Posts Tagged ‘zuccheri’

Perdere gli ultimi 2 kg, questo è il problema…

31 maggio 2010

Finita la dieta, la cosa più difficile è arrivare al peso ideale e soprattutto mantenerlo. Ecco come fare, senza troppi sforzi

Avete seguito con scrupolo la dieta, avete fatto sport. Eppure, nonostante gli sforzi, proprio non riuscite a buttare giù quegli ultimi due chili che vi permetterebbero di raggiungere il peso forma o comunque l’obiettivo che vi eravate prefissati.

Che fare? Prima di tutto chiedetevi se ne vale veramente la pena, dal momento che la qualità della vostra vita da quando avete iniziato la dieta, per quel che riguarda salute, attività fisica e autostima, è già notevolmente migliorata. Eliminare gli ultimi due chili, quello che gli esperti chiamano il “peso immaginario”, è un obiettivo abbastanza difficile da raggiungere, ma soprattutto da mantenere.

Se proprio volete tentare il tutto per tutto, considerate che avete perso peso e la vostra massa corporea si è ridotta: quindi avrete bisogno di meno calorie. A questo punto va riprogrammata sia la dieta che l’attività fisica. Un esempio: per perdere 500 g di grasso, dovete tagliare 3.500 calorie. Come? Seguite i nostri consigli…

* Più esercizio fisico. Per perdere quegli ultimi fatidici 2 chili, dovete tagliare 100 calorie al giorno. Molte persone hanno bisogno cambiare il proprio allenamento quotidiano, perché il loro organismo è diventato più efficiente e brucia meno calorie. Come fare allora? Aumentate la vostra passeggiata quotidiana di 10-20 minuti, oppure fatela a passo più spedito.

Occhio al grasso nascosto. Il grasso ha il doppio di calorie sia dei carboidrati che delle proteine, quindi se tagliate i grassi i risultati saranno più abbordabili. E ancora: considerate che il 25% del grasso che noi mangiamo è dato dai grassi aggiunti negli alimenti. Leggete le etichette, usate meno olio per cucinare o per condire le insalate e convertitevi ai latticini scremati.

Attenzione alle misure. A casa potete regolarvi meglio, ma se andate a pranzo o cena fuori vi verranno serviti piatti più abbondanti: chiedete la mezza porzione o lasciate qualche boccone nel piatto.

Caccia aperta agli zuccheri. Il 22% delle calorie proviene dalle bevande. Abituatevi a cappuccini con latte scremato, bevande senza aggiunta di zucchero o piccole porzioni di quelle con succo di frutta al 100%.

Tenete un diario. Annotate la vostra giornata alimentare, senza trascurare di trascrivere anche quel che mangiate fuori pasto, magari mentre cucinate. Il 75% delle volte è quel che si mangia occasionalmente a impedirvi di buttare giù gli ultimi chili.

Fonte: http://www.staibene.it

Zona tumore e zona cancro

20 ottobre 2009

Zona tumore e zona cancroViviamo in un mondo di imbrogli e di mistificazioni. Come sempre accade, le parole hanno importanza fondamentale. Chiamare una cosa in un modo piuttosto che nell’altro, fa una enorme differenza.

Chiamare un porcellino, porco e maiale, lo precipita senza remissioni nel primo macello del circondario, come accade da noi. Chiamarlo amico inseparabile dell’uomo e della famiglia, come succede in Medioriente, dove caracolla per i giardini, familiarizza con cane e gatto e scimmiette, si accovaccia simpaticamente sulle panchine, corre incontro affettuoso ai bambini ed al padrone, lo salva dai maltrattamenti e gli restituisce la dignità che si merita.

La sofisticazione del non distinguere tra una cosa e l’altra.
Togliere il potere della parola alla gente significa toglierle la libertà, parola di Confucio.

Chiamare vitamine naturali e vitamine sintetiche, col nome unico di vitamine.
Definire i minerali inorganici ed inassimilabili (vedi minerali delle acque dure, del suolo, di tutti i cibi cotti) allo stesso modo dei minerali organicati della frutta e delle verdure crude.

