Posts Tagged ‘corteggiamento’

Comunicazione seduttiva

17 novembre 2009

Comunicazione seduttivaLa seduzione è un gioco molto simile allo scherzo ironico, ecco perché chi sa essere ironico è generalmente un ottimo seduttore.

Il corteggiamento, sia negli animali che nell’uomo, comporta il ricorso a esibizioni mascherate, inganni e, più genericamente, a forme di comunicazione indiretta e obliqua.

La seduzione è un gioco sottile di adescamento che richiede l’utilizzo della giusta dose di esibizionismo e di nascondimento, finzione e svelamento, raccontando qualcosa ma senza mai dire troppo.
La chiarezza non è certamente la caratteristica essenziale della comunicazione seduttiva, così come di quella ironica. Con l’ironia e con la seduzione si può mirare agli stessi scopi: ingannare, affascinare o persuadere.

Nella letteratura scientifica si trovano due approcci diversi alla comunicazione seduttiva, l’approccio evolutivo-etologico e quello psicologico e sociologico.

Nel modello evoluzionistico la seduzione potrebbe essere definita come una sequenza definita di comportamenti strategici e intenzionali lo scopo primario dei quali sarebbe quello di attrarre (sessualmente) un’altra persona (generalmente del sesso opposto). Lo scopo principale della seduzione sarebbe quello di costruire un legame intrigante con il partner allo scopo di raggiungere un contatto intimo. Desmond Morris descrive appunto la seduzione come una serie di steps da percorrere nel tempo: identificazione-scelta del partner; contatto; definizione degli interessi reali di entrambi; intimità relazionale; instaurazione di un legame definitivo e stabile.

Questo modello, tuttavia, si concentra unicamente sul ruolo del seduttore, mentre trascura del tutto gli aspetti di simultaneità ed interazione e, soprattutto, gli aspetti comunicativi.

Un approccio complementare concentra l’attenzione invece sui comportamenti comunicativi degli attori del gioco della comunicazione seduttiva:

1. uscire dall’anonimato:
in questa fase lo scopo è quello di farsi notare e di apparire migliori di quanto l’altro possa pensare. Questo tipo di comportamento comunicativo mostra molti punti di contatto con la comunicazione ingannevole!

2. Una volta attirato l’interesse l’intenzione seduttiva
deve essere rivelata gradualmente, un poco alla volta, a causa dell’impossibilità di sapere con certezza le intenzioni e i sentimenti dell’altro. La situazione è pertanto a rischio di un rifiuto e quindi di un grave danno. Da qui il ricorso alla comunicazione obliqua, indiretta, ironica. Ecco alcuni esempi di comunicazione allusiva per arrivare a proporre un altro incontro:

- Vieni qui spesso?

- Mi domando se accadrà che ci incontreremo ancora

- Mi chiedo se potremo incontrarci di nuovo

- Sarebbe carino rivederci

- Mi piacerebbe rivederti

- Vorrei rincontrarti, tu sei d’accordo?

Nella comunicazione seduttiva tutto ciò che è esplicito e spontaneo è generalmente evitato, piuttosto ogni mossa è calcolata e tattica, come la strategia di mostrarsi vulnerabili per indurre l’altro ad abbassare le difese.
L’ironia e la persuasione non si limitano solo a convincere, come la comunicazione persuasiva, ma mirano ad attrarre e affascinare il partner.

Fonte: http://guide.supereva.it/ironia/interventi/2005/02/198809.shtml

Tutti i gesti del corteggiamento

23 aprile 2009

Tutti i gesti del corteggiamentoLa timidezza.  Che brutta cosa. Fa arrossire; fa dimenticare le cose più ovvie, ti impasta la saliva; fa sembrare il battito del cuore il suono di un gong; e se poi devi dare la mano, ti fa sentire il bisogno di asciugarla sui pantaloni come fossi un meccanico che ha appena finito di lavorare.

Alcuni ricercatori sostengono che abbia radici genetiche; Kagan, uno di questi, ha scoperto, studiando gemelli omozigoti (nati dallo stesso ovulo e con un patrimonio ereditario identico) che se un gemello è timido, è molto probabile che lo sia anche l’altro. Altri studiosi, esaminando l’attività elettrica del cervello di bambini introversi ed estroversi, hanno osservato come i primi concentrino il “metabolismo” cerebrale soprattutto nella corteccia frontale destra (la parte più legata ai processi emozionali) mentre i secondi nella sinistra (la più “calcolatrice”).

