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Gelosia d’estate, vincerla si può!

14 giugno 2010

In estate la gelosia viene più facilmente a galla e mina la coppia: ecco come utilizzare al meglio le “energie” che fa esplodere

La gelosia in vacanza

È facile, in questa stagione dell’anno più di altre, che la gelosia venga a galla. Aumentano i momenti di svago e le uscite in libertà con gli amici. Il sole, il mare e i corpi spogliati inducono  comportamenti più libertini, cadono i freni inibitori e ci si lascia andare di più. Durante queste settimane di vacanza il sospetto nei confronti del partner sale alle stelle, col risultato che si rischia di rovinare quello che potrebbe essere il periodo più sereno dell’anno.

Gelosia: quella “buona” ti riaccende

Ci sono però modi diversi di vivere la gelosia. Uno è quello che ci fa sentire costantemente minacciati per la paura che un terzo s’inserisca nella relazione. In questo caso la gelosia diventa la vera protagonista della relazione. È tipico di persone fragili, insicure e con poca stima di sé. A volte invece l’emergere di questo sentimento può diventare un vero e proprio motore che rivitalizza il rapporto di coppia. Rimescola i punti fermi e rende l’altro nuovamente interessante e appetibile agli occhi di chi dava tutto per scontato. La gelosia ci rimette in gioco per riconquistare di nuovo chi si teme di perdere, quindi permette di “osare” approcci in precedenza non considerati. In queste situazioni la gelosia è nutrimento per una nuova vitalità, il miglior “collante” per la coppia in crisi.

Scopri qui se la tua gelosia è quella giusta

Sono tre gli aspetti che ci fanno capire se l’energia suscitata dentro di noi dalla gelosia non si è fissata in un’ossessione, ma si è trasformata in un potente stimolo energetico.
Osserviamoci e annotiamo mentalmente i nostri atteggiamenti verso l’altro.
- Il desiderio di averlo accanto, di essere ammirati e desiderati da lui/lei non rende inutili le ore trascorse in sua assenza, ma le riempie di sprint, di voglia di realizzarci, di sentirci bene in ogni situazione?
- La paura di non piacergli più fisicamente diventa lo spunto per occuparci del nostro aspetto fisico e per provare ogni giorno ad inventarsi un motivo nuovo per suscitare erotismo?
- Ci sentiamo grintosi, con un sano pizzico di aggressività che ci guida in ogni situazione?
Se la risposta a queste domande è “sì” possiamo stare tranquilli: la nostra gelosia è de tutto sana e nella norma.

Sei geloso? Ecco come usare questa “energia” al meglio

Sei in preda a un attacco di gelosia? Ecco un esercizio per uscire indenni  dalla “situazione tipo” più a rischio.

-  Lui se la mangia con gli occhi e lei sorride, civetta, incurante di te che guardi impotente la scena rodendoti dentro. Ovvio, a casa poi si faranno i conti… Ma mentre sei lì e osservi, invece di meditare vendetta per tutta la serata, prova a fare un “viraggio emotivo”: scivolare dalla gelosia alla tenerezza.
- Osserva il partner con l’occhio dello spettatore, impegnati a non lasciarti condizionare dalla gelosia, che te lo fa apparire indelicato, superficiale o provocatore e guardalo come se lo vedessi per la prima volta: il viso, lo sguardo, le mani, ecc.
- Separa la sua immagine dal contesto in cui siete e fissa la tua attenzione su ogni particolare del suo viso e del suo corpo: sono gli occhi che ami, la bocca che baci, le mani che ti carezzano e che stringi. Pesca dalla memoria le “istantanee” più recenti dei vostri momenti di intimità e lascia che la tenerezza si sostituisca alla gelosia, dolcemente.
Ti accorgerai che gelosia e tenerezza, per quanto lontane possano apparire, occupano invece lo stesso territorio emotivo: virare dall’una all’altra è più facile del previsto.
• Il risultato? Sospetti e ossessività, che fanno irritare il partner e vi allontanano reciprocamente, lasciano il posto a dolcezza e ironia. Le armi migliori per riconquistarlo.

Fonte: http://www.riza.it

Bibliografia

La Gelosia

Gelosia

Vergogna e Gelosia

Consigli per una corretta esposizione al sole

26 maggio 2010

Preparare la pelle

Un colore dorato e uniforme è frutto di un’attenta esposizione al sole, ma anche di precedenti cure mirate del viso e del corpo.

Il viso ha bisogno di prepararsi in quanto deve difendersi dai radicali liberi, le molecole responsabili dell’invecchiamento e della comparsa delle prime rughe, il corpo invece ha bisogno della preparazione in quanto la pelle è molto più secca e l’esposizione al sole peggiora questa situazione.

