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Video, pc e poco all’aria aperta …

26 ottobre 2009

Video pc e poco all'aria aperta

… così l’uomo dimentica la natura

Calo verticale per le giornate a pesca, il trekking, le passeggiate nei boschi

Cresce il numero di persone che passano le loro giornate davanti a computer e televisori e crolla la percentuale di chi fa attività fisica all‘aria aperta o visita parchi naturali. La causa di questo processo di involuzione? Si chiama progresso e per alcuni fa male male alla salute e alla natura. È questo il preoccupante allarme lanciato dai risultati di una studio condotto da due ricercatori americani, Oliver R. W. Pergams and Patricia A. Zaradic, e pubblicato dal Proceedings of the National Academy of Sciences.

Il tempo passato in casa a guardare il mondo da uno schermo corrisponde a una progressiva perdita di contatto con l’ambiente esterno, in particolare con la natura e con le problematiche riguardanti l’ecologia e la conservazione ambientale.

La biofilia, ovvero l’amore per piante ed animali, sarebbe stata dunque definitivamente rimpiazzata dalla videofilia, passione per tutto ciò che appare su uno schermo, dai film ai videogiochi, dai programmi televisivi ad internet. “Non capiamo come tutto questo possa far bene all’ambiente – hanno sottolineato i due ricercatori – non capiamo come le generazioni future, diminuendo il contatto con la natura, possono continuare a provare interesse nella conservazione”.

I dati emersi dallo studio condotto da Pergams e Zaradic fanno riflettere: la pratica della pesca ha avuto un calo del 25%, dal 1987 al 2006, la percentuale di visite ai parchi naturali statunitensi è diminuita del 23% e le passeggiate sulla catena dei monti Appalachi sono scese del 18%. Simili i numeri che emergono dall’analisi del contesto giapponese: dal 1991 al 2005 le visite ai parchi naturali sono diminuite del 18%. Analizzando le varie percentuali i ricercatori hanno documentato un calo che va dal 18 al 25 % nelle attività svolte all’aria aperta.

Lo studio è stato condotto seguendo l’andamento di quattro variabili: visite a vari tipi di parchi negli Stati Uniti, in Giappone e Spagna, numero di licenze di caccia e pesca richieste negli Stati Uniti, indicatore di tempo trascorso in campeggio e indicatore di tempo trascorso facendo trekking. I numeri emersi registrano un calo in tutte e quattro le variabili con una percentuale che va dal – 1% al -3,1% ogni anno. Il declino corrisponde naturalmente al progresso tecnologico registrato nel decennio ’89-’90 soprattutto negli Stati Uniti e in Giappone e all’aumento mondiale del costo del petrolio.

E allora, con questo quadro quali saranno le conseguenze? Preoccupanti sia per l’impatto ambientale che per la salute dell’uomo. “La sensibile riduzione della partecipazione umana al processo naturale sta registrando conseguenze cruciali per la causa della conservazione – spiegano i due ricercatori – pensiamo che se il livello di astrazione dal contesto ambientale dovesse continuare ad aumentare, soprattutto per quanto riguarda la visita a parchi naturali e la pratica di attività immerse nella natura come la pesca e il campeggio, anche la coscienza dell’uomo sui problemi della biodiversità ne risentirebbe fortemente”.

Inoltre la progressiva sostituzione di attività all’aria aperta, come passeggiate in bicicletta, corse e picnic, con attività sedentarie e videofilia comporterebbe seri problemi alla forma mentale e fisica, soprattutto per quanto riguarda i bambini. “La videofilia – ha aggiunto Pergams – è una delle cause dell’obesità infantile ma anche delle difficoltà di socializzazione, di concentrazione e può perfino compromettere i risultati scolastici”.

di Benedetta Perilli

(6 febbraio 2008)

Fonte: http://www.repubblica.it/

Rabbia energia inespressa

2 aprile 2009

Rabbia energia inespressaBloccare quelli che abbiamo definito “aspetti negativi” di se stessi richiede una quantità spaventosa di energia, cioè significa sottrarre a se stessi la propria forza potenziale.

Usando una parte sempre maggiore della nostra energia per cercare di tenere la porta chiusa sui nostri sé “negativi” e di non sperimentare aspetti che pensiamo siano negativi e terrificanti, indeboliamo la nostra forza vitale. Possiamo persino morire per aver usato la nostra energia per bloccare l’energia!