La conoscenza del linguaggio del corpo, cioè di quei segnali prodotti involontariamente con gesti, movenze, variazioni di postura ed altro, ci consente di conoscere meglio l’altro e quindi di acquisire sicurezza, disinvoltura e di renderci, di conseguenza, più intraprendenti e sciolti nelle nostre interazioni umane. Capire, ad esempio, nel rapporto con l’altro sesso, se piacciamo ad una data persona, se trova piacevole conversare con noi o, addirittura, se mostra chiari segni di eccitamento sessuale, ci avvantaggerebbe moltissimo in questo senso.

I comportamenti che illustrano questi atteggiamenti sono molteplici, qui ne indicheremo alcuni, rimandando chi è interessato alla letteratura sull’argomento.
Uno dei più comuni motivi conduttori dell’attrazione e del corteggiamento nel comportamento non verbale è l’esaltazione delle caratteristiche proprie del sesso di appartenenza.

Un esempio? La donna, davanti ad un uomo da cui si senta attratta, può leccarsi le labbra; questo gesto, all’apparenza innocuo e insignificante, ha l’effetto di un potente richiamo sessuale; per affinità nella struttura e nelle proprietà (le labbra sono infatti una parte del corpo cava, densa di vasi sanguigni, capace di gonfiarsi e di arrossare), questo dettaglio anatomico evoca i lembi esterni dell’apparato genitale femminile; passarci sopra la lingua esalta questa somiglianza, simulando la lubrificazione dovuta all’eccitamento erotico.

E per l’uomo? Tra i primati, nostri diretti cugini nella scala evolutiva, uno dei modi più frequenti per conquistare la femmina è la cosiddetta “esibizione fallica”, cioè l’ostentazione del pene eretto. Benché anche nella nostra specie ci siano adulti, spesso abbigliati dal solo impermeabile, che si mostrano tenacemente ancorati alle “tradizioni”, in genere questa manovra seduttiva non è molto apprezzata dalla donna moderna.

Per lo meno nella forma … nel contenuto però … il maschio attuale, convinto che in fondo questa tecnica sia tuttora vincente, ha cominciato ad usare dei sostituti simbolici del proprio “fiore all’occhiello”; guarda caso, si tratta degli stessi oggetti o parti del corpo che Freud ha identificato, nell’analisi dei sogni, come simboli del genitale maschile. In altre parole, l’uomo che “voglia farsi bello” davanti ad una donna può toccarsi o lisciarsi la cravatta, far sporgere leggermente il dito medio rispetto alle altre dite o tenerlo fra indice e pollice dell’altra mano, poggiare una mano sulla coscia, sollevare una penna e così via.

Naturalmente, esistono segnali d’attrazione che valgono per entrambi i sessi: accarezzarsi i capelli, passare la mano su zone erogene, manipolare più o meno allusivamente oggetti propri o dell’altro, toccare il partner per un tempo superiore a tre secondi, toccarsi dove si è stati toccati dall’altro e guardare l’altra persona per un tempo più lungo del normale o guardarla almeno due volte.

Marco Pacori

Fonte: http://digilander.libero.it/linguaggiodelcorpo/Tscienzecortegg/

Il linguaggio della seduzione

17 marzo 2009

sureromanceSedurre è un gioco e al tempo stesso il tipo di interazione interpersonale più densa di minacce, tranelli e travisamenti: le dichiarazioni vengono sottintese, i gesti vengono eseguiti in modo volutamente equivoco, un’azione viene spesso seguita da un’altra che la contraddice.

Nel corteggiamento l’ambiguità tiene banco e la fa da padrona. E non per niente. Sia l’uomo che la donna temono l’incontro intimo: sono sospettosi, circospetti, hanno paura di fare brutta figura, di svelare troppo di se stessi e sentirsi così esposti, di essere raggirati o che si approfitti di loro. Per la donna la posta è ancora più alta per il rischio della gravidanza.

E’ per questo che, in questo genere di cose, ci si va in genere molto cauti, le mosse sono quasi sempre coperte e la partita si gioca soprattutto sul piano del linguaggio corporeo.

In questo le donne sono generalmente più scaltre e raffinate dell’uomo; gli studi più recenti mettono in luce come è pressoché una regola che sia la donna a fare la prima mossa in un modo così sottile da passare quasi inosservato: guardandosi con apparente indifferenza, ma ripetutamente, attorno; muovendosi con disinvoltura in una sala, attenta ad esaltare il saliscendi dei fianchi; avvicinandoci ad un uomo e stazionando a circa un metro da lui; lanciando brevi occhiate, seguite dal distogliere lo sguardo. L’uomo a quel punto, prende l’iniziativa, ma in realtà è stato indotto a farlo dalla controparte.

