Posts Tagged ‘coppia’

D’estate si scatenano le cinquantenni

11 agosto 2010

Uomini attenti: sotto il solleone estivo le donne, soprattutto cinquantenni, vogliono mettere alla prova il proprio sex appeal e non escludono il tradimento.
Cervi a primavera? Forse, ma certamente il rischio è maggiore d’estate, perché è proprio la stagione calda a favorire le occasioni di tradimento da parte del gentil sesso: « In estate le ore di luce sono maggiori e ciò influisce sull’umore, si ha più voglia di stare all’aperto e le opportunità di incontro aumentano La frequentazione di posti all’aperto, la vista di corpi scoperti e abbronzati stimola notevolmente il desiderio» spiega la dottoressa Elena Sorrento, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa.

E quando la pelle è più scoperta è aiutata anche la chimica della passione, i feromoni sono più facilmente percepibili dai sensi e danno vita a vere e proprie alchimie: « L’ormone principalmente imputato nel tradimento femminile è l’estradiolo, ribattezzato Marilyn Monroe. Elevati livelli di quest’ormone rendono le donne più attraenti e seducenti» conferma la sessu
Il tradimento d’estate è donna e ha soprattutto cinquant’anni. A a questa età, infatti, in lei aumenta la voglia di avventure. Il perché non è così difficile da intuire: « Mariti spesso troppo distanti sia fisicamente sia psicologicamente, il bisogno di sentirsi sempre attraenti, di suscitare interesse, di avere conferme su se stesse e recuperare l’autostima minacciata dall’età, in una società che non concede segni di cedimento» spiega la Sorrento.

Uomini attenti quindi a quando la moglie va in vacanza: potrebbe cedere a una tentazione, convinta che non le capiterà mai più, oppure potrebbe diventare una vera e propria traditrice compulsiva, per la quale ogni occasione è buona o arrivare, addirittura, a portare avanti più storie contemporaneamente. Cose da uomini? Forse, ma « Il tradimento femminile non è più dettato solo dall’innamoramento ma anche dal puro piacere di vivere una trasgressione» avverte la psicologa.

Fonte: http://www.sanihelp.it

Bibliografia

Il tradimento nella coppia

28 luglio 2010

Il tradimento è uno tra gli eventi che possono scuotere più drammaticamente la stabilità di una coppia. La parola stessa tradimento rimanda al concetto di “dare, consegnare, mettere in mano”. È quindi tradire ciò che ci era stato consegnato, per mettere in atto una consegna diversa, nelle mani di qualcun altro. È l’amore, la fiducia ed il progetto di coppia che, agli occhi di chi è stato tradito, viene consegnato ad una terza persona. Una delle prime reazioni alla scoperta del tradimento è la perdita di fiducia, in se stessi e nelle proprie scelte, oltre che nell’altro. Il tradimento attiva così profondi dubbi sia nei confronti del partner che rispetto al progetto di coppia fino ad allora condiviso.

Scoprire di essere stati traditi, inoltre, amplifica un senso di insicurezza, di inferiorità e, spesso, di ossessività nella persona tradita. È infatti frequente che chi è stato tradito inizi a pensare ossessivamente al partner nella situazione stessa del tradimento, immaginando gli stati d’animo dell’altro e chiedendo ossessivamente dettagli, spesso più dolorosi del tradimento stesso.
Tali richieste hanno spesso come obiettivo inconsapevole quello di essere “presenti” nel momento stesso del tradimento, riappropriandosi così  – virtualmente – di ciò di cui si è stati derubati.

La reazione evasiva di chi ha tradito ha il senso di “proteggere” l’altro da particolari dolorosi che non farebbero altro che aggiungere sconforto, confusione e rabbia ad una situazione già altamente traumatica. Dall’altra parte, questa stessa evasività può essere percepita dal partner come la volontà di preservare il terzo e, di conseguenza, come un prolungare lo stato di tradimento.

Perchè si arriva al tradimento

Una delle domande che più incessantemente si pone chi è stato tradito è “Perché?
”. La risposta a tale domanda spesso rappresenta un passaggio estremamente delicato anche all’interno dello stesso percorso della terapia di coppia, intrapreso successivamente al tradimento.

Dall’analisi della storia della coppia, emerge infatti di frequente quanti numerosi micro-tradimenti abbiano caratterizzato la relazione negli ultimi tempi, non di rado fin dall’inizio del rapporto stesso. In un certo senso, il tradimento sembra rappresentare l’unico codice che è stato possibile trovare all’interno della coppia per comunicare i vissuti di disagio, di stress e di malcontento presenti tra i coniugi.

