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Saper ascoltare in modo attivo

16 settembre 2009

Saper ascoltareCome dimostrare capacità di porre attenzione alla comunicazione del proprio interlocutore

L’ascolto attivo si basa sull’empatia e sull’accettazione. Esso si fonda sulla creazione di un rapporto positivo, caratterizzato da ”un clima in cui una persona possa sentirsi empaticamente compresa” e, comunque, non giudicata.

Quando si pratica l’ascolto attivo, invece di porsi con atteggiamenti che tradizionalmente vengono considerati da ”buon osservatore”, ossia, come persone impassibili, ”neutrali”, sicure di sé, incuranti delle proprie emozioni e tese a nascondere e ignorare le proprie reazioni a quanto si ascolta, è più opportuno rendersi disponibili anche a comprendere realmente ciò che l’altro sta dicendo, mettendo anche in luce possibili difficoltà di comprensione. In questo modo è possibile stabilire rapporti di riconoscimento, rispetto e apprendimento reciproco.

Per diventare ”attivo”, l’ascolto deve essere aperto e disponibile non solo verso l’altro e quello che dice, ma anche verso se stessi, per ascoltare le proprie reazioni, per essere consapevoli dei limiti del proprio punto di vista e per accettare il non sapere e la difficoltà di non capire.   I principali elementi che caratterizzano una buona attività di ascolto, sono:

  • sospendere i giudizi di valore e l’urgenza classificatoria, cercando di non definire a priori il proprio interlocutore o quanto egli dice in ”categorie” di senso note e codificate
  • osservare ed ascoltare, raccogliendo tutte le informazioni necessarie sulla situazione contingente, ricordando che il silenzio aiuta a capire e che il vero ascolto è sempre nuovo, non è mai definito in anticipo in quanto rinuncia ad un sapere già acquisito
  • mettersi nei panni dell’altro - dimostrare empatia, cercando di assumere il punto di vista del proprio interlocutore e condividendo, per quello che è umanamente possibile, le sensazioni che manifesta
  • verificare la comprensione, sia a livello dei contenuti che della relazione, riservandosi, dunque, la possibilità di fare domande aperte per agevolare l’esposizione altrui e migliorare la propria comprensione
  • curare la logistica, facendo attenzione al contesto fisico-spaziale dell’ambiente in cui si svolge la comunicazione per agevolare l’interlocutore e farlo sentire il più possibile a proprio agio.

Ciò che è importante sottolineare, è che da questa modalità di ascolto è escluso non solo il giudizio, ma anche il consiglio e la tensione del ”dover darsi da fare” per risolvere eventuali problemi espressi dal proprio interlocutore, oltre ad evitare tutte le ”barriere della comunicazione”, quali:

  • dare ordini
  • mettere in guardia
  • moralizzare
  • persuadere con la logica
  • elogiare
  • ridicolizzare
  • interpretare
  • consolare
  • cambiare argomento

le quali, in modo più o meno esplicito, costituiscono messaggi di rifiuto.     Studi sulle dinamiche dell’ascolto attivo Nel mondo occidentale il riconoscimento dell’importanza dell’ascolto attivo è una conquista molto recente.
Un grosso impulso agli studi sulle dinamiche dell’ascolto attivo è stato dato, agli inizi degli anni ‘80, dagli studi sulle aziende post-industriali (Peters,1982; Kunda, 2000) e dagli studi sui rapporti fra professionisti e clienti (Wolvin e Coakly, 1988; Bert e Quadrino, 1999).

Le basi teoriche per questo approccio erano state elaborate in precedenza da studiosi che hanno sostenuto la priorità dell’ascolto in un paradigma dialogico (Martin Heidegger, Michail Bachtin, Martin Buber) e dai teorici dei sistemi complessi (Bateson, von Foerster, Emery e Trist, Ashby).

Un modello molto efficace per comprendere la differenza fra ascolto passivo e ascolto attivo è offerto dalla buona comunicazione interculturale in situazioni concrete e contingenti (Sclavi, 2000a e 2000b) in quanto rende più facilmente evidenziabile che ”uno stesso comportamento” può avere significati antitetici e al tempo stesso assolutamente legittimi a seconda del contesto culturale in cui è inserito.