L’ esfoliazione elimina le cellule morte e consente alla melanina, il pigmento che la cute produce per proteggersi dai raggi solari, di affiorare in superficie con maggiore facilità, inoltre vengono eliminati gli ispessimenti cutanei che causano le classiche macchie.

Allo scopo si usano prodotti che contengono microgranuli che nel caso del corpo, possono essere gel da risciacquare o per chi ha poco tempo sono molto utili i doccia schiuma scrub.

Per il viso, il passaggio primario è comunque la detersione: eliminare dunque una buona parte di impurità con il latte detergente e il tonico.

Per l’esfoliazione usare invece un prodotto specifico e massaggiare delicatamente i microgranuli, evitando però il contorno labbra e il contorno occhi ed insistendo sulle zone con maggior spessore e impurità:
Naso, mento e fronte.

Eliminarlo poi dal viso con il tonico che si usa per la detersione giornaliera.

Il trattamento nutriente rafforza la barriera protettiva della cute e impedisce all’ epidermide di desquamarsi.

I prodotti da applicare saranno sicuramente idratanti ed elasticizzanti, in modo che la pelle acquisti tono e tonicità e non risenta degli effetti negativi del sole.
Per il viso si tratta di applicare una maschera idratante e tenerla in posa per circa 20 minuti.

Una volta rimossa è consigliabile applicare una crema idratante o meglio ancora una fiala concentrata per avere effetti immediati.

Mentre la maschera per il viso agisce, possiamo occuparci del corpo, e regalarci un bel massaggio con una crema a base di burro di karitè, una sostanza grassa vegetale, molto nutriente, o meglio ancora, in sostituzione alla crema, usare il burro di karitè allo stato puro, che si presenta proprio come un panetto, alo stato solido, e necessita perciò di essere scaldato per fondersi.

!! Sarà sufficiente ripetere questi semplici passaggi almeno tre volte, ogni 5-6 giorni e l’abbronzatura sarà più omogenea e più duratura. !!

Un ulteriore aiuto arriva dagli integratori: un mese prima della vacanza al mare, cominciare ad assumere per bocca degli integratori a base di betacarotene, acido lipoico, vitamina A, C ed E, oltre a proteggere la pelle dagli effetti degli antiossidanti, aiutano il corpo a produrre più melanina, intensificando lil colore.

La scelta dei solari

Per ottenere un’abbronzatura intensa e durature e ripararsi dai danni del sole dobbiamo scegliere dei prodotti adatti al nostro tipo di pelle e in particolare è bene capire il fattore di protezione e conoscere a quale fototipo apparteniamo.Questo rappresenta il colorito, che dipende dalla quantità di melanina.

Il fattore di protezione

Il tipo di protezione di un solare si misura in base ad una sigla seguita da un numero che va da 0 a 60.Le sigle SPF(sun protector factor), FP(fattore di protezione), IP(indice di protezione), rappresdentano la capacità di protezione del prodotto solare dai raggi ultravioletti.

Fra loro non ci sono grandi differenze:le prime due SPF e FP si riferiscono ad un sistema di valutazione (FDA) in vigore negli USA e l’IP a al sistema di valutazione europeo (COLIPA).

E’ consigliabile infine scegliere prodotti dotati di sistemi filtranti ad ampio spettro, capaci di garantire un valido margine di sicurezza nei confronti di tutti i raggi ultravioletti (UVA, UVB).

Il fototipo

Fototipo 1: E’ caratterizzato dalla carnagione lattea con efelidi e capelli biondi o rossi.

E’ il fototipo più vulnerabile ai raggi solari e che quindi deve affrontare l’esposizione al sole con più prudenza.

E’ d’obbligo quindi usare solari con filtri elevati (SPF 35-60) o addirittura a schermo totale.
Fototipo 2 : E’ classico di chi ha la pelle chiara e i capelli biondi.

Si tratta di un tipo di pelle sensibile che si abbronza con difficoltà ed è spesso soggetta a scottature e irritazione.

Nei primi due giorni di esposizione è indispensabile usare un fattore di protezione totale su viso e zone delicate e schermi non inferiori a 25-30 per il corpo.

Nei giorni successivi si può ricorrere a protezioni più basse, da 15 a 20.

Fototipo 3 : La carnagione è mediamente scura.
E’ il fototipo più diffuso in Italia.

Per abbronzarsi senza rischi è bene usare filtri elevati (SPF 25) sul viso e corpo i primi due giorni, scaladno poi a 10.

Fototipo 4: E’ caratterizzato dalla pelle olivastra e capelli scuri.

E’ il tipo mediterraneo che si abbronza con facilità e raramente si scotta.
Nei primi giorni di esposizione occorre una protezione da 8 a 15, per poi scendere gradualmente a 4.