In questa ottica, il tradimento rappresenta un’occasione, sicuramente la più dolorosa, per scoperchiare il “Vaso di Pandora” e mettere in luce gli aspetti critici che, fino a quel momento, hanno caratterizzato il rapporto. Non di rado, infatti, la scoperta del tradimento porta in superficie tematiche lasciate in sospeso da lungo tempo e che riguardano le aree più complesse della relazione di coppia, quali la comunicazione, la complicità, il sostegno reciproco, l’intimità sessuale ed emotiva e la capacità di proteggere la coppia dalle ingerenze esterne, strutturando confini permeabili e sani. Spesso chi tradisce ha mantenuto un lungo silenzio sulla propria frustrazione ed insoddisfazione relativamente al rapporto di coppia, cercando di mantenere una facciata di stabilità e coerenza con l’unico, drammatico, risultato di strutturare un credito nei confronti dell’altro… credito di cui il partner è completamente ignaro.

la terapia di coppia nel tradimento

Obiettivo della terapia di coppia in seguito ad un tradimento è proprio quello di ristabilire, tra i coniugi, una comunicazione autentica, che permetta di esprimere quello che non funziona più all’interno del rapporto senza che questo implichi una frattura irreparabile ed insostenibile.

È il contesto terapeutico stesso a garantire ad entrambi uno spazio di rielaborazione dei propri vissuti, sia sul piano individuale che su quello coniugale, facilitando una ridefinizione più sana e costruttiva delle coordinate emotive, relazionali e comunicative del rapporto. In tal senso, ciascuno ha la possibilità di riappropriarsi di tutte quelle parti di sé che erano state messe al servizio di un rapporto non completamente appagante, quasi sempre nell’ottica più o meno consapevole di salvaguardare una pseudo-stabilità. La ritrovata autenticità permetterà quindi di decidere se e su quali basi rifondare il rapporto di coppia.

Fonte: http://www.emotiva-mente.it

Bibliografia:

Tradimento Rancore Perdono

Sull’Amore

Tuo Marito non Vuole che tu Legga Questo Libro

Gelosia d’estate, vincerla si può!

14 giugno 2010

In estate la gelosia viene più facilmente a galla e mina la coppia: ecco come utilizzare al meglio le “energie” che fa esplodere

La gelosia in vacanza

È facile, in questa stagione dell’anno più di altre, che la gelosia venga a galla. Aumentano i momenti di svago e le uscite in libertà con gli amici. Il sole, il mare e i corpi spogliati inducono  comportamenti più libertini, cadono i freni inibitori e ci si lascia andare di più. Durante queste settimane di vacanza il sospetto nei confronti del partner sale alle stelle, col risultato che si rischia di rovinare quello che potrebbe essere il periodo più sereno dell’anno.

Gelosia: quella “buona” ti riaccende

Ci sono però modi diversi di vivere la gelosia. Uno è quello che ci fa sentire costantemente minacciati per la paura che un terzo s’inserisca nella relazione. In questo caso la gelosia diventa la vera protagonista della relazione. È tipico di persone fragili, insicure e con poca stima di sé. A volte invece l’emergere di questo sentimento può diventare un vero e proprio motore che rivitalizza il rapporto di coppia. Rimescola i punti fermi e rende l’altro nuovamente interessante e appetibile agli occhi di chi dava tutto per scontato. La gelosia ci rimette in gioco per riconquistare di nuovo chi si teme di perdere, quindi permette di “osare” approcci in precedenza non considerati. In queste situazioni la gelosia è nutrimento per una nuova vitalità, il miglior “collante” per la coppia in crisi.

Scopri qui se la tua gelosia è quella giusta

Sono tre gli aspetti che ci fanno capire se l’energia suscitata dentro di noi dalla gelosia non si è fissata in un’ossessione, ma si è trasformata in un potente stimolo energetico.
Osserviamoci e annotiamo mentalmente i nostri atteggiamenti verso l’altro.
- Il desiderio di averlo accanto, di essere ammirati e desiderati da lui/lei non rende inutili le ore trascorse in sua assenza, ma le riempie di sprint, di voglia di realizzarci, di sentirci bene in ogni situazione?
- La paura di non piacergli più fisicamente diventa lo spunto per occuparci del nostro aspetto fisico e per provare ogni giorno ad inventarsi un motivo nuovo per suscitare erotismo?
- Ci sentiamo grintosi, con un sano pizzico di aggressività che ci guida in ogni situazione?
Se la risposta a queste domande è “sì” possiamo stare tranquilli: la nostra gelosia è de tutto sana e nella norma.