Per esempio il ”non guardare negli occhi una persona anziana e autorevole” in un contesto culturale può essere segno di rispetto, mentre in un altro, segno di mancanza di rispetto.
I malintesi, l’irritazione, l’imbarazzo, la diffidenza in questi casi non sono risolvibili in termini di comportamenti ”giusti o sbagliati”, ma cercando di capire l’esperienza dell’altro, il che implica accogliere come importanti, aspetti che siamo abituati a considerare trascurabili o addirittura che prima non abbiamo mai preso in considerazione.

Le ”Sette Regole dell’Arte di Ascoltare” (Sclavi,2000)

  1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni.
    Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
  2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista.
    Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.
  3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.
  4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio.
    Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi.
    Il loro codice è relazionale e analogico.
  5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili.
    I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti,perché incongruenti con le proprie certezze.
  6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione interpersonale. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.
  7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica.
    Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sè.

Fonte: http://www.urp.it/Sezione.jsp?idSezione=805&idSezioneRif=104

Dare valore alla fragilità

11 maggio 2009

top_5_marriage_sex_mistakesSuperare la paura di non essere all’altezza…

Donne sempre più emancipate, libere e spontanee mettono spesso in discussione la virilità del partner e, di conseguenza, la sua autostima. Ma la crisi dei ruoli può diventare un’occasione per vivere in modo più intimo la vita di coppia. Ecco come aiutare lui a superare la paura di non essere all’altezza…

I concetti chiave

* L’uomo ha il timore di non poter soddisfare partner sempre più esigenti. La sua sicurezza viene spesso messa in discussione.

* I ruoli all’interno della coppia sono cambiati. La donna è sempre più alla ricerca del proprio piacere e si aspetta che il partner la assecondi.

* In una coppia consolidata non contano solo le prestazioni sessuali. C’è anche bisogno di complicità, comprensione, rispetto e affetto.
Tutto era stato preparato nei minimi dettagli. Avevo prenotato una suite un po’ particolare: con letto a baldacchino e specchi ovunque.

Francesco mi aspettava affacciato alla finestra, la notte si annunciava esplosiva. Avevo tanta voglia di lui e gliel’ho sussurrato in un orecchio. Ma niente è andato come previsto. Per la prima volta dall’inizio della nostra storia, non è riuscito a eccitarsi”, racconta Giovanna, 35 anni, manager a Palermo.

Come Francesco, sono numerosi oggi gli uomini in “crisi di mascolinità” che si trovano ad affrontare questo problema. “L’uomo, oggi condizionato da una partner più decisa e libera sessualmente, vive un profondo disagio che si può manifestare con disturbi di erezione, blocchi psicologici o incapacità di soddisfare la compagna”, commenta Ciro Iannone, sessuologo e autore di Bisogno e Soddisfazione. La sessualità al maschile e femminile (Editore Letizia). Non è un caso che le vendite di stimolanti sessuali, soprattutto online, siano in costante aumento. “Sono la risposta alla paura di non essere all’altezza”, argomenta Annalisa Pistuddi, psicologa e psicoterapeuta a Milano. Da tempo infatti i ruoli all’interno della coppia sono cambiati. Sotto le lenzuola la donna cerca la soddisfazione del proprio piacere, fa delle domande e si aspetta delle risposte.

Assecondare il piacere
Molti uomini pensano di essere gli unici responsabili del successo o dell’insuccesso di un rapporto. Il sesso infatti ha un alto potere simbolico: con la penetrazione l’uomo vuole “colmare” la partner, ma per assecondare il suo piacere, è necessario che il pene sia in erezione. “Quando ciò non succede l’uomo si sente fallire. Si sente inadeguato e questa sensazione può influenzare anche altri aspetti della sua vita”, spiega Annalisa Pistuddi. Come confessa Alberto, 36 anni, commercialista a Roma: “Era il nostro primo appuntamento.

