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	<title>Sto Bene Con Tutti &#187; uomini</title>
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		<title>Il rapporto di coppia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 11:07:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; difficile, nel rapporto di coppia, contrastare la spinta alla funzionalità che in modo sempre più esclusivo regola le relazioni interpersonali. Condizionati come siamo, nel lavoro, a pensare e contrattare continuamente nell&#8217;ottica del dare e dell&#8217;avere, troviamo poi difficile sviluppare, fuori dal lavoro, la capacità dell&#8216;esperienza interiore, del trasporto, del saper gustare fino in fondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2019" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Il rapporto di coppia" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/07/orgasm-2-300x203.jpg" alt="Il rapporto di coppia" width="300" height="203" />E&#8217; difficile, nel <strong>rapporto di coppia</strong>, contrastare la spinta alla funzionalità che in modo sempre più esclusivo regola le <strong>relazioni </strong>interpersonali. Condizionati come siamo, nel lavoro, a pensare e contrattare continuamente nell&#8217;ottica del dare e dell&#8217;avere, troviamo poi difficile sviluppare, fuori dal lavoro, la capacità dell<strong>&#8216;esperienza interiore</strong>, del trasporto, del saper gustare fino in fondo le cose, indispensabile all&#8217;esistenza e alla <strong>crescita</strong> di un <strong>rapporto d&#8217;amore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra <strong>mentalità</strong> economica si basa sul seguente presupposto: &#8220;se una cosa è tutta mia, non può essere contemporaneamente tua&#8221;. E&#8217; una mentalità che permea la gran parte dei nostri contatti, contraddistinti dal carattere commerciale del baratto, per cui chi dà qualcosa riceve qualcos&#8217;altro in cambio. Nell&#8217;<strong>amore</strong> maturo, tuttavia, identiche sono le entrate e le uscite, il <strong>ricevere e il dare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Riceviamo in entrata esattamente ciò che abbiamo regalato, ciò che diamo. Se regaliamo gioia, riceveremo proprio questa gioia; diventiamo lieti se allietiamo gli altri. Colui che dà sente nel dare la propria vitalità e percepisce nel Tu, al quale si dà, possibilità sconosciute della propria anima. Difficilmente chi è abituato alla mentalità economica riesce a percepire la paradossale concordanza tra dare e ricevere.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo dato aiuta a capire perché, nella società odierna, molti si autodistruggono. Vi sono persone che si sentono vive, nella migliore delle ipotesi, all&#8217;inizio di un rapporto d&#8217;amore. Per un po&#8217; di tempo riescono a proteggere l&#8217;esperienza particolare dell&#8217;amore dalla mentalità del baratto che caratterizza le loro relazioni. A lungo andare, tuttavia, non ce la fanno a sottrarre neppure questo rapporto al terrore della mentalità mercantile.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse, sin dall&#8217;inizio della relazione avevano cominciato a scusarsi con i colleghi per il posto importante che essa veniva a occupare nella loro vita, come ci si scuserebbe per una bambinata. Discolpandosi , avevano già iniziato a svalutare l&#8217;eros: l&#8217;amore è una debolezza perdonabile che, di fronte alla dura <strong>realtà</strong> della <strong>vita</strong>, di tanto in tanto ci si può anche permettere. L&#8217;amore non ha dunque nessuna realtà. È pura finzione. In base a questa mentalità, per queste persone l&#8217;amore perde a poco a poco il significato; diventa una delle tante <strong>abitudini</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre il sentimento si raffredda, regolano la <strong>convivenza</strong> con il <strong>partner</strong> seguendo un consolidato modello economico: ciascuno fornisce all&#8217;altro una prestazione possibilmente equivalente. Gli uomini che occupano posizioni dirigenziali sono particolarmente soggetti a questo processo di autodistruzione. Tuttavia, dato che nella nostra società rappresentano un modello ideale, nessuno è protetto dalla pericolosa <strong>attrazione</strong> che suscitano. Si sta accentuando anche in molte donne la tendenza alla svalutazione dell&#8217;<strong>eros</strong>, nella misura in cui queste donne si  assoggettano agli schemi dell&#8217;efficientismo maschile.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini competitivi usano male la loro capacità di amare. La possibilità di <strong>percepire</strong> i sentimenti come realtà <strong>interiore</strong> e di strutturare il mondo dei loro stessi sentimenti nella dedizione e nella resa non si sviluppa. Le loro emozioni non attraggono un Tu, ma un oggetto inadeguato. Come Narciso che, in contrasto con le leggi naturali, volge le proprie emozioni al proprio Io anziché a un Tu, allo stesso modo l&#8217;uomo &#8220;di successo&#8221; rivolge alla propria professione o allo sport preferito anche quell&#8217;energia che dovrebbe essere riservata all&#8217;amore, alla dedizione a un Tu.</p>
<p style="text-align: justify;">Se dunque, l&#8217;energia destinata all&#8217;amore non trova collegamento con un Tu, si creano nell&#8217;Io un&#8217;eccessiva pressione e un ristagno. Allora, o si ricorre a un sistema di valvole che consentano di scaricare il vapore (per esempio in fantasie ed esperienze sessuali avulse da un reale interesse per un Tu), oppure la pressione rende l&#8217;Io sempre più duro, inflazionato e <strong>aggressivo</strong> in tutte le sue funzioni.  Il circuito psicofisico, costantemente sovraccarico, finisce per logorarsi. Così, l&#8217;uomo competitivo si butta a capofitto nel lavoro, utilizzando una forza d&#8217;urto che troverebbe il suo senso <strong>naturale</strong> solo nell&#8217;amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse incorre nello stesso incidente che ha luogo quando un rasoio elettrico viene collegato a un voltaggio troppo alto: all&#8217;iniziale maggiore efficienza rispetto a un apparecchio dello stesso tipo collegato al corretto voltaggio, rapidamente succedono il surriscaldamento del motore e l&#8217;inevitabile rottura. Allo stesso modo, un uomo competitivo può veramente morire con il cuore schiantato. Il suo amore non ha trovato la via per uscire dall&#8217;Io e accostarsi al Tu.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la ricerca del Tu è impedita, diventa impossibile anche trovare il proprio Sé, perché soltanto nell&#8217;immagine-guida di un Tu l&#8217;Io può come in uno specchio, percepire, rendere viva e realizzare la propria capacità di sviluppo emotivo. Chi non trova l&#8217;accesso al Tu non trova neppure l&#8217;accesso alla propria<strong> essenza,</strong> cioè al proprio Sé. Senza eros ci sentiamo senza vita. Persino l&#8217;eremita può dispiegare la propria anima solo se, nella meditazione o nella preghiera, si richiama al mondo, cioè alla &#8220;redenzione di tutti gli esseri viventi&#8221;, come ebbe a dire Buddha.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo competitivo soffre di un sovraccarico di energia che dovrebbe essere destinata alla scoperta del Tu e del sé. Nel matrimonio l&#8217;uomo competitivo sembra essere il più forte; è lui che decide come organizzare la vita pratica. Questa forza è tuttavia soltanto presunta, perché egli è dipendente dalla cura materna della moglie e, soprattutto, perché vive la famiglia con la stessa coazione al rendimento che ha sul suo posto di lavoro. Per questo motivo la sua <strong>energia </strong>si trasformerà un giorno, inevitabilmente in impotenza.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>uomo competitivo</strong> ha soltanto una cognizione oscura e inquietante di tutte queste interconnessioni. Nel tentativo di placare l&#8217;ansia indotta da una paura esagerata delle malattie e della morte, diventa sempre più tirannico in famiglia e nel lavoro; di conseguenza, aumentano il suo isolamento e la pressione che un giorno lo spezzerà.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tratto dal libro:</em> <strong>Il no in amore</strong> &#8211; <strong>Peter Schellenbaum</strong> &#8211; Red edizioni</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>L’amicizia al femminile</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 11:59:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;attrazione esercitata fra persone dello stesso sesso è un passaggio obbligato nell&#8217;adolescenza, laddove l&#8217;amicizia e&#8217; intessuta di un legame sentimentale molto stretto: si tratta di un periodo di omosessualità assolutamente normale. Questa prima forma di amore viene ben presto soppiantata dall&#8217;amore per un rappresentante di sesso opposto ma l&#8217;amore per gli amici assumerà comunque una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1657" style="margin: 10px;" title="female-friends1" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/05/female-friends1-300x201.jpg" alt="female-friends1" width="300" height="201" />L&#8217;attrazione esercitata fra persone dello stesso sesso è un passaggio obbligato nell&#8217;adolescenza, laddove l&#8217;amicizia e&#8217; intessuta di un legame sentimentale molto stretto: si tratta di un periodo di omosessualità assolutamente normale. Questa prima forma di amore viene ben presto soppiantata dall&#8217;amore per un rappresentante di sesso opposto ma l&#8217;amore per gli amici assumerà comunque una grande importanza nell&#8217;esperienza sentimentale di ogni individuo.</p>
<p style="text-align: justify;">In epoche precedenti la tendenza degli uomini a ricercare amici ha avuto una notevole importanza. Basta pensare al tempo della Polis, le Città Stato in cui l&#8217;amore di uomini per i giovani venne esaltato molto di più rispetto all&#8217;amore per le fanciulle.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai tempi della cavalleria, in cui gli uomini si riunivano in compagnie di cavalieri ( i Cavalieri delle tavola Rotonda, I Cavalieri dei Templari), ogni giovane aspirava a divenire paggio e poi scudiero di qualche famoso cavaliere. L&#8217;amicizia fra uomini caratteristica di quel tempo appariva come la strategia vincente per arrivare a obiettivi comuni ed è diventata espressione di una nuova solidarietà di sesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra le donne, lo sviluppo del sentimento amicale e della solidarietà di sesso come fenomeno collettivo e culturale si è manifestata in modo più tardivo e solo nel momento in cui è venuta meno l&#8217;esigenza di occuparsi esclusivamente degli uomini.  Attualmente, infatti, per una donna la formazione della coppia e il matrimonio non rappresentano più la loro unica carriera. E non sono solo le donne deboli, stupide o meno attraenti bensì le più intraprendenti e vitali, ricche di spirito di iniziativa le donne in cui l&#8217;amicizia ha finito per assumere un&#8217;importanza senza precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Generalmente i rapporti che si stabiliscono fra queste donne sono basati sull&#8217;affezione e sull&#8217;attrazione di una personalità sull&#8217;altra, su obiettivi e interessi comuni e possono essere molto più liberi psicologicamente e materialmente rispetto alle relazioni che si vengono a creare fra un uomo e una donna. Spesso, infatti, le relazioni fra una donna e un uomo implicano una dipendenza finanziaria, comportano legami, contratti  e sottostanno a numerose convenzioni sociali, mentre nel rapporto amicale tutto questo non accade&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Questo accordo psicologico e umano è, però, molto delicato. Affinché duri, è necessario salvaguardarlo dagli effetti distruttivi delle dinamiche inconsce che, inevitabilmente si producono. Le difficoltà che maggiormente si presentano nei rapporti di amicizia sono rappresentate dal sentimento di rivalità oppure dalla eccessiva identificazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La tendenza all&#8217;identificazione che accompagna la vita delle coppie, in questo caso, diventa molto più forte in quanto anche l&#8217;ambiente esterno tenderà a considerare le due amiche come &#8220;inseparabili&#8221; e, in questo senso, nessuna delle due avrà nuovi spunti da portare all&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo due cose distinte, infatti, possono entrare in relazione. Se due cose sono identiche non possono aver rapporti tra di loro: esse confluiscono in un&#8217;unità priva di energia e di interesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: http://www.willypasini.it/articoli.php?arid=556&amp;ctid=1</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>La rabbia</title>
