- Gelosia

Gelosia d’estate, vincerla si può!

14 giugno 2010

In estate la gelosia viene più facilmente a galla e mina la coppia: ecco come utilizzare al meglio le “energie” che fa esplodere

La gelosia in vacanza

È facile, in questa stagione dell’anno più di altre, che la gelosia venga a galla. Aumentano i momenti di svago e le uscite in libertà con gli amici. Il sole, il mare e i corpi spogliati inducono  comportamenti più libertini, cadono i freni inibitori e ci si lascia andare di più. Durante queste settimane di vacanza il sospetto nei confronti del partner sale alle stelle, col risultato che si rischia di rovinare quello che potrebbe essere il periodo più sereno dell’anno.

Gelosia: quella “buona” ti riaccende

Ci sono però modi diversi di vivere la gelosia. Uno è quello che ci fa sentire costantemente minacciati per la paura che un terzo s’inserisca nella relazione. In questo caso la gelosia diventa la vera protagonista della relazione. È tipico di persone fragili, insicure e con poca stima di sé. A volte invece l’emergere di questo sentimento può diventare un vero e proprio motore che rivitalizza il rapporto di coppia. Rimescola i punti fermi e rende l’altro nuovamente interessante e appetibile agli occhi di chi dava tutto per scontato. La gelosia ci rimette in gioco per riconquistare di nuovo chi si teme di perdere, quindi permette di “osare” approcci in precedenza non considerati. In queste situazioni la gelosia è nutrimento per una nuova vitalità, il miglior “collante” per la coppia in crisi.

Scopri qui se la tua gelosia è quella giusta

Sono tre gli aspetti che ci fanno capire se l’energia suscitata dentro di noi dalla gelosia non si è fissata in un’ossessione, ma si è trasformata in un potente stimolo energetico.
Osserviamoci e annotiamo mentalmente i nostri atteggiamenti verso l’altro.
- Il desiderio di averlo accanto, di essere ammirati e desiderati da lui/lei non rende inutili le ore trascorse in sua assenza, ma le riempie di sprint, di voglia di realizzarci, di sentirci bene in ogni situazione?
- La paura di non piacergli più fisicamente diventa lo spunto per occuparci del nostro aspetto fisico e per provare ogni giorno ad inventarsi un motivo nuovo per suscitare erotismo?
- Ci sentiamo grintosi, con un sano pizzico di aggressività che ci guida in ogni situazione?
Se la risposta a queste domande è “sì” possiamo stare tranquilli: la nostra gelosia è de tutto sana e nella norma.

Sei geloso? Ecco come usare questa “energia” al meglio

Sei in preda a un attacco di gelosia? Ecco un esercizio per uscire indenni  dalla “situazione tipo” più a rischio.

-  Lui se la mangia con gli occhi e lei sorride, civetta, incurante di te che guardi impotente la scena rodendoti dentro. Ovvio, a casa poi si faranno i conti… Ma mentre sei lì e osservi, invece di meditare vendetta per tutta la serata, prova a fare un “viraggio emotivo”: scivolare dalla gelosia alla tenerezza.
- Osserva il partner con l’occhio dello spettatore, impegnati a non lasciarti condizionare dalla gelosia, che te lo fa apparire indelicato, superficiale o provocatore e guardalo come se lo vedessi per la prima volta: il viso, lo sguardo, le mani, ecc.
- Separa la sua immagine dal contesto in cui siete e fissa la tua attenzione su ogni particolare del suo viso e del suo corpo: sono gli occhi che ami, la bocca che baci, le mani che ti carezzano e che stringi. Pesca dalla memoria le “istantanee” più recenti dei vostri momenti di intimità e lascia che la tenerezza si sostituisca alla gelosia, dolcemente.
Ti accorgerai che gelosia e tenerezza, per quanto lontane possano apparire, occupano invece lo stesso territorio emotivo: virare dall’una all’altra è più facile del previsto.
• Il risultato? Sospetti e ossessività, che fanno irritare il partner e vi allontanano reciprocamente, lasciano il posto a dolcezza e ironia. Le armi migliori per riconquistarlo.