Dopo cena mi ha invitato da lei, ma una volta in camera da letto niente è andato nel verso giusto. Mi sono sentito umiliato”. Alberto sa che il desiderio non è qualcosa che si possa comandare, ma ha vissuto questo “incidente” come una sconfitta. In una situazione analoga la donna, invece, avrebbe potuto simulare il proprio piacere. “Il disagio psicologico dell’uomo nasce proprio da questa differenza. La gran parte degli uomini dimentica però che un rapporto può essere intenso anche senza penetrazione”, sottolinea Iannone. Il segreto di una relazione che funziona non è solo il sesso, ma la complicità. “In una coppia consolidata il desiderio dell’altro è un’emozione che il partner cerca di assecondare”, spiega Annalisa Pistuddi. Infatti solo quando il legame è solido gli uomini si lasciano andare e invadere dai sentimenti. È questo il momento in cui avranno voglia di condividere momenti di tenerezza: dormire con la partner, fare colazione insieme, organizzare un weekend al mare.

Sentirsi desiderato
Una donna sessualmente libera mette in discussione non solo il ruolo dell’uomo all’interno della coppia, ma anche uno degli stereotipi più diffusi, il mito del playboy. Oggi può succedere che lui venga lasciato. Anche dopo il primo appuntamento. “Quando non si vuole investire in un rapporto l’attrazione si spegne subito”, illustra Pistuddi. L’uomo è in imbarazzo di fronte a donne che vogliono comportarsi come lui: “Ho scelto di non avere rapporti sessuali per un po’”, racconta Guglielmo, 40 anni, pr a Verona. “Negli ultimi due anni mi sono sentito usato dalle mie compagne, espropriato della mia virilità”. Quando le donne dicono: “Ti voglio”, tolgono all’uomo la possibilità di fare il primo passo e assumersi il rischio di un “no”.

Costruire il rapporto
L’uomo che viene desiderato si sente come un bambino amato dalla mamma, con una grande differenza: sa che la partner si aspetta qualcosa da lui. “L’uomo ha soprattutto paura che gli si possa chiedere sempre di più”, sostiene Pistuddi. “Ma una relazione in cui ognuno ha la possibilità di esprimere se stesso è più ricca: i partner condividono emozioni e si mettono in gioco completamente, prendendosi anche il rischio di non essere all’altezza. È questa incertezza a disorientare lui”. Eppure la condivisione dei piaceri tra uomo e donna è possibile: “Il rapporto sessuale è la conseguenza di altro tipo di rapporto, che si costruisce sulla base di rispetto, comprensione e affetto reciproci”, conclude Iannone.

Federica Brignoli, Hélène Fresnel
Fonte: http://www.psychologies.it/Coppia-e-Sessualita/Sessualita/Desiderio/Dare-valore-alla-fragilita/(offset)/2

Dialogo: le differenze fra uomo e donna

20 marzo 2009

77b2816b-2858-4c65-91bf-53fa7129399dhmediumQuando gli uomini non parlano

La difficoltà maggiore per un uomo sta nell’interpretare correttamente una donna che sta parlando dei propri stati d’animo. Una delle imprese più ardue per una donna è interpretare correttamente il silenzio di un uomo. Per le donne il silenzio è spesso fonte di equivoci; il modo in cui i due sessi generalmente pensano ed elaborano le informazioni è profondamente diverso. Le donne pensano ad alta voce: lasciano scorrere liberamente i propri pensieri e li esprimono ad alta voce per approfondire le proprie intuizioni.

Gli uomini invece, prima di parlare, ripercorrono mentalmente ciò che hanno sentito o provato arrivando ad una soluzione attraverso un processo interiore. Spesso le donne fraintendono il silenzio maschile immaginando il peggio, infatti, le sole occasioni in cui la donna sceglie la via del silenzio sono quelle in cui ciò che andrebbe detto è troppo doloroso o quando non vuole parlare con uomo di cui non si fida più. Per rendere le loro relazioni davvero gratificanti le donne devono imparare che quando un uomo è turbato o stressato smette automaticamente di parlare e si rinchiude in se stesso per riflettere sulla situazione.

