Posts Tagged ‘donne’

Depressione, un problema al femminile

5 aprile 2010

Sempre più persone nel mondo sono soggette a stati depressivi, anche in Italia è un fenomeno in forte crescita e secondo le stime attuali i pazienti si aggirerebbero intorno al milione e mezzo con una prevalenza di anziani e donne, queste ultime rappresentano i due terzi dei malati. Questi e altri dati sono emersi durante l’American Psychiatric Association, un evento tenutosi a Toronto che vede riuniti numerosi esperti e psichiatri.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2020 la depressione sarà la patologia più diffusa dopo le malattie cardiovascolari. La depressione è un disturbo che molte volte, anche se viene superato bene, si ripresenta nel giro di pochi anni, questo accade solitamente nel cinquanta per cento dei casi. Gli esperti vogliono quindi evidenziare questa situazione che nel futuro, se trascurata, potrebbe esse molto meno controllabile se oggi non si inizia a lavorare al fine di cambiare le regole della cura.

Solitamente chi soffre di depressione evidenzia un umore depresso, una marcata tristezza quasi quotidiana e tende a non riuscire più a provare lo stesso piacere nelle attività che provava prima. Le persone colpite da depressione si sentono sempre giù, nella maggior parte del tempo hanno dei pensieri negativi e il loro umore ne risente enormemente. E’ un po’ come se provassero dolore nel vivere, situazione che li porta a non riuscire a godersi più nulla.

Secondo Massimo Di Giannantonio, professore di Psichiatria presso l’Università di Chieti e vice presidente della Società Italiana di Psicotecnologie e Clinica dei Nuovi Media, servono diagnosi precoci e cure specifiche affinché la depressione non diventi cronica. Una cura non appropriata rischia di fare solo una ‘sciacquatura’ dei sintomi. Al contrario, una corretta terapia è l’unico modo per evitare pericolose ricadute. Purtroppo oggi capita che nella metà dei casi la malattia si ripresenta nel giro di quattro anni dal primo attacco, una situazione che espone il paziente a un alto rischio di cronicizzazione della depressione.

Gli esperti evidenziano quindi come sia molto importante cogliere i segnali della depressione sin dal loro esordio. Ecco alcuni sintomi che dovrebbero aiutare a riconoscere l’inizio di uno stato depressivo: un appetito aumentato o diminuito, un aumento o una diminuzione del sonno, spesso un marcato rallentamento motorio o al contrario una marcata agitazione, una ridotta capacità di concentrarsi, una tendenza molto forte ad incolparsi o a svalutarsi. Aspetti che potrebbero essere notati soprattutto dai familiari e dai quali potrebbe partire il primo aiuto affinché ci possa essere la verifica da parte di uno psichiatra o comunque un medico.

Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Psichiatria del Fatebenefratelli di Milano ed esperto in Neuropsicofarmacologia, spiega che i soggetti più a rischio sono le donne, la causa risiede nelle caratteristiche fisiche, in particolare per la presenza di ormoni come gli estrogeni. Si è riscontrato che quando le donne si trovano in età fertile, rischiano due volte e mezzo in più di cadere nella depressione rispetto agli uomini. Esiste anche una forma di depressione che si manifesta dopo il parto, purtroppo spesso non riconosciuta, che colpisce con più facilità le donne che in genere soffrono seri dolori premestruali o di tiroide.

Durante l’incontro canadese non tutte le notizie sono state però negative, si è parlato di un recente farmaco in grado di ridurre fino al 92 per cento il rischio di ricadute. E’ sta individuata una nuova molecola, la venlafaxina, in grado di agire efficacemente su due neuroni, la serotonina e la noradrenalina.

Durante una ricerca durata due anni, il nuovo farmaco è stato testato con ottimi risultati su 1000 volontari che presentavano degli stati di depressione, la molecola ha ridotto quasi a zero le possibili ricadute con effetti collaterali comparabili al placebo. Mencacci ha evidenziato che si tratta di una cura che porta alla guarigione dei sintomi della malattia e consente a chi soffre di depressione di tornare a una vita perfettamente normale.