Sei geloso? Ecco come usare questa “energia” al meglio

Sei in preda a un attacco di gelosia? Ecco un esercizio per uscire indenni  dalla “situazione tipo” più a rischio.

-  Lui se la mangia con gli occhi e lei sorride, civetta, incurante di te che guardi impotente la scena rodendoti dentro. Ovvio, a casa poi si faranno i conti… Ma mentre sei lì e osservi, invece di meditare vendetta per tutta la serata, prova a fare un “viraggio emotivo”: scivolare dalla gelosia alla tenerezza.
- Osserva il partner con l’occhio dello spettatore, impegnati a non lasciarti condizionare dalla gelosia, che te lo fa apparire indelicato, superficiale o provocatore e guardalo come se lo vedessi per la prima volta: il viso, lo sguardo, le mani, ecc.
- Separa la sua immagine dal contesto in cui siete e fissa la tua attenzione su ogni particolare del suo viso e del suo corpo: sono gli occhi che ami, la bocca che baci, le mani che ti carezzano e che stringi. Pesca dalla memoria le “istantanee” più recenti dei vostri momenti di intimità e lascia che la tenerezza si sostituisca alla gelosia, dolcemente.
Ti accorgerai che gelosia e tenerezza, per quanto lontane possano apparire, occupano invece lo stesso territorio emotivo: virare dall’una all’altra è più facile del previsto.
• Il risultato? Sospetti e ossessività, che fanno irritare il partner e vi allontanano reciprocamente, lasciano il posto a dolcezza e ironia. Le armi migliori per riconquistarlo.

Fonte: http://www.riza.it

Bibliografia

La Gelosia

Gelosia

Vergogna e Gelosia

La natura del desiderio

31 marzo 2010

È indispensabile riflettere sulla natura del desiderio. Una relazione sana e feconda può naturalmente comprendere la componente sessuale.  Il desiderio implicito può essere di natura buona o cattiva.  Se è insaziabile, nutrito di fantasie e chimerico, se nasce dalla passione senza avere nulla a che fare con la realtà sarà all’origine di numerose sofferenze.

Ma il desiderio disciplinato dalla ragione e dall’intelligenza si rivela invece molto più positivo. All’inizio di una relazione è fondamentale riflettere sulla natura del desiderio per non provocare frustrazioni troppo profonde. Il desiderio sessuale cerca la soddisfazione attraverso il possesso dell’altro. Si affievolisce o si esaurisce piuttosto in fretta quand’è appagato o quando, con il passare del tempo, le attrattive del partner diminuiscono.

L’emozione degli inizi viene meno per lasciare il posto a una reciproca incomprensione. Si scopre la vera natura dell’altro, fino a quel momento nascosta dal desiderio. Per questo tanti matrimoni falliscono e scoppiano litigi e rancori.

Una relazione di coppia basata soltanto sul desiderio carnale e il piacere ha, come abbiamo visto, poche possibilità di durare nel tempo. A volte, tuttavia, il desiderio è talmente forte da nascondere la realtà, facendo dimenticare che l’altro non potrà rendervi felici.

Pur essendone intimamente coscienti, non se ne tiene conto, mentre la verità è pronta a riprenderci da un momento all’altro, spesso quand’è troppo tardi. La passione e il desiderio sono emozioni che, come la rabbia o l’odio, possono arrivare a dominare un individuo, renderlo folle e fargli commettere molti errori. (…)

I rapporti di coppia stabili e duraturi si fondano su una comunicazione vera e onesta, nella quale non predomina l’attrazione carnale. La bontà, la dolcezza, la gentilezza, l’altruismo, il senso di responsabilità uniscono reciprocamente l’uomo e la donna in un legame autentico. I partner si stimano e hanno fiducia l’uno nell’altro, si rispettano e si dimostrano tolleranti e pazienti. I loro rapporti si basano sul senso di responsabilità e sull’impegno reciproco.
(Oriana Fallaci)

Fonte: http://www.pomodorozen.com

Gelosia

5 marzo 2010

Cos’è la gelosia?