E’ qualcosa di molto difficile da accettare per una donna che non abbandonerebbe mai un’amica in difficoltà. Per una donna abbandonare il suo compagno quando questi è turbato non è un atto d’amore: poiché lo ama il suo istinto sarebbe quello di stargli vicino ed offrirgli aiuto. In buona fede pensa di doverlo interrogare perché lui possa averne dei benefici. Ma in realtà questo tipo di atteggiamento femminile non fa altro che turbare ed irritare ulteriormente un uomo. E’ importante che gli uomini e le donne rinuncino a proporre al partner il tipo di aiuto da loro preferito e comincino ad apprendere invece le diverse modalità di sentire, reagire e pensare dei due sessi

Perché gli uomini si chiudono nel silenzio

Gli uomini si rinchiudono in se stessi quando:

  • Hanno bisogno di riflettere su un problema per trovarne la soluzione
  • Si sentono turbati o stressati e hanno bisogno di stare un po’ da soli per calmarsi e riacquistare il controllo
  • Hanno bisogno di ritrovare se stessi

Perché le donne parlano

Le donne parlano per svariati motivi:

  • Per trasmettere o raccogliere informazioni
  • Per sentirsi meglio quando sono turbate
  • Perché pensano ad alta voce
  • Per creare intimità

Sessi diversi bisogni emotivi diversi

Gli uomini e le donne concedono il tipo di amore di cui hanno bisogno e non quello necessario all’altro sesso. Gli uomini basano l’amore sulla fiducia, la stima e l’accettazione; le donne sull’affetto, la comprensione ed il rispetto.

Le donne hanno bisogno di ricevere

Gli uomini hanno bisogno di ricevere

Sollecitudine

Fiducia

Comprensione

Accettazione

Rispetto

Apprezzamento

Devozione

Ammirazione

Rassicurazione

Incoraggiamento

Ignorando ciò che è importante per l’altro sesso, uomini e donne rischiano di provocare dolore ai loro partner

Errori femminili

Perchè lui non si sente amato

lei gli offre consigli non richiesti

lui pensa che lei non si fidi più di lui

lei cerca di cambiarlo per il “suo” bene

lui pensa che lei non lo accetti per quello che è

lei si lamenta di quello che lui non ha fatto

lui pensa che lei non apprezzi le cose che fa

lei gli dice cosa deve fare o non fare

lui non si sente ammirato

lei gli corregge o gli critica ogni iniziativa

lui non si sente incoraggiato a farcela da solo

Errori maschili

Perché lei non si sente amata

lui non l’ascolta

lei pensa che a lui non le importi di lei

lui le offre consigli pratici

lei non si sente capita

lui l’ascolta ma poi la rimprovera per avergli rovinato l’umore

lei pensa che lui non abbia rispetto per i suoi sentimenti

lui minimizza le necessità di lei

lei pensa che lui non le sia devoto

lui l’ascolta in silenzio e poi se ne va

lei si sente insicura perché lui non la rassicura

Perché a volte l’amore finisce

Generalmente l’amore finisce perché la gente da’ istintivamente ciò che vuole ricevere. Poiché i bisogni primari d’amore della donna si incentrano sulla sollecitudine, sulla comprensione, sul rispetto, sulla devozione e sulla rassicurazione è di queste cose che lei fa generosamente dono al suo compagno.

Dal canto suo l’uomo vive questo atteggiamento come mancanza di fiducia e reagisce in maniera negativa, a questo punto lei si chiede il perché le sue premure non siano state apprezzate. L’uomo invece, fa dono alla sua partner di ciò che lui ritiene primario e quindi: fiducia, accettazione, apprezzamento, ammirazione ed incoraggiamento e non quello di cui la sua compagna ha effettivamente bisogno. Quindi per soddisfare il nostro partner è necessario imparare a dare l’amore di cui lei o lui hanno veramente bisogno.

Citazioni sulle coppie

“Per un uomo ascoltare una donna mentre esterna le sue preoccupazioni è fonte di stress, poichè si sente costretto a risolvere qualsiasi problema lei sollevi pensando ad alta voce.

In realtà, per lei, condividere le proprie inquietudini è un’espressione di fiducia.”

La bibbia del vivere in due” di Allan & Barbara Pease.