Fonte: http://www.universonline.it

Menopausa

22 marzo 2010

Affrontare con serenità questo momento di passaggio della vita di ogni donna è possibile conoscendola e aiutandosi con metodi naturali.

Cos’é la menopausa

La menopausa è un momento delicato nella vita di ogni donna perché corrisponde alla cessazione del periodo fertile, cioè al termine del ciclo mestruale e dell’attività ovarica.
Il calo della produzione di estrogeni (principali ormoni femminili) da parte delle ovaie porta l’organismo ad una serie di profondi cambiamenti identificabili con modificazioni ormonali e psicologiche.

Si tratta di trasformazioni fisiologiche dell’organismo legate all’invecchiamento, per cui la menopausa non deve essere considerata una malattia. Tuttavia si presenta con manifestazioni diverse da donna a donna e può essere legata a disturbi più o meno gravi ai quali bisogna prestare attenzione, possibilmente cercando di prevenirli.
La fine della funzionalità ovarica si può stabilire dopo un anno di assenza di ciclo mestruale, preceduto da cicli più o meno irregolari (climaterio), prima della scomparsa completa.

In generale la menopausa compare tra i 45 e i 55 anni; in ogni caso va incontro a menopausa qualsiasi donna che subisca l’asportazione chirurgica o un danno irreversibile alle ovaie.

Sintomi della menopausa

I disturbi più frequentemente riscontrati sono: vampate (ondate transitorie di calore accompagnate da un’eccessiva sudorazione), sudorazione fredda, affaticabilità, emicrania, insonnia, nervosismo, soprappeso e disturbi dell’umore come fenomeni ansiosi e depressivi. Inoltre, mancando l’azione protettiva degli estrogeni, possono comparire disturbi che interessano l’apparato genitale e quello urinario, come bruciori e cistiti.La menopausa è quindi caratterizzata da sconvolgimenti dell’equilibrio ormonale e metabolico che portano a disturbi lievi fino ad arrivare a manifestazioni patologiche vere e proprie.

La mancanza di estrogeni comporta, ad esempio, una minore protezione del cuore e dei vasi nei confronti dell’arteriosclerosi e delle trombosi e una riduzione dell’assorbimento di calcio nelle ossa (osteoporosi). Queste ultime patologie solitamente vengono diagnosticate quando sono già in atto, per questo è importante ai primi sintomi di menopausa effettuare dei controlli specialistici come: test ormonali, ecografia uterina e scala climaterica di Green (compilazione di un questionario sui sintomi).

Dieta e menopausa

Nelle donne in menopausa il fabbisogno calorico diminuisce per ragioni organiche (il metabolismo corporeo diventa più pigro), di età e perché la donna spesso rallenta l’attività fisica. Non dobbiamo solo prestare attenzione all’apporto calorico del cibo per non incorrere nel soprappeso o addirittura nell’obesità, ma anche alla sua qualità e contenuto in grassi, proteine, carboidrati, vitamine e microelementi (ferro, calcio ecc.).

Un primo buon consiglio è quello di ridurre il consumo di alimenti di origine animale: preferire ad esempio le carni bianche e quella di cavallo, ma ancora meglio il pesce che non contiene colesterolo e trigliceridi (ad eccezione dei frutti di mare). Sono da preferire il pesce azzurro (sgombri e sardine) e quello dei mari freddi del Nord (merluzzo e salmone), ricchi di acidi grassi omega-3, sostanze che sembrano avere un’azione protettrice nei confronti delle malattie cardio-circolatorie.

La regola generale di diminuire l’introito di grassi suggerirebbe di ridurre al minimo l’assunzione dei formaggi e latticini; tuttavia essi rappresentano la maggiore fonte di calcio presente in una dieta per cui in menopausa, per prevenire l’osteoporosi, non se ne può fare a meno. Il suggerimento è, allora, scegliere formaggi freschi, leggeri (light), in primis la ricotta. Consumare yogurt soprattutto magro e latte scremato. Altre fonti di calcio sono alcuni tipi di frutta e verdura, ad esempio carciofi, broccoli, spinaci e gli agrumi.