		<link>http://www.stobenecontutti.it/2009/04/01/la-rabbia/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 13:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cos&#8217;è la rabbia? La rabbia è una emozione tipica, considerata fondamentale da tutte le teorie psicologiche poiché per essa è possibile identificare una specifica origine funzionale, degli antecedenti caratteristici, delle manifestazioni espressive e delle modificazioni fisiologiche costanti, delle prevedibili tendenze all&#8217;azione. Essendo un&#8217;emozione primitiva, essa può essere osservata sia in bambini molto piccoli che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1505" title="coupleshouting" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/04/coupleshouting.jpg" alt="coupleshouting" width="389" height="269" /></p>
<p style="text-align: justify;">Che cos&#8217;è la rabbia? La rabbia è una emozione tipica, considerata fondamentale da tutte le teorie psicologiche poiché per essa è possibile identificare una specifica origine funzionale, degli antecedenti caratteristici, delle manifestazioni espressive e delle modificazioni fisiologiche costanti, delle prevedibili tendenze all&#8217;azione. Essendo un&#8217;emozione primitiva, essa può essere osservata sia in bambini molto piccoli che in specie animali diverse dell&#8217;uomo.</p>
<p>Quindi, insieme alla gioia e al dolore, la rabbia è una tra le emozioni più precoci.<br />
Essendo l&#8217;emozione la cui manifestazione viene maggiormente inibita dalla cultura e dalle società attuali, molto interessanti risultano gli studi evolutivi, in grado di analizzare le pure espressioni della rabbia, prima cioè che vengano apprese quelle regole che ne controllano l&#8217;esibizione. Inoltre, la rabbia fa parte della triade dell&#8217;ostilità insieme al disgusto e al disprezzo, e ne rappresenta il fulcro e l&#8217;emozione di base.</p>
<p style="text-align: justify;">Tali sentimenti si presentano spesso in combinazione e pur avendo origini, vissuti e conseguenze diverse risulta difficile identificare l&#8217;emozione che predomina sulle altre. Moltissimi risultano essere i termini linguistici che si riferiscono a questa reazione emotiva: collera, esasperazione, furore ed ira rappresentano lo stato emotivo intenso della rabbia; altri invece esprimono lo stesso sentimento ma di intensità minore, come: irritazione, fastidio, impazienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da dove nasce la rabbia?</strong><br />
Per la maggior parte delle teorie la rabbia rappresenta la tipica reazione alla frustrazione e alla costrizione, sia fisica che psicologica.<br />
Pur rappresentandone i denominatori comuni, la costrizione e la frustrazione non costituiscono in sé le condizioni sufficienti e neppure necessarie perché si origini il sentimento della rabbia. La relazione causale che lega la frustrazione alla rabbia non è affatto semplice. Altri fattori sembrano infatti implicati affinché origini l&#8217;emozione della rabbia. La responsabilità e la consapevolezza che si attribuisce alla persona che induce frustrazione o costrizione sembrano essere altri importanti fattori.</p>
<p>Ancor più delle circostanze concrete del danno, quello che più pesa nell&#8217;attivare una emozione di rabbia sembra cioè essere la volontà che si attribuisce all&#8217;altro di ferire e l&#8217;eventuale possibilità di evitare l&#8217;evento o situazione frustrante.<br />
Insomma ci si arrabbia quando qualcosa o qualcuno si oppone alla realizzazione di un nostro bisogno, soprattutto quando viene percepita l&#8217;intenzionalità di ostacolare l&#8217;appagamento.</p>
<p><strong>Contro chi ci si arrabbia?</strong><br />
L&#8217;emozione della rabbia può essere quindi definita come la reazione che consegue ad una precisa sequenza di eventi</p>
<ul>
<li> stato di bisogno</li>
<li> oggetto (vivente o non vivente) che si oppone alla realizzazione di tale bisogno</li>
<li> attribuzione a tale oggetto dell&#8217;intenzionalità di opporsi</li>
<li> assenza di paura verso l&#8217;oggetto frustrante</li>
<li> forte intenzione di attaccare, aggredire l&#8217;oggetto frustrante</li>
<li> azione di aggressione che si realizza mediante l&#8217;attacco</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
Questo è quello che avviene in natura, anche se l&#8217;evoluzione sembra aver plasmato forti segnali che inducono la paura e di conseguenza la fuga, impedendo cosi l&#8217;aggressione dell&#8217;avversario. Nella specie umana, di solito, si assiste non solo ad una inibizione della tendenza all&#8217;azione di aggressione e attacco ma addirittura al mascheramento dei segnali della rabbia verso l&#8217;oggetto frustrante. Nella specie umana, la cultura e le regole sociali a volte impediscono di dirigere la manifestazione e l&#8217;azione direttamente verso l&#8217;agente che scatena la rabbia.</p>
<p>Tre possono quindi essere i fondamentali destinatari finali della nostra rabbia:</p>
<ul>
<li> oggetto che provoca la frustrazione</li>
<li> un oggetto diverso rispetto a quello che provoca la frustrazione (spostamento dall&#8217;obiettivo originale)</li>
<li> la rabbia può infine essere diretta verso se stessi, trasformandosi in autolesionismo ed auto aggressione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Come il corpo manifesta la rabbia?</strong><br />
Per quanto siano estremamente forti le pressioni contro la manifestazione della rabbia, essa possiede una tipica espressione facciale, ben riconoscibile in tutte le culture studiate. L&#8217;aggrottare violento della fronte e delle sopracciglia e lo scoprire e digrignare i denti, rappresentano le modificazioni sintomatiche del viso che meglio esprimono l&#8217;emozione della rabbia. Tutta la muscolatura del corpo può estendersi fino all&#8217;immobilità.<br />
Le sensazioni soggettive più frequenti possono essere: la paura di perdere il controllo, l&#8217;irrigidimento della muscolatura, l&#8217;irrequietezza ed il calore. La voce si fa più intensa, il tono sibilante, stridulo e minaccioso.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;organismo si prepara all&#8217;azione, all&#8217;attacco e all&#8217;aggressione.Le variazioni psicofisiologiche sono quelle tipiche di una forte attivazione del sistema nervoso autonomo simpatico, ossia: accelerazione del battito cardiaco, aumento della pressione arteriosa e dell&#8217;irrorazione dei vasi sanguigni periferici, aumento della tensione muscolare e della sudorazione. Gli studi sugli effetti dell&#8217;inibizione delle manifestazioni aggressive sembrano indicare che chi non esprime in alcun modo i propri sentimenti di rabbia tende a viverli per un tempo più lungo .<br />
<strong><br />
Quali sono le funzioni della rabbia?</strong><br />
Le modificazioni psicofisiologiche che si manifestano attraverso la potente impulsività e la forte propensione all&#8217;agire con modalità aggressive sono funzionali alla rimozione dell&#8217;oggetto frustrante . La rabbia è sicuramente uno stato emotivo che aumenta nell&#8217;organismo il propellente energetico utilizzabile per passare alle vie di fatto, siano queste azioni oppure solo espressioni verbali. La rimozione dell&#8217;ostacolo che si oppone alla realizzazione del bisogno può avvenire sia attraverso l&#8217;induzione della paura e la conseguente fuga sia mediante un violento attacco.</p>
<p style="text-align: justify;">
Le numerose ricerche compiute sui comportamenti di specie diverse dall&#8217;uomo, hanno dimostrato che l&#8217;ira e le conseguenti manifestazioni aggressive sono determinate da motivi direttamente o indirettamente legati alla sopravvivenza dell&#8217;individuo e delle specie. Gli animali spesso attaccano perché qualcosa li spaventa oppure perché vengono aggrediti da predatori, per avere la meglio sul rivale sessuale, per cacciare un intruso dal territorio o per difendere la propria prole.</p>
<p>Negli uomini invece, i motivi alla base di un attacco di rabbia riguardano maggiormente la frustrazione di attività che erano connesse con l&#8217;immagine e la realizzazione di sé. Lo scopo in questo caso sembra più rivolto a modificare un comportamento che non si ritiene adeguato. L&#8217;arrabbiarsi, motivando chiaramente le motivazioni dello scontento, sembra infatti essere una procedura per ottenere un utile cambiamento.</p>
<p>http://www.benessere.com/psicologia/emozioni/la_rabbia.htm</p>
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		<title>Fantasie Erotiche. &#8230;.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 16:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando parliamo di immaginario erotico ci riferiamo a fantasie che hanno quale obiettivo l&#8217;eccitazione sessuale. Non tutti i pensieri che hanno quale oggetto l&#8217;ambito della sessualità possono essere definiti &#8220;fantasie erotiche&#8221;. Alcuni pensieri infatti hanno, per il soggetto che li vive, carattere intrusivo ed ossessivo e rientrano in un quadro patologico. Una fantasia erotica, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1454" style="margin: 10px;" title="sexoplacermorbosexsexesexualamorypasioninternetblogrelacionesamorosaslovesexobesoscaricias" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/sexoplacermorbosexsexesexualamorypasioninternetblogrelacionesamorosaslovesexobesoscaricias-300x216.jpg" alt="sexoplacermorbosexsexesexualamorypasioninternetblogrelacionesamorosaslovesexobesoscaricias" width="300" height="216" />Quando parliamo di immaginario erotico ci riferiamo a fantasie che hanno quale obiettivo l&#8217;eccitazione sessuale. Non tutti i pensieri che hanno quale oggetto l&#8217;ambito della sessualità possono essere definiti &#8220;fantasie erotiche&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni pensieri infatti hanno, per il soggetto che li vive, carattere intrusivo ed ossessivo e rientrano in un quadro patologico. Una fantasia erotica, di per sé, rappresenta una normale attività dell&#8217;organismo funzionale al raggiungimento dell&#8217;eccitazione.</p>
<p style="text-align: justify;">
Può però assumere forma parafiliaca (il termine parafilia è l&#8217;attuale nomenclatore utilizzato per indicare quei comportamenti noti come &#8220;perversioni sessuali&#8221;) quando il soggetto non può fare a meno di ricorrere ad una specifica fantasia o ad uno specifico comportamento sessuale per eccitarsi. Ad esempio nella scatologia telefonica (telefonate oscene) l&#8217;unico modo che una persona ha per eccitarsi è poter mettere in atto o fantasticare tale comportamento.</p>
<p style="text-align: justify;">
Non è però il contenuto della fantasia ad essere di per sé patologico quanto la forma che assume, ovvero come la persona si organizza in funzione delle proprie fantasie.<br />