Da un punto di vista etimologico, il termine proviene dal latino “zelus” e significa zelo, cura scrupolosa. Per le nostre nonne le gelosie erano i battenti delle finestre che avevano  ovviamente  il compito di proteggerle da sguardi indiscreti.
Nell’accezione più comune la gelosia è però uno stato emotivo determinato dal timore, fondato o meno, di perdere la persona amata e caratterizzato dalla paura e dal sospetto che questa rivolga altrove il suo interesse, con la conseguenza che si sviluppino odio e aggressività nei confronti del rivale vero o presunto.

La gelosia non è un fenomeno “anormale”, né tanto meno una malattia, ma può diventarlo. Per alcuni è un fastidio, una sottile sensazione di disagio, per altri un’ossessione. A volte è un bisogno, una dipendenza.
Nella nostra cultura, la gelosia, al di là della sua connotazione negativa, è approvata, in quanto pare garantire la presenza di affetti legittimi, primo fra tutti l’amore: chi ama davvero deve essere geloso!

Ritroviamo il “dramma della gelosia” in letteratura, in musica, nel cinema, nelle arti figurative, addirittura nella giurisprudenza che sembra giustificarla e compatirla attribuendo un significato “onorevole” ai suoi delitti.
Esistono comunque diversi livelli di gelosia:

1. Il desiderio di tenere a sé la persona amata
2. La gelosia che porta a continue verifiche sulla vita del partner
3. La gelosia ossessiva:  proiezione della propria infedeltà o insicurezza sull’altro.
4. La gelosia delirante

Psicologia e gelosia

Sigmund Freud, distingue tre diverse forme di gelosia, la cui caratteristica comune è l’ambivalenza, la contemporanea presenza cioè, di sentimenti di amore ed aggressività rivolti verso la stessa persona:

1.   La GELOSIA COMPETITIVA o NORMALE, essenzialmente composta da dolore, afflizione, provocati dalla convinzione di aver perduto 1’oggetto d’amore, da sentimenti ostili verso il più fortunato rivale, da una dose più o meno grande di autocritica che tende ad attribuire a se stesso la responsabilità della perdita amorosa. Infine da sentimenti ostili verso il rivale e da una dose più o meno grande di autocritica.

2.    La GELOSIA PROIETTIVA, che deriva, sia nell’uomo che nella donna, dall’infedeltà che essi stessi hanno attuato nella vita o da spinte verso l’infedeltà che sono state rimosse. La fedeltà, nei rapporti di coppia può essere mantenuta solo a patto di resistere a continue tentazioni. Colui che avverte in sé 1’esistenza di queste tentazioni attuerà un meccanismo inconscio per alleviare il proprio disagio: proietterà sull’altro le proprie tendenze all’infedeltà.

3.    La GELOSIA DELIRANTE, caratterizzata dalla convinzione, di solito priva di fondamento reale, dell’infedeltà del proprio partner, e da conseguenti reazioni comportamentali nei confronti di quest’ultimo e dei suoi presunti amanti. Manifestazione caratteristica di questo tipo di gelosia è l’affannosa ricerca di indizi che provino l’infedeltà. Anche il delirio di gelosia per Freud è determinata da tendenze all’infedeltà che sono state rimosse ma gli oggetti di queste fantasie sono dello stesso sesso del soggetto. La gelosia delirante corrisponde ad una forma di omosessualità che da latente comincia a cercare la sua strada. Come tentativo di difesa contro un impulso omosessuale troppo forte essa può essere descritta mediante la formula: “Non sono io che lo amo è Lei che lo ama”.

La gelosia patologica

La gelosia di per sé, non è patologica, ma può diventarlo, se espressa e percepita nella sua forma più estrema, trasformandosi in gelosia ossessiva o delirante. Il delirio di gelosia, come riportato dal DSM IV TR, consiste nella convinzione di essere traditi dal proprio partner distinguendosi in tal modo dalla gelosia caratterizzata dal timore di tradimento, ma non dalla certezza che esso si sia consumato.