Sono importanti anche i cibi ricchi di potassio come cavolfiori, spinaci, patate, banane e uva, e di estrogeni vegetali come segale, soia, orzo, fagioli e fave. Inoltre è bene consumare frutta e verdura con una colorazione accesa: viola, gialla e arancione. I pigmenti vegetali sono sostanze antiossidanti e quindi protettive contro l’invecchiamento del corpo e della mente.
Inoltre è consigliabile consumare piccole quantità di frutta secca (noci, nocciole, mandorle), semi di lino e semi di girasole e oli vegetali. L’olio di oliva extravergine ovviamente è il condimento principe; da evitare assolutamente burro, lardo o strutto.

Buone abitudini in menopausa

Diminuendo il fabbisogno energetico è necessario praticare attività fisica per consumare energia, mantenersi più toniche e mobilizzare le articolazioni. Se non si intende praticare attività sportiva si consiglia di fare lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta. In ogni caso al giorno d’oggi ci sono attività sportive leggere e adatte a tutte le età, come la ginnastica posturale, la piscina, lo stretching e lo yoga. Inoltre il movimento aiuta a combattere lo stress e sentirsi in forma può aiutare nel caso di ansia e depressione.
Un’altra buona abitudine in menopausa è usare con parsimonia le bevande alcoliche, mangiare poco salato, evitare il fumo se possibile e assumere con moderazione anche il tè e il caffè.

Rimedi naturali

La medicina naturale viene in aiuto a chi vuole trovare trattamenti alternativi alla terapia ormonale sostitutiva, solitamente usata in menopausa, e anche a quelle donne che per vari motivi hanno controindicazioni alla terapia sostitutiva. Ci sono molte opportunità e sono rappresentate da: Omeopatia, Agopuntura, Massaggi, Meditazione, Fitoterapia.

L’omeopatia, come è noto, utilizza “medicinali” in dosi infinitesimali, cioè molto diluite, e si rivolge alla donna in toto, come organismo che presenta una serie di sintomi legati tra di loro, e non mira perciò alla cura del singolo disturbo. Per attenuare i sintomi della menopausa, come vampate, sudorazioni, palpitazioni e cefalee, si usano i seguenti rimedi: Lachesis, Sepia, Pulsatilla, Graphites, Glonoium, Sulphur.

L’agopuntura
, antica tecnica terapeutica della medicina tradizionale cinese, svolge un’azione di riequilibrio, rivelandosi valida per i sintomi della menopausa. Studi in materia dimostrano come alcuni sintomi, come le vampate di calore, diminuiscono significativamente con l’agopuntura. Una seduta ogni 4 settimane garantisce un effetto duraturo dei benefici nel tempo.

I massaggi danno sicuramente un benessere immediato: allontanano le tensioni e favoriscono un miglioramento della circolazione. Ne esistono veramente di tanti tipi: massaggio tradizionale, shiatsu, ayurvedico, osteopatico, riflessologia plantare ecc.; ognuno deve trovare il proprio e può accoppiarlo all’uso di oli essenziali per aromaterapia.

La meditazione e altre tecniche di rilassamento, come la respirazione profonda, consentono di ridurre l’intensità delle vampate di calore e allontanare gli stati d’ansia.

I preparati fitoterapici, infine, sono forse i più utilizzati ed efficaci per il controllo di alcuni disturbi della menopausa. Tra questi ricordiamo:
- Hypericum perforatum
- Cimicifuga racemosa
- Salvia officinalis
- Trifolium pratensis

Fin dall’antichità sono note le proprietà antidepressive dell’ iperico (Hypericum perforatum) o erba di S. Giovanni, che infatti veniva detto scacciadiavoli.
La cimicifuga, la salvia e il trifoglio rosso invece sono utili perché contengono isoflavoni. Gli isoflavoni vengono anche chiamati fitoestrogeni perchè si pensa che svolgano nell’organismo un’azione simile agli estrogeni femminili.