Qui penso ad un 50/50. In effetti se Donna comincia ad esternare, Donna non vuole soluzioni. Quindi inutile presentarle. Uomo piu’ esperto riesce a dare segni di assenso, e magari aggiunge parole con funzione -Continua pure- ma Uomo esperto gia’ ha una idea della direzione del discorso. Per cui Uomo esperto puo’ continuare ad ascoltare ‘Tutto il calcio minuto per minuto’… Piu’ tardi, puo’ far ripartire il discorso ingannando Donna nel credere che e’, infatti, un ottimo ascoltatore.

Dall’altro lato, tuttavia, onna ha il maledetto vizio di esternare mentre Uomo guida automobile-senza capire che mente Uomo e mente Donna sono identiche nel guidare. Dato che Donna, non ascolta’ ne’ interagisce quando guida, non si capisce come poi possa pretendrlo da Uomo.

Fonte: Web

Comunicazione nelle relazioni di coppia

20 marzo 2009

2675241789_8aa76dceca_oCi aspettiamo sempre che i rappresentanti del sesso opposto siano simili a noi. Pensiamo che “vogliano ciò che noi vogliamo” e che “sentano ciò che noi sentiamo”. Diamo per scontato che se ci amano reagiranno e si comporteranno in una certa maniera: la stessa che adotteremmo noi al loro posto.

Questo atteggiamento è destinato a scontrarsi continuamente con la realtà e ci impedisce di comunicare le nostre differenze. In pratica gli uomini si aspettano che le donne pensino, comunichino e reagiscano come uomini, mentre le donne si aspettano che gli uomini pensino, comunichino e reagiscano come donne.

Noi tutti tendiamo a dimenticarci che i due sessi percepiscono il mondo secondo schemi differenti con il risultato di scontri quotidiani. Se impariamo a riconoscere e a rispettare queste differenze ridurremo drasticamente la confusione ed i conflitti nei rapporti con l’altro sesso.

La lamentela più comune che le donne esprimono nei confronti degli uomini è che essi “non le ascoltano”. Un uomo o ignora completamente una donna che gli parla oppure la ascolta per poco tempo; valuta i problemi da lei esposti, ed infine le offre quella che secondo lui è la migliore soluzione. Rimane basito quando lei non solo non apprezza il suo gesto d’amore ma continua a dirgli che lui non l’ascolta; non capisce le proteste di lei e persevera nel suo atteggiamento.

Lei vorrebbe semplicemente comprensione mentre lui ritiene di dovergli dare delle soluzioni. La lamentela più comune degli uomini, al contrario, è che le donne cerchino continuamente di cambiarli. Quando una donna ama un uomo si sente investita dal dovere di aiutarlo a crescere e a migliorarsi; questo diventa il suo principale obiettivo.

Quello che l’uomo vorrebbe, invece, è sentirsi accettato per quello che è. Gli uomini danno molta importanza al potere, alla competenza, all’efficienza ed ai risultati. Essi si mettono continuamente alla prova tentando di sviluppare le loro abilità ed inoltre definiscono il proprio senso del sé in base alla propria capacità di raggiungere dei risultati.

Gli uomini si realizzano soprattutto attraverso il successo, non amano la psicologia, i romanzi e le conversazioni. Essi sono più interessati agli oggetti che alle persone ed ai sentimenti; per sentirsi bene con sé stessi, devono riuscire a conseguire autonomamente gli obbiettivi che si sono prefissati.
Nessuno può farlo al posto loro.

Capire questo meccanismo mentale ci chiarirà il perché gli uomini reagiscono malamente ad ogni tentativo femminile di correggerli o di dire loro cosa fare. Un consiglio non richiesto potrebbe equivalere ad un messaggio di incapacità: un grave smacco per il suo orgoglio! Amando risolvere i propri problemi da solo, è molto raro che un uomo ne parli, a meno che non ritenga di aver bisogno del consiglio di qualcuno più esperto di lui.

Chiedere aiuto quando si potrebbe fare da sé equivale ad ammettere la propria debolezza. Ciò nonostante in caso di estremo bisogno, non esita a chiedere aiuto a qualcuno che ritiene sia degno di stima e di rispetto. Questo ci spiega perché gli uomini istintivamente sono portati ad offrire delle soluzioni quando le donne si confidano con loro.

Credono che saranno apprezzati se metteranno a frutto le proprie capacità per risolvere i problemi della propria donna, ignorando che per una donna parlare dei propri problemi non equivale a ricercare una soluzione ma spesso la necessità di sfogarsi per essere ascoltata.