Distinguiamo comunque la pura fantasia ovvero i pensieri, idee e desideri dal comportamento sessuale che rappresenta il passaggio all&#8217;atto. Alcune fantasie che il soggetto vive come erotiche possono diventare patologiche nel passaggio all&#8217;atto come la zoofilia (sesso con animali), la scatologia telefonica, la violenza sessuale mentre potrebbero essere &#8220;normali&#8221; fantasie quando rimangono tali. Ad esempio diverse donne fantasticano di subire violenza sessuale ma, nella realtà, non vivrebbero mai tale situazione né la considererebbero erotica.</p>
<p style="text-align: justify;">
Va sottolineato che l&#8217;immaginario erotico è fortemente condizionato da fattori psico-sociali relativi ad una cultura o sub-cultura di appartenenza. Fattori psicologici, sociali, culturali (e &#8220;morali&#8221;) oltre che fattori biologici sono quindi alla base dell&#8217;espressione dell&#8217;immaginario erotico di ogni persona.<br />
La sessualità come normale attività dell&#8217;organismo può assumere quindi forme estremamente variegate e non si riduce, nell&#8217;essere umano, ad una semplice e fredda attività copulatoria finalizzata esclusivamente alla procreazione come accade nella maggior parte degli animali.</p>
<p style="text-align: justify;">In una ricerca sulle fantasie erotiche maschili e femminili condotta dal Centro Studi e Ricerche in Psicologia Emotocognitiva diretto dal Dott. Baranello del gruppo SRM Psicologia è stato chiesto agli intervistati di indicare la loro principale fantasia erotica. Dai dati del sondaggio condotto on-line emerge che tra tutte le fantasie quelle più comuni riguardano il sesso di gruppo (ben il 36% degli intervistati), seguono quelle legate a specifiche situazioni (10%) insieme a fantasie di prestazione (10%).</p>
<p style="text-align: justify;">Esibizionismo (mettersi in mostra) e Dominare o essere dominati sono indicate come fantasie principali nel 5% dei casi. Il 4% del campione esprime fantasie quali essere legati o bendati, scambio di coppia, voyeurismo e fantasie omosessuali (in soggetti eterosessuali). Altre fantasie come l&#8217;attenzione sessuale verso specifiche parti del corpo (particolarismo), il feticismo e l&#8217;uso di oggetti, sadismo e masochismo, avere rapporti contro la propria volontà, avere rapporti con un &#8220;transgender&#8221;, avere rapporti con animali (zoofilia), avere rapporti con persone di razze o etnie diverse dalla propria (sesso interrazziale) sono più o meno equamente distribuite nel campione ma rappresentano basse percentuali ricordando sempre che è stato chiesto di indicare esclusivamente la fantasia erotica principale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;alta percentuale di fantasie relative al sesso di gruppo ha richiesto un&#8217;ulteriore specificazione, infatti in &#8220;sesso di gruppo&#8221; sono indicate sia le fantasie orgiastiche (più di tre persone non limitate a coppie) che il &#8220;sesso a tre&#8221;. Nel campione generale il 31% ha fantasie relativa a &#8220;sesso a tre&#8221; e soltanto il 5% relativo ad &#8220;orgia&#8221;. Se analizziamo il campione dividendolo in uomini e donne scopriamo dati davvero interessanti. Tra chi ha espresso fantasie orgiastiche il 70% sono uomini ed il 30% donne mentre le percentuali sono quasi equamente distribuite quando si parla di &#8220;sesso a tre&#8221; (45% donne e 55% uomini). Specificando ulteriormente abbiamo scoperto che nelle donne eterosessuali che esprimono fantasie relative a &#8220;sesso di gruppo&#8221; ben il 75% dichiara di poter avere rapporti sia con gli uomini che con le donne presenti nella situazione mentre soltanto il 25% degli uomini dichiara lo stesso. Anche quando le fantasie erotiche sono di tipo omosessuale in soggetti eterosessuali la distribuzione percentuale è la stessa (75% donne, 25% uomini). Questo dato spiegherebbe il motivo dell&#8217;uso frequente di immagini di rapporti omosessuali tra donne (e meno tra uomini) in film, video musicali e pubblicità con target sia femminile che maschile.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra differenza tra uomini e donne riguarda le fantasie di prestazione e situazionali. Le donne esprimono più frequentemente fantasie legate a situazioni specifiche (sesso nella vasca da bagno, in ascensore, in un camerino di un negozio, davanti al camino, in un prato, ecc.) mentre negli uomini sono più comuni fantasie di prestazione (sesso anale, sesso orale, specifiche posizioni, ecc.). Questi dati risultano ancora più evidenti tra gli intervistati più giovani e con minore esperienza sessuale. Le fantasie di violenza o di essere presi con forza e contro la propria volontà sono più comuni tra le donne così come le fantasie di esibizionismo mentre quelle voyeuristiche e lo scambio di coppia (scambiarsi i partner ma non sesso di gruppo) sono più comuni tra gli uomini. Nella maggior parte dei casi le fantasie erotiche rimangono esclusivamente pensieri e desideri che vengono utilizzati per eccitarsi o per accompagnare la masturbazione e/o il rapporto sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">In un&#8217;alta percentuale di casi le fantasie vengono comunicate al partner sessuale ed utilizzate dalla coppia. La maggior parte degli intervistati dichiara di non aver mai realizzato concretamente la fantasia (soprattutto quelle che coinvolgono altre persone oltre la coppia) ma desidererebbe farlo. Di fatto comunque il desiderio di realizzazione sembra essere parte integrante della fantasia stessa. Chi invece ha messo in pratica la propria fantasia raramente dichiara di non aver apprezzato l&#8217;esperienza. Tra chi ha praticato sesso di gruppo (tre o più persone) soltanto la metà lo rifarebbe dichiarando comunque l&#8217;esperienza piacevole. Come abbiamo detto la maggior parte delle persone che ha partecipato al sondaggio dichiara di aver comunicato la propria fantasia al partner.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri dati relativi alla nostra esperienza clinica indicano però che molte persone hanno difficoltà ad accettare il contenuto di alcune fantasie del proprio partner soprattutto quando nella fantasia sono coinvolte altre persone. Alcune persone pensano infatti che una fantasia erotica sia l&#8217;espressione di un desiderio che si vorrebbe realmente concretizzare. Così molti uomini ancora temono l&#8217;idea che la propria partner possa fantasticare situazioni orgiastiche o sesso con altri uomini. In realtà i dati a nostra disposizione dimostrerebbero che l&#8217;intenzione di realizzare la propria fantasia altro non è che parte della fantasia stessa. Raggiunto lo scopo per il quale la fantasia è stata prodotta (desiderio-eccitazione-orgasmo) la stessa fantasia perde, in quel momento, il suo valore erotico.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <strong>Baranello, M., Sabatini, E.</strong><br />
Fantasie Erotiche. Psicologia dei Comportamenti Sessuali<br />
<em>SRM Psicologia Rivista (www.psyreview.org).</em></p>
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		<title>Dialogo: le differenze fra uomo e donna</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 16:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Relazioni di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[abbandonare]]></category>
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		<category><![CDATA[atteggiamento femminile]]></category>
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		<category><![CDATA[sessi]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando gli uomini non parlano La difficoltà maggiore per un uomo sta nell&#8217;interpretare correttamente una donna che sta parlando dei propri stati d&#8217;animo. Una delle imprese più ardue per una donna è interpretare correttamente il silenzio di un uomo. Per le donne il silenzio è spesso fonte di equivoci; il modo in cui i due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1212" style="margin: 10px;" title="77b2816b-2858-4c65-91bf-53fa7129399dhmedium" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/77b2816b-2858-4c65-91bf-53fa7129399dhmedium-300x182.jpg" alt="77b2816b-2858-4c65-91bf-53fa7129399dhmedium" width="320" height="212" />Quando gli uomini non parlano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La difficoltà maggiore per un uomo sta nell&#8217;interpretare correttamente una donna che sta parlando dei propri stati d&#8217;animo. Una delle imprese più ardue per una donna è interpretare correttamente il silenzio di un uomo. Per le donne il silenzio è spesso fonte di equivoci; il modo in cui i due sessi generalmente pensano ed elaborano le informazioni è profondamente diverso. Le donne pensano ad alta voce: lasciano scorrere liberamente i propri pensieri e li esprimono ad alta voce per approfondire le proprie intuizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini invece, prima di parlare, ripercorrono mentalmente ciò che hanno sentito o provato arrivando ad una soluzione attraverso un processo interiore. Spesso le donne fraintendono il silenzio maschile immaginando il peggio, infatti, le sole occasioni in cui la donna sceglie la via del silenzio sono quelle in cui ciò che andrebbe detto è troppo doloroso o quando non vuole parlare con uomo di cui non si fida più. Per rendere le loro relazioni davvero gratificanti le donne devono imparare che quando un uomo è turbato o stressato smette automaticamente di parlare e si rinchiude in se stesso per riflettere sulla situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; qualcosa di molto difficile da accettare per una donna che non abbandonerebbe mai un&#8217;amica in difficoltà. Per una donna abbandonare il suo compagno quando questi è turbato non è un atto d&#8217;amore: poiché lo ama il suo istinto sarebbe quello di stargli vicino ed offrirgli aiuto. In buona fede pensa di doverlo interrogare perché lui possa averne dei benefici. Ma in realtà questo tipo di atteggiamento femminile non fa altro che turbare ed irritare ulteriormente un uomo. E&#8217; importante che gli uomini e le donne rinuncino a proporre al partner il tipo di aiuto da loro preferito e comincino ad apprendere invece le diverse modalità di sentire, reagire e pensare dei due sessi</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché gli uomini si chiudono nel silenzio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini si rinchiudono in se stessi quando:</p>
<ul class="unIndentedList" style="text-align: justify;">
<li> Hanno bisogno di riflettere su un problema per trovarne la soluzione</li>
<li> Si sentono turbati o stressati e hanno bisogno di stare un po&#8217; da soli per calmarsi e riacquistare il controllo</li>
<li> Hanno bisogno di ritrovare se stessi</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché le donne parlano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le donne parlano per svariati motivi:</p>
<ul class="unIndentedList" style="text-align: justify;">
<li> Per trasmettere o raccogliere informazioni</li>
<li> Per sentirsi meglio quando sono turbate</li>
<li> Perché pensano ad alta voce</li>
<li> Per creare intimità</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sessi diversi bisogni emotivi diversi</p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini e le donne concedono il tipo di amore di cui hanno bisogno e non quello necessario all&#8217;altro sesso. Gli uomini basano l&#8217;amore sulla fiducia, la stima e l&#8217;accettazione; le donne sull&#8217;affetto, la comprensione ed il rispetto.</p>
<table style="text-align: justify;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="200">
<p align="center"><strong>Le donne   hanno bisogno di ricevere</strong></p>
</td>
<td width="200">
<p align="center"><strong>Gli uomini   hanno bisogno di ricevere</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="200"></td>
<td width="200"></td>
</tr>
<tr>
<td width="200">
<p align="center">Sollecitudine</p>
