bondage è innanzitutto un piacere estetico, eccitarsi all&#8217;idea di essere legati come un salame fa parte del mondo dei giochi di ruolo mescolato a quello del fetish: se mai realizzerete la vostra voglia di &#8216;costrizione&#8217; ricordatevi di non stringere troppo i nodi, avete mai letto il Gioco di Gerald di Steven King?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Farlo in 3, scambio di coppia, più siamo meglio è&#8230;</strong><br />
Lei e Lui, e l&#8217;altro. Poi la donna dell&#8217;altro e poi quell&#8217;altra coppia, gli amici che hanno in comune e anche quelli che non sono così amici. Per contenere i corpi avvinghiati ci vorrà un letto matrimoniale grande come San Marino: la coppia apre le frontiere. La fantasia di farlo in tre è un classico della masturbazione. Due donne e un uomo: l&#8217;apoteosi dei sensi, il doppio di tutto. Due uomini e una donna: metafora di riempimento, giochi di ruolo. E se la fantasia è la doppia coppia ovvero lo scambismo? L&#8217;eccitazione si annida nella gelosia, potente afrodisiaco, e nell&#8217;oscenità del tradimento esibito. Se invece nelle fantasie i corpi si moltiplicano? Scatta l&#8217;orgia, il mito dionisiaco, la morte di ogni morale: nulla conta se non il piacere della carne. La fantasia è il regno della libertà sfrenata, la realtà ha sapori diversi. Nei menage a trois le due lesbiche trascurano l&#8217;omino eccitato, nello scambio di coppia ti ritrovi a far l&#8217;amore con un imbranato impiegato di banca. E nessuno partecipa alle orge se non pagando.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Farlo con uno/a sconosciuto/a</strong><br />
Qualcosa in quella persona ci attira irresistibilmente, non abbiamo nemmeno idea di chi sia, a volte non ci disturbiamo nemmeno a immaginargli una faccia, un colore di occhi o una lunghezza di capelli. E&#8217; quel suo essere un continente inesplorato senza storia che eccita i sensi, che ce lo fa desiderare, che ci fa venire voglia di fare con lui quello che nella consuetudine di un amore non riusciamo ad osare. Immaginare di fare l&#8217;amore con qualcuno che non si conosce e che non si conoscerà mai stimola ad osare, a liberarsi dei tabù, a volare nell&#8217;ignoto&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Omosex e travestimenti</strong><br />
Indossare abiti da donna pur essendo etero e uomini a tutti gli effetti. Per puro piacere estetico, per far uscire fuori la propria parte femminile e farla convivere con il naturale essere uomini. E l&#8217;eccitazione arriva quando si sentono sulla propria pelle quei tessuti, quei pizzi, quei colori che sanno di femminilità, di donna, di madre. Masturbarsi durante il travestimento è la conclusione naturale. E&#8217; il piacere di sentirsi completi veramente&#8230; Pezzi preferiti del guardaroba di chi ama i travestimenti sono quelli che più accentuano l&#8217;ostentazione della femminilità e quindi giarrettiere, corsetti, lingerie, pellicce&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><br />
L&#8217;immaginario sessuale è stato spesso trascurato e attaccato negativamente. Freud considerava le fantasie sessuali consce un qualcosa a cui l&#8217;individuo doveva rinunciare per raggiungere l&#8217;equilibrio psicoaffettivo in quanto solo le persone infelici e insoddisfatte hanno delle fantasie. Tuttavia il padre della psicanalisi diventò più tollerante, rispetto alle fantasie che nascono, per es. durante la masturbazione, quando si rese conto che erano talmente diffuse da non poter essere considerate sintomo di una nevrosi. Fu solo con Havelock Ellis che le cose cominciarono a cambiare: egli rivendicò infatti la normalità dei sogni erotici diurni, ritenuti da lui una semplice manifestazione del normale impulso sessuale e, di conseguenza, assolutamente legittimi e normali. OGGI LA MODERNA SESSUOLOGIA CONSIDERA LE FANTASIE SESSUALI COME INNOCUE E NORMALI</p>
<p style="text-align: justify;">A volte anche a voi vi sarà capitato di pensare: sono un perverso? sono una maniaca?, semplicemente perché il pensiero cercava altre vie per esprimersi. Chiariamo subito un dubbio: è perverso solo chi soffre e non trae un vero piacere da pratiche sessuali che è &#8220;obbligato&#8221; a svolgere, inseguendo un piacere che costantemente sfugge. Molte &#8220;varianti&#8221; della sessualità umana sfuggono quindi alla definizione di perversione. Ma quali sono le perversioni? Le alterazioni, deviazioni e perversioni del comportamento sessuale umano sono comportamenti ritenuti devianti rispetto ad una &#8220;norma&#8221; e a una normalità. Poiché una definizione clinica soddisfacente è impossibile (chi stabilisce cos&#8217;è la norma?) si e&#8217; proposto il termine parafilie (para, presso e philia, amore). E&#8217; vero infatti che non c&#8217;è perversione in presenza di tolleranza sociale. La pederastia della Grecia classica è solo uno dei mille esempi che la storia può offrirci. Esiste quindi un rapporto di causa-effetto tra sistema sociale (repressivo) e deviazione sessuale. Se dunque è vero che la società provoca perversioni (il più gran numero di delitti a sfondo sessuale è stato registrato durante la repressione sessuale vittoriana, come Jack Lo Squartatore insegna), c&#8217;è un aspetto individuale che deve pur essere presente nella definizione delle alterazioni sessuali</p>
<p style="text-align: justify;">Le fantasie sessuali possono svolgere delle funzioni specifiche come:<br />
- Accrescere l&#8217;autostima<br />
- Aumentare l&#8217;interesse sessuale e il desiderio<br />
- Facilitare l&#8217;orgasmo<br />
- Esaltare il momento che si sta vivendo<br />
- Soddisfare la curiosità<br />
- Messa in scena di possibilità future<br />
- Alleviare lo stress e la tensione<br />
- Conservare ricordi piacevoli<br />
- Curare traumi passati<br />
- Compensare le carenze della realtà</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: http://www.girlpower.it/sex/guide_erotiche/fantasie_sessuali.php</p>
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		<title>Falsi miti sulla sessualità femminile</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 20:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leo</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Sessualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Sia la sessualità maschile che quella femminile sono popolate da vari miti. Questi miti possono avere varie origini: credenze popolari, preconcetti di origine morale o semplici luoghi comuni della gente della strada senza nessun fondamento scientifico, miti che si sono poco a poco trasformati in pseudo-verità, al punto da diventare delle autentiche credenze per coloro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1266" style="margin: 10px;" title="lovers4567sd51" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/lovers4567sd51-300x232.jpg" alt="lovers4567sd51" width="300" height="232" />Sia la sessualità maschile che quella femminile sono popolate da vari miti. Questi miti possono avere varie origini: credenze popolari, preconcetti di origine morale o semplici luoghi comuni della gente della strada senza nessun fondamento scientifico, miti che si sono poco a poco trasformati in pseudo-verità, al punto da diventare delle autentiche credenze per coloro che non hanno una formazione sessuale solida.</p>
<p style="text-align: justify;">Le false credenze possono influire negativamente sulla vita sessuale creando delle ansie e dei timori non  necessari che talvolta sono difficili da superare. Una visione così limitata e ristretta del sesso non lascia che poche speranze di una vita sessuale soddisfacente alla gente che non rientra negli stereotipi.</p>
<p style="text-align: justify;">Comprendere i falsi miti legati alla sessualità femminile e alla sessualità in generale è già un passo avanti per liberarvi dal peso che rappresentano, anche se non costituisce necessariamente una soluzione. Certo il confronto dei miti con le realtà potrà esservi di aiuto. Questa comprensione vi aiuterà ad agire, ma per risolvere un dato problema sessuale è necessario un lavoro attivo e cosciente che va in direzione di un cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo riassunto in diversi miti erronei, facili da ricordare, tutti i timori infondati, le paure più comuni e i miti riguardo alla sessualità femminile e alla sessualità generale. Certo, lungi da noi l&#8217;idea di dare una lista completa, universale ed esauriente, ma si spera che la lista data includa i miti più interessanti sui quali ogni donna si è posta più di una domanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
Tutti gli uomini raggiungono l&#8217;orgasmo, ma solo alcune donne hanno questo privilegio.<br />
Realtà :<br />
Doppiamente falso. Non solo perché esistono non pochi uomini con difficoltà ad avere un orgasmo, ma anche perché &#8211; salvo in casi di malattia o di mutilazione &#8211; la capacità di avere un orgasmo non è un dono di nascita. E non si nasce neppure con certi sentimenti o certi comportamenti sessuali. Tutte queste cose, compreso la capacità di raggiungere l&#8217;orgasmo, vengono incrementate con le esperienze della vita e qualsiasi problema può soltanto dipendere dal vissuto sessuale, da certe insufficienze muscolari dell&#8217;apparato sessuale, da fattori psicologici o addirittura da cattive abitudini di masturbazione. Tutte le donne nascono sessualmente uguali. E se esistono differenze qualitative nell&#8217;apprezzamento del sesso tra una donna e l&#8217;altra, queste sono esclusivamente dovute a fattori psicosomatici e mai congeniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
L&#8217;orgasmo reciproco è l&#8217;ideale<br />
Realtà :<br />
Dovrebbe esserlo, ma non pensate che sia così facile. L&#8217;orgasmo simultaneo è difficile da raggiungere giacchè i tempi dell&#8217;uomo e della donna sono spesso diversi. L&#8217;uomo deve sviluppare un certo grado di resistenza per dare il tempo alla sua partner di poter rispondere sessualmente, mentre per quanto riguarda la donna, diventa importante conoscere sè stessa e sviluppare una risposta sessuale adeguata. In entrambi i casi esistono soluzioni provate.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
La donna che non raggiunge l&#8217;orgasmo o non prova molto piacere è considerata frigida e difficilmente può cambiare<br />
Realtà :<br />
Ogni donna attraversa il suo ciclo di crescita sessuale. La qualità e l&#8217;intensità di un orgasmo dipendono tutto sommato da un processo di evoluzione sessuale. Non solo il fatto di avere un orgasmo è qualcosa che si acquisisce sia con il vissuto che con opportune tecniche, ma si può addirittura imparare ad avere orgasmi di diversa natura. Per esempio, se avete sempre avuto un orgasmo del clitoride, potete imparare ad avere un orgasmo vaginale, un orgasmo del punto G e via dicendo.</p>
<p style="text-align: justify;">È un fatto provato che una donna può avere vari tipi di orgasmo. Se finora avete avuto problemi a raggiungere l&#8217;orgasmo è perché, per varie circostanze non avete sufficiente esperienza o preparazione. Non si nasce imparati e non tutte le persone adulte hanno le stesse esperienze e lo stesso vissuto sessuale. Inoltre per alcune è stato più facile, per altre più difficile, ma tutte possono arrivarci.</p>
<p style="text-align: justify;">Le difficoltà a raggiungere l&#8217;orgasmo possono dipendere da insufficienze muscolari o da fattori psicologici o ancora da agenti inibitori. Queste difficoltà e altre sono state studiate per lungo tempo e oggi esistono non solo soluzioni complete per risolvere il problema, ma anche approcci per progredire nella sessualità e raggiungere alte vette di soddisfazione sessuale, magari provando vari orgasmi o combinandoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
Le donne che provengono da ambienti strettamente religiosi o che hanno avuto un&#8217;educazione morale sessualmente restrittiva hanno le maggiori difficoltà<br />
Realtà :<br />
Il fatto di aver avuto un&#8217;educazione religiosa o morale non significa necessariamente avere problemi sessuali. Se questo è il vostro caso, forse vi consolerà il fatto che molte donne religiose non hanno mai avuto problemi sessuali. Un&#8217;inchiesta recentemente realizzata su un campione di 100.000 donne negli Stati Uniti ha rivelato che le più religiose dichiaravano di avere la maggior soddisfazione sessuale e di non avere nulla di particolare di cui lamentarsi. Per cui tutto è relativo e, ancora una volta, bisogna piuttosto considerare le cause dei problemi con un&#8217;ottica più profonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
Le donne normali, oppure quelle vere, femminili o sessuali raggiungono l&#8217;orgasmo ogni volta che fanno sesso<br />
Realtà :<br />
Anche le donne &#8220;più calde&#8221; hanno il 30% di probabilità di fare cilecca. Nessuna donna e nessun essere umano sono una macchina che risponde alla pressione di un pulsante. Quindi, la distinzione tra &#8220;orgasmiche&#8221; e &#8220;non orgasmiche&#8221; non esiste come bianco e nero. La differenza tra la capacità e l&#8217;incapacità di avere un orgasmo è una differenza di grado e non di genere. Cioè, tutte le donne possono avere difficoltà e tutte possono raggiungere l&#8217;orgasmo. L&#8217;unica differenza è che alcune donne hanno maggiori difficoltà mentre altre ne hanno meno.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1268" style="margin: 10px;" title="1217531901690" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/1217531901690-300x173.jpg" alt="1217531901690" width="300" height="173" />Mito :<br />
Le donne che hanno orgasmi multipli sono troppo licenziose o ninfomani<br />
Realtà :<br />
La possibilità di una donna di avere orgasmi multipli e di godere il sesso è perfettamente normale e conforme al suo grado di risposta sessuale. Una donna che ha sviluppato nella sua vita la capacità di avere vari orgasmi è una donna che ha acquisito una migliore padronanza del suo corpo, del suo vissuto sessuale e delle sue esperienze. Invece di criticarla, bisognerebbe complimentarsi con lei, giacchè qualsiasi donna dovrebbe avere come scopo sessuale di raggiungere il maggior numero di orgasmi possibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
L&#8217;uso dell&#8217;alcol ha effetti afrodisiaci e aumenta il desiderio sessuale<br />
Realtà :<br />
È certo che l&#8217;alcol diminuisce molte inibizioni ed è vero che in piccole dosi contribuisce al rilassamento. Comunque, diminuire l&#8217;inibizione e aumentare il desiderio sono due cose diverse e il fatto che l&#8217;ansia diminuisca non corrisponde automaticamente a un aumento della libido. Anche se psicologicamente può talvolta aiutare, fisicamente non esiste nessun effetto afrodisiaco.</p>
<p style="text-align: justify;">A grandi dosi, l&#8217;alcol è addirittura nocivo per la sessualità. Nell&#8217;uomo rende difficile ottenere e mantenere l&#8217;erezione, mentre nella donna diminuisce la capacità di risposta sessuale e ostacola l&#8217;orgasmo. Quindi, contrariamente a quel che si crede, l&#8217;alcol non è una soluzione, anche se a piccole dosi può essere di aiuto.<br />
La stessa cosa può dirsi per la marijuana. Può diminuire alcune inibizioni e addirittura facilitare la dilatazione dei vasi sangugni, ma non aumenta il desiderio, né facilita l&#8217;erezione nell&#8217;uomo. E non ha alcun effetto afrodisiaco sulla risposta orgasmica della donna. Il nostro programma contiene una guida di prodotti afrodisiaci naturali che possono realmente contribuire all&#8217;aumento di desiderio, anche se tutto dipende sempre dal caso specifico e dalle circostanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
Con l&#8217;età, il godimento sessuale e la frequenza dei rapporti diminuiscono automaticamente<br />
Realtà :<br />
Uno studio fatto su 12mila coppie americane (e si prendono gli Stati Uniti come esempio perché è la società più consumistica) dimostra che, in realtà, questa perdita di desiderio e di frequenza si produce piuttosto a causa dello stress della vita, oppure dell&#8217;insoddisfazione della relazione in sè stessa, piuttosto che a causa dell&#8217;età.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
La sessualità femminile ha fine con l&#8217;inizio della menopausa<br />
Realtà :<br />
Può darsi che ci sia meno desiderio sessuale, ma questo non vuol dire che la risposta sessuale e la capacità di avere orgasmi spariscano dopo la menopausa. Anzi, molti studi dimostrano che addiruttura aumentano. Forse questo è dovuto al fatto che svaniscano diversi timori femminili, come quello di restare incinte o l&#8217;ansia legata ai fastidi della mestruazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
Le donne decenti o &#8220;per bene&#8221; non fanno uso e non hanno bisogno di materiale erotico o di richiami sessuali per eccitarsi<br />
Realtà :<br />
Vero per un aspetto ma falso per un altro. Il fatto che molte donne dimostrino poco interesse verso la pornografia non ha nulla a che vedere con i costumi sociali, ma è spesso dovuto al fatto che il commercio erotico è quasi sempre incentrato sull&#8217;eccitazione maschile. Inoltre la sessualità femminile non è identica a quella maschile. L&#8217;uomo è per lo più visuale, qualsiasi uomo sessualmente sano può eccitarsi facilmente davanti a una donna che lo richiama sessualmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre una donna non si eccita necessariamente in questo modo. L&#8217;eccitazione della donna implica la partecipazione di tutti gli altri sensi e non solo di quello visuale ed implica inoltre molti fattori emozionali oltre che fisici. Una donna potrebbe restare totalmente indifferente davanti al sesso duro e crudo di un film porno, e al tempo stesso potrebbe eccitarsi pazzamente davanti a una scena d&#8217;amore romantico e appassionato (sessuale o no) di un qualche film o romanzo rosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non vuol dire che la donna non sia in grado di eccitarsi con letteratura o immagini di contenuto erotico, ma soltanto che per lei l&#8217;atmosfera e il contesto sono molto importanti e fanno di fatto tutta la differenza. Nulla più dell&#8217;ambiente e della sensualità è in grado di accenderle.<br />
In definitiva quindi l&#8217;eccitabilità femminile, a prescindere da fattori morali che in alcuni casi possono avere un peso, riposa su fattori di recettività agli stimoli molto più che su fattori sociali. Una donna per bene può resistere e mantenere il suo ritegno di fronte a certi stimoli, ma questo non vuol dire che non sia in grado di eccitarsi o che non si stia eccitando.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
Le donne che non amano tutte le espressioni di sessualità sono più fredde rispetto ad altre<br />
Realtà :<br />
Il grado di sessualità di una donna non dipende dal tipo di atto sessuale che svolga o che preferisca. Ad esempio se a una donna non piace molto il sesso orale è semplicemente frutto di una preferenza personale o di un qualche pregiudizio ma non significa necessariamente che sia meno sessuale di un&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
Se una donna non arriva rapidamente e facilmente all&#8217;orgasmo, allora deve avere qualche problema<br />
Realtà :<br />
La velocità di risposta sessuale di una donna non è uguale in ogni momento e in ogni circostanza e non dipende neppure necessariamente dal suo partner, dai suoi attributi fisici o dalle sue abilità sessuali, anche se il suo atteggiamento verso di lei può influire in modo non trascurabile. La velocità di ottenere un orgasmo dipende da fattori fisici, dalla capacità biologica nel rispondere, dal contesto, dallo stato di forma, dal livello di eccitabilità, da agenti esterni, nonché da fattori emozionali e psicologici. Il miglior rimedio in questo campo è prepararsi sia fisicamente che emozionalmente ad avere una risposta sessuale molto migliore. E questo programma contiene tutte queste soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, per entrambi i sessi il grosso della sessualità e del&#8217;apprezzabilità del sesso è puramente psicologico. La psicologia ha un&#8217;importanza centrale in tutti i rapporti sessuali. Nessun rapporto sessuale riesce ad avere una qualità apprezzabile senza uno stato psicologico appropriato, questo è vero persino nel caso degli uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
La masturbazione nuoce al rapporto sessuale completo e può convertirsi in un vizio<br />
Realtà :<br />
Falso. A meno che la masturbazione non diventi un&#8217;ossessione &#8211; cosa piuttosto rara &#8211; le donne che possono raggiungere l&#8217;orgasmo masturbandosi hanno più possibilità di raggiungerlo durante un rapporto completo. Di fatto, la masturbazione può anche essere usata come tecnica di sviluppo della sessualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
La masturbazione è dannosa perché esaurisce il desiderio e l&#8217;energia con conseguente perdita di interesse verso l&#8217;atto sessuale completo<br />
Realtà :<br />
Le ricerche sulla sessualità femminile hanno riscontrato che le donne che si masturbano hanno più possibilità di avere una buona risposta orgasmica rispetto a quelle che non lo fanno. Inoltre le donne che si masturbano risultano più aperte verso tutte le forme di espressione sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
La gravidanza e il parto riducono la risposta sessuale di una donna<br />
Realtà :<br />
Piuttosto è vero il contrario. Molte donne aumentano la loro capacità di risposta sessuale dopo il parto. Questo è forse dovuto a un maggior afflusso di sangue nel bacino durante la gravidanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Mito :<br />
L&#8217;anticoncezione è una responsabilità puramente femminile<br />
Realtà :<br />
È possibile che l&#8217;uso di anticoncettivi possa ridurre il piacere sessuale. Qundi non per tutte le donne può essere indicato un tipo di contraccezione. In alcuni casi è meglio che l&#8217;uomo usi il profilattico piuttosto che la donna adotti la spirale o prenda pillole. E, in tutti i casi, la prevenzione di gravidanze non volute è responsabilità di entrambi e non solo della donna.<br />
Qundi se non vi sentite a vostro agio con una forma di contraccezione data, non esitate a cambiarla e a comunicare questo al vostro partner.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: http://www.soloperlei.com/falsi-miti-sessualita.php</p>
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		<title>La competizione femminile</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/03/19/la-competizione-femminile/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 16:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Relazioni Sociali e Amicizia]]></category>
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		<description><![CDATA[La competizione femminile esiste, ma difficilmente è dichiarata apertamente ed ancor meno spesso è giudicata positiva dalla società. Le donne apertamente competitive infatti, sono considerate eccessivamente ambiziose, puerili, insensibili, egoiste e soprattutto ridicole. A parte i casi patologici di cui si è detto, da una donna &#8216;normale&#8217; ci si aspetta un comportamento per lo più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1155" style="margin: 10px;" title="090213_small_talk" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/090213_small_talk-300x300.jpg" alt="090213_small_talk" width="300" height="300" />La competizione femminile esiste, ma difficilmente è dichiarata apertamente ed ancor meno spesso è giudicata positiva dalla società.</p>
<p style="text-align: justify;">Le donne apertamente competitive infatti, sono considerate eccessivamente ambiziose, puerili, insensibili, egoiste e soprattutto ridicole. A parte i casi patologici di cui si è detto, da una donna &#8216;normale&#8217; ci si aspetta un comportamento per lo più passivo,  che tende a voler emergere dalla massa, per mettersi in luce, più per difendersi da un potenziale tentativo di aggressione o sopraffazione, che per sua propria volontà.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio classico giudicato in modo deplorevole è quello delle donne che, anche in età matura, pretendono di mantenere intatto il loro potere seduttivo, attraverso look e comportamenti che non si adattano alla loro età e alla loro condizione, mettendosi in competizione aperta con altre donne ed anche con ragazze molto più giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">La competizione femminile socialmente accettata dunque è soprattutto nascosta, taciuta e si rivela attraverso attacchi laterali o succedanei, come ad esempio il pettegolezzo, piuttosto che in uno scontro duro fra due soggetti in cui uno vince ed uno perde, come avviene nel mondo maschile. Così è ad esempio la competizione fra madre e figlia, che è sempre esistita, ma che è ancor più frequente oggi, dal momento che viviamo  in una società che riconosce un ruolo sociale di rispetto solo ai soggetti giovani, belli e vincenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Che non si tratti di un aspetto strettamente legato alla vita di oggi lo si vede tuttavia anche ripercorrendo antichi miti ed antiche favole, come quelle di Biancaneve e Cenerentola, ambedue vessate da una competizione feroce con la propria madre, invidiosa della gioventù e della bellezza della figlia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il disagio di questa competizione è tale che, in entrambe le storie, si è preferito utilizzare una pseudo-madre, una madre non naturale, come una matrigna, in modo che fosse più accettabile affrontare questo vero e proprio tabù familiare, date le implicazioni edipiche che esso comporta.</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa cosa non avviene ad esempio per gli uomini, fra i quali la competizione è anzi vista come un elemento di forza e non di debolezza ed ogni figlio è incoraggiato dal clan familiare a raggiungere l&#8217;abilità e la forza paterna, se non addirittura a fare di meglio, in modo da poter un giorno succedergli nel ruolo di capofamiglia ed assicurare la necessaria guida e protezione a tutti i membri del clan.</p>
<p style="text-align: justify;">La figura maschile con la quale i figli maschi si trovano a competere poi, durante il loro periodo di formazione, è una figura spesso assente da casa, o per motivi di lavoro o per motivi di svago (Bar, calcio, caccia, ecc.) e dunque è una figura idealizzata, non reale e onnipresente, come è spesso la figura materna.</p>
<p style="text-align: justify;">E non è assolutamente raro il fatto che spesso la madre, frustrata da queste continue assenze del marito e dalla costante carenza di attenzioni nei suoi riguardi, tenda a riversare sui figli maschi quelle attenzioni che avrebbe riservato al marito, stimolando il figlio a crescere e a diventare come il padre, magari prendendone il posto. Questo non avviene quasi mai per le ragazze, in quanto la figura femminile è raramente assente dalla casa e dalla famiglia, per cui non si crea questo forte legame con il padre e tanto meno ci si prepara alla competizione con il genitore dello stesso sesso, con il consenso e lo stimolo del genitore dell&#8217;altro sesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente alla base di questa riflessione vi è il fatto che la paura dell&#8217;incesto è molto più frequente se l&#8217;alleanza genitore-figlio riguarda il padre e la figlia. La ragazza è spaventata dalla possibilità di competere, perché si va a mettere in una situazione delicata ed imbarazzante nei confronti del padre, specie se, dopo la competizione con la madre, c&#8217;è la vittoria.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; così che la figlia rinuncia alla competizione e piuttosto si crea una mutua identificazione per cui la madre, prendendosi cura della figlia, le insegna ad essere madre a sua volta, nella famiglia che verrà. La stessa cosa avviene fra sorelle : è eccessivamente doloroso competere con la propria sorella, per cui si tende a dividersi i campi d&#8217;interesse, in modo che ciascuna possa eccellere in ciò che le piace, senza sentirsi rivale dell&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">In nome dell&#8217;amore e dei legami familiari dunque, le donne tendono ad autolimitarsi nella competizione sin da bambine e per questo difficilmente arrivano ad essere assertive ed ambiziose. Le donne tendono ad evitare le competizioni: preferiscono conservare le buone relazioni sociali anziché perderle a causa di un eccessiva tensione dovuta alla competizione, soprattutto se si tratta di situazioni a due, in cui uno vince e l&#8217;altro perde.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché solo pochissime donne raggiungono posizioni di potere, a parità di preparazione culturale, al di là della ben nota difficoltà oggettiva che una donna incontra nel fare carriera, per la preferenza che uomini e donne hanno nel lasciare entrare solo i maschi nella stanza dei bottoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ecco perché, probabilmente, le donne vanno così poco d&#8217;accordo tra di loro e spesso si odiano senza dirselo&#8230; Una competizione chiara e diretta, esplicita e riconosciuta socialmente potrebbe forse aiutarle a migliorare la qualità dei loro rapporti e ad avere maggiore successo nella vita.</p>
<p style="text-align: justify;">di   Walter La Gatta</p>
<p>Fonte: http://www.psicolinea.it/d_e/</p>
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		<title>Il piacere nella vita di coppia</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 16:12:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quanti, a chiedere che cosa sia il piacere tra uomo e donna, riuscirebbero a non far correre il proprio pensiero al sesso? Ed è logico e naturale che sia così. Il concetto stesso di coppia implica e comprende l&#8217;unione dei corpi, ossia il sesso. L&#8217;istinto sessuale è una formidabile spinta comportamentale, anche se a volte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1142" style="margin: 10px;" title="massagers" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/massagers-300x223.jpg" alt="massagers" width="300" height="223" />Quanti, a chiedere che cosa sia il piacere tra uomo e donna, riuscirebbero a non far correre il proprio pensiero al sesso? Ed è logico e naturale che sia così. Il concetto stesso di coppia implica e comprende l&#8217;unione dei corpi, ossia il sesso. L&#8217;istinto sessuale è una formidabile spinta comportamentale, anche se a volte, come la psicoanalisi ci insegna, esso si maschera o nasconde.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quel che vogliamo chiederci qui è se il sesso sia davvero il piacere fondamentale della vita di coppia. La risposta è, ritengo, più semplice di quanto non si creda: il sesso va certamente classificato tra i piaceri fondamentali, ma non è il solo sul quale poggi l&#8217;equilibrio della vita relazionale. Anzi, è molto opportuno ed auspicabile, in una coppia, che l&#8217;intesa tra i due comprenda altre e più sottili forme di scambio e di complicità, e altre fonti di soddisfazione, piacere e gioia.</p>
<p style="text-align: justify;">Anzitutto, come si può fare un discorso sul piacere senza prendere in considerazione l&#8217;altro istinto di base, che è ancor più diffuso e generalizzato del sesso, ed ancora più concreto: il cibo. Facciamo una semplice osservazione antropologica: il corpo umano matura sessualmente con la pubertà, attorno ai dodici-tredici anni, e per gran parte della vita rimane potenzialmente (non ci interessa qui l&#8217;aspetto socio-fenomenologico) capace di attività sessuale, anche se con efficienza e frequenza progressivamente declinanti nella terza età.</p>
<p style="text-align: justify;">Per contro, l&#8217;impulso e la disposizione all&#8217;attività alimentare iniziano a manifestarsi poche ore dopo la nascita e non si interrompono mai, fatto salvo gli episodi di patologia specifica. E&#8217; pur vero che Sigmund Freud si spinse ad affermare la natura sessuale della libido (l&#8217;energia psichica che tende alla propria scarica, attraverso l&#8217;impulso al piacere), anche quando essa si manifesta nella pulsione orale del poppante. Ma, dopo oltre cento anni di discussioni, la posizione psicoanalitica sulla natura sessuale della libido infantile (e non) non è affatto condivisa dalla maggior parte degli studiosi, con buona pace di chi si ostina a pensare il contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche chi qui scrive si schiera senz&#8217;altro con coloro che considerano piuttosto la libido una forza psichica generale, che si attiva, di volta in volta, nei diversi sistemi funzionali. Anche se possiamo osservare che nella nostra cultura gli argomenti e le immagini sessuali sono tanto utilizzate e diffuse da costituire un richiamo psichico quasi costante e che, di conseguenza, il tempo che dedichiamo, volenti o nolenti, al sesso pensato, è spesso maggiore di quello impegnato nel pensare alle altre pulsioni. Ma nel tempo dedicato alla pratica, il cibo è certamente in vantaggio sul sesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di attività di importanza primaria nella vita personale e anche in quella di coppia. Si pensi anche come, ai tempi della famiglia tradizionale, il saper cucinare bene era considerata una qualità importante per una buona moglie. Anche oggi, sebbene si viva in un mondo (quello industrializzato) dove si mangia generalmente troppo, un atteggiamento consapevole verso l&#8217;alimentazione, anche dal punto di vista della soddisfazione e del piacere, anziché esaltarne la pratica, può favorire l&#8217;equilibrio nel rappporto con il cibo, anche nel suo aspetto relazionale. Come disse l&#8217;antico poeta persiano, &#8220;la vita è troppo breve per bere del vino cattivo&#8221; (Omar Kaiam).</p>
<p style="text-align: justify;">E proprio di questo si tratta. Ricordo, ad esempio, un uomo di sessant&#8217;anni, che anni prima era stato operato di ulcera e che, oltreché dover mangiare pochissimo, aveva la limitazione di un solo caffé quotidiano, caffé di cui era stato invece un consumatore accanito. Non si era perso d&#8217;animo: aveva trasformato l&#8217;abitudine al caffé massiccio in un piacere rituale: ogni giorno sceglieva un bar diverso e vi si recava con la propria moglie, riponendo in questo gesto ritualizzato buona parte del piacere alimentare quotidiano condiviso e portato a livello di vita di coppia.</p>
<p style="text-align: justify;">Esaurite le ragioni della carne, occupiamoci dei piaceri dello spirito.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel rapporto di coppia è importante che esista un buon accordo sui piaceri culturali, mentre è più tollerabile, oltreché meno frequente riscontrare concordanza piena nelle attività fisiche. Quante coppie di coniugi, anche se affiatati ed entrambi non sedentari, non riescono a mettersi d&#8217;accordo su questo tipo di attività, senza per questo veder allentare la loro relazione: lei in palestra a fare aerobica e lui a correre nel parco, oppure lei a passeggio nel parco con i cani e lui a giocare a tennis, o magari lui in bicicletta con i figli, lei dall&#8217;estetista. Queste divergenze possono essere ben assorbite nel rapporto, se il tessuto relazionale è integro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed il tessuto relazionale è costituito dal rapporto d&#8217;anima tra i due, non dall&#8217;attaccamento o dalla contiguità esteriore. Anzi, il mantenere spazi propri, anche nel tempo libero, è necessario quanto il trovare fattori unificanti. Per dirla con il poeta:</p>
<p style="text-align: justify;">Amatevi reciprocamente, ma non fate dell&#8217;amore un laccio:</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciate piuttosto che vi sia un mare in moto tra le sponde delle vostre anime.</p>
<p style="text-align: justify;">passioni, relazionarsi, esprimere valori,(G.K. Gibran, Il Profeta)</p>
<p style="text-align: justify;">Molto meno bene vanno invece le cose se a non essere condivise sono le attività più spirituali, quelle che esprimono significati più fondanti e più vicini all&#8217;intimo, come la lettura o il cinema, o anche gli orientamenti politici e le conseguenti frequentazioni o attività, o quelle che implicano una significativa vita sociale, come ad esempio il ballo. Non si deve infatti credere, come taluni fanno, che queste siano attività o piaceri secondari: se questi interessi mancano, si crea una relazione &#8220;povera&#8221;, legata magari alle passioni, o alle abitudini quotidiane, ma poco capace di evolversi ed accrescersi e di esprimere valori e contenuti relazionali importanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se invece essi sono discordanti, si creano fratture sottili ma comunque profonde, che possono spingere i due a cercare altrove i propri riferimenti interiori, e così preparando il terreno ad evasioni o tradimenti, ulteriormente dissestanti per la vita di coppia. La condivisione dei piaceri derivanti alla vita spirituale è fondante del rapporto e contribuisce a tenere vivo nei due il sentimento di essere una coppia.</p>
<p style="text-align: justify;">di Massimo Rinaldi</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: http://www.psicologiaonline.it/piacere_e_vita_di_coppia.htm</p>
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		<title>Single per scelta</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 23:12:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-510" style="margin: 10px;" title="single-woman-05" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/02/single-woman-05.jpg" alt="single-woman-05" width="337" height="470" />Secondo il vocabolario della lingua italiana il termine single, che propriamente significa &#8220;singolo, solo&#8221;, indica, nel linguaggio giornalistico e sociologico, un uomo o una donna non sposati, o che comunque vivono da soli, per lo più per libera scelta.</p>
<p style="text-align: justify;">In Europa il termine single indica lo stato libero, ha valore, quindi, di connotazione sociale: definire una persone single come &#8220;libera&#8221; porta quasi a considerare, concettualmente, come &#8220;legata, incatenata&#8221; la persona coniugata; negli Stati Uniti, invece, è semplicemente un dato di fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l&#8217;Istat nel 1998 viveva da solo il 29,6% degli abitanti delle grandi città (Milano era la città con la percentuale più alta); negli Stati Uniti i singles sono addirittura 64 milioni. Si tratta di persone di una cultura e di un&#8217;estrazione sociale medio-alta e contraddistinti da una notevole mobilità lavorativa; la maggior parte di essi è soddisfatta della propria condizione e delle proprie scelte ed usufruisce di una folta e complessa rete sociale, spesso decisamente più ampia di quella che gravita attorno ad una coppia di coniugi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello dei singles è ormai un autentico &#8220;fenomeno&#8221; sociale; basti pensare che sono addirittura nate delle associazioni quali la San Faustino Single Pride Association o l&#8217;Associazione Nazionale Italiana Singles che s&#8217;impegnano perché i singles possano adottare dei bambini, perché vengano assegnate anche a loro le case popolari, perché possano usufruire di sconti su alcune tasse o sui viaggi esattamente come le coppie.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra le motivazioni che sembrano essere alla base della &#8220;scelta&#8221; di rimanere da soli sono particolarmente frequenti il desiderio di poter usufruire al massimo della propria libertà e, quindi, la paura di perderla; la paura di impegnarsi e di assumersi delle responsabilità; le delusioni affettive precedentemente incontrate e il famoso &#8220;meglio soli che male accompagnati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbero rintracciare, sulla base di queste diverse motivazioni, diverse tipologie di singles, con particolari caratteristiche di personalità e con una serie di esperienze di vita probabilmente vissute.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad una prima tipologia potrebbero appartenere tutti quegli uomini e quelle donne che hanno difficoltà ad instaurare un legame duraturo o, come spesso si dice, &#8220;serio&#8221; perché vivono con timore, se non con vero terrore, la possibilità di perdere la propria indipendenza, che sentono quindi un legame importante come una potenziale gabbia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra esservi in loro una certa difficoltà ad assumersi la responsabilità del rapporto, forse perché si tratta di persone un po&#8217; viziate, che hanno difficoltà a dare e soprattutto a &#8220;darsi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Può trattarsi di persone tendenzialmente narcisiste, laddove per narcisismo non si intende certo quella coscienza di sé, quell&#8217;autostima, quel desiderio di essere riconosciuti come unici e importanti, che fanno parte della natura umana e che sono indispensabili per la costruzione di relazioni umane positive, soddisfacenti e mature.</p>
<p style="text-align: justify;">Per narcisismo va inteso, in questo caso, un modo di essere tale che le relazioni instaurate sono essenzialmente immature, come se l&#8217;investimento della propria persona fosse così forte da rendere difficile l&#8217;investimento di una persona diversa da sé di altrettanta importanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, se ciò mette certamente al riparo da atteggiamenti di abnegazione e di annullamento di sé che a volte sembrano caratterizzare un membro o i membri di una coppia, è anche vero che impedisce di vivere dei rapporti pieni e complessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il timore che una relazione profonda possa togliere più che dare è in queste persone molto forte.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che sembra dominare è l&#8217;insofferenza nei confronti di quei compromessi che diventano necessari laddove, oltre al trasporto emotivo verso il partner, c&#8217;è anche la volontà, l&#8217;impegno ad alimentare, giorno dopo giorno, il proprio rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Come tutti sappiamo, dopo la prima, entusiasmante e travolgente, fase dell&#8217;innamoramento, bisogna fare i conti con la presa di coscienza non solo dei difetti del partner, ma soprattutto con l&#8217;idea che l&#8217;idillio tipico dell&#8217;innamoramento non dura per sempre e che è necessario un passaggio di qualità, quello verso l&#8217;amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Per persone innamorate più che altro dell&#8217;innamoramento e dell&#8217;idea dell&#8217;amore, questo passaggio può essere tutt&#8217;altro che naturale e facile.</p>
<p style="text-align: justify;">Non bisogna però dimenticare come, per la realizzazione di un&#8217;affettività soddisfacente e matura, siano importanti anche i modelli familiari ricevuti. Se il modello familiare ricevuto è negativo, anche se a parole viene detto spesso: &#8220;Non ripeterò mai gli stessi errori commessi dai miei, mi creerò una famiglia più solida e felice&#8221;, è difficile non esserne influenzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio può essere quello di una famiglia fortemente matriarcale in cui la figura paterna è sullo sfondo: in una figlia, se da un lato, si crea una buona coscienza di sé come donna, dall&#8217;altro possono gettarsi le basi per una scarsa stima e considerazione dell&#8217;universo maschile; in un figlio, invece, potrebbero crearsi tutta una serie di profonde insicurezze (bassa autostima e debole consapevolezza di sé in quanto uomo) che si riflettono nei rapporti con l&#8217;altro sesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro esempio può essere quello di una famiglia separata in cui non vi sia stata una matura gestione della situazione da parte dei genitori; i figli, usati spesso come terreno di ripicche, possono risentirne fortemente nello sviluppo della propria affettività e nella costruzione della propria idea di legame e famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Una seconda tipologia di single può essere rintracciata in tutte quelle persone che dicono di essere sole e di preferire la vita da single perché hanno sofferto molto per le relazioni precedenti e, come spesso affermano, sono deluse dall&#8217;amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di persone che, poiché hanno amato e hanno sofferto, hanno paura della sofferenza e, di conseguenza, si impediscono di amare.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla base può esservi una personalità tendenzialmente dipendente, con una forte tendenza all&#8217;annullamento, all&#8217;abnegazione, al riconoscimento di sé solo sulla base del rapporto con l&#8217;altro, come a dire: &#8220;Io ho valore perché il mio partner mi attribuisce valore, o ancora, perché il mio partner ha valore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La perdita dell&#8217;oggetto d&#8217;amore va oltre il normale senso di lutto che caratterizza la fine di una relazione affettiva; la sensazione che si ha è quella che ad andare perduto non è solo la persona amata, ma anche se stesso, &#8220;se lui/lei non mi ama più non ho alcun valore, non esisto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte, invece, si tratta di persone piuttosto rigide, che, avendo sofferto molto in passato, si sono costruite una sorta di corazza che le difende dalla sofferenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, però, difendersi da tutto ciò che è potenzialmente fonte di dolore significa difendersi anche da tutte le possibili fonti di soddisfazione e gioia profonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo emotivo viene accantonato, ciò che domina è la razionalizzazione, ossia il dare una veste razionale a ciò che altrimenti sarebbe causa di frustrazione e sofferenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Tipico è l&#8217;esempio di un ragazzo che, rifiutato dalla ragazza che desidera, pensa e dice che in fondo non è poi così interessante; o, ancora, la donna che si convince che non era poi così tanto innamorata di quell&#8217;uomo, che sapeva dall&#8217;inizio che si trattava di una storia destinata a non durare a lungo.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo non solo viene resa la realtà più accettabile, ma si tutela la propria autostima e il proprio narcisismo. Talvolta, poi, tutta la propria energia emotiva viene spostata in altri settori, quello lavorativo ad esempio; il rischio è che si crei un meccanismo perverso per cui la propria affettività viene accantonata per buttarsi anima e corpo su un altro campo, con la probabile conseguenza di non riuscire più a trovare né il tempo, né la motivazione a creare delle relazioni soddisfacenti e profonde.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può poi rimanere schiavi di un&#8217;immagine di forza, distacco e razionalità, che poco spazio lascia all&#8217;emotività e, soprattutto al suo riconoscimento da parte propria e degli altri. Tipico è l&#8217;esempio di quelle donne in carriera che per anni hanno sacrificato la propria vita privata e che si ritrovano a quarant&#8217;anni a desiderare, com&#8217;è naturale del resto, di costruirsi una famiglia, di avere dei figli. In questo caso, comunque, entrano in gioco delle dimensioni che non sono più solo psicologiche, ma anche culturali e sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere single, infatti, non significa necessariamente avere un approccio problematico nei confronti dell&#8217;altro sesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Se lo consideriamo in una dimensione sociale, diventa sinonimo di indipendenza, di capacità di gestire in libertà la propria affettività, la propria scelta di legarsi ad una persona o, al contrario, di rimanere soli per un po&#8217;, cogliendo stimoli e soddisfazioni da altre sfere della propria vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco che essere single diventa una vera scelta non condizionata da gabbie psicologiche, tanto meno da stereotipi culturali; la scelta di non accontentarsi, la maturità sia di saper apprezzare la solitudine che di &#8220;sapersi dedicare&#8221; alla persona giusta, al momento giusto.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa possibilità di scegliere come gestire la propria vita sentimentale è certamente legata, soprattutto per quel che riguarda le donne, alla possibilità di poter gestire la propria vita sociale e professionale.</p>
<p style="text-align: justify;">In passato, quando il ruolo e il &#8220;potere&#8221; della donna erano essenzialmente legati all&#8217;unione con un uomo e alla costruzione di una famiglia, quando bastava che si arrivasse senza marito ad una certa età per essere definite socialmente come &#8220;zitelle senza speranza&#8221;, le scelte delle donne erano notevolmente influenzate da aspettative sociali e culturali.</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa istituzione familiare è estremamente cambiata. Ora, se da un lato si è giunti simbolicamente e praticamente al venir meno del modello classico di famiglia e delle certezze che garantiva, dall&#8217;altro ciò va visto come una possibilità di trasformazione importante.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi è possibile sperimentare legami diversi e diversi modi di vivere e, in tal senso, si può far riferimento alla possibilità attuale di poter interrompere un rapporto, di potersi separare e/o divorziare.</p>
<p style="text-align: justify;">Se in passato la sola idea di interrompere un matrimonio era considerata assolutamente inconcepibile e si preferiva portare avanti un rapporto affidandosi al proprio &#8220;spirito di sacrificio&#8221;, ora, grazie ad una serie di cambiamenti istituzionali e sociali, non è più così difficile pensare che forse si è fatto uno sbaglio o ammettere che non ci sono più i presupposti perché il matrimonio duri ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche una separazione può essere vista non più soltanto come un evento catastrofico, ma come un cambiamento, che, come tutti i cambiamenti, comporta una sofferenza e impone una messa in gioco della propria persona e del proprio modo di relazionarsi, ma consente anche una possibilità di crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse tutta questa &#8220;libertà&#8221; di cui sembrano godere i singles può essere considerata come un modo più semplice di affrontare le sfide di ogni giorno (in fondo anche il rapporto con il partner può essere vista come una continua sfida contro la noia e la routine), forse si può tradurre in una non volontà di prendersi responsabilità importanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, se usciamo dalla logica del dover fare ed entriamo in quella del voler e sentire di voler fare, ecco che la possibilità che oggi si ha di poter interrompere un legame, come anche di non averne, getta le basi per una gestione dell&#8217;affettività più libera, &#8220;sentita&#8221; e voluta.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si fa ciò che veramente si vuole e si sente di voler fare, se davvero si sceglie, non c&#8217;è spazio per frustrazioni o per rimpianti.</p>
<p style="text-align: justify;">di Valeria Cappiello</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: http://www.iissweb.it</p>
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		<title>La gelosia: amore o malattia?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 12:06:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A tutti noi sarà capitato di essere gelosi, di infastidirci se il nostro partner esce solo con gli amici, se non si fa rintracciare dalle nostre molteplici telefonate, se all&#8217;improvviso inizia a vestirsi elegante, perché deve andare in ufficio (dove hanno assunto una nuova segretaria!). Essere gelosi significa dubitare continuamente dell&#8217;amore e della fedeltà della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-379" style="margin: 10px;" title="La gelosia" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/02/dealing_with_a_jealous_partner_h-700311-300x200.jpg" alt="dealing_with_a_jealous_partner_h-700311" width="300" height="200" />A tutti noi sarà capitato di essere gelosi, di infastidirci se il nostro partner esce solo con gli amici, se non si fa rintracciare dalle nostre molteplici telefonate, se all&#8217;improvviso inizia a vestirsi elegante, perché deve andare in ufficio (dove hanno assunto una nuova segretaria!).</p>
<p style="text-align: justify;">Essere gelosi significa dubitare continuamente dell&#8217;amore e della fedeltà della persona.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una malattia?</p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni casi può diventarlo. Per alcuni è solo un fastidio, una sottile sensazione di disagio, per altri è una vera e propria ossessione.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un sentimento ambiguo, a volte associato ad emozioni con una connotazione negativa, come la rabbia, l&#8217;invidia e l&#8217;avidità, altre volte viene visto come una componente dell&#8217;amore: chi ama davvero deve essere geloso.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà è una passione che va oltre l&#8217;amore, che deve essere distinta dall&#8217;invidia, che riguarda qualcosa o qualcuno che non abbiamo e vorremmo avere.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contrario la gelosia è verso qualcosa o qualcuno che crediamo di possedere e non vogliamo perdere.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia chi è geloso viene capito ed in un certo senso giustificato, mentre chi invidia è disprezzato e condannato tanto che, fin dal lontano Medio Evo, l&#8217;invidia capeggia tra i sette vizi capitali, mentre la gelosia non era considerata un peccato neanche da Dante.</p>
<p style="text-align: justify;">Essa è comunemente ritenuta un difetto di carattere, un atteggiamento, in realtà è quasi sempre priva di ogni giustificazione, perché nasce quando trattiamo le persone che amiamo come oggetti di nostra proprietà.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni autori la considerano un istinto, quasi come quello di conservazione e di sopravvivenza, un impulso che si trasmette in modo ereditario e ciò è dimostrato dal fatto che fin da piccoli siamo gelosi (pensiamo alla gelosia di un bimbo quando nasce il fratellino).</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà la gelosia non sempre è un sentimento &#8220;sano&#8221;. Le eccessive attenzioni del partner sono piacevoli fino a quando non limitano la nostra libertà e sono accettate da entrambi i membri della coppia.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando la gelosia diventa &#8220;patologica&#8221;?</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone gelose sono vittime di emozioni indesiderate, che a volte portano alla rovina proprio dei rapporti a cui tengono di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Il geloso ha il bisogno di possedere, di controllare ed ha l&#8217;angosciante paura di essere abbandonato.</p>
<p style="text-align: justify;">Dice Jung:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il primo sospiro d&#8217; amore è l&#8217;ultimo della saggezza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Esiste un amore che rispetta l&#8217;indipendenza e gli spazi dell&#8217;altro ed un altro che assorbe tutto, divora i pensieri, è avido di possesso, anche se questo termine in amore può essere usato solo in senso improprio, perché nessuna delle parti può vantare dei veri e propri diritti sull&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">La gelosia ha origine proprio nell&#8217;istinto di proprietà, perché si riferisce al desiderio di possesso esclusivo di un bene, la persona amata, che si ha paura di perdere.</p>
<p style="text-align: justify;">IL geloso è una persona estremamente sensibile, ma soltanto ai suoi bisogni, tratta le persone come oggetti, non sopporta intrusioni reali o presunte all&#8217;interno dei suoi rapporti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intruso non è solo il rivale in amore, ma chiunque può intaccare le relazioni interpersonali e minaccia la perdita di un possesso (pensiamo alla paura di perdere un amico). Quello che le persone desiderano in una relazione di coppia è l&#8217;esclusività. Il concetto di legame esclusivo è molto importante sia nell&#8217;amore che nella gelosia. In questo caso non importa se l&#8217;intruso provochi una effettiva riduzione di tempo, dell&#8217;affettività: ogni intrusione in sè rappresenta un&#8217;effettiva limitazione del carattere di specificità del rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo si vede, ad esempio, nelle relazioni in cui il partner, spesso per senso di colpa, ricopre l&#8217;altro di regali e di attenzioni pur coltivando un legame con una terza persona.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tentativo costante del geloso è quello di riuscire ad inglobare totalmente l&#8217;altro, ad assorbire i suoi pensieri, le sue emozioni, a controllare tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono delle persone che, anche in condizioni di stabilità e serenità di coppia, hanno bisogno di conservare un certo potere su di essa ed essere sempre in costante attesa di una possibile intrusione che potrebbe far perdere loro la supremazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre, invece, per timore di essere abbandonate fanno il primo passo e tradiscono o spinge il partner al tradimento (&#8220;Tanto prima o poi mi tradirà!&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;">A volte l&#8217;ossessione del geloso può essere retrospettiva ed arrivare al desiderio di poter riscrivere la storia del suo compagno per fare di se stesso l&#8217;unico oggetto della passione in ogni momento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo può anche essere un vero e proprio delirio, egli spia alle porte, esamina ansiosamente carte lacerate, cerca di sorprendere discorsi innocenti, ricostruire lettere d&#8217;amore nella ricerca affannosa di trovare conferma ad un sospetto, ad una voce.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli non lo fa per dimostrare un proprio torto, ma per provare una realtà che già &#8220;conosce&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella gelosia di tipo paranoide, oltre al dolore per il tradimento, si aggiunge la terrificante preoccupazione di essere oggetto di derisione da parte di chi sa o può sospettare la sua vergogna. &#8220;La gelosia non è altro che sentirsi soli contro i nemici che ti deridono&#8221; (E. Bowen).</p>
<p style="text-align: justify;">Questo tipo di gelosia che è sempre patologica (&#8220;Sindrome di Otello&#8221;) ed è forse la causa più frequenti dei &#8220;delitti passionali&#8221;, che riempiono le pagine dei quotidiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludendo, il geloso può essere considerato come una persona molto insicura, che ha bisogno del costante appoggio del partner e del controllo su lui per poter affermare se stesso e sentirsi forte, potente e, soprattutto vivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un tradimento, un abbandono, una delusione riattivano un sentimento d&#8217;inferiorità inconscio, che spinge al disperato tentativo di riappropriarsi della persona amata.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.harrdito.it" target="_blank">http://www.harrrdito.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Il tradimento</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/02/16/il-tradimento/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 13:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Relazioni di coppia]]></category>
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		<description><![CDATA[Perché d&#8217;estate si è più infedeli? Il tradimento è una esperienza molto diffusa, mai indolore. Non ci sono stagioni più adatte di altre all&#8217;adulterio. Spesso il tradimento si consuma nel proprio ambiente di lavoro o addirittura tra le mura di casa come nel caso delle &#8220;infedeltà virtuali&#8221;, consumate davanti al computer utilizzando &#8220;chat&#8221; e &#8220;web [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-293" style="margin: 10px;" title="suspect_infidelity" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/02/suspect_infidelity-300x199.jpg" alt="suspect_infidelity" width="300" height="199" /><strong>Perché d&#8217;estate si è più infedeli?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il tradimento è una esperienza molto diffusa, mai indolore. Non ci sono stagioni più adatte di altre all&#8217;adulterio. Spesso il tradimento si consuma nel proprio ambiente di lavoro o addirittura tra le mura di casa come nel caso delle &#8220;infedeltà virtuali&#8221;, consumate davanti al computer utilizzando &#8220;chat&#8221; e &#8220;web cam&#8221; e tutto ciò a prescindere dalla stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ridimensioniamo quindi il mito dell&#8217;estate come stagione del tradimento, per riflettere sul fatto che il tradimento è una spia di problematiche di coppia ben più profonde e, soprattutto, svincolate dal calendario.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché un partner può non bastare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tradirsi è un evento sconvolgente, minaccia la fiducia reciproca, è un venir meno del &#8220;noi&#8221;, della fusione della coppia. Chi viene tradito rimprovera all&#8217;altro di muoversi da solo, trasgredendo l&#8217;unione totale. Spesso si è portati a formare una coppia per la paura della solitudine, per un bisogno di sicurezza e non perché si è interessati veramente l&#8217;altro. L&#8217;amore è strettamente legato al desiderio di voler dare qualcosa di sé all&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso invece, nella coppia si è portati solo a chiedere (o a pretendere) cure e attenzioni dal partner, rendendo impossibile la &#8220;crescita&#8221; di entrambi. Quanta frustrazione in questa continua richiesta d&#8217;amore! E&#8217; questa la classica situazione di chi ama soprattutto per colmare un vuoto, legato probabilmente a qualcosa che è mancato nel periodo infantile (sicurezza, protezione, rifugio, tenerezza, comprensione).</p>
<p style="text-align: justify;">Il sentimento dell&#8217;amore matura se all&#8217;interno della coppia si cresce prima &#8220;individualmente&#8221;, creando i propri spazi, coltivando le proprie passioni (e senza temere che questo danneggi l&#8217;altro). All&#8217;interno della coppia vengono continuamente depositate le novità, i cambiamenti dell&#8217;uno e dell&#8217;altra e saranno proprio questi cambiamenti a stimolare l&#8217;evoluzione della coppia stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo a volte ci si spaventa all&#8217;idea che l&#8217;altro possa cambiare e si associa il cambiamento alla possibilità di essere lasciati. Altre volte si pretende che l&#8217;altro cambi per diventare &#8220;come noi desideriamo&#8221;. Una coppia matura solo se entrambi sono consapevoli dei cambiamenti e riescono a parlarne con il partner. Se questo non accade cresce la sensazione di non sentirsi compresi e può diventare più facile avvicinarsi ad una terza persona che, almeno in apparenza, sembra rispondere meglio ai propri bisogni.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amante può dunque arrivare proprio nel momento in cui forte è la necessità di essere compresi, diventando improvvisamente la persona che &#8220;salva&#8221;, che può sconvolgere totalmente la vita in un turbine di energie, passione, stordimento emozionale. Ogni persona è diversa dall&#8217;altra, e può stimolare in noi aspetti che altrimenti non sarebbero emersi. Si è portati ad amare persone diverse in modi differenti, evolvendosi continuamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Che differenze ci sono fra uomini e donne? Esiste il traditore seriale, vittima del copione uomo-cacciatore. In questo caso, il tradimento permette all&#8217;uomo di verificare la propria &#8220;efficienza sessuale&#8221;, avere più partner sessuali lo rassicura sulla sua virilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il più delle volte si tratta di uomini insicuri alla ricerca continua di rassicurazione e conferme sulle proprie capacità Anche se può a volte subentrare un senso di noia e di stanchezza, il traditore seriale ha bisogno di rispettare questo copione. Gli uomini, più delle donne, hanno la tendenza a trascinare relazioni parallele, la moglie e l&#8217;amante, la famiglia ufficiale e la &#8220;seconda casa&#8221; clandestina. Si sentono buoni mariti perché provvedono alla moglie e non le fanno mancare niente e non la lascerebbero: un certo senso del dovere li tiene ancorati a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono uomini che amano molto la compagna ma sono inconsciamente spaventati dall&#8217;intensità del legame: il tradimento garantisce loro la distanza di sicurezza da un sentimento che temono possa renderli dipendenti, succubi della donna amata. Una tipologia di tradimento comune è quella di uomini che trovano fuori dalla coppia quella carica erotica che si è affievolita nel rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">E, ancora, il tradimento omosessuale (meno raro di quanto comunemente si pensi), irresistibile attrazione vissuta però con molta vergogna e conflittualità. Nell&#8217;uomo, amore e desiderio viaggiano su due binari che possono anche non incontrarsi, spesso avviene una scissione tra l&#8217;amore (la moglie) e il desiderio sessuale (l&#8217;amante). E&#8217; vero che, in questo modo, gli incontri sessuali possono acquisire un irresistibile fascino, ma così potrebbe perdersi il piacere di godere la persona che si ama in tutta la sua intensità.</p>
<p style="text-align: justify;">Le donne, invece, quando tradiscono, il più delle volte è perché si innamorano. Hanno maggiori difficoltà a portare avanti storie parallele, sono portate ad interrompere il rapporto precedente per vivere il nuovo amore liberamente. Il tradimento, per gli uomini e per le donne, porta con sé una grande dose di sofferenza, sensi di colpa, tristezza, umore altalenante.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi tradisce desidera inconsciamente essere scoperto e punito, molto frequenti sono tracce lasciate incustodite: messaggi del telefonino non cancellati, conti del ristorante, lettere d&#8217;amore appassionate nelle e-mail del computer etc. Quali sono le coppie più a rischio tradimenti? Le coppie che evitano l&#8217;intimità: i partner hanno paura di lasciarsi andare e di diventare vulnerabili. La coppia riesce ad incontrarsi su un piano conflittuale, aggressivo, con una comunicazione caratterizzata da sarcasmo, critiche ed offese.Raramente ci si sente in colpa.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si riesce a dire all&#8217;altro quanto sia importante e desiderabile, descrivendolo sempre come disinteressato, noncurante. In questo caso l&#8217;amante assume il ruolo di salvatore, privo di difetti. Le coppie che evitano il conflitto: i partner comunicano poco all&#8217;interno della relazione, vivendo in un&#8217;atmosfera di controllata amabilità. L&#8217;infedele, marito o moglie che sia, è il più insoddisfatto e fa in modo di essere scoperto per far saltare il coperchio delle problematiche.</p>
<p style="text-align: justify;">I due non imparano dall&#8217;inizio ad affrontare i conflitti insieme, si sforzano di piacere all&#8217;altro, sacrificandosi e cercando di modificare i propri comportamenti quando in qualche modo urtano il partner, senza tuttavia andare fino in fondo per capirsi realmente. Sono persone abituate sin dalla tenera età a pensare che la collera sia negativa o di meritare una punizione se simanifesta palesemente il proprio disaccordo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-307" style="margin: 10px;" title="Couple and hugging on bed in bedroom, in passion" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/02/28879-201x300.jpg" alt="Couple and hugging on bed in bedroom, in passion" width="201" height="300" />La relazione extraconiugale, in questi casi, raramente è seria e duratura e ha lo scopo di attirare l&#8217;attenzione del coniuge. Le coppie che vivono il nido vuoto: i partner dubitano spesso della loro relazione ma sono comunque disposti a farla funzionare, spesso focalizzando le energie sui figli.</p>
<p style="text-align: justify;">La famiglia d&#8217;origine è stata di cattivo esempio negativo e loro non vogliono ripetere gli stessi errori: se il padre è stato rigido e violento, lui tenderà a diventare dolce e premuroso, se la madre è stata invadente, lei tenderà ad essere più distaccate. Ben presto si può scoprire che questa non può essere la formula magica per la felicità coniugale.</p>
<p style="text-align: justify;">Subentra l&#8217;insoddisfazione, non si dorme più insieme, la comunicazione si limita al quotidiano. In questo caso la relazione extraconiugale può durare anche anni, il tradimento offre tutto quello che si è perduto nel matrimonio, rinvigorisce, eccita. Solo i figli legano questi coniugi. Il tradito di solito brontola per le continue assenze del coniuge ma accetta la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se è la donna ad essere tradita, nella maggior parte dei casi riesce apassare sopra il tradimento del marito e a fare di tutto per tenere salda la sua famiglia. Sono donne depresse, che tendono a incolparsi per il fallimento del loro matrimonio. Quando ci si lascia e quando invece si può superare e addirittura rinforza la coppia? Può succedere che il tradimento sia un tentativo di uscire da una relazione insoddisfacente. Può avvenire che il tradito si vendichi quasi subito, atteggiamento questo che, se da un lato può scaricare la tensione, dall&#8217;altro non risolve i problemi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tradimento può essere vissuto come una profonda ferita nella propria autostima, determinando reazioni di tipo depressivo. Ma fingere che non sia successo niente è un modo immaturo di affrontare la sofferenza. Il tradimento scoperchia problematiche che altrimenti non sarebbero venute fuori e può essere utile per rinnovare un progetto di coppia che vada oltre la sola intesa sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;inizio di una storia d&#8217;amore predominano colori vivaci, intensi: passione, grandi aspettative nei confronti dell&#8217;altro, si desidera stare insieme per sempre, sembra tutto meraviglioso, perfetto. L&#8217;altro appaga i nostri bisogni, è stato scelto proprio per questo, ci fa sentire speciali. Ma l&#8217;amore ha bisogno di crescere, maturare e anche la sessualità si trasforma attraverso lo stare in coppia. Il passaggio dall&#8217;idealizzazione infantile della coppia ad una dimensione più realistica del rapporto è delicato e spesso doloroso.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altro si può incontrare anche a livellidiversi. Con il tempo aumenta la consapevolezza di sé e la reciproca conoscenza, la sessualità diviene una delle tante strade per conoscersi, per comunicare la tenerezza e per stare bene insieme in modo più profondo e completo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tradimento è doloroso ma potrebbe diventare una opportunità per accogliere il cambiamento dell&#8217;altro come una sfida a modificarsi profondamente e a mutare la relazione. E&#8217; un percorso difficilissimo: il raggiungimento della meta dipende da quanto entrambi i partner desiderano mettersi in discussione e soprattutto dalla capacità di entrambi di elaborare anche il negativo che c&#8217;è in un rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per affrontare la crisi ci vogliono complicità, intimità, condivisione. Se non ci si rimbocca entrambi le maniche per ricominciare è inutile andare avanti, in questo caso è necessario cercare di capire profondamente se si tiene veramente all&#8217;altro. La separazione in questi casi potrebbe essere sicuramente più costruttiva per entrambi. A volte il tradimento può coincidere con la presa di coscienza di uno dei due di aver fatto un percorso di crescita diverso dal partner. In questi casi la rottura può essere una scelta coraggiosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali consigli per non tradire? E quali per non essere traditi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico consiglio che si può dare è di parlare con il proprio partner, cercare una comunicazione sempre. Capita, a volte, che tutta una serie di preoccupazioni e problemi (i figli, la malattia di persone care, questioni lavorative) rendano più tiepido il desiderio, e creino una distanza dal partner. In questi casi è necessario comunicare all&#8217;altro, con estrema sincerità, lo stato d&#8217;animo del momento, rendendolo partecipe della propria difficoltà, del proprio disagio, chiarendo soprattutto che il malessere del momento non va interpretato come la diminuzione del sentimento d&#8217;amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Le incomprensioni, a lungo andare, possono allontanare, congelano gli slanci emotivi. Quando non c&#8217;è la disponibilità a parlare con l&#8217;altro, si possono creare degli spazi vuoti all&#8217;interno della coppia che, inevitabilmente possono riempirsi successivamente in altro modo. Stare in una coppia è una scommessa avvincente è una messa in discussione della propria personalità che può maturare e arricchirsi se si permette all&#8217;altro di aprirsi, se si accoglie la sua diversità per scoprire insieme l&#8217;eccitazione del cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Dott.ssa Mariacandida Mazzilli</p>
<p>Fonte: http://www.psicologiadonna.altervista.org</p>
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		<title>Quando veniamo traditi&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 13:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-996" style="margin: 10px;" title="20080809-painful" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/20080809-painful-300x248.jpg" alt="20080809-painful" width="300" height="248" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il tradimento è una delle esperienze più dolorose che ci possano capitare. Quando veniamo traditi, viviamo un senso di inutilità e di desolazione perché il tradimento da parte di chi amiamo ha il potere di incrinare il nostro amor proprio, la nostra autostima.</p>
<p style="text-align: justify;">Scoprire di essere stati ingannati ferisce il narcisismo personale, ci sentiamo messi da parte, sostituiti, annullati. All&#8217;improvviso avvertiamo quell&#8217;impossibilità di essere amati incondizionatamente, di essere unici e insostituibili per il nostro partner.</p>
<p style="text-align: justify;">Lui ha guardato, desiderato, avuto un&#8217;altra donna. Dopo l&#8217;incredulità del primo momento, veniamo sopraffatti dalla rabbia, dal desiderio di fare sentire al mondo il nostro grido di dolore. Superare l&#8217;infedeltà da parte di chi amiamo non è certo facile e tornare ad avere fiducia sembra impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tradimento attuale, spesso  ne risveglia uno antico, quello del proprio genitore, vissuto come distante e indifferente alle  nostre richieste d&#8217;amore, intaccando così la nostra già fragile autostima.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma perché veniamo traditi? Nonostante l&#8217;adulterio sia stato da sempre condannato e represso dalla nostra cultura e dalla nostra religione, la potenza e l&#8217;imprevedibilità delle pulsioni sessuali hanno però, avuto la meglio anche sui più terribili divieti, si può ormai quasi affermare che la vera trasgressione sia rimanere fedeli!</p>
<p style="text-align: justify;">La tentazione erotica per un&#8217;altra persona appare come trasgressione e desiderio di un&#8217;avventura, qualcosa di nuovo che sia in grado di regalarci un brivido diverso, qualcosa che ci faccia sentire le farfalle nello stomaco e che ci faccia sentire irresistibili.  Che cosa spinge molte persone a tradire? Nella maggior parte dei casi, semplicemente la noia.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Mentre lo facevo pensavo a te&#8221;; &#8220;Avevo bevuto&#8221;; &#8220;Fa più male a te che a me&#8221;; &#8220;Con lei è stato solo sesso, con te faccio l&#8217;amore&#8221;&#8230;  queste sono spesso le parole che si sente dire chi è stato tradito e che di certo non aiutano a superare il dolore, la rabbia e a volte il senso di colpa che affligge chi subisce un&#8217;infedeltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso il tradimento è qualcosa di atroce per chi lo subisce, ma è una delle poche esperienze che ci riporta con i piedi ben saldi al suolo, che ci fa scendere dal piedistallo, che ci riporta dritti a noi stessi che ci rende consapevoli dei nostri limiti e della nostra fragilità. Ci ricorda che niente in questa vita è scontato e ci da l&#8217;opportunità di vedere se siamo capaci di perdonare oppure no, se siamo abbastanza forti e solidi da riuscire a passarci sopra o se siamo pronti a  ricominciare a vivere da soli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tradimento ci mette davanti ad un bivio importante che è quello dove si tovano due parti di noi che ci appartengono, la nostra parte narcisista ed estremamente fragile e la nostra parte che riesce a mettersi in discussione ed è pronta  ad imbattersi nella sofferenza e nella riflessione, ovvero la nostra parte più autentica, che non ha paura di confronti perchè non teme rivali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come riuscire a sopravvivere ad un tradimento?</p>
<ul class="unIndentedList" style="text-align: justify;">
<li> Prendere il tradimento come un&#8217;occasione per riflettere su se stessi e sulla propria relazione, su cosa si desidera veramente.</li>
<li> Concedersi del tempo per riflettere, forse dimenticare sarà impossibile, ma il tempo ci aiuterà ad essere più lucidi e meno arrabbiati.</li>
<li> Pensare a se stessi. Dedicarsi ai propri interessi, alla cura del proprio corpo a ciò che piace veramente e che ci possa far trascorrere dei momenti piacevoli che siano solo nostri. Riprendersi i propri spazi aiuta a migliorare la propria autostima.</li>
<li> Pensare a qualcosa che ci gratifichi davvero. Svolgere attività creative aiuta a spostare i nostri pensieri da &#8220;lui&#8221;o da &#8220;lei&#8221; e ad incanalare le nostre energie verso aspetti più salutari. Senza considerare che potremmo scoprire nuove passioni a cui dedicarci!</li>
<li> Praticare sport. L&#8217;attività fisica ci rende più belli e sereni e non per ultimo, ci aiuta a contenere l&#8217;aggressività e l&#8217;ansia.</li>
<li> Prendersi cura di un animale. Giocare con un cane o con un gatto ha effetti positivi per il nostro benessere psicofisico dovuto al gioco e al divertimento.</li>
<li> Pensare che il fatto di essere state traditi, non ha nulla a che fare con la nostra bellezza e unicità. Spesso infatti si tradisce solo per il gusto di farlo e di sedurre.</li>
<li> Domandarsi se si è in grado di perdonare davvero il partner o se restare con lui è solo un modo per non stare da soli.</li>
<li> Stilare una lista dei vantaggi e degli svantaggi nel continuare la relazione.</li>
</ul>
<ul class="unIndentedList" style="text-align: justify;">
<li> Se decidiamo di perdonare, evitare di assillare il partner con domande sull&#8217;</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">altro. Sapere i dettagli più intimi non servirà a farci stare meglio e, cosa più importante, non cambierà la realtà.</p>
<ul class="unIndentedList" style="text-align: justify;">
<li> Comunicare i propri sentimenti utilizzando la prima persona, ad esempio: &#8220;io mi sento ferito quando tu&#8230;&#8221; ed evitare invece di dire: &#8220;tu mi ferisci quando&#8230;&#8221;. In questo modo non si rischia di peggiorare la situazione colpevolizzando eccessivamente l&#8217;altro aiutando a migliorare la comunicazione</li>
<li> Pensare che non si può avere il controllo su tutto e tanto meno sul partner.</li>
<li> Evitare di colpevolizzarsi. Se si è stati traditi, è meglio parlarne insieme e individuare il problema, che spesso appartiene alla coppia.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Dott.ssa Gabriella  Seghenzi</p>
<p style="text-align: justify;">Psicologa-Psicosessuologa</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: http://www.gabriellaseghenzi.it</p>
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		<title>Amicizia</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/02/13/amicizia/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 15:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisabetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Relazioni Sociali e Amicizia]]></category>
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		<category><![CDATA[Amore]]></category>
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		<category><![CDATA[rapporto di coppia]]></category>
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		<description><![CDATA[Con amicizia si indica un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone dello stesso o di differente sesso, ma anche tra esseri umani ed esseri appartenenti al mondo degli animali. Insieme all&#8217;amore, è uno degli stati emozionali fondanti della vita sociale. In quasi tutte le culture, l&#8217;amicizia viene intesa e percepita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-196" style="margin: 10px;" title="amicizia31" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/02/amicizia31-300x225.jpg" alt="amicizia31" width="300" height="225" />Con <strong>amicizia</strong> si indica un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone dello stesso o di differente sesso, ma anche tra esseri umani ed esseri appartenenti al mondo degli animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme all&#8217;amore<a title="Amore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amore"></a>, è uno degli stati emozionali<a title="Emozione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emozione"></a> fondanti della vita sociale. In quasi tutte le culture, l&#8217;amicizia viene intesa e percepita come un rapporto alla pari, basato sul rispetto, la stima, e la disponibilità reciproca, che non pone vincoli specifici sulla libertà di comportamento delle persone coinvolte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema dell&#8217;amicizia è al centro di innumerevoli opere dell&#8217;arte e dell&#8217;ingegno; fu trattato già da Aristotele e Cicerone ed è oggetto di canzoni e testi letterari,  opere filmiche e via dicendo.</p>
<p style="text-align: justify;">In genere, si distinguono diversi gradi di amicizia, dall&#8217;amicizia causale legata a una simpatia che emerge fortuitamente in una certa circostanza magari in modo temporaneo, all&#8217;amicizia cosiddetta <em>intima</em>, ovvero associata a un rapporto continuativo nel tempo fra persone che arrivano a stabilire un grado di confidenza reciproca paragonabile a quella tipica del rapporto di coppia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Etimologia </strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;etimologia non deve trarre in inganno pensando al verbo latino &#8220;amicio&#8221; che significa tra l&#8217;altro vestire, indossare, bensì bisogna notare che nella parola amico c&#8217;è la radice del verbo latino amo(as,avi,atum,are) che significa amare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="Storia"></a><strong>Storia </strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amicizia è stata considerata in ogni epoca una delle esperienze umane fondamentali, ed è stata santificata da tutte le religioni Ad esempio i Greci portavano come esempio di amicizia portata alle estreme conseguenze quella fra Oreste e Pilade.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutte le cosiddette Religioni abramitiche ricorre il racconto di Davide e Gionata<a title="Gionata" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gionata"></a>. Tuttavia è impossibile parlare di amicizia nel mondo greco senza fare riferimento al simposio. Per gli antichi romani, popolo, almeno alle origini, molto <em>pratico</em> e poco portato a enfatizzare i sentimenti umani, equivaleva alla <em>&#8220;sodalitas&#8221;</em>, cioè alla solidarietà fra gruppi di individui &#8211; detti <em>&#8220;sodales&#8221;</em> &#8211; accomunati da uno stesso scopo pratico da raggiungere, come ad esempio i legionari impegnati nelle campagne di conquista.</p>
<p style="text-align: justify;">Aristotele distingue tre tipi di amicizia:</p>
<ul style="text-align: justify;" type="disc">
<li>amicizia basata sul piacere;</li>
<li>amicizia basata sull&#8217;interesse;</li>
<li>amicizia basata sulla bontà.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><a name="L.27amicizia_nello_sviluppo_dell.27indiv"></a><strong>L&#8217;amicizia nello sviluppo dell&#8217;individuo</strong></p>
<table style="text-align: justify;" border="0" cellpadding="0" width="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td><strong>«</strong> Un amico è una   persona con cui posso essere sincero: in sua presenza posso pensare ad alta   voce. <strong>»</strong></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>(<a title="Ralph Waldo Emerson" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ralph_Waldo_Emerson"></a>Ralph Waldo Emerson)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">Nel divenire dello sviluppo dell&#8217;emotività individuale, le amicizie vengono <strong>dopo</strong> il rapporto con i genitori e <strong>prima</strong> dei legami di coppia che si stabiliscono alla soglia della maturità. Nel periodo che intercorre fra la fine dell&#8217;infanzia e l&#8217;inizio dell&#8217;età adulta, gli amici sono spesso la componente più importante della vita emotiva dell&#8217;adolescente, e spesso raggiungono un livello di intensità mai più eguagliato in seguito. Queste amicizie si stabiliscono il più delle volte, ma non necessariamente, con individui dello stesso sesso ed età.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prime forme d&#8217;amicizia si possono avere anche nei primi anni di vita quando i bambini condividono gli stessi giochi e le stesse esperienze ludiche e di crescita. I bimbi piccoli incontrano i loro coetanei all&#8217;interno del nido e con loro instaurano delle semplici relazioni che ancora non si possono definire amicizia. Due bambini che giocano insieme entrano in relazione e si conoscono a vicenda.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;ingresso nella scuola materna, i bambini imparano le abilità fondamentali che servono per lo sviluppo e la nascita delle nuove amicizie. Negli anni della scuola materna preferiscono stare insieme ad alcuni bambini rispetto ad altri e nelle sezioni nascono anche i primi gruppi di amici.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma le amicizie che sono destinate a durare più a lungo e a rimanere impresse nella memoria di ogni bambino, sono quelle che nascono tra i banchi di scuola. Nella scuola elementare i bambini trascorrono molte ore con i loro compagni e cercano punti di riferimento all&#8217;interno della classe.</p>
<p style="text-align: justify;">Solitamente il punto di riferimento è un compagno dello stesso sesso, ma può anche accadere che nascano amicizie tra coetanei di sesso differente. Le amicizie alla fine della scuola elementare sono ormai consolidate e solitamente destinate a cambiare con l&#8217;ingresso nella scuola media. I bambini instaurano amicizie con i coetanei o con altri bimbi di età differente anche in altri luoghi come nei parchi o nelle ludoteche.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Varianti culturali</h2>
<table style="text-align: justify;" border="0" cellpadding="0" width="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td><strong>«</strong> Gli uomini chiamano amicizia una società   di interessi, uno scambio d&#8217;aiuti, un commercio insomma,in cui l&#8217;amor proprio   spera di potere guadagnare qualche cosa <strong>»</strong></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>(La Rochefoucauld<a title="La Rochefoucauld" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_Rochefoucauld"></a>)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">Come si diceva un gruppo di amici consiste di due o più persone gratificate a stare insieme da sentimenti di cameratismo, esclusività e reciproco interesse. Ci sono varie &#8220;gradazioni&#8221; e &#8220;sfumature&#8221; nel modi di intendere questo sentimento, tanto che, nelle varie culture, ci sono da sempre stati diversi modi di intendere e manifestare l&#8217;amicizia.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><a name="Russia"></a>Russia</h3>
<p style="text-align: justify;">In Russia è usanza accordare a pochissime persone la qualifica di amico, ma quello che viene perso in quantità viene più che recuperato in intensità. Solo fra amici ci si chiama per nome (o col diminutivo) mentre fra semplici &#8220;conoscenti&#8221; ci si chiama usando il nome completo, a cui si aggiunge anche il patronimico.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli amici possono essere colleghi di lavoro da lungo tempo, vicini con cui si scambiano visite o inviti a pranzo, ecc. Il contatto fisico fra amici è considerato cosa del tutto normale anche fra persone dello stesso sesso, che si abbracciano, si baciano<a title="Bacio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bacio"></a> e camminano in pubblico a braccetto o mano nella mano, senza il minimo imbarazzo o connotazione di tipo sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo uno scritto di Oleg Kharkhordin sulle implicazioni politiche dell&#8217;amicizia, ai tempi del regime stalinista le amicizie erano viste con un certo sospetto, in quanto la fedeltà fra amici poteva essere in contrasto con la fedeltà al Partito. <em>&#8220;Per definizione un amico è una persona che non ti abbandona nemmeno quando è direttamente minacciata, una persona a cui si possono fare tranquillamente confidenze di ogni tipo, una persona che non ti tradirà mai, nemmeno se messa sotto pressione</em>&#8220;. In un certo senso l&#8217;amicizia divenne l&#8217;ultimo valore-baluardo del dissenso politico in Uninione Sovietica.  Centro di strategie internazionali.&#8221;</p>
<h3 style="text-align: justify;"><a name="Asia"></a>Asia</h3>
<p style="text-align: justify;">Anche in Medio Oriente ed <a title="Asia centrale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Asia_centrale"></a>Asia Centrale l&#8217;amicizia fra maschi, sebbene meno stretta che in Russia, tende ad essere particolarmente intima, e si accompagna con una grande quantità di effusioni fisiche di natura non sessuale<a title="Sesso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sesso"></a>, tenersi per mano, ecc.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><a name="Paesi_occidentali"></a>Paesi occidentali</h3>
<h3 style="text-align: justify;">In Occidente i contatti fisici intimi hanno assunto nell&#8217;ultimo secolo una connotazione decisamente &#8220;sessuale&#8221;, e praticarli fra amici è considerato un tabù, soprattutto fra maschi. Tuttavia un modo appena accennato, quasi &#8220;rituale&#8221;, di abbracciarsi e baciarsi<a title="Bacio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bacio"></a> può essere accettato, anche se solo in determinati contesti.<br />
Fanno eccezione i bambini, la cui amicizia può tradursi in manifestazioni di stretta intimità, che vengono soppresse successivamente per uniformarsi alle convenzioni sociali.</h3>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="Amicizie_non_fra_persone"></a>Amicizie non fra persone</h2>
<p style="text-align: justify;">Sebbene nell&#8217;accezione originaria il termine indichi l&#8217;amicizia fra individui, viene a volte usato anche nel contesto delle relazioni politiche per indicare una particolare condizione delle relazioni fra stati o popoli  (si veda l&#8217;amicizia &#8220;franco-tedesca&#8221;) legati da affinità e comuni interessi.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo riguardo vale citare una celebre affermazione dello statista inglese Benjamin Disraeli che ebbe a dire: <em>&#8220;Le nazioni non hanno mai amici stabili e nemmeno nemici stabili. Solo interessi permanenti.</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: &#8220;www.wikipedia.it&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">
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