Da tutto ciò si intuisce come i due sessi abbiano valori differenti: per le donne generalmente è importante l’amore, la comunicazione, la bellezza ed i rapporti interpersonali. Esse definiscono il senso del proprio sé attraverso i sentimenti e la qualità dei rapporti interpersonali; si realizzano attraverso la partecipazione e la relazione, la comunicazione è di importanza primaria; privilegiano le relazioni agli obiettivi, amano la psicologia e sono ottime ascoltatrici; si interessano alla crescita personale e alla spiritualità.

Per le donne è segno di grande amore offrire aiuto ed assistenza non richiesta ad un’altra donna e siccome dimostrare le proprie abilità non è così importante per loro, non c’è nulla di offensivo nell’offrire aiuto ed averne bisogno non è sinonimo di debolezza.

Fonte: Web

Ascoltare con il cuore

16 marzo 2009

girl_talkViviamo in una cultura in cui la gente preferisce parlare piuttosto che ascoltare. Ciascuno sembra avere delle risposte preconfezionate. Tutti sono disposti a dare consigli anche quando non sono desiderati. Ma la gente non ha bisogno d’informazioni, essa cerca continuamente qualcuno che sappia ascoltare e comprendere. La gente ha bisogno di orecchie attente e di una lingua muta.

Sapere ascoltare è un potente mezzo, ma troppo spesso poco utilizzato. Non ascoltare è mancanza di rispetto della persona e di un servizio d’amore disinteressato

La maggior parte delle persone non sanno ascoltare dovutamente. Si stima che il 70% delle comunicazioni viene filtrato o modificato il senso che si vuole dare alle parole. Perché?

Il Dr. Eric Berne (1910 – 1970), psichiatra e psicanalista americano, fondatore dell’ Analisi Transazionale, sostiene che l’individuo non è un’unità semplice, ma una personalità complessa. Di conseguenza, la trasmissione di un messaggio comporta uno studio approfondito in rapporto al contenuto delle transazioni, circa 90. E. Berne, nell’analisi strutturale della mente distingue principalmente tre stati dell’io (o del sé), designati rispettivamente: Genitore – Bambino – Adulto (G – B – A ).

Per esempio, immaginiamoci due ipotetiche persone (Vilda e Terenzio) che parlano una di fronte all’altra e poniamoci le seguenti domande:

Da quale parte (o struttura mentale) di ‘Vilda’ l’azione transazionale (il suo dire) è partita? Dal G, dal B o dall’A? Quale struttura mentale di ‘Terenzio’ ha raggiunto (G, B o A)? Con quale struttura mentale ‘Terenzio’ risponde? Quale struttura mentale di ‘Vilda’ raggiunge la risposta di ‘Terenzio’?

Si comprende facilmente che non sempre è facile cogliere il pensiero altrui, soprattutto quando nella relazione vi è tensione o la disponibilità di ascolto è bassa.

C’è anche da prendere in considerazione il fatto che ogni individuo ha una sua mappa mentale caratterizzata da fattori ereditari, ambientali, sociali, culturali, educativi, ecc.

Con sincerità di cuore, delle volte “ascoltiamo per ascoltare” – ciò si verifica quando non siamo interessati alla persona e ai suoi bisogni, oppure quando siamo stanchi o siamo centrati su noi stessi, oppure “ascoltiamo per rispondere” – ed è ciò che noi facciamo continuamente. Ascoltiamo a metà ciò che l’altro dice perché siamo impegnati a pensare a come dobbiamo rispondere.

Un handicap vero e proprio nell’ascolto sono i pregiudizi: il falso concetto che si ha dell’altro e di sè stessi. Sono veri e propri handicap nelle nostre relazioni sociali, precludono ogni possibile dialogo e rendono suscettibile colui che ne è affetto. Il pregiudizio caratterizza una persona che vive “per proteggere i propri sentimenti e la propria reputazione” Il falso concetto che si ha dell’altro non è che un difendere se stessi, ciò che si crede, che è diventato rifugio delle nostre insicurezze, paure e frustrazioni. Creare scompiglio nell’alveare (emozioni) altrui, con la denuncia di ciò che si presume che sia sbagliato o no, significa evitare di trovarsi nel proprio alveare scompigliati dal riaffiorare delle nostre paure e insicurezze.