Fonte: http://www.riza.it

Gelosia

5 marzo 2010

Cos’è la gelosia?

Da un punto di vista etimologico, il termine proviene dal latino “zelus” e significa zelo, cura scrupolosa. Per le nostre nonne le gelosie erano i battenti delle finestre che avevano  ovviamente  il compito di proteggerle da sguardi indiscreti.
Nell’accezione più comune la gelosia è però uno stato emotivo determinato dal timore, fondato o meno, di perdere la persona amata e caratterizzato dalla paura e dal sospetto che questa rivolga altrove il suo interesse, con la conseguenza che si sviluppino odio e aggressività nei confronti del rivale vero o presunto.

La gelosia non è un fenomeno “anormale”, né tanto meno una malattia, ma può diventarlo. Per alcuni è un fastidio, una sottile sensazione di disagio, per altri un’ossessione. A volte è un bisogno, una dipendenza.
Nella nostra cultura, la gelosia, al di là della sua connotazione negativa, è approvata, in quanto pare garantire la presenza di affetti legittimi, primo fra tutti l’amore: chi ama davvero deve essere geloso!

Ritroviamo il “dramma della gelosia” in letteratura, in musica, nel cinema, nelle arti figurative, addirittura nella giurisprudenza che sembra giustificarla e compatirla attribuendo un significato “onorevole” ai suoi delitti.
Esistono comunque diversi livelli di gelosia:

1. Il desiderio di tenere a sé la persona amata
2. La gelosia che porta a continue verifiche sulla vita del partner
3. La gelosia ossessiva:  proiezione della propria infedeltà o insicurezza sull’altro.
4. La gelosia delirante

Psicologia e gelosia

Sigmund Freud, distingue tre diverse forme di gelosia, la cui caratteristica comune è l’ambivalenza, la contemporanea presenza cioè, di sentimenti di amore ed aggressività rivolti verso la stessa persona:

1.   La GELOSIA COMPETITIVA o NORMALE, essenzialmente composta da dolore, afflizione, provocati dalla convinzione di aver perduto 1’oggetto d’amore, da sentimenti ostili verso il più fortunato rivale, da una dose più o meno grande di autocritica che tende ad attribuire a se stesso la responsabilità della perdita amorosa. Infine da sentimenti ostili verso il rivale e da una dose più o meno grande di autocritica.

2.    La GELOSIA PROIETTIVA, che deriva, sia nell’uomo che nella donna, dall’infedeltà che essi stessi hanno attuato nella vita o da spinte verso l’infedeltà che sono state rimosse. La fedeltà, nei rapporti di coppia può essere mantenuta solo a patto di resistere a continue tentazioni. Colui che avverte in sé 1’esistenza di queste tentazioni attuerà un meccanismo inconscio per alleviare il proprio disagio: proietterà sull’altro le proprie tendenze all’infedeltà.

3.    La GELOSIA DELIRANTE, caratterizzata dalla convinzione, di solito priva di fondamento reale, dell’infedeltà del proprio partner, e da conseguenti reazioni comportamentali nei confronti di quest’ultimo e dei suoi presunti amanti. Manifestazione caratteristica di questo tipo di gelosia è l’affannosa ricerca di indizi che provino l’infedeltà. Anche il delirio di gelosia per Freud è determinata da tendenze all’infedeltà che sono state rimosse ma gli oggetti di queste fantasie sono dello stesso sesso del soggetto. La gelosia delirante corrisponde ad una forma di omosessualità che da latente comincia a cercare la sua strada. Come tentativo di difesa contro un impulso omosessuale troppo forte essa può essere descritta mediante la formula: “Non sono io che lo amo è Lei che lo ama”.

La gelosia patologica

La gelosia di per sé, non è patologica, ma può diventarlo, se espressa e percepita nella sua forma più estrema, trasformandosi in gelosia ossessiva o delirante. Il delirio di gelosia, come riportato dal DSM IV TR, consiste nella convinzione di essere traditi dal proprio partner distinguendosi in tal modo dalla gelosia caratterizzata dal timore di tradimento, ma non dalla certezza che esso si sia consumato.