Paragonare carboidrati industriali e lavorati, ovvero zuccheri e dolciumi, con zuccheri naturali della frutta al naturale.
Chiamare proteine o addirittura proteine nobili, le proteine vietate di carne-latte-pesce, e proteine inesistenti o di scarto quelle che pure esistono nelle angurie e nei meloni, e in tutta la frutta del mondo, specie nelle carote e nei tuberi, sono tutte opere di mistificazione logica e linguistica.

Esiste infatti un baratro di differenza tra  ciascun termine elencato e il suo termine simile ma opposto.
Chiamare latte, tutti i tipi di latte, dimenticando che ogni tipo di animale mammifero ha il suo latte con le sue specifiche funzioni naturali e le sue caratteristiche diversissime, è ulteriore bestemmia terminologica.
Considerare poi l’umanità come normale consumatrice di latte a vita, come una razza che sfida le leggi naturali dello svezzamento, prolungando il medesimo dai 2 anni canonici agli 80 o ai 120 per chi ci arriva, è una ulteriore perla attribuibile agli Azzeccagarbugli delle stalle, dei macelli e dei caseifici.

Togli il potere della parola alla gente equivale togliere la libertà, perché la costringi a seguire i tuoi ragionamenti e i tuoi concetti, diceva giustamente un tizio di nome Confucio, vissuto 2500 anni fa ai tempi del nostro Pitagora.

Hai mai sentito un medico parlare di vitamina naturale o di minerale organicato?

Non sentirai infatti mai un medico dire che ti mancano vitamine naturali A o B o C, potrebbe andare incontro a radiazione dall’albo. Ti dirà che ti mancano vitamine, senza alcun aggettivo.
Non è che lo faccia per semplificare le cose. Lo fa, ovvero lo deve fare, per imbrogliare le cose.
Non lo sentirai mai dire ti mancano minerali organicati.
Non lo sentirai mai dire ti manca acqua zuccherina biologica.

Non sentirai mai un dietologo imbroglione dirti, adotta una dieta low-naturalcarb (una dieta a bassi carboidrati naturali) ma semplicemente una dieta low-carb, dove il termine carboidrato è unico ed onnicomprensivo.
Rigorosamente una parola soltanto:  porco, vitamina, minerale, proteina, latte, zucchero.
Qualcuno penserà che sono un parolaio e che la tiro troppo per le lunghe.
Cosa c’entra poi tutto questo col cancro? C’entra eccome. Lo vedremo subito.

La putredine reale, ovvero il cancro esclusivo dei carnivori dal sangue blu

Per la Scienza Igienistica, che è scienza e non tecnica come la Medicina, le parole tumore e cancro hanno un ben preciso e distinto significato.
Nei tempi andati, i medici, non osavano staccarsi troppo dalla scienza igienistica, non confondevano le acque come quelli di oggi, e si parlava di  tumore benignotumore maligno.
La parola cancro non era ancora spuntata all’orizzonte.

Nei secoli scorsi poi, ad ammalarsi di cancro erano solo i re e i dignitari di corte, ovvero quelli che avevano il  privilegio esclusivo di mangiare la carne dei propri cavalli e dei propri armenti.
I contadini poveri, i servi della gleba, ma anche gli artigiani, e i piccoli commercianti del periodo feudale, si accontentavano dei prodotti della terra e degli alberi, e magari integravano il tutto con qualche ovetto nel periodo invernale, o con qualche pollo a Pasqua e Natale, sempre a patto che i padroni di sangue blu, i valvassori e i valvassini, e poi i baroni e i conti, glielo concedessero.

Mangiare carne faceva ammalare di cancro già allora, visto che i contadini erano sani e pimpanti, con le diete basso-proteiche naturali della modesta vita campagnola di allora, mentre i regnanti finivano uno dopo l’altro preda della cosiddetta putredine, un male nel quale il sangue e i tessuti imputridivano.

di Valdo Vaccaro – 31/01/2009 – http://valdovaccaro.blogspot.com/

Fontehttp://pomodorozen.wordpress.com/2009/10/07/tumore-e-cancro/

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