</td>
<td width="200">
<p align="center">Fiducia</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="200">
<p align="center">Comprensione</p>
</td>
<td width="200">
<p align="center">Accettazione</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="200">
<p align="center">Rispetto</p>
</td>
<td width="200">
<p align="center">Apprezzamento</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="200">
<p align="center">Devozione</p>
</td>
<td width="200">
<p align="center">Ammirazione</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="200">
<p align="center">Rassicurazione</p>
</td>
<td width="200">
<p align="center">Incoraggiamento</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">Ignorando ciò che è importante per l&#8217;altro sesso, uomini e donne rischiano di provocare dolore ai loro partner</p>
<table style="text-align: justify;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center"><strong>Errori   femminili </strong></p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center"><strong>Perchè lui   non si sente amato </strong></p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168"></td>
<td width="20"></td>
<td width="168"></td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei gli offre   consigli non richiesti</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui pensa che lei   non si fidi più di lui</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei cerca di   cambiarlo per il &#8220;suo&#8221; bene</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui pensa che lei   non lo accetti per quello che è</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei si lamenta di   quello che lui non ha fatto</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui pensa che lei   non apprezzi le cose che fa</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei gli dice cosa   deve fare o non fare</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui non si sente   ammirato</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei gli corregge o   gli critica ogni iniziativa</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui non si sente   incoraggiato a farcela da solo</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">
<table style="text-align: justify;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center"><strong>Errori   maschili</strong></p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center"><strong>Perché lei   non si sente amata</strong></p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168"></td>
<td width="20"></td>
<td width="168"></td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui non l&#8217;ascolta</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei pensa che a lui   non le importi di lei</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui le offre   consigli pratici</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei non si sente   capita</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui l&#8217;ascolta ma   poi la rimprovera per avergli rovinato l&#8217;umore</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei pensa che lui   non abbia rispetto per i suoi sentimenti</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui minimizza le   necessità di lei</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei pensa che lui   non le sia devoto</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui l&#8217;ascolta in   silenzio e poi se ne va</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei si sente   insicura perché lui non la rassicura</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché a volte l&#8217;amore finisce</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Generalmente l&#8217;amore finisce perché la gente da&#8217; istintivamente ciò che vuole ricevere. Poiché i bisogni primari d&#8217;amore della donna si incentrano sulla sollecitudine, sulla comprensione, sul rispetto, sulla devozione e sulla rassicurazione è di queste cose che lei fa generosamente dono al suo compagno.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal canto suo l&#8217;uomo vive questo atteggiamento come mancanza di fiducia e reagisce in maniera negativa, a questo punto lei si chiede il perché le sue premure non siano state apprezzate. L&#8217;uomo invece, fa dono alla sua partner di ciò che lui ritiene primario e quindi: fiducia, accettazione, apprezzamento, ammirazione ed incoraggiamento e non quello di cui la sua compagna ha effettivamente bisogno. Quindi per soddisfare il nostro partner è necessario imparare a dare l&#8217;amore di cui lei o lui hanno veramente bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Citazioni sulle coppie</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Per un uomo ascoltare una donna mentre esterna le sue preoccupazioni è fonte di stress, poichè si sente costretto a risolvere qualsiasi problema lei sollevi pensando ad alta voce.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, per lei, condividere le proprie inquietudini è un&#8217;espressione di fiducia.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>La bibbia del vivere in due</strong>&#8221; di Allan &amp; Barbara Pease.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui penso ad un 50/50. In effetti se Donna comincia ad esternare, Donna non vuole soluzioni. Quindi inutile presentarle. Uomo piu&#8217; esperto riesce a dare segni di assenso, e magari aggiunge parole con funzione -Continua pure- ma Uomo esperto gia&#8217; ha una idea della direzione del discorso. Per cui Uomo esperto puo&#8217; continuare ad ascoltare &#8216;Tutto il calcio minuto per minuto&#8217;&#8230; Piu&#8217; tardi, puo&#8217; far ripartire il discorso ingannando Donna nel credere che e&#8217;, infatti, un ottimo ascoltatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;altro lato, tuttavia, onna ha il maledetto vizio di esternare mentre Uomo guida automobile-senza capire che mente Uomo e mente Donna sono identiche nel guidare. Dato che Donna, non ascolta&#8217; ne&#8217; interagisce quando guida, non si capisce come poi possa pretendrlo da Uomo.</p>
<p>Fonte: Web</p>
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		<title>Affrontare lo stress</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 16:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Relazioni di coppia]]></category>
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		<description><![CDATA[Una delle maggiori differenze comportamentali tra uomini e donne è il loro modo di affrontare lo stress. Gli uomini si chiudono in se stessi per concentrarsi sul problema e risolverlo, le donne invece, sentendosene sempre più sopraffatte e coinvolte, ne parlano. Quando un uomo è turbato non parla mai di ciò che lo preoccupa: non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1206" style="margin: 10px;" title="funny-people-adam-sandler-seth-rogen-2_mid" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/funny-people-adam-sandler-seth-rogen-2_mid-300x177.jpg" alt="funny-people-adam-sandler-seth-rogen-2_mid" width="300" height="177" />Una delle maggiori differenze comportamentali tra uomini e donne è il loro modo di affrontare lo stress. Gli uomini si chiudono in se stessi per concentrarsi sul problema e risolverlo, le donne invece, sentendosene sempre più sopraffatte e coinvolte, ne parlano.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando un uomo è turbato non parla mai di ciò che lo preoccupa: non vorrebbe mai che un amico si facesse carico del suo problema, a meno che l&#8217;assistenza di quest&#8217;ultimo non fosse essenziale per risolverglielo. Diventa quindi molto silenzioso e riservato rinchiudendosi in se stesso per riflettere sul problema e trovarne la soluzione. Una volta trovata la soluzione esce dal silenzio e torna in scena.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non dovesse riuscire a trovare subito una soluzione, allora tenterà di distrarsi leggendo un giornale o impegnandosi in un&#8217;attività ricreativa. Al contrario, quando una donna è turbata si rivolge a qualcuno di cui si fida aprendosi completamente. Le donne non si vergognano ad avere dei problemi e renderne partecipi gli altri; le fa sentire meglio. Solitamente le donne non riescono a capire il modo in cui gli uomini reagiscono allo stress: desidererebbero che questi si aprissero e parlassero delle loro difficoltà esattamente come loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Se una donna riesce a tenere a mente questa serie di differenze fondamentali, potrà imparare ad interpretare correttamente le reazioni del compagno iniziando a collaborare con lui. Gli uomini, dal canto loro, non si rendono minimamente conto del senso di estraneità che comunicano alle loro compagne quando si chiudono in se stessi. Se imparano a riconoscere gli effetti che la loro introversione suscita nelle donne, riusciranno a mostrarsi più comprensivi quando queste si sentiranno trascurate e poco considerate.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa devono ricordare gli uomini e le donne per andare d&#8217;accordo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini si devono ricordare che gli attacchi, le critiche ed i rimproveri delle donne nei loro confronti sono dei comportamenti contingenti: una volta sfogatesi le donne si sentono meglio e sviluppano atteggiamenti di apprezzamento ed accettazione. Una volta che si sente ascoltata una donna smette di rimuginare sui suoi problemi ed assume un atteggiamento più positivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ascoltare è un modo magnifico per dimenticare le proprie difficoltà e dare grandi soddisfazioni alla propria donna. Le donne devono ricordarsi che quando il proprio compagno si rinchiude in se stesso non lo fa perché non le ama più, non devono vivere questi comportamenti come un affronto personale né sentirsi rifiutate ma rivolgersi agli amici, uscire per divertirsi, andare a fare shopping, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come motivare l&#8217;altro sesso</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini si sentono motivati quando sono necessari, le donne quando si sentono assistite con sollecitudine. Un uomo innamorato inizia a provare sentimenti non egoistici ed è motivato a dare il meglio di sé nell&#8217;intento di servire gli altri. La sua sicurezza è tale da renderlo capace di effettuare cambiamenti di grande portata. Se ha la possibilità di esprimersi liberamente tira fuori il meglio di sé.</p>
<p style="text-align: justify;">Davanti all&#8217;insuccesso però ricade facilmente al suo originario atteggiamento egoistico. Quando è molto giovane un uomo può trovare sufficiente motivazione in se stesso, col passare degli anni tuttavia, questo può non bastare più e sente di aver bisogno dell&#8217;amore per sentirsi realizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se un rapporto affettivo fallisce, l&#8217;uomo cade in depressione e si rifugia in se stesso; smette immediatamente di occuparsi di qualunque tipo di relazione interpersonale e non capisce il motivo della propria tristezza. Si domanda cosa sia successo e prova una sensazione di inutilità. Non sa di aver smesso di provare interesse perché si sentiva superfluo ed ignora che l&#8217;unica via d&#8217;uscita è la vicinanza con qualcuno che dimostri di aver bisogno di lui. Una donna innamorata è felice quando i suoi bisogni sono soddisfatti: ha bisogno di sentire che non è sola, che è amata e considerata.</p>