Come già accennato nella sezione dieta e menopausa, una delle fonti principali di isoflavoni nell’alimentazione è sicuramente la soia (Glicine max). Gli estratti dalla soia “sembra” siano in grado di diminuire le vampate di calore.
Altre piante che possono avere un’utilità nell’alleviare i sintomi della menopausa sono: la cardiaca (Leonurus cardiaca) che ha un’attività sedativa a livello generale e cardiaco simile a quella della valeriana; il mirtillo nero (Vaccinum myrtillus) utile per la protezione dei vasi sanguigni e l’equiseto (Equisetum arvense) usato come remineralizzante nei casi di artrite e fragilità ossea.

Attenzione:
le piante medicinali possono avere effetti collaterali: ad esempio la cimicifuga non va assunta se si è sofferto di malattie neoplastiche; l’iperico interagisce con alcuni farmaci, ecc. Prima del loro uso sentire il parere del medico o di un erborista di fiducia. Raccogliere le piante spontanee solo se si è certi di conoscerle.

Fonte: http://www.rodiola.it

L’amicizia al femminile

20 maggio 2009

female-friends1L’attrazione esercitata fra persone dello stesso sesso è un passaggio obbligato nell’adolescenza, laddove l’amicizia e’ intessuta di un legame sentimentale molto stretto: si tratta di un periodo di omosessualità assolutamente normale. Questa prima forma di amore viene ben presto soppiantata dall’amore per un rappresentante di sesso opposto ma l’amore per gli amici assumerà comunque una grande importanza nell’esperienza sentimentale di ogni individuo.

In epoche precedenti la tendenza degli uomini a ricercare amici ha avuto una notevole importanza. Basta pensare al tempo della Polis, le Città Stato in cui l’amore di uomini per i giovani venne esaltato molto di più rispetto all’amore per le fanciulle.

Ai tempi della cavalleria, in cui gli uomini si riunivano in compagnie di cavalieri ( i Cavalieri delle tavola Rotonda, I Cavalieri dei Templari), ogni giovane aspirava a divenire paggio e poi scudiero di qualche famoso cavaliere. L’amicizia fra uomini caratteristica di quel tempo appariva come la strategia vincente per arrivare a obiettivi comuni ed è diventata espressione di una nuova solidarietà di sesso.

Fra le donne, lo sviluppo del sentimento amicale e della solidarietà di sesso come fenomeno collettivo e culturale si è manifestata in modo più tardivo e solo nel momento in cui è venuta meno l’esigenza di occuparsi esclusivamente degli uomini.  Attualmente, infatti, per una donna la formazione della coppia e il matrimonio non rappresentano più la loro unica carriera. E non sono solo le donne deboli, stupide o meno attraenti bensì le più intraprendenti e vitali, ricche di spirito di iniziativa le donne in cui l’amicizia ha finito per assumere un’importanza senza precedenti.

Generalmente i rapporti che si stabiliscono fra queste donne sono basati sull’affezione e sull’attrazione di una personalità sull’altra, su obiettivi e interessi comuni e possono essere molto più liberi psicologicamente e materialmente rispetto alle relazioni che si vengono a creare fra un uomo e una donna. Spesso, infatti, le relazioni fra una donna e un uomo implicano una dipendenza finanziaria, comportano legami, contratti  e sottostanno a numerose convenzioni sociali, mentre nel rapporto amicale tutto questo non accade…

Questo accordo psicologico e umano è, però, molto delicato. Affinché duri, è necessario salvaguardarlo dagli effetti distruttivi delle dinamiche inconsce che, inevitabilmente si producono. Le difficoltà che maggiormente si presentano nei rapporti di amicizia sono rappresentate dal sentimento di rivalità oppure dalla eccessiva identificazione.

La tendenza all’identificazione che accompagna la vita delle coppie, in questo caso, diventa molto più forte in quanto anche l’ambiente esterno tenderà a considerare le due amiche come “inseparabili” e, in questo senso, nessuna delle due avrà nuovi spunti da portare all’altra.

Solo due cose distinte, infatti, possono entrare in relazione. Se due cose sono identiche non possono aver rapporti tra di loro: esse confluiscono in un’unità priva di energia e di interesse.