Quando ad “aprire le danze” é un rappresentante del sesso forte e si trova a dover interpretare consapevolmente i segnali di una donna, spesso prende delle clamorose cantonate.
Lo dimostra chiaramente una recente ricerca condotta da Robyn LcBoeuf e Leif Nelson, ricercatori alla Princeton University.

Gli studiosi hanno chiesto a 255 adulti di leggere le descrizioni di alcuni comportamenti tipici di un uomo o di una donna, e degli stessi partecipanti alla ricerca.
Successivamente é stato chiesto loro di valutare, su una scala da 1 a 7, “quanto fosse sessualmente disponibile chi metteva in atto quei comportamenti”. Il risultato ha messo in evidenza che la mente maschile tende a giudicare queste situazioni in modo stereotipato e “a senso unico”.

L’esito ha infatti dimostrato che gli uomini hanno sovrastimato l’interesse sessuale delle donne, sia rispetto alla valutazione fatta dalle partecipanti che giudicavano l’atteggiamento di altre donne, sia rispetto a quella delle donne che valutavano se stesse.
Un errore sistematico e costante, insomma. «Il meccanismo mentale degli uomini» puntualizza LeBoeuf «é più o meno questo: se io sorrido ad una donna, significa che intendo fare sesso con lei. Perciò se lei mi sorride, vuol dire che anche lei è di questa idea”.

E’ un ragionamento molto elementare e grossolano, ma in effetti sembra che molti uomini la pensino proprio in questo modo.

In questa gestione della comunicazione, soprattutto non verbale, la bellezza è un fattore, secondario: è stato scientificamente dimostrato, come ragazze e donne che abbiano un repertorio di segnali più grande e una maggiore dimestichezza nell’impiegarlo, siano più corteggiate e desiderate di altre, magari più avvenenti, ma meno “astute”.

Le armi della seduzione maschile sono invece sparute e quasi sempre “a salve”: un tipico pavoneggiamento maschile é mettere in evidenza i muscoli; a questo fine può sollevare le maniche della camicia, massaggiarsi il collo con la mira occulta di esibire il bicipite, passare la mano sul torace.
Un’altra tattica é quella di mostrare pose dominanti: così mentre parla con lei tiene i piedi scostati (o le gambe larghe) e mette le mani sui fianchi; oppure, fa scivolare la mano sulla coscia o, ancora, esibisce simboli del potere, cioè simbolismi a forma fallica; ad esempio, fa scorrere le dita su un bicchiere in senso verticale, tiene una penna eretta, arrotola un pacco di fogli o un giornale e lo appoggia sull’addome.

Queste “sottigliezze” di solito non producono grandi entusiasmi nel “pubblico” femminile, ma é ciò che di meglio l’uomo sa fare. Di tutt’altra pasta é il repertorio dei segnali di interesse delle donne: é vario, sofisticato, raffinato … e soprattutto efficace. Vediamo allora un decalogo delle malizie femminili per svelarsi al prescelto, seguito da un’elenco dei segnali che “invitano” il pretendente a fare marcia indietro:

Dieci segnali per capire se lei “ci sta”:

1) Si mette in mostra: ruotando lo sguardo in giro, spostandosi di frequente e accentuando le pose e le movenze più femminili.
2) Mantiene lo sguardo per un attimo, quando viene guardata;
3) Se lui si avvicina, tiene il corpo orientato nella sua direzione e, contemporaneamente, abbassa lo sguardo con fare “timido”.
4) Anche se lui dice qualcosa di scontato alle prime battute, lei sorride e porta sempre nuovi argomenti di conversazione.
5) Lo tocca con dei pretesti come per aggiustargli il colletto o per attirare la sua attenzione, mantenendo poi il contatto per qualche secondo;
6) Nel conversare, espone il palmo della mano e piega il polso all’indietro o si tocca il petto o la spalla con il polso piegato;
7) Si accarezza l’avambraccio o si ravvia i capelli;
8) Soprattutto durante il contatto visivo, si passa la lingua sulle labbra o tiene un dito in prossimità della bocca mentre lo ascolta;
9) Porta più volte lo sguardo alle sue mani e alle sue labbra (esprimono il desiderio di toccare o di baciare);
10) Si inclina verso di lui con il busto e socchiude leggermente o per qualche istante gli occhi (indica disponibilità e arrendevolezza).

Dieci modi di “dire no”, senza dirlo::

1) E’ sempre incollata alle amiche o al gruppo con cui esce.
2) Volta la testa o lo sguardo non appena si accorge che lui sta guardando;
3) Lo guarda fissamente negli occhi se lui fa cenno di farsi avanti;
4) Da troppo peso alle battute d’esordio e rimbecca l’interlocutore