Nello specifico, la gelosia patologica è uno dei sottotipi del Disturbo Delirante riportati dal DSM–IV-TR. Tale sottotipo si applica quando il tema centrale del delirio della persona è la convinzione che il proprio coniuge o amante sia infedele; convinzione che non si basa su un motivo accertato, ma su deduzioni non corrette, supportate da piccoli indizi interpretati come prove evidenti, allo scopo di giustificare il delirio. Di solito, il soggetto con il delirio cerca il confronto con il partner, e tenta di intervenire contro l’infedeltà immaginaria , ricorrendo a diverse strategie; ad esempio limitando l’autonomia del partner, seguendolo e pedinandolo, investigando sul presunto amante, fino ad arrivare nei casi estremi ad attaccare fisicamente il proprio partner, sfociando in alcuni casi nel cosiddetto “delitto passionale”, di cui la gelosia sembra essere la causa più frequente.

Personalità del partner geloso

Il senso di proprietà, il bisogno di controllare, la paura dell’abbandono sono le principali caratteristiche della gelosia. A molti queste caratteristiche sono state trasmesse in famiglia.
La madre è gelosa del figlio dal momento del parto; il figlio, nascendo, non sarà più solo suo. Il padre, allo stesso tempo, vede nel figlio il tradimento della moglie. Si sente abbandonato, messo da parte, in quanto tutte le attenzioni sono rivolte al nuovo arrivato.
Il bisogno che spesso sottende la gelosia è un bisogno di esclusività; il bisogno di un legame che ci faccia sentire importanti perché unici, un legame senza cui l’altro non potrebbe vivere. In questo caso non importa se 1’intruso provochi una effettiva riduzione del tempo, dell’affettività, dell’amore: ogni intrusione in sé rappresenta una effettiva limitazione nel rapporto.

Lo si vede nelle relazioni in cui un partner, spesso per senso di colpa, ricopre 1’altro di regali e attenzioni pur coltivando un legame con una terza persona. Anche nel caso in cui l’ammontare complessivo delle risorse affettive venga distribuito in maniera da accontentare tutti, la perdita dell’esclusività sarà ritenuta comunque di importanza capitale.
Il discorso sulla esclusività non ci porta molto lontano da quello sulla proprietà, la possessività, 1’attaccamento. Usiamo la proprietà per soddisfare i nostri bisogni.

La proprietà è anche alla base dell’orgoglio e della vanità: siamo orgogliosi di ciò che effettivamente ci appartiene, siamo vanitosi per il semplice fatto di possedere qualcosa. A rendere tanto precario il possesso di una persona è il fatto che la persona che crediamo di possedere ha il potere di andare via, di abbandonarci, di lasciarci, di decidere di appartenere a qualcun altro, o semplicemente di decidere.

Caratteristica di base del soggetto geloso è il bisogno di controllare. Esistono due aspetti del controllo. Il primo riguarda le persone che, anche in condizioni di stabilità e al di fuori di una situazione di pericolo incombente hanno bisogno di conservare la supremazia e un rigoroso controllo sulla loro relazione. Tali soggetti tendono a reagire vivacemente nei confronti di ogni intrusione che ne minacci il controllo. L’altro aspetto del controllo riguarda la reazione nei confronti di una minaccia attuale. Alle volte è proprio il partner minacciato ad assumere per primo l’iniziativa (pur di controllare la situazione) e spingere l’altro al tradimento (“tanto prima o poi mi tradirà”).

Gelosia e aggressività

Spesso, purtroppo, la gelosia degenera in emozioni ancora più negative come la rabbia, l’ira. Per gelosia si uccide, non dimentichiamo il delitto d’onore o il delitto passionale. Secondo alcuni autori quando aumenta a dismisura l’intensità di un “attacco” di gelosia si compiono azioni disdicevoli poiché si perde il controllo. Non il controllo di sé, ma quello dell’altro, della relazione, della situazione. L’aggressività è una delle reazioni possibili allo scatenarsi della gelosia. Il partner geloso può aggredire il compagno/a nel tentativo di difendere qualcosa su cui sente di stare perdendo il controllo.