L’esposizione

Oltre all’uso del solare è utile seguire altri piccoli accorgimenti.
Ad esempio evitare di esporsi nelle ore più calde, ma solo la mattina presto e nel tardo pomeriggio, stendere il solare almeno un’ora prima di esporsi per permettere l’attivazione degli schermi e ripetere l’applicazione ogni tre ore e sempre quando ci si bagna, anche se il prodotto è resistente all’acqua, ma cosa molto importante, è bene fare attenzione dove e come prendiamo il sole.

-Distesa sul lettino

Quando ci si abbronza distese su un lettino possiamo mantenere la situazine sotto controllo, applicando cioè il solare nei punti dove si è assorbito più rapidamente, o spruzzare un pò di acqua solare dove si sente che la pelle si sta arrossando.

In questo modo si evitano scottature e arrossamenti.

Il consiglio però è quello di alzarsi di tanto in tanto per riattivare la circolazione e magari bagnarsi le gambe in modo da rinfrescarle, soprattutto se si soffre di capillari e cattiva circolazione.

-Facendo sport

Se la spiaggia invece la usiamo come un ottimo modo per fare movimento dobbiamo stare molto attenti alle parti del corpo più esposte ai raggi: il naso, le guance, le spalle.

Per evitare il rischio di ustione è bene applicare un solare con una protezione più alta di quello che usereste normalmente, infatti, muovendosi, il calore del sole viene avvertito meno e non ci rendiamo conto invece che la pelle si sta scottando ugualmente
.In questi casi infatti possono insorgere orticarie, in particolare l’eruzione polimorfa da luce che provoca un gran prurito che sparirà solo dopo 3-4 giorni.

L’abbronzatura presa al mare risulta molto intensa in quanto anche quando facciamo il bagno i raggi solari continuano a stimolare la melanina: fino a mezzo metro di profondità il 40 % delle radiazioni ha la stessa intensità che ha in superficie.
Inoltre, nelle giornate particolarmente calde possiamo prendere il sole su un materassino in acqua in modo che le onde ci bagnino continuamente e possiamo così sfruttare anche tutte le proprietà dell’ acqua marina:
ricca di iodio, fluoro e cloruro di sodio stimola il metabolismo, combatte il ristagno di liquidi e sgonfia i tessuti.
Però dobbiamo utilizzare dei solari resistenti all’acqua e applicarli spesso.

-In piscina

La piscina ha due grossi svantaggi per la tintarella: il primo è che il cloro inaridisce notevolmente la pelle perciò il prodotto solare dovrà essere idratante e soprattutto verrà fatta una doccia ogni volta che si esce dall’acqua in modo che il cloro non rimanga sulla pelle a lungo, inoltre in piscina il colore della pelle sbiadisce.

Se si ha in programma una vacanza con annessa piscina, almeno 15-20 giorni prima, è consigliabile prendere un integratore di omega 3, vitamina E e betacarotene che aiuta ad intensificare il colore.

Il consiglio in più è quello di applicare dopo la doccia della sera un doposole che riporti la scritta “intensifica l’abbronzatura” in quanto contiene una piccola dose di autoabbronzante.

-Sugli scogli

Sulle rocce c’è sempre un pò di brezza e il sole si sopporta meglio, talvolta non ci si rende conto che la pelle si sta scottando infatti, se la sabbia riflette le radiazioni UV aumentandone la quantità del 25%, le rocce ne aumentano per il 100% in più.

Sarà utile perciò tenere a portata di mano un solare in forma spray per rinfrescarsi ogni tanto e usare una protezione un pò più alta del normale.

Un altro inconveniente è che le rocce, soprattutto se scure assorbono il calore e si surriscaldano, provocando gonfiore alle gambe e affaticando i capillari.

!! Dunque stendersi sempre su uno stuoino o su un telo, non scuro. !!

-Nelle ore calde

Per evitare scottature, invecchiamento della pelle, ed eritemi solari è bene non esporsi nelle ore centrali della giornata, quando cioè il sole colpisce la Terra verticalmete.

In queso lasso ditempo i raggi solari danneggiano il collagene, la sostanza responsabile dell’idratazione cutanea, e l’elastina, che permette alla pelle di mantenere una buona tonicità.

Se anche nelle ore calde ci troviamo in spiaggia è bene riposarsi sotto l’ombrellone e usare comunque un prodotto solare dato che la sabbia riflette i raggi solari.

Altri problemi ben più gravi dell’eritema, che il caldo del mezzogiorno può provocare, sono il colpo di sole e le malattie agli occhi.

E’ bene dunque tenere la testa bagnata e lontano dal sole, bere molta acqua e rinfrescarsi spesso le gambe in modo da riattivare la circolazione.Per gli occhi invece sarà suffuciente usare degli occhiali, soprattutto quando si legge.

I raggi solari infatti provocano un’alterazione della cornea.

Fonte: http://www.beautyandwellness.it

Bibliografia

La Pelle dei 20 Anni

Consigli e Rimedi per la Cura della Pelle

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