<p style="text-align: justify;">La comprensione e la compassione del proprio partner aiutano la donna ad apprezzare chi le sta accanto e le dà appoggio. L&#8217;uomo, di solito, non comprende l&#8217;esigenza femminile di essere semplicemente ascoltata, e la lascerà sola per rispetto oppure, le propinerà una serie di soluzioni non richieste peggiorando definitivamente la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sessi diversi, lingue diverse</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini e le donne parlano linguaggi diversi e quindi si fraintendono in continuazione: parlano o smettono di parlare per motivi completamente diversi. Una comunicazione poco chiara e priva di empatia costituisce uno dei maggiori problemi dei rapporti interpersonali. Se una donna vuole esprimere i propri sentimenti utilizza superlativi, metafore e generalizzazioni che regolarmente gli uomini interpretano alla lettera.</p>
<p style="text-align: justify;">Fraintendendone il significato gli uomini finiscono per reagire in maniera negativa. La traduzione &#8220;letterale&#8221; delle parole di una donna può facilmente sviare un uomo che è abituato a trattare le parole esclusivamente come un mezzo per comunicare fatti ed informazioni. Dato che molti uomini non capiscono che le donne hanno un modo diverso di esprimere i propri sentimenti tendono a giudicarli in modo inappropriato; da qui nascono i litigi e le incomprensioni fra i due sessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte:  Web</p>
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		<title>Comunicazione nelle relazioni di coppia</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 15:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Relazioni di coppia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci aspettiamo sempre che i rappresentanti del sesso opposto siano simili a noi. Pensiamo che &#8220;vogliano ciò che noi vogliamo&#8221; e che &#8220;sentano ciò che noi sentiamo&#8221;. Diamo per scontato che se ci amano reagiranno e si comporteranno in una certa maniera: la stessa che adotteremmo noi al loro posto. Questo atteggiamento è destinato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1199" style="margin: 10px;" title="2675241789_8aa76dceca_o" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/2675241789_8aa76dceca_o-300x199.jpg" alt="2675241789_8aa76dceca_o" width="300" height="199" />Ci aspettiamo sempre che i rappresentanti del sesso opposto siano simili a noi. Pensiamo che &#8220;vogliano ciò che noi vogliamo&#8221; e che &#8220;sentano ciò che noi sentiamo&#8221;. Diamo per scontato che se ci amano reagiranno e si comporteranno in una certa maniera: la stessa che adotteremmo noi al loro posto.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo atteggiamento è destinato a scontrarsi continuamente con la realtà e ci impedisce di comunicare le nostre differenze. In pratica gli uomini si aspettano che le donne pensino, comunichino e reagiscano come uomini, mentre le donne si aspettano che gli uomini pensino, comunichino e reagiscano come donne.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi tutti tendiamo a dimenticarci che i due sessi percepiscono il mondo secondo schemi differenti con il risultato di scontri quotidiani. Se impariamo a riconoscere e a rispettare queste differenze ridurremo drasticamente la confusione ed i conflitti nei rapporti con l&#8217;altro sesso.</p>
<p style="text-align: justify;">La lamentela più comune che le donne esprimono nei confronti degli uomini è che essi &#8220;non le ascoltano&#8221;. Un uomo o ignora completamente una donna che gli parla oppure la ascolta per poco tempo; valuta i problemi da lei esposti, ed infine le offre quella che secondo lui è la migliore soluzione. Rimane basito quando lei non solo non apprezza il suo gesto d&#8217;amore ma continua a dirgli che lui non l&#8217;ascolta; non capisce le proteste di lei e persevera nel suo atteggiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Lei vorrebbe semplicemente comprensione mentre lui ritiene di dovergli dare delle soluzioni. La lamentela più comune degli uomini, al contrario, è che le donne cerchino continuamente di cambiarli. Quando una donna ama un uomo si sente investita dal dovere di aiutarlo a crescere e a migliorarsi; questo diventa il suo principale obiettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che l&#8217;uomo vorrebbe, invece, è sentirsi accettato per quello che è. Gli uomini danno molta importanza al potere, alla competenza, all&#8217;efficienza ed ai risultati. Essi si mettono continuamente alla prova tentando di sviluppare le loro abilità ed inoltre definiscono il proprio senso del sé in base alla propria capacità di raggiungere dei risultati.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini si realizzano soprattutto attraverso il successo, non amano la psicologia, i romanzi e le conversazioni. Essi sono più interessati agli oggetti che alle persone ed ai sentimenti; per sentirsi bene con sé stessi, devono riuscire a conseguire autonomamente gli obbiettivi che si sono prefissati.<br />
Nessuno può farlo al posto loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Capire questo meccanismo mentale ci chiarirà il perché gli uomini reagiscono malamente ad ogni tentativo femminile di correggerli o di dire loro cosa fare. Un consiglio non richiesto potrebbe equivalere ad un messaggio di incapacità: un grave smacco per il suo orgoglio! Amando risolvere i propri problemi da solo, è molto raro che un uomo ne parli, a meno che non ritenga di aver bisogno del consiglio di qualcuno più esperto di lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiedere aiuto quando si potrebbe fare da sé equivale ad ammettere la propria debolezza. Ciò nonostante in caso di estremo bisogno, non esita a chiedere aiuto a qualcuno che ritiene sia degno di stima e di rispetto. Questo ci spiega perché gli uomini istintivamente sono portati ad offrire delle soluzioni quando le donne si confidano con loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Credono che saranno apprezzati se metteranno a frutto le proprie capacità per risolvere i problemi della propria donna, ignorando che per una donna parlare dei propri problemi non equivale a ricercare una soluzione ma spesso la necessità di sfogarsi per essere ascoltata.</p>
<p style="text-align: justify;">Da tutto ciò si intuisce come i due sessi abbiano valori differenti: per le donne generalmente è importante l&#8217;amore, la comunicazione, la bellezza ed i rapporti interpersonali. Esse definiscono il senso del proprio sé attraverso i sentimenti e la qualità dei rapporti interpersonali; si realizzano attraverso la partecipazione e la relazione, la comunicazione è di importanza primaria; privilegiano le relazioni agli obiettivi, amano la psicologia e sono ottime ascoltatrici; si interessano alla crescita personale e alla spiritualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Per le donne è segno di grande amore offrire aiuto ed assistenza non richiesta ad un&#8217;altra donna e siccome dimostrare le proprie abilità non è così importante per loro, non c&#8217;è nulla di offensivo nell&#8217;offrire aiuto ed averne bisogno non è sinonimo di debolezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Web</p>
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		<title>Single per scelta</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 23:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Singles]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-510" style="margin: 10px;" title="single-woman-05" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/02/single-woman-05.jpg" alt="single-woman-05" width="337" height="470" />Secondo il vocabolario della lingua italiana il termine single, che propriamente significa &#8220;singolo, solo&#8221;, indica, nel linguaggio giornalistico e sociologico, un uomo o una donna non sposati, o che comunque vivono da soli, per lo più per libera scelta.</p>
<p style="text-align: justify;">In Europa il termine single indica lo stato libero, ha valore, quindi, di connotazione sociale: definire una persone single come &#8220;libera&#8221; porta quasi a considerare, concettualmente, come &#8220;legata, incatenata&#8221; la persona coniugata; negli Stati Uniti, invece, è semplicemente un dato di fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l&#8217;Istat nel 1998 viveva da solo il 29,6% degli abitanti delle grandi città (Milano era la città con la percentuale più alta); negli Stati Uniti i singles sono addirittura 64 milioni. Si tratta di persone di una cultura e di un&#8217;estrazione sociale medio-alta e contraddistinti da una notevole mobilità lavorativa; la maggior parte di essi è soddisfatta della propria condizione e delle proprie scelte ed usufruisce di una folta e complessa rete sociale, spesso decisamente più ampia di quella che gravita attorno ad una coppia di coniugi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello dei singles è ormai un autentico &#8220;fenomeno&#8221; sociale; basti pensare che sono addirittura nate delle associazioni quali la San Faustino Single Pride Association o l&#8217;Associazione Nazionale Italiana Singles che s&#8217;impegnano perché i singles possano adottare dei bambini, perché vengano assegnate anche a loro le case popolari, perché possano usufruire di sconti su alcune tasse o sui viaggi esattamente come le coppie.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra le motivazioni che sembrano essere alla base della &#8220;scelta&#8221; di rimanere da soli sono particolarmente frequenti il desiderio di poter usufruire al massimo della propria libertà e, quindi, la paura di perderla; la paura di impegnarsi e di assumersi delle responsabilità; le delusioni affettive precedentemente incontrate e il famoso &#8220;meglio soli che male accompagnati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbero rintracciare, sulla base di queste diverse motivazioni, diverse tipologie di singles, con particolari caratteristiche di personalità e con una serie di esperienze di vita probabilmente vissute.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad una prima tipologia potrebbero appartenere tutti quegli uomini e quelle donne che hanno difficoltà ad instaurare un legame duraturo o, come spesso si dice, &#8220;serio&#8221; perché vivono con timore, se non con vero terrore, la possibilità di perdere la propria indipendenza, che sentono quindi un legame importante come una potenziale gabbia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra esservi in loro una certa difficoltà ad assumersi la responsabilità del rapporto, forse perché si tratta di persone un po&#8217; viziate, che hanno difficoltà a dare e soprattutto a &#8220;darsi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Può trattarsi di persone tendenzialmente narcisiste, laddove per narcisismo non si intende certo quella coscienza di sé, quell&#8217;autostima, quel desiderio di essere riconosciuti come unici e importanti, che fanno parte della natura umana e che sono indispensabili per la costruzione di relazioni umane positive, soddisfacenti e mature.</p>
<p style="text-align: justify;">Per narcisismo va inteso, in questo caso, un modo di essere tale che le relazioni instaurate sono essenzialmente immature, come se l&#8217;investimento della propria persona fosse così forte da rendere difficile l&#8217;investimento di una persona diversa da sé di altrettanta importanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, se ciò mette certamente al riparo da atteggiamenti di abnegazione e di annullamento di sé che a volte sembrano caratterizzare un membro o i membri di una coppia, è anche vero che impedisce di vivere dei rapporti pieni e complessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il timore che una relazione profonda possa togliere più che dare è in queste persone molto forte.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che sembra dominare è l&#8217;insofferenza nei confronti di quei compromessi che diventano necessari laddove, oltre al trasporto emotivo verso il partner, c&#8217;è anche la volontà, l&#8217;impegno ad alimentare, giorno dopo giorno, il proprio rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Come tutti sappiamo, dopo la prima, entusiasmante e travolgente, fase dell&#8217;innamoramento, bisogna fare i conti con la presa di coscienza non solo dei difetti del partner, ma soprattutto con l&#8217;idea che l&#8217;idillio tipico dell&#8217;innamoramento non dura per sempre e che è necessario un passaggio di qualità, quello verso l&#8217;amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Per persone innamorate più che altro dell&#8217;innamoramento e dell&#8217;idea dell&#8217;amore, questo passaggio può essere tutt&#8217;altro che naturale e facile.</p>