L’aggressione può manifestarsi in tanti modi, anche nascondendo la gelosia stessa attraverso litigi che sembrano insignificanti, ma che si trasformano in potenti bombe…. Con l’aggressione si cerca, consciamente o meno, di far sentire in colpa il partner per poterlo manipolare e riportare sui binari che vorremmo. In realtà il partner potrebbe reagire in modo completamente diverso, ad esempio potrebbe allontanarsi oppure potrebbe accadere che si stabilisca nella coppia un circolo vizioso in cui il litigio si perpetua, e diventa il fulcro intorno a cui si organizza il rapporto.

Fonte: http://www.feritedamore.it

La gelosia

27 ottobre 2009

La gelosia

La gelosia è da sempre argomento privilegiato nell’arte e nella letteratura.

Da più parti si è cercato di descriverla, di definirla, ma soprattutto di stabilire quali persone vi siano più inclini, quali fatti la producano e quali comportamenti provochi.

In questo articolo si cerca di dare una definizione a questo stato emotivo-affettivo complesso e si descrivono alcuni aspetti di due tipi di gelosia:

la gelosia romantica e la gelosia da competizione sociale.

Che cos’è la gelosia

Definire la gelosia è difficile soprattutto perché non si sa bene se sia un’emozione , uno stato d’animo o un sentimento . Potrebbe essere considerata un’emozione in quanto si presenta in modo brusco e accompagnata da tipiche modificazioni psico-fisiologiche; tuttavia è anche un sentimento nel momento in cui permane nel tempo, viene evocata da eventi esterni o rappresentazioni mentali e occupa gran parte del vissuto emotivo e cognitivo dell’individuo.

Il fatto che esistano più tipi di gelosia distinguibili in base all’oggetto verso cui questo stato emotivo o affettivo è rivolto complica ulteriormente il problema. Infatti è diverso essere gelosi di uno cosa ed essere gelosi di una persona. Nel primo caso c’è un desiderio di esclusività per delle cose che ci appartengono e che non vorremmo cedere in uso ad altri (gelosia materiale); nel secondo caso domina il timore di perdere l’affetto, il più delle volte l’affetto esclusivo di una persona (gelosia romantica).
In ultimo esiste anche una gelosia da confronto sociale che origina dal desiderio di ottenere un bene che non si ha – l’amore di una persona, un lavoro o un premio – e dal timore che qualcun altro possa ottenerlo al posto nostro (D’Urso, 1990 ).

La gelosia romantica

In genere le ricerche in ambito psicologico così come la letteratura in senso lato, si sono occupate in prevalenza di questo tipo di gelosia. La gelosia romantica suscita un insieme di sentimenti ed emozioni riguardo la persona amata, il rivale e il sé (D’Urso e Trentin, 1992). Queste emozioni si riassumono in una sorta di ambivalenza nei confronti della persona amata che si traduce in un aumento dell’interesse e del desiderio nei suoi confronti associato a rabbia, ostilità e al timore della perdita .

emozione, stati d’animo. Parallelamente la persona gelosa sperimenta verso il rivale odio e desiderio di annullamento che diventano tanto più forti quanto più il rivale è percepito con caratteristiche positive come la bellezza, l’intelligenza, la cultura ecc. In questo senso una delle cose curiose è costituita dal fatto che il geloso percepisce come più pericoloso un rivale che possiede le caratteristiche positive che lui stesso vorrebbe possedere, piuttosto che un rivale considerato ideale dalla persona amata (Schmitt, 1988 ).