Fonte: http://www.willypasini.it

Bibliografia

L’Autostima

Uscire dalla Solitudine

Amicizia

Squirting: l’eiaculazione femminile

29 marzo 2009

E’ poco conosciuta ed è abbastanza rara come esperienza. Ma esiste: anche la donna può eiaculare esattamente come l’uomo. Ecco tutte le informazioni sullo squirting.

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Sapevate che l’eiaculazione non è una prerogativa unicamente maschile? Anche le donne possono reagire all’orgasmo con l’eiaculazione: si tratta di un’eventualità generalmente abbastanza rara, che non tutte sperimentano con facilità, e soprattutto poco studiata dalla scienza. In termini tecnici si parla di squirting o gushing.

Lo squirting consiste quindi nella fuoriuscita di un liquido dall’uretra in reazione all’orgasmo provocato dalla stimolazione del punto G o del clitoride. Molti sono convinti che si tratti di urina, ma non è così. Questo liquido fu infatti analizzato per la prima volta nel 1981 da un team di scienziati, i quali giunsero alla conclusione che si trattava di un liquido molto similare allo sperma maschile. Di certo non si trattava di urina.

Lo squirting: da cosa è provocato

Come già detto, lo squirting è legato alla stimolazione del punto G, che, a dispetto del nome, non è un punto definito, ma un’area più o meno estesa , che si trova all’interno della vagina in corrispondenza della vescica. Gli scienziati infatti ci insegnano che il nostro punto G altro non è che il corrispettivo della prostata maschile. Il funzionamento dello squirting è stato spiegato per la prima volta in maniera completa nel 2002 dall’endocrinologo italiano Emanuele Jannini. Il liquido dello squirting viene prodotto da alcune ghiandole che si trovano intorno all’uretra, dette appunto periuretrali. Queste ghiandole si riempiono di liquido durante l’attività sessuale, per poi svuotarsi con l’orgasmo. Grandezza e quantità di queste ghiandole varia da donna a donna, e proprio per questo non tutte possono provare l’esperienza dello squirting.

Testimonianze

Diverse donne che hanno provato lo squirting affermano che è strettamente collegato alla stimolazione del clitoride o del punto G. Alcune dicono di provarlo solo con un uomo che amano profondamente e col quale vivono un’intimità molto coinvolgente. Altre invece raggiungono lo squirting solo tramite la masturbazione. Alcune addirittura sostengono di esserci arrivate solo dopo anni e anni di costante masturbazione del punto G.

Secondo chi l’ha provata, l’eiaculazione femminile sarebbe un’esperienza profondamente piacevole e soddisfacente. Ma allo stesso tempo esistono numerose donne che non l’hanno mai provata, ma hanno comunque una vita sessuale appagante. Come sempre, in fatto di sesso, ogni donna è fatta in modo diverso e vive un’esperienza a sè.

Un po’ di storia

Sebbene l’eiaculazione femminile sia tutt’oggi poco conosciuta, possiamo trovarne tracce sin dall’antichità . Già nel I secolo a.C. ne parlava Aristotele. Nei primi secoli d.C. ne parlarono gli anatomisti Galeno e Rinaldo Colombo: il primo la colelgava all’esistenza di una prostata femminile, il secondo al clitoride. Nel XVII secolo ne parlava un’altro anatomista, Regnier de Graaf, nei suoi studi sull’anatomia femminile. L’eiaculazione femminile continua a passare sotto silenzio, e nell’800 “ricompare” in una raccolta di racconti pornografici dell’era vittoriana. Per finire, lo squirting viene esaminato persino in una guida per sposi pubblicata nel 1926 da Theodore Van de Velde. Superfluo sottolineare che tutte queste citazioni vennero spesso prese poco sul serio.

La scienza fece luce su questo fenomeno solo nel 1981 quando ad Halifax venne esaminata da un gruppo di medici la composizione del liquido prodotto nell’eiaculazione femminile. Il liquido da analizzare venne fornito da alcune volontarie.

