Gli uomini e la fine di un amore

Perchè gli uomini decidono di chiudere una relazione ?

Diversi sono i motivi per cui gli uomini decidono di chiudere una relazione.

Innanzitutto, semplicemente, perché sentono di non amare più. In questi casi anche se inizialmente erano presenti tutte le principali componenti di un autentica relazione d’amore – affettività, passione ed impegno, c’è il venir meno del sentimento nella sua interezza, od in una delle sue parti.

A quest’ultimo riguardo frequente è il chiudere la relazione perché viene meno da parte dell’uomo l’impegno a costruire una progettualità di coppia futura, soprattutto in una società di forte ‘disimpegno’ come quella attuale.

Il classico esempio dell’eterno Peter Pan che vuole vivere la relazione solo come passione, al massimo affettività, ma senza nessun impegno a più lungo termine.

Spesso la relazione parte sin dall’inizio , con la mancanza di una delle componenti nel sentimento maschile, per cui la possibile fine è come se fosse già scritta. In questi casi, anche la donna non si rende conto o non vuole rendersi conto che la relazione è deficitaria in taluni aspetti sin dal principio.

Un’altra causa ricorrente è il tradimento della persona amata. Per condizionamenti culturali, l’uomo si sente colpito nella sua virilità e non accetta il possesso fisico della propria donna, da parte di un altro. Anche se ultimamente la mentalità maschile al riguardo stà cambiando.

Perchè gli uomini vengono lasciati ?

I motivi per cui gli uomini vengono lasciati sono da una parte gli stessi per cui lasciano, seppur con significative differenze. La componente impegno che negli uomini è spesso deficitaria sin dall’inizio è molto più presente nelle donne ed appunto questa mancanza nell’uomo che poi conduce la donna a lasciarli.

Sul tema del tradimento le donne, legate più ad un possesso affettivo dell’uomo, perdonano quello fisico, per cui, a meno che non intervengono altre cause non interrompono la relazione.

Come vive un uomo la fine di un amore ?

Lo scrittore ‘Pavese’ scriveva ‘Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla.‘ Un uomo, qualunque uomo, anche il più ‘narciso’ il più sicuro di sé, di fronte alla fine di un amore, di un amore che riteneva autentico, dimostra tutta la sua fragilità, le sue debolezze, come nella frase di Pavese.

In questi casi amo usare la metafora di ‘un bambino che implora l’affetto materno’. Ed infatti la reazione è legata a precedenti esperienze di distacco dalla figura materna. L’uomo mette in atto un copione, poco ‘virile’ culturalmente in molti aspetti, per recuperare l’amore perduto.Telefonate, sms, colloqui ‘chiarificatori’ fino a rasentare o ad arrivare, talvolta, a quello che è un comportamento di stalking. I comportamenti tipici del fenomeno dello stalking, oltre quelli sopraccitati, sono : pedinamenti, lettere e fiori, appostamenti vari (casa, lavoro, ecc…), violazione di domicilio, visita sul luogo di lavoro, minacce di violenza, violenza fisica e sessuale di diversa entità.

Come supera un uomo la fine di un amore ?

La vera elaborazione di un lutto, soprattutto di quello sentimentale, richiede due diversi tempi, secondo una concezione greca del tempo. Cronos che è il tempo cronologico, quello delle ore, dei giorni e dei mesi. Lo scorrere di Cronos e importante per superare la fine di un amore. L’altro concetto di tempo è Kairòs che è un tempo individuale , un tempo necessario per dire “basta”, vale a dire il tempo del cambiamento interno.

E’ in quel momento che ci si rende conto che è tempo di voltare pagina, che l’amore è davvero finito. Anche sul piano dell’elaborazione personale, distinguiamo un elaborazione esterna, più superficiale e di facciata, ed una interna, più profonda ma anche più dolorosa, che porta alla vera accettazione del lutto premessa per il suo effettivo superamento.

L’uomo, pur di fronte ad un lutto sentimentale’ profondo e dilaniante, tende, generalmente, rispetto alla donna, ad elaborarlo in più breve tempo di tipo Cronos e prevalentemente a livello d’elaborazione esterna. Conseguentemente, mette maggiormente in atto, la tecnica del ‘chiodo schiaccia chiodo’ con le prevedibili conseguenze future per la ‘vittima’ che si presta a questo copione.

Inoltre, capita anche che s’instaura subito un odio per il genere ‘femminile’ che porta ad instaurare una relazione per il solo scopo, più o meno inconscio, di vendicarsi, della persona che l’ha lasciato. Manca, quindi, nell’uomo, spesso, quella concezione dell’elaborazione del lutto sentimentale che è legato ad una concezione sia di tempo Kairos che di autentica elaborazione interiore. A livello individuale l’elaborazione del lutto è anche legata alle precedenti esperienze vissute d’elaborazione del lutto ed a copioni familiari presenti e passati.

Vorrei terminare con un significativo brano dello scrittore J. Kerouac

‘Nessun uomo dovrebbe vivere senza aver sperimentato almeno una volta la sana anche se noiosa solitudine di una dimora tra i boschi, scoprire di dover dipendere solo da se stessi, e per questo tirar fuori la vera forza interiore.

Il seguente articolo è l’originale completo dell’articolo ‘ Uomini e mal d’Amore’ apparso su Bella Style del 19.04.07

Dott. Roberto Cavaliere

Fonte: http://www.maldamore.it