<p style="text-align: justify;">Non bisogna però dimenticare come, per la realizzazione di un&#8217;affettività soddisfacente e matura, siano importanti anche i modelli familiari ricevuti. Se il modello familiare ricevuto è negativo, anche se a parole viene detto spesso: &#8220;Non ripeterò mai gli stessi errori commessi dai miei, mi creerò una famiglia più solida e felice&#8221;, è difficile non esserne influenzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio può essere quello di una famiglia fortemente matriarcale in cui la figura paterna è sullo sfondo: in una figlia, se da un lato, si crea una buona coscienza di sé come donna, dall&#8217;altro possono gettarsi le basi per una scarsa stima e considerazione dell&#8217;universo maschile; in un figlio, invece, potrebbero crearsi tutta una serie di profonde insicurezze (bassa autostima e debole consapevolezza di sé in quanto uomo) che si riflettono nei rapporti con l&#8217;altro sesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro esempio può essere quello di una famiglia separata in cui non vi sia stata una matura gestione della situazione da parte dei genitori; i figli, usati spesso come terreno di ripicche, possono risentirne fortemente nello sviluppo della propria affettività e nella costruzione della propria idea di legame e famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Una seconda tipologia di single può essere rintracciata in tutte quelle persone che dicono di essere sole e di preferire la vita da single perché hanno sofferto molto per le relazioni precedenti e, come spesso affermano, sono deluse dall&#8217;amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di persone che, poiché hanno amato e hanno sofferto, hanno paura della sofferenza e, di conseguenza, si impediscono di amare.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla base può esservi una personalità tendenzialmente dipendente, con una forte tendenza all&#8217;annullamento, all&#8217;abnegazione, al riconoscimento di sé solo sulla base del rapporto con l&#8217;altro, come a dire: &#8220;Io ho valore perché il mio partner mi attribuisce valore, o ancora, perché il mio partner ha valore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La perdita dell&#8217;oggetto d&#8217;amore va oltre il normale senso di lutto che caratterizza la fine di una relazione affettiva; la sensazione che si ha è quella che ad andare perduto non è solo la persona amata, ma anche se stesso, &#8220;se lui/lei non mi ama più non ho alcun valore, non esisto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte, invece, si tratta di persone piuttosto rigide, che, avendo sofferto molto in passato, si sono costruite una sorta di corazza che le difende dalla sofferenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, però, difendersi da tutto ciò che è potenzialmente fonte di dolore significa difendersi anche da tutte le possibili fonti di soddisfazione e gioia profonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo emotivo viene accantonato, ciò che domina è la razionalizzazione, ossia il dare una veste razionale a ciò che altrimenti sarebbe causa di frustrazione e sofferenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Tipico è l&#8217;esempio di un ragazzo che, rifiutato dalla ragazza che desidera, pensa e dice che in fondo non è poi così interessante; o, ancora, la donna che si convince che non era poi così tanto innamorata di quell&#8217;uomo, che sapeva dall&#8217;inizio che si trattava di una storia destinata a non durare a lungo.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo non solo viene resa la realtà più accettabile, ma si tutela la propria autostima e il proprio narcisismo. Talvolta, poi, tutta la propria energia emotiva viene spostata in altri settori, quello lavorativo ad esempio; il rischio è che si crei un meccanismo perverso per cui la propria affettività viene accantonata per buttarsi anima e corpo su un altro campo, con la probabile conseguenza di non riuscire più a trovare né il tempo, né la motivazione a creare delle relazioni soddisfacenti e profonde.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può poi rimanere schiavi di un&#8217;immagine di forza, distacco e razionalità, che poco spazio lascia all&#8217;emotività e, soprattutto al suo riconoscimento da parte propria e degli altri. Tipico è l&#8217;esempio di quelle donne in carriera che per anni hanno sacrificato la propria vita privata e che si ritrovano a quarant&#8217;anni a desiderare, com&#8217;è naturale del resto, di costruirsi una famiglia, di avere dei figli. In questo caso, comunque, entrano in gioco delle dimensioni che non sono più solo psicologiche, ma anche culturali e sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere single, infatti, non significa necessariamente avere un approccio problematico nei confronti dell&#8217;altro sesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Se lo consideriamo in una dimensione sociale, diventa sinonimo di indipendenza, di capacità di gestire in libertà la propria affettività, la propria scelta di legarsi ad una persona o, al contrario, di rimanere soli per un po&#8217;, cogliendo stimoli e soddisfazioni da altre sfere della propria vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco che essere single diventa una vera scelta non condizionata da gabbie psicologiche, tanto meno da stereotipi culturali; la scelta di non accontentarsi, la maturità sia di saper apprezzare la solitudine che di &#8220;sapersi dedicare&#8221; alla persona giusta, al momento giusto.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa possibilità di scegliere come gestire la propria vita sentimentale è certamente legata, soprattutto per quel che riguarda le donne, alla possibilità di poter gestire la propria vita sociale e professionale.</p>
<p style="text-align: justify;">In passato, quando il ruolo e il &#8220;potere&#8221; della donna erano essenzialmente legati all&#8217;unione con un uomo e alla costruzione di una famiglia, quando bastava che si arrivasse senza marito ad una certa età per essere definite socialmente come &#8220;zitelle senza speranza&#8221;, le scelte delle donne erano notevolmente influenzate da aspettative sociali e culturali.</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa istituzione familiare è estremamente cambiata. Ora, se da un lato si è giunti simbolicamente e praticamente al venir meno del modello classico di famiglia e delle certezze che garantiva, dall&#8217;altro ciò va visto come una possibilità di trasformazione importante.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi è possibile sperimentare legami diversi e diversi modi di vivere e, in tal senso, si può far riferimento alla possibilità attuale di poter interrompere un rapporto, di potersi separare e/o divorziare.</p>
<p style="text-align: justify;">Se in passato la sola idea di interrompere un matrimonio era considerata assolutamente inconcepibile e si preferiva portare avanti un rapporto affidandosi al proprio &#8220;spirito di sacrificio&#8221;, ora, grazie ad una serie di cambiamenti istituzionali e sociali, non è più così difficile pensare che forse si è fatto uno sbaglio o ammettere che non ci sono più i presupposti perché il matrimonio duri ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche una separazione può essere vista non più soltanto come un evento catastrofico, ma come un cambiamento, che, come tutti i cambiamenti, comporta una sofferenza e impone una messa in gioco della propria persona e del proprio modo di relazionarsi, ma consente anche una possibilità di crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse tutta questa &#8220;libertà&#8221; di cui sembrano godere i singles può essere considerata come un modo più semplice di affrontare le sfide di ogni giorno (in fondo anche il rapporto con il partner può essere vista come una continua sfida contro la noia e la routine), forse si può tradurre in una non volontà di prendersi responsabilità importanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, se usciamo dalla logica del dover fare ed entriamo in quella del voler e sentire di voler fare, ecco che la possibilità che oggi si ha di poter interrompere un legame, come anche di non averne, getta le basi per una gestione dell&#8217;affettività più libera, &#8220;sentita&#8221; e voluta.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si fa ciò che veramente si vuole e si sente di voler fare, se davvero si sceglie, non c&#8217;è spazio per frustrazioni o per rimpianti.</p>
<p style="text-align: justify;">di Valeria Cappiello</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: http://www.iissweb.it</p>
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		<title>Single bocciati in alimentazione</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 22:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-495" style="margin: 10px;" title="66140279_cdb0b4f08b_o" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/02/66140279_cdb0b4f08b_o-230x300.jpg" alt="66140279_cdb0b4f08b_o" width="230" height="300" />I single e la corretta alimentazione? Un binomio che raramente va d&#8217;accordo: mangiano in modo disordinato, non tengono conto delle più basilari norme nutrizionali, dedicano pochissima attenzione a ciò che acquistano e mettono in tavola.</p>
<p style="text-align: justify;">Se gli esperti dovessero descrivere con un aggettivo l&#8217;alimentazione dei single il 38% direbbe semplicemente &#8220;frettolosa&#8221;, e ben il 17% assolutamente dannosa per la salute. Gli errori più comuni? Oltre a saltare i pasti (41%), non tengono in nessun conto i giusti apporti di calorie (55%), ma soprattutto non danno nessuna importanza alla regolarità per quanto riguarda gli orari.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma i problemi partono già dall&#8217;informazione: pochissimi single sono correttamente informati, e a fare più errori le donne (55% contro il 31% di uomini). Gli effetti? Malesseri, continue variazioni di peso, addirittura crisi depressive, senza considerare la carenza di vitamine e minerali.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; quanto emerge da uno studio promosso dall&#8217;Osservatorio FederSalus (Federazione Italiana che riunisce le aziende produttrici di prodotti salutistici), in occasione di Single&amp;Single 2005, la tre giorni dedicata ai single d&#8217;Italia che si è tenuta a Boario Terme. Lo studio è stato realizzato attraverso 110 interviste a dietologi, nutrizionisti ed esperti di alimentazione per individuare abitudini, errori, luoghi comuni che l&#8217;universo degli oltre 5 milioni e 500 mila single italiani hanno nei confronti della corretta alimentazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto sono informati i single sull&#8217;importanza di una corretta alimentazione? Secondo gli esperti intervistati &#8220;molto poco&#8221; (47%) o addirittura &#8220;per niente&#8221; (11%). Poche le eccezioni: solo il 7% dice che sono molto informati, o comunque nella media rispetto alla popolazione (9%).</p>