Il fenomeno dell’eiaculazione femminile è invece preso in grande considerazione presso alcune popolazioni. Ad esempio nella tribù dei Batoro, in Uganda, le donne più anziane insegnano alle ragazze come masturbarsi fino a raggiungere l’eiaculazione, ed una donna è coniderata pronta al matrimonio solo quando è capace di bagnare un muro con la sua eiaculazione. Gli abitanti delle isole Tobriand, nel Pacifico, invece, sono convinti che una donna è soddisfatta del rapporto sessuale solo quando eiacula.

Come fare

Con un po’ know how, è possibile “imparare” a raggiungere lo squirting. Certo, non bisogna viverla come una sfida, o un traguardo da raggiungere a tutti i costi. Ma semplicemente come una cosa piacevole da provare, magari seguendo alcuni accorgimenti.

Fondamentalmente, è necessario stimolare con decisione la parete anteriore della vagina, vale a dire quella in corrispondenza dell’uretra. A questo punto si avvertirà una sensazione molto simile allo stimolo di urinare. Bisogna quindi cominciare a stimolare la zona appena sotto l’uretra. Continuando a masturbarsi in questo modo si giunge in prossimità dell’orgasmo: basterà spingere i muscoli dell’uretra come se si dovesse fare pipì, e si verificherà la fuoriuscita del liquido.

Negli ultimi anni Lo squirting , oltre ad essere stato spiegato scientificamente, ha dato adito a un ricco filone della pornografia, nella quale però viene spesso rappresentato in maniera esagerata e poco realistica. Quindi, non ispiratevi ai film porno!

a cura di Redazione GirlPower

Fonte: www.girlpower.it

Bibliografia:

Orgasmi – Come Averli e Farli Durare

L’Orgasmo Perfetto

Il Caso dell’Orgasmo Femminile

Dialogo: le differenze fra uomo e donna

20 marzo 2009

77b2816b-2858-4c65-91bf-53fa7129399dhmediumQuando gli uomini non parlano

La difficoltà maggiore per un uomo sta nell’interpretare correttamente una donna che sta parlando dei propri stati d’animo. Una delle imprese più ardue per una donna è interpretare correttamente il silenzio di un uomo. Per le donne il silenzio è spesso fonte di equivoci; il modo in cui i due sessi generalmente pensano ed elaborano le informazioni è profondamente diverso. Le donne pensano ad alta voce: lasciano scorrere liberamente i propri pensieri e li esprimono ad alta voce per approfondire le proprie intuizioni.

Gli uomini invece, prima di parlare, ripercorrono mentalmente ciò che hanno sentito o provato arrivando ad una soluzione attraverso un processo interiore. Spesso le donne fraintendono il silenzio maschile immaginando il peggio, infatti, le sole occasioni in cui la donna sceglie la via del silenzio sono quelle in cui ciò che andrebbe detto è troppo doloroso o quando non vuole parlare con uomo di cui non si fida più. Per rendere le loro relazioni davvero gratificanti le donne devono imparare che quando un uomo è turbato o stressato smette automaticamente di parlare e si rinchiude in se stesso per riflettere sulla situazione.

E’ qualcosa di molto difficile da accettare per una donna che non abbandonerebbe mai un’amica in difficoltà. Per una donna abbandonare il suo compagno quando questi è turbato non è un atto d’amore: poiché lo ama il suo istinto sarebbe quello di stargli vicino ed offrirgli aiuto. In buona fede pensa di doverlo interrogare perché lui possa averne dei benefici. Ma in realtà questo tipo di atteggiamento femminile non fa altro che turbare ed irritare ulteriormente un uomo. E’ importante che gli uomini e le donne rinuncino a proporre al partner il tipo di aiuto da loro preferito e comincino ad apprendere invece le diverse modalità di sentire, reagire e pensare dei due sessi

Perché gli uomini si chiudono nel silenzio

Gli uomini si rinchiudono in se stessi quando:

  • Hanno bisogno di riflettere su un problema per trovarne la soluzione
  • Si sentono turbati o stressati e hanno bisogno di stare un po’ da soli per calmarsi e riacquistare il controllo
  • Hanno bisogno di ritrovare se stessi

Perché le donne parlano

Le donne parlano per svariati motivi:

  • Per trasmettere o raccogliere informazioni
  • Per sentirsi meglio quando sono turbate
  • Perché pensano ad alta voce
  • Per creare intimità

Sessi diversi bisogni emotivi diversi

Gli uomini e le donne concedono il tipo di amore di cui hanno bisogno e non quello necessario all’altro sesso. Gli uomini basano l’amore sulla fiducia, la stima e l’accettazione; le donne sull’affetto, la comprensione ed il rispetto.