Le relazioni interpersonali non sono proprio facili e spontanee, hanno bisogno di coraggio nel liberarsi dei propri idoli illusori e dei propri timori; di volontà di scegliere di stare insieme, nel Signore, con gli altri, in ogni situazione; di disponibilità nel sacrificare ciò che ci è più caro che verrebbe spontaneo usare solo per noi: il cuore, la mente e la volontà; di espressività, capace di tenere conto del rispetto della persona e del bisogno che essa ha di sentirsi amata. Di ascolto dei sentimenti senza che questi siano oggetto di giudizi. Una apertura profonda s’improvvisa raramente; essa deve essere preparata per delle ore, con tutto il cuore, in preghiera, in comunione con Dio.
Adoperare più di una strategia d’ascolto

Per essere un buon uditore efficace, bisogna ascoltare con APPREZZAMENTO O STIMA, CON EMPATIA, CON COMPRENSIONE, CON DISCERNIMENTO, CON VALUTAZIONE.

Le prime due si richiamano all’aspetto emotivo dell’ascolto, le altre tre si concentrano sui fatti (buon funzionamento dell’emisfero destro e del sinistro).

Le persone hanno bisogno di sentirsi apprezzate, stimate, e l’ascolto è il mezzo più appropriato, ma se noi vogliamo trasmettere senso di affidamento, dobbiamo ascoltare con empatia, soprattutto le persone che soffrono.

Successivamente è importante passare ad un tipo di ascolto più analitico, un approccio che ci permetta di comprendere. In questa strategia, ci si deve sforzare di organizzare ciò che l’altro ha detto dandogli un senso. Questo modo di procedere ci aiuta a capire le reazioni altrui.

Infine è importante applicare l’ascolto che si richiama al discernimento. In questo modo possiamo avere un quadro completo della situazione, per poi utilizzare l’aspetto valutativo, mettendo da parte le nostre emozioni e di valutare con amore ciò che l’altro ha detto.

Ma l’aspetto più importante dell’ascolto è “ascoltare con il cuore” che è completamente diverso dall’ascoltare con le orecchie. Purtroppo sono poche le persone che sanno ascoltare col cuore. Ascoltare con il cuore i propri figli (e gli altri) significa essere realmente interessati a ciò che ci stanno dicendo, ed essere aperti e disponibili. Significa avere voglia di apprendere e di sorprendersi, senza interrompere, o saltare subito alle conclusioni o dare immediatamente dei saggi consigli.

Ascoltare col cuore significa non esprimere subito la propria opinione, ma cercare di capire la vita nella prospettiva di un bambino, di un ragazzo, di un adulto. Significa ascoltare con senso di meraviglia. Quando si presta loro attenzione in questo modo, bambini e ragazzi (e adulti), sentono di non essere giudicati e che possono esprimersi liberamente. Significa offrirgli, incondizionatamente, senso di affidamento.
Conclusione

Saper ascoltare è segno di saggezza e di disponibilità ad imparare. Non fa perdere tempo, ma è esattamente il contrario, è un investimento del tempo. Mediante l’ascolto possiamo stabilire dei legami di affetto; permette all’altro di mettere in evidenza, con naturalezza, problemi molto spesso gravi e profondi; possiamo trasmettere valore, stima e apprezzamento.

Ascoltare con senso di affidamento, favorisce lo sviluppo della personalità e lo sviluppo psicomotorio dell’individuo. Costituisce un aspetto indispensabile per la trasmissione di valori, di affetto, di simpatia, di bisogno di aiuto e di sentimenti. Crea degli individui intelligenti, liberi ed adulti; riduce nell’altro la paura dei sentimenti negativi; stabilisce o rinsalda i legami affettivi; permette di mettere in evidenza, con naturalezza, dei problemi molto spesso gravi e profondi. L’ascolto riconosce la dignità della persona.

Past. Francesco Zenzale

Fonte: http://www.maran-ata.it/psicologia/htm/ascoltare_per_essere.htm

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