Nello specifico, la gelosia patologica è uno dei sottotipi del Disturbo Delirante riportati dal DSM–IV-TR. Tale sottotipo si applica quando il tema centrale del delirio della persona è la convinzione che il proprio coniuge o amante sia infedele; convinzione che non si basa su un motivo accertato, ma su deduzioni non corrette, supportate da piccoli indizi interpretati come prove evidenti, allo scopo di giustificare il delirio. Di solito, il soggetto con il delirio cerca il confronto con il partner, e tenta di intervenire contro l’infedeltà immaginaria , ricorrendo a diverse strategie; ad esempio limitando l’autonomia del partner, seguendolo e pedinandolo, investigando sul presunto amante, fino ad arrivare nei casi estremi ad attaccare fisicamente il proprio partner, sfociando in alcuni casi nel cosiddetto “delitto passionale”, di cui la gelosia sembra essere la causa più frequente.

Personalità del partner geloso

Il senso di proprietà, il bisogno di controllare, la paura dell’abbandono sono le principali caratteristiche della gelosia. A molti queste caratteristiche sono state trasmesse in famiglia.
La madre è gelosa del figlio dal momento del parto; il figlio, nascendo, non sarà più solo suo. Il padre, allo stesso tempo, vede nel figlio il tradimento della moglie. Si sente abbandonato, messo da parte, in quanto tutte le attenzioni sono rivolte al nuovo arrivato.
Il bisogno che spesso sottende la gelosia è un bisogno di esclusività; il bisogno di un legame che ci faccia sentire importanti perché unici, un legame senza cui l’altro non potrebbe vivere. In questo caso non importa se 1’intruso provochi una effettiva riduzione del tempo, dell’affettività, dell’amore: ogni intrusione in sé rappresenta una effettiva limitazione nel rapporto.

Lo si vede nelle relazioni in cui un partner, spesso per senso di colpa, ricopre 1’altro di regali e attenzioni pur coltivando un legame con una terza persona. Anche nel caso in cui l’ammontare complessivo delle risorse affettive venga distribuito in maniera da accontentare tutti, la perdita dell’esclusività sarà ritenuta comunque di importanza capitale.
Il discorso sulla esclusività non ci porta molto lontano da quello sulla proprietà, la possessività, 1’attaccamento. Usiamo la proprietà per soddisfare i nostri bisogni.

La proprietà è anche alla base dell’orgoglio e della vanità: siamo orgogliosi di ciò che effettivamente ci appartiene, siamo vanitosi per il semplice fatto di possedere qualcosa. A rendere tanto precario il possesso di una persona è il fatto che la persona che crediamo di possedere ha il potere di andare via, di abbandonarci, di lasciarci, di decidere di appartenere a qualcun altro, o semplicemente di decidere.

Caratteristica di base del soggetto geloso è il bisogno di controllare. Esistono due aspetti del controllo. Il primo riguarda le persone che, anche in condizioni di stabilità e al di fuori di una situazione di pericolo incombente hanno bisogno di conservare la supremazia e un rigoroso controllo sulla loro relazione. Tali soggetti tendono a reagire vivacemente nei confronti di ogni intrusione che ne minacci il controllo. L’altro aspetto del controllo riguarda la reazione nei confronti di una minaccia attuale. Alle volte è proprio il partner minacciato ad assumere per primo l’iniziativa (pur di controllare la situazione) e spingere l’altro al tradimento (“tanto prima o poi mi tradirà”).

Gelosia e aggressività

Spesso, purtroppo, la gelosia degenera in emozioni ancora più negative come la rabbia, l’ira. Per gelosia si uccide, non dimentichiamo il delitto d’onore o il delitto passionale. Secondo alcuni autori quando aumenta a dismisura l’intensità di un “attacco” di gelosia si compiono azioni disdicevoli poiché si perde il controllo. Non il controllo di sé, ma quello dell’altro, della relazione, della situazione. L’aggressività è una delle reazioni possibili allo scatenarsi della gelosia. Il partner geloso può aggredire il compagno/a nel tentativo di difendere qualcosa su cui sente di stare perdendo il controllo.

L’aggressione può manifestarsi in tanti modi, anche nascondendo la gelosia stessa attraverso litigi che sembrano insignificanti, ma che si trasformano in potenti bombe…. Con l’aggressione si cerca, consciamente o meno, di far sentire in colpa il partner per poterlo manipolare e riportare sui binari che vorremmo. In realtà il partner potrebbe reagire in modo completamente diverso, ad esempio potrebbe allontanarsi oppure potrebbe accadere che si stabilisca nella coppia un circolo vizioso in cui il litigio si perpetua, e diventa il fulcro intorno a cui si organizza il rapporto.

Fonte: http://www.feritedamore.it

Bibliografia

Hpj-spage – Spada che Taglia la Gelosia

La Gelosia

Gelosia

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