Le donne hanno bisogno di ricevere

Gli uomini hanno bisogno di ricevere

Sollecitudine

Fiducia

Comprensione

Accettazione

Rispetto

Apprezzamento

Devozione

Ammirazione

Rassicurazione

Incoraggiamento

Ignorando ciò che è importante per l’altro sesso, uomini e donne rischiano di provocare dolore ai loro partner

Errori femminili

Perchè lui non si sente amato

lei gli offre consigli non richiesti

lui pensa che lei non si fidi più di lui

lei cerca di cambiarlo per il “suo” bene

lui pensa che lei non lo accetti per quello che è

lei si lamenta di quello che lui non ha fatto

lui pensa che lei non apprezzi le cose che fa

lei gli dice cosa deve fare o non fare

lui non si sente ammirato

lei gli corregge o gli critica ogni iniziativa

lui non si sente incoraggiato a farcela da solo

Errori maschili

Perché lei non si sente amata

lui non l’ascolta

lei pensa che a lui non le importi di lei

lui le offre consigli pratici

lei non si sente capita

lui l’ascolta ma poi la rimprovera per avergli rovinato l’umore

lei pensa che lui non abbia rispetto per i suoi sentimenti

lui minimizza le necessità di lei

lei pensa che lui non le sia devoto

lui l’ascolta in silenzio e poi se ne va

lei si sente insicura perché lui non la rassicura

Perché a volte l’amore finisce

Generalmente l’amore finisce perché la gente da’ istintivamente ciò che vuole ricevere. Poiché i bisogni primari d’amore della donna si incentrano sulla sollecitudine, sulla comprensione, sul rispetto, sulla devozione e sulla rassicurazione è di queste cose che lei fa generosamente dono al suo compagno.

Dal canto suo l’uomo vive questo atteggiamento come mancanza di fiducia e reagisce in maniera negativa, a questo punto lei si chiede il perché le sue premure non siano state apprezzate. L’uomo invece, fa dono alla sua partner di ciò che lui ritiene primario e quindi: fiducia, accettazione, apprezzamento, ammirazione ed incoraggiamento e non quello di cui la sua compagna ha effettivamente bisogno. Quindi per soddisfare il nostro partner è necessario imparare a dare l’amore di cui lei o lui hanno veramente bisogno.

Citazioni sulle coppie

“Per un uomo ascoltare una donna mentre esterna le sue preoccupazioni è fonte di stress, poichè si sente costretto a risolvere qualsiasi problema lei sollevi pensando ad alta voce.

In realtà, per lei, condividere le proprie inquietudini è un’espressione di fiducia.”

La bibbia del vivere in due” di Allan & Barbara Pease.

Qui penso ad un 50/50. In effetti se Donna comincia ad esternare, Donna non vuole soluzioni. Quindi inutile presentarle. Uomo piu’ esperto riesce a dare segni di assenso, e magari aggiunge parole con funzione -Continua pure- ma Uomo esperto gia’ ha una idea della direzione del discorso. Per cui Uomo esperto puo’ continuare ad ascoltare ‘Tutto il calcio minuto per minuto’… Piu’ tardi, puo’ far ripartire il discorso ingannando Donna nel credere che e’, infatti, un ottimo ascoltatore.

Dall’altro lato, tuttavia, onna ha il maledetto vizio di esternare mentre Uomo guida automobile-senza capire che mente Uomo e mente Donna sono identiche nel guidare. Dato che Donna, non ascolta’ ne’ interagisce quando guida, non si capisce come poi possa pretendrlo da Uomo.

Fonte: Web

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