Esistono delle strategie che consentono di far fronte alla gelosia romantica? D’Urso e Trentin (1992) ne riportano tre, ossia:

-rafforzare la fiducia in se stessi: questo consente di ridurre ansia e aggressività connesse alla gelosia stessa
- affinare le proprie capacità : in questo modo si migliora l’immagine di sé e si riducono depressione e rabbia connesse all’idea della possibile perdita della persona amata
- ignorare tutto ciò che concerne la persona amata e il rivale o che è psicologicamente associato ai luoghi, alle    occasioni, ai motivi della gelosia

La gelosia da competizione sociale

Secondo Salovey e Rodin (1984) la caratteristica specifica della gelosia da competizione sociale è l’oggetto del desiderio, che non è mai una persona, ma è sempre una cosa , un tipo di successo o una buona posizione sociale. In realtà è possibile sperimentare questo tipo di gelosia anche verso una persona e competere in ambito sociale per ottenere i suoi favori, la sua attenzione o il suo amore. Il sorgere e l’intensità di questo tipo di gelosia variano a seconda dell‘importanza che l’individuo attribuisce alla meta ambita, dell’identità e della valenza emotiva degli altri concorrenti. In base ad una serie di esperimenti Mikulincer, Bizman e Aizemberg (1989) hanno trovato che la gelosia da confronto sociale aumenta quando:

- si attribuisce prevalentemente a se stessi la responsabilità di un confronto sfavorevole o di un proprio fallimento
- si considera lo scacco almeno in parte controllabile
- si ritiene che lo sfavore nel confronto dipenda da condizioni relativamente stabili nel tempo e soprattutto relative alla propria personalità

Chi sono le persone gelose

In genere le persone gelose sono descritte come insicure, ansiose, possessive, invidiose, sospettose, irrazionali, con una scarsa stima di sé.

Non sembra ci siano differenze tra i sessi rispetto all’intensità della gelosia (Bringle e Buunk, 1985 ), anche se si rilevano vistose diversità rispetto ai comportamenti associati. Da questo punto di vista gli uomini sono più inclini delle donne ad assumere iniziative aperte in caso di tradimento, cercano cioè di discutere il problema, di affrontare il rivale o aggredire la compagna. Al contrario le donne sembrano esternalizzare meno la gelosia e i comportamenti connessi soffrendo però maggiormente di intensi sentimenti negativi, quali disperazione, depressione e di malattie psicosomatiche (D’Urso e Trentin, 1992 ). Non sembra invece ci siano differenze tra i sessi rispetto agli aspetti cognitivi messi in atto. Pines e Aronson (1981) hanno infatti accertato che la reazione più comune a uomini e donne è quella di rimuginare tormentosamente sull’accaduto e questo avviene con frequenza, durata e intensità equivalente nei due sessi.

A cura della Dott.ssa E. Maino

Fonte: http://www.benessere.com/psicologia/emozioni/gelosia.htm

Gelosia del passato

1 aprile 2009

Gelosia del passato

La vostra storia andrebbe a gonfie vele, se solo non vi venisse mal di stomaco all’idea che nel suo passato ci sono state altre donne! Come combattere la gelosia ‘retroattiva’?

Brutta cosa la gelosia,… rovina la serenità di coppia, lo stomaco di chi la prova, e esaurisce i nervi di chi la subisce. Ma è anche naturale percepirla, entro certi limiti, quando si è innamorati. Il problema sorge quando la gelosia diventa maniacale, quando da semplice insicurezza diventa ossessione.

E una delle ossessioni più comuni nelle relazioni, uno di quei pensieri di cui diventiamo vittime e non riusciamo più a toglierci dal cervello, si chiama gelosia retroattiva. Si tratta di una forma di gelosia che riguarda il passato del partner: si suda freddo a pensare che ha avuto altre esperienze, soprattutto sessuali, e si annoda la gola quando compare anche solo l’ombra delle sue ex.

È un dolore profondo, sono fitte lancinanti quelle che ci colpiscono quando veniamo prese da un attacco di gelosia retroattiva. Molte ragazze (succede anche agli uomini comunque!) hanno il brutto vizio di ‘farsi i film’ nella testa, ovvero di dare spazio a quella parte maniacale del cervelletto che inizia a proiettare scene (più o meno hard) del passato del proprio compagno.