Esiste un semplice principio universale: ogni cosa nell’universo desidera essere accettata. Tutti gli aspetti della creazione vogliono essere amati e apprezzati e inclusi.

Perciò, le qualità o energie che non permettete a voi stessi di sperimentare o di esprimere, continueranno riaffiorare dentro di voi o attorno a voi, finché non le riconoscerete parte di voi, finché non le accetterete e non le integrerete nella vostra personalità e nella vostra vita.

Se, per esempio, vi è stato insegnato che è cattivo e sbagliato esprimere la collera, e non vi siete mai concessi di farlo, probabilmente avete una montagna di collera accumulata dentro di voi.

Alla fine, verrà fuori come un’esplosione, o vi farà sentire depressi, o potrà favorire lo sviluppo di una malattia fisica. Inoltre, vi accorgerete che nella vita attraete persone colleriche, oppure il vostro partner o uno dei vostri figli potrebbero essere persone colleriche.

Se invece imparate ad esprimere la vostra collera in maniere appropriate e costruttive, questo potrà arricchire e potenziare la vostra vita. E verosimilmente troverete meno arrabbiate le persone che entrano nella vostra vita.

Tutto quello che non ci piace, quello che rifiutiamo, quello che cerchiamo di sfuggire o di cui cerchiamo di liberarci, continuerà a perseguitarci.

Sarà per noi come un parassita. Ci seguirà continuamente, volandoci attorno e sbattendoci in faccia. Ci tormenterà nei nostri sogni. Causerà problemi nelle nostre relazioni, la salute, le finanze, finché non avremo trovato voglia e capacità di affrontarlo e riconoscerlo, e di accoglierlo come parte di noi.

Una volta fatto questo, non costituirà più un problema. Non sarà più una cosa importante. Non condizionerà più la nostra vita. Da quel momento cominceremo ad avere una gamma molto più vasta di scelte possibili e di alternative.

Quando annulliamo la nostra vera forza e permettiamo agli altri di esercitare su di noi un potere indebito, ci arrabbiamo. Generalmente soffochiamo questa rabbia e diventiamo apatici.

Non appena riprendiamo il contatto con la nostra forza, la prima sensazione che proviamo è quella della rabbia accumulata. Così, per molte persone che stanno acquistando maggiore coscienza, provare rabbia e un segno molto positivo. Significa che stanno nuovamente rivendicando la propria forza.

Se, nella vostra vita, non avete permesso a voi stessi di provare rabbia, inizierete a provocare situazioni e persone che la scatenano. Non concentratevi troppo sui problemi esteriori, permettete soltanto a voi stessi di provare la rabbia e di riconoscere che essa è la vostra forza. Visualizzate un vulcano che esplode dentro di voi e vi riempie di forza e di energia.

La gente è spesso spaventata dalla propria rabbia: teme che la spinga a compiere qualche azione dannosa. Se provate tale paura, permettete a voi stessi di avvertirla completamente e di creare una situazione sicura dove poterla esprimere: da soli, oppure con un esperto o con un amico fidato.

Permettetevi di parlare ad alta voce o di vaneggiare, di scalciare o di urlare, o diventare collerici, di lanciare o di colpire cuscini, qualunque cosa vogliate fare.

Dopo aver fatto ciò in un ambiente sicuro (potreste aver bisogno di farlo regolarmente), non avrete più paura di compiere un atto distruttivo e sarete capaci di affrontare, in modo più efficace, le situazioni che vi si presenteranno.

Se siete una persona che nella sua vita ha provato e manifestato rabbia, dovete cercare il dolore che in essa si cela per esternarlo. State utilizzando la rabbia come meccanismo di difesa per negare la vostra vulnerabilità.

Per trasformare la rabbia in accettazione della vostra forza è importante che impariate a farvi valere. Imparate a chiedere ciò che volete e a fare ciò che desiderate senza essere indebitamente influenzati dagli altri.

Quando non disperderete più la vostra forza non proverete più rabbia.

L’accettazione delle nostre sensazioni è direttamente connessa’ con la nostra trasformazione in canale creativo. Se non permettete alle vostre sensazioni di fluire, il vostro canale sarà bloccato. Se avete accumulato molte emozioni avete dentro di voi molte voci urlanti e piangenti che non vi permettono di ascoltare la voce più sottile del vostro intuito.

Fonte: http://www.suonodiluce.com/pensiero/rabbia.htm

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