<p style="text-align: justify;">E all&#8217;aumento del numero di single o di single attitudiners, ovvero di coloro che single non sono ma ne adottano stili di vita e mode, non corrisponde una maggiore informazione o consapevolezza. Rispetto al passato è cambiato pochissimo (31%) o se qualche miglioramento si è registrato, si tratta di piccole variazioni (23%), mentre per il 14% la situazione è addirittura peggiorata.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i single chi sono quelli che dimostrano le maggiori carenze in termini di corretta alimentazione? A sorpresa la maggior parte degli esperti intervistati (55%) ha risposto le donne, mentre per il 31% i più pasticcioni sono gli uomini. Naturalmente non manca chi boccia sia uomini che donne (16%), dicendo che non c&#8217;è nessuna differenza. I motivi? Soprattutto legati alle &#8220;fonti&#8221; da cui traggono informazioni e consigli sull&#8217;alimentazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se gli uomini sono generalmente poco informati o direttamente si disinteressano al tema &#8220;alimentazione&#8221;, basandosi per lo più sul caso per quanto riguarda il cibo (24%), o dando ascolto ora ad amici (21%) ora a parenti (17%), per le donne il problema è diverso.</p>
<p style="text-align: justify;">Le single sono ritenute delle vere &#8220;dieto-dipendenti&#8221;: divorano riviste (36%) e accettano e cercano di mettere in pratica ogni indicazione che viene dalle amiche o dalle colleghe (rispettivamente 19% e 15%), riuscendo nella maggior parte dei casi ad ottenere effetti opposti a quelli desiderati.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo, sono sempre più spesso gli uomini rispetto alle donne a rivolgersi ai consigli di un esperto (come sostiene il 42%).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;alimentazione? Per 7 single su 10 corretta solo se consente di mantenere un fisico asciutto e in forma. La poca informazione non significa che tutti i single dedicano poca attenzione a ciò che mangiano, anche se per moltissimi, sottolinea il 68% degli esperti intervistati, per la maggior parte dei single una corretta alimentazione è basata solo su ciò che consente loro di rimanere in forma, senza considerare l&#8217;importanza dei diversi elementi nutritivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali sono i più comuni comportamenti sbagliati in relazione all&#8217;alimentazione dei single? La quasi totalità concorda sul fatto che non danno nessuna importanza alla regolarità per quanto riguarda gli orari (78%) e abusano dei &#8220;fuori pasto&#8221; (64%). Non solo, non tengono in nessun conto i giusti apporti di calorie (55%) e spesso saltano i pasti (41%). Secondo il 39% alternano troppo spesso periodi di diete super rigide con un abuso di cibi troppo grassi o un alto consumo di alcolici (31%), tra aperitivi e feste. Proprio come i bambini, sottolinea poi il 28%, consumano poca frutta e verdura.</p>
<p style="text-align: justify;">E gli errori non li commettono solo in relazione a ciò che mangiano o ciò che invece è quasi assente dalla loro alimentazione. Pochissimi fanno attenzione ai loro acquisti al momento di fare la spesa, dice il 28%, con il risultato di riempire frigorifero e dispensa con sempre gli stessi alimenti. Pochi, dice il 21%, quelli che nel cucinare cercano di variare le cose che preparano introducendo nella propria dieta tutti gli alimenti necessari per il benessere.</p>
<p style="text-align: justify;">In molti, poi, sostiene il 15%, dicono che lavoro e impegni lasciano troppo poco tempo per pensare al cucinare. Alla base anche convinzioni errate e luoghi comuni, prima fra tutti che un po&#8217; di attività fisica (soprattutto palestra) possa compensare scorrette abitudini alimentari (38%), così come sia sufficiente essere magri per stare bene (19%) o che spendere molto per il cibo significhi automaticamente mangiare correttamente (13%).</p>
<p style="text-align: justify;">Un panorama non certo positivo, sottolineato e confermato anche dalle risposte alla domanda Come definirebbe l&#8217;alimentazione dei single?. In generale il 38% se dovesse sintetizzare lo scenario in un solo aggettivo direbbe semplicemente &#8220;frettolosa&#8221;, ma sono in molti a dare giudizi molto più negativi. Ben il 17% la descrive come assolutamente dannosa per la salute, a cui si aggiunge l&#8217;11% che dice &#8220;povera di elementi nutritivi essenziali per l&#8217;organismo e la salute&#8221;. Non tutti sono così negativi: il 9% dice salutare, o tutt al più un po&#8217; troppo energetica (5%).</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla carenza di vitamine e minerali agli sbalzi di umore, per arrivare alla maggior facilità nelcontrarre malattie: queste le conseguenze della &#8220;dieta da single&#8221;. Un&#8217;alimentazione scorretta? Secondo sei intervistati su dieci (61%) incide molto sul benessere psicofisico, e i single non sono certamente esenti da questa regola. Quali sono gli elementi che maggiormente mancano nell&#8217;alimentazione dei single?</p>
<p style="text-align: justify;">Al primo posto le vitamine, assunte in quantità assolutamente insufficiente per il 58% degli esperti, seguiti dalle fibre (52%). Di contro si registra un eccesso di carboidrati (tanto che solo il 21% parla di carenze su questo aspetto) e di proteine (17%).</p>
<p style="text-align: justify;">Gli effetti? Una lunga lista di ripercussioni su salute e benessere psicofisico. Secondo gli esperti intervistati, infatti, oltre a emergere carenze vitaminico-minerali (65%), ma anche una maggior incidenza di continue variazioni di peso (54%). I single sono anche maggiormente esposti a contrarre malattie, come sindromi influenzali, ad esempio (51%), proprio per l&#8217;abbassamento delle difese immunitarie legato ad una vita e una alimentazione sregolate. A questi inconvenienti di tipo fisico si aggiungono problematiche sul versante psicologico.</p>
<p style="text-align: justify;">I single, anche a causa della lotta continua con l&#8217;alimentazione sono molto più a rischio &#8220;disturbi alimentari&#8221; (38%), hanno una maggior propensione a sbalzi d&#8217;umore, ansia e addirittura depressione (rispettivamente 34% e 28% degli esperti).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quali sono i consigli degli esperti per evitare rischi e problemi legati a stili di vita non troppo salutari e regolari come quelli dei single? Dall&#8217;Osservatorio FederSalus arrivano le regole della corretta alimentazione e stile di vita per i single e per chi dei single adotta stili e ritmi di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima regola riguarda la regolarità: no al saltare i pasti o all&#8217;assalire il frigorifero a tutte le ore del giorno e della notte. Serve una maggior regolarità, a beneficiarne sarà il metabolismo ma anche la qualità del sonno e l&#8217;umore.</p>
<p style="text-align: justify;">Curare l&#8217;alimentazione tutto l&#8217;anno, non fare le corse in vista della prova costume. Questo vale un po&#8217; per tutti, ma soprattutto per i single, che secondo gli esperti sono più propensi a lanciarsi in diete sconsiderate per smaltire i chili accumulati durante l&#8217;inverno, quando i vestiti pesanti nascondevano il problema.</p>
<p style="text-align: justify;">Non credere che essere magri sia per forza sinonimo di corretta alimentazione. Il corpo ha bisogno di molti elementi che non sono solo legati al giro vita. Non trascurare frutta e verdura e, in determinati periodi dell&#8217;anno ricorrere all&#8217;integrazione con vitamine o altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Abituarsi a programmare la spesa: no alle corse fatte all&#8217;ultimo momento prima della chiusura al supermercato vicino al posto di lavoro. La prima regola per mangiare correttamente è fare un&#8217;adeguata spesa, che consenta menù vari e in grado di dare il giusto apporto tra vitamine, minerali, proteine e calorie.</p>
<p style="text-align: justify;">No al fai da te. I consigli degli amici o dell&#8217;istruttore in palestra, i suggerimenti delle riviste, o semplicemente le diete &#8220;creative&#8221; spesso portano a risultati opposti a quelli desiderati, con gravi conseguenze sull&#8217;organismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dimenticarsi la frase &#8220;in cucina sono negato/a&#8221;: non bisogne essere grandi chef per mettere in tavola, anche in poco tempo, dei pasti gustosi e soprattutto ricchi di tutti gli elementi nutrizionali alla base di una corretta alimentazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non trascurare l&#8217;attività fisica: molto importante soprattutto a fronte di uno stile di vita abbastanza irregolare. Consente di eliminare le tossine e di mantenersi in forma senza dover ricorrere a diete super drastiche. Praticare attività fisica rinforza l&#8217;organismo e aiuta le difese contro gli attacchi dei mali di stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">Cercare di mantenere una quota minima di sonno: le notti in bianco tra feste e avventure possono anche andare, ma attenzione a non far sì che siano la regola. Per recuperare 3 o 4 notti senza nemmeno un&#8217;ora di sonno non è sufficiente rimanere a letto fino a mezzogiorno la domenica. Servono almeno 4 o 5 ore di sonno, non per periodi continuativi, altrimenti a subirne le conseguenze saranno fisico e psiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: http://www.kwsalute.kataweb.it</p>
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		<title>Il tradimento</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 13:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché d&#8217;estate si è più infedeli? Il tradimento è una esperienza molto diffusa, mai indolore. Non ci sono stagioni più adatte di altre all&#8217;adulterio. Spesso il tradimento si consuma nel proprio ambiente di lavoro o addirittura tra le mura di casa come nel caso delle &#8220;infedeltà virtuali&#8221;, consumate davanti al computer utilizzando &#8220;chat&#8221; e &#8220;web [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-293" style="margin: 10px;" title="suspect_infidelity" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/02/suspect_infidelity-300x199.jpg" alt="suspect_infidelity" width="300" height="199" /><strong>Perché d&#8217;estate si è più infedeli?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il tradimento è una esperienza molto diffusa, mai indolore. Non ci sono stagioni più adatte di altre all&#8217;adulterio. Spesso il tradimento si consuma nel proprio ambiente di lavoro o addirittura tra le mura di casa come nel caso delle &#8220;infedeltà virtuali&#8221;, consumate davanti al computer utilizzando &#8220;chat&#8221; e &#8220;web cam&#8221; e tutto ciò a prescindere dalla stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ridimensioniamo quindi il mito dell&#8217;estate come stagione del tradimento, per riflettere sul fatto che il tradimento è una spia di problematiche di coppia ben più profonde e, soprattutto, svincolate dal calendario.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché un partner può non bastare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tradirsi è un evento sconvolgente, minaccia la fiducia reciproca, è un venir meno del &#8220;noi&#8221;, della fusione della coppia. Chi viene tradito rimprovera all&#8217;altro di muoversi da solo, trasgredendo l&#8217;unione totale. Spesso si è portati a formare una coppia per la paura della solitudine, per un bisogno di sicurezza e non perché si è interessati veramente l&#8217;altro. L&#8217;amore è strettamente legato al desiderio di voler dare qualcosa di sé all&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso invece, nella coppia si è portati solo a chiedere (o a pretendere) cure e attenzioni dal partner, rendendo impossibile la &#8220;crescita&#8221; di entrambi. Quanta frustrazione in questa continua richiesta d&#8217;amore! E&#8217; questa la classica situazione di chi ama soprattutto per colmare un vuoto, legato probabilmente a qualcosa che è mancato nel periodo infantile (sicurezza, protezione, rifugio, tenerezza, comprensione).</p>