Ed è difficile arrivare al finale! C’è chi è tormentata solo dalla componente sessuale, chi invece non riesce ad accettare che il proprio compagno abbia avuto una relazione importante in precedenza.Ma che sia gelosia della fisicità o dei sentimenti, fatto sta che serve eliminarla, per il bene della storia e per la vostra stessa serenità!  La paura del passato deriva essenzialmente dal fatto di non essere state presenti, non aver potuto impedire che lui cadesse tra le braccia di un’altra.

Per non parlare del timore del confronto, dei paragoni, della gelosia per le cose già fatte, già vissute in altra compagnia. Fa nervoso anche solo l’idea di frequentare un ristorante dove lui andava con lei (o le altre), figuriamoci per quanto riguarda gli aspetti più intimi! Eppure tutti hanno avuto le proprie esperienze, belle o brutte, e non possiamo pretendere di fidanzarci con uomini usciti dalla clausura! C’è chi arriva a tradire il partner per ‘vendicarsi’, per infliggere anche a lui un motivo di pena.

Ma è un gioco pericoloso, che può dare soddisfazione temporanea, ma poi, sul lungo termine, come ci si sente a tradire per vendetta? Gli accorgimenti da prendere sono frutto di un grande autocontrollo, ma possono funzionare. Innanzitutto, se già sapete di soffrire di questo male, (ma comunque in ogni caso prevenire è meglio che curare), agli inizi di una storia evitate di parlare del passato con troppi dettagli. C’è chi lo fa per ingenuità, e quando comincia a vedersi con qualcuno, finché ancora non c’è nulla di serio, chiacchiera delle storie vissute come se parlasse con un amico. Parlare del passato amoroso con un potenziale nuovo partner potrebbe essere un tranello: evitate quindi i dettagli troppo approfonditi, perché in un futuro non facciano parte dei ‘film mentali’ sopra citati. Poi, fate un bel respiro, e pensate che siete gelose del passato. Passato. Passato. Ripetete cento volte che quello è il passato! E il presente siete voi. Con le sue ex le storie sono finite, ci sarà un motivo, no?

Ora sta con voi, punto. E vi ama. Naturalmente sta anche a lui comportarsi saggiamente, senza mettervi mai a confronto con la sua ex, senza farvi notare dettagli inutili, senza portarvi a fare la via crucis dei luoghi dove è già stato con lei. Insomma, a lui il dovere di comportarsi con classe e delicatezza. Se anche voi avete avuto altre esperienze, pensate ai vostri ex, e riflettete su cosa provate ora per loro. Attrazione? Probabilmente no. Amore? Altrettanto negativo. Desiderio di tornare come prima? Assolutamente no. Sono solo ricordi. E non ve ne importa più di tanto.

E allora perché per lui invece dovrebbero avere tutto questo peso? Siete solo voi che glielo date! Serve un certo autocontrollo, ma evitate di immaginare scene che vi innervosiscono. Non pensate ai baci, alle carezze, ai progetti che aveva con un’altra. E se proprio non riuscite a mettere in pausa il cervello, ricordate che sono solo fantasie: voi non c’eravate, non potete sapere com’era la scena! Questo potrebbe aiutarvi a capire che sono invenzioni.

Ma se di fantasie si tratta, metteteci in mezzo pure qualche personaggio inventato, tipo il grande puffo. Sembra una stupidaggine, ma è consigliato dagli psicologi! L’importante è che vi rendiate conto che quello che temete non è reale. Chi vi dice che quella volta che stavano quasi per comprare casa insieme, non erano in realtà stressati e annoiati l’uno dell’altra, e che più che un nido d’amore si stavano costruendo il patibolo? Aggiungete alle fantasie, se proprio dovete averle, qualche dato negativo: se si sono lasciati ci sarà pure un motivo!

A tutto questo poi vanno aggiunti gli accorgimenti classici anti-gelosia: non ossessionatelo se vi rendete conto che è tutto frutto del vostro cervello. Forse man mano che la storia diventa sempre più importante, i fantasmi se ne andranno. Ma soprattutto non lasciate che il passato diventi un problema nel presente!

Fonte: http://www.hafricah.net/Articoli.aspx?id=97

Smettere di essere gelosi

19 febbraio 2009

j0386366Quando è morbosa, la gelosia è un incubo, sia per chi la subisce sia per chi la vive. Suggerimenti utili per controllarne gli effetti e vivere relazioni più serene

La gelosia è un sentimento che esprime un disagio. Può nascere, per esempio, da un trauma da abbandono o da un sentimento di emarginazione.

È bene capirne la motivazione profonda, soprattutto se in passato ha creato continui problemi alle proprie    relazioni con i partner.

Definire le proprie risorse, le proprie caratteristiche e fragilità, aiuta il geloso e la coppia a raggiungere un migliore equilibrio nella relazione.

Non si guarisce dalla gelosia, si impara solo a controllarla”. Giornalista, scrittrice di libri sulla famiglia, Francesca Longo è stata una bambina terribilmente gelosa: “Solo quando ho incontrato l’amore, a vent’anni, mi sono resa conto che la mia gelosia nasceva da una dolorosa esperienza infantile: avevo paura di perdere il partner, così come avevo avuto paura di perdere l’affetto di mia madre, quando è nata mia sorella.

Ho superato questo timore nel momento in cui ho realizzato che, se avessi avuto fiducia nel mio fidanzato e nella relazione che stavamo vivendo, i suoi eventuali allontanamenti non avrebbero avuto alcuna importanza. Potevano facilmente essere superati e integrati nella nostra storia. Da allora non sono stata più gelosa”. Susanna, 34 anni, avvocato a Roma, ricorda invece: “Tutte le sere aspettavo che si allontanasse per frugargli nelle tasche.

Una nuova penna, un biglietto da visita, un nome illeggibile scritto su una pagina dell’agenda, qualsiasi cosa: non riuscivo a fare a meno di vedere una prova di tradimento in ogni oggetto che trovavo. E tutte le mattine lo osservavo con attenzione. Bastava il minimo cambiamento, il minimo sforzo per essere seducente ed ero profondamente convinta che avrebbe trascorso la giornata con un’altra”.

Cercare le motivazioni profonde

“La gelosia è un sentimento, un comportamento che nasconde un disagio, ma non è una patologia”, ricorda Sergio Marsicano, psicanalista e docente di Psicologia della relazione e Psicologia applicata alla professione all’Università di Milano Bicocca. “È legata a un senso di esclusione che, a seconda della persona, può avere origini diverse”. “Può dipendere, per esempio, da un trauma da abbandono o da un sentimento di emarginazione”, afferma Simone Catalano, psicologo a Palermo.

“Quando si manifesta, si vengono a creare relazioni di attaccamento in cui si nascondono la paura di perdere l’altro e una scarsa fiducia in se stessi. Si ha il desiderio di controllarlo, non si vuole che scappi perché si teme di rimanere soli e si fa quindi di tutto per attirare l’attenzione su di sé”, continua Catalano. Ma la gelosia è anche un “modo” per esprimere una volontà di controllo.

L’aiuto di un terapeuta può essere utile per fare uscire chi è geloso da questo tipo di comportamento che logora le relazioni e crea problemi nei rapporti con il partner. “Per uscire dal tunnel della gelosia può servire definire i confini reciproci e conquistare un senso di sicurezza e di amore”, afferma Catalano. “Capire inoltre quali sono le proprie risorse e caratteristiche, così come le proprie fragilità, aiuta sia il geloso sia la coppia a trovare un migliore equilibrio”.

Francesca, dopo un divorzio, vive oggi con un nuovo compagno: “Mi sono resa conto che, con il mio ex marito, non aveva senso essere gelosa, poiché era il rapporto in sé che non funzionava. La storia che sto vivendo oggi è invece fondata sulla reciproca fiducia. Entrambi vogliamo costruire una relazione solida sia dal punto di vista affettivo sia culturale”.

Monique Ayoun

Fonte: http://www.psychologies.it

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