<p style="text-align: justify;">Il sentimento dell&#8217;amore matura se all&#8217;interno della coppia si cresce prima &#8220;individualmente&#8221;, creando i propri spazi, coltivando le proprie passioni (e senza temere che questo danneggi l&#8217;altro). All&#8217;interno della coppia vengono continuamente depositate le novità, i cambiamenti dell&#8217;uno e dell&#8217;altra e saranno proprio questi cambiamenti a stimolare l&#8217;evoluzione della coppia stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo a volte ci si spaventa all&#8217;idea che l&#8217;altro possa cambiare e si associa il cambiamento alla possibilità di essere lasciati. Altre volte si pretende che l&#8217;altro cambi per diventare &#8220;come noi desideriamo&#8221;. Una coppia matura solo se entrambi sono consapevoli dei cambiamenti e riescono a parlarne con il partner. Se questo non accade cresce la sensazione di non sentirsi compresi e può diventare più facile avvicinarsi ad una terza persona che, almeno in apparenza, sembra rispondere meglio ai propri bisogni.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amante può dunque arrivare proprio nel momento in cui forte è la necessità di essere compresi, diventando improvvisamente la persona che &#8220;salva&#8221;, che può sconvolgere totalmente la vita in un turbine di energie, passione, stordimento emozionale. Ogni persona è diversa dall&#8217;altra, e può stimolare in noi aspetti che altrimenti non sarebbero emersi. Si è portati ad amare persone diverse in modi differenti, evolvendosi continuamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Che differenze ci sono fra uomini e donne? Esiste il traditore seriale, vittima del copione uomo-cacciatore. In questo caso, il tradimento permette all&#8217;uomo di verificare la propria &#8220;efficienza sessuale&#8221;, avere più partner sessuali lo rassicura sulla sua virilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il più delle volte si tratta di uomini insicuri alla ricerca continua di rassicurazione e conferme sulle proprie capacità Anche se può a volte subentrare un senso di noia e di stanchezza, il traditore seriale ha bisogno di rispettare questo copione. Gli uomini, più delle donne, hanno la tendenza a trascinare relazioni parallele, la moglie e l&#8217;amante, la famiglia ufficiale e la &#8220;seconda casa&#8221; clandestina. Si sentono buoni mariti perché provvedono alla moglie e non le fanno mancare niente e non la lascerebbero: un certo senso del dovere li tiene ancorati a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono uomini che amano molto la compagna ma sono inconsciamente spaventati dall&#8217;intensità del legame: il tradimento garantisce loro la distanza di sicurezza da un sentimento che temono possa renderli dipendenti, succubi della donna amata. Una tipologia di tradimento comune è quella di uomini che trovano fuori dalla coppia quella carica erotica che si è affievolita nel rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">E, ancora, il tradimento omosessuale (meno raro di quanto comunemente si pensi), irresistibile attrazione vissuta però con molta vergogna e conflittualità. Nell&#8217;uomo, amore e desiderio viaggiano su due binari che possono anche non incontrarsi, spesso avviene una scissione tra l&#8217;amore (la moglie) e il desiderio sessuale (l&#8217;amante). E&#8217; vero che, in questo modo, gli incontri sessuali possono acquisire un irresistibile fascino, ma così potrebbe perdersi il piacere di godere la persona che si ama in tutta la sua intensità.</p>
<p style="text-align: justify;">Le donne, invece, quando tradiscono, il più delle volte è perché si innamorano. Hanno maggiori difficoltà a portare avanti storie parallele, sono portate ad interrompere il rapporto precedente per vivere il nuovo amore liberamente. Il tradimento, per gli uomini e per le donne, porta con sé una grande dose di sofferenza, sensi di colpa, tristezza, umore altalenante.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi tradisce desidera inconsciamente essere scoperto e punito, molto frequenti sono tracce lasciate incustodite: messaggi del telefonino non cancellati, conti del ristorante, lettere d&#8217;amore appassionate nelle e-mail del computer etc. Quali sono le coppie più a rischio tradimenti? Le coppie che evitano l&#8217;intimità: i partner hanno paura di lasciarsi andare e di diventare vulnerabili. La coppia riesce ad incontrarsi su un piano conflittuale, aggressivo, con una comunicazione caratterizzata da sarcasmo, critiche ed offese.Raramente ci si sente in colpa.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si riesce a dire all&#8217;altro quanto sia importante e desiderabile, descrivendolo sempre come disinteressato, noncurante. In questo caso l&#8217;amante assume il ruolo di salvatore, privo di difetti. Le coppie che evitano il conflitto: i partner comunicano poco all&#8217;interno della relazione, vivendo in un&#8217;atmosfera di controllata amabilità. L&#8217;infedele, marito o moglie che sia, è il più insoddisfatto e fa in modo di essere scoperto per far saltare il coperchio delle problematiche.</p>
<p style="text-align: justify;">I due non imparano dall&#8217;inizio ad affrontare i conflitti insieme, si sforzano di piacere all&#8217;altro, sacrificandosi e cercando di modificare i propri comportamenti quando in qualche modo urtano il partner, senza tuttavia andare fino in fondo per capirsi realmente. Sono persone abituate sin dalla tenera età a pensare che la collera sia negativa o di meritare una punizione se simanifesta palesemente il proprio disaccordo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-307" style="margin: 10px;" title="Couple and hugging on bed in bedroom, in passion" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/02/28879-201x300.jpg" alt="Couple and hugging on bed in bedroom, in passion" width="201" height="300" />La relazione extraconiugale, in questi casi, raramente è seria e duratura e ha lo scopo di attirare l&#8217;attenzione del coniuge. Le coppie che vivono il nido vuoto: i partner dubitano spesso della loro relazione ma sono comunque disposti a farla funzionare, spesso focalizzando le energie sui figli.</p>
<p style="text-align: justify;">La famiglia d&#8217;origine è stata di cattivo esempio negativo e loro non vogliono ripetere gli stessi errori: se il padre è stato rigido e violento, lui tenderà a diventare dolce e premuroso, se la madre è stata invadente, lei tenderà ad essere più distaccate. Ben presto si può scoprire che questa non può essere la formula magica per la felicità coniugale.</p>
<p style="text-align: justify;">Subentra l&#8217;insoddisfazione, non si dorme più insieme, la comunicazione si limita al quotidiano. In questo caso la relazione extraconiugale può durare anche anni, il tradimento offre tutto quello che si è perduto nel matrimonio, rinvigorisce, eccita. Solo i figli legano questi coniugi. Il tradito di solito brontola per le continue assenze del coniuge ma accetta la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se è la donna ad essere tradita, nella maggior parte dei casi riesce apassare sopra il tradimento del marito e a fare di tutto per tenere salda la sua famiglia. Sono donne depresse, che tendono a incolparsi per il fallimento del loro matrimonio. Quando ci si lascia e quando invece si può superare e addirittura rinforza la coppia? Può succedere che il tradimento sia un tentativo di uscire da una relazione insoddisfacente. Può avvenire che il tradito si vendichi quasi subito, atteggiamento questo che, se da un lato può scaricare la tensione, dall&#8217;altro non risolve i problemi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tradimento può essere vissuto come una profonda ferita nella propria autostima, determinando reazioni di tipo depressivo. Ma fingere che non sia successo niente è un modo immaturo di affrontare la sofferenza. Il tradimento scoperchia problematiche che altrimenti non sarebbero venute fuori e può essere utile per rinnovare un progetto di coppia che vada oltre la sola intesa sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;inizio di una storia d&#8217;amore predominano colori vivaci, intensi: passione, grandi aspettative nei confronti dell&#8217;altro, si desidera stare insieme per sempre, sembra tutto meraviglioso, perfetto. L&#8217;altro appaga i nostri bisogni, è stato scelto proprio per questo, ci fa sentire speciali. Ma l&#8217;amore ha bisogno di crescere, maturare e anche la sessualità si trasforma attraverso lo stare in coppia. Il passaggio dall&#8217;idealizzazione infantile della coppia ad una dimensione più realistica del rapporto è delicato e spesso doloroso.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altro si può incontrare anche a livellidiversi. Con il tempo aumenta la consapevolezza di sé e la reciproca conoscenza, la sessualità diviene una delle tante strade per conoscersi, per comunicare la tenerezza e per stare bene insieme in modo più profondo e completo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tradimento è doloroso ma potrebbe diventare una opportunità per accogliere il cambiamento dell&#8217;altro come una sfida a modificarsi profondamente e a mutare la relazione. E&#8217; un percorso difficilissimo: il raggiungimento della meta dipende da quanto entrambi i partner desiderano mettersi in discussione e soprattutto dalla capacità di entrambi di elaborare anche il negativo che c&#8217;è in un rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per affrontare la crisi ci vogliono complicità, intimità, condivisione. Se non ci si rimbocca entrambi le maniche per ricominciare è inutile andare avanti, in questo caso è necessario cercare di capire profondamente se si tiene veramente all&#8217;altro. La separazione in questi casi potrebbe essere sicuramente più costruttiva per entrambi. A volte il tradimento può coincidere con la presa di coscienza di uno dei due di aver fatto un percorso di crescita diverso dal partner. In questi casi la rottura può essere una scelta coraggiosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali consigli per non tradire? E quali per non essere traditi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico consiglio che si può dare è di parlare con il proprio partner, cercare una comunicazione sempre. Capita, a volte, che tutta una serie di preoccupazioni e problemi (i figli, la malattia di persone care, questioni lavorative) rendano più tiepido il desiderio, e creino una distanza dal partner. In questi casi è necessario comunicare all&#8217;altro, con estrema sincerità, lo stato d&#8217;animo del momento, rendendolo partecipe della propria difficoltà, del proprio disagio, chiarendo soprattutto che il malessere del momento non va interpretato come la diminuzione del sentimento d&#8217;amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Le incomprensioni, a lungo andare, possono allontanare, congelano gli slanci emotivi. Quando non c&#8217;è la disponibilità a parlare con l&#8217;altro, si possono creare degli spazi vuoti all&#8217;interno della coppia che, inevitabilmente possono riempirsi successivamente in altro modo. Stare in una coppia è una scommessa avvincente è una messa in discussione della propria personalità che può maturare e arricchirsi se si permette all&#8217;altro di aprirsi, se si accoglie la sua diversità per scoprire insieme l&#8217;eccitazione del cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Dott.ssa Mariacandida Mazzilli</p>
<p>Fonte: http://www.psicologiadonna.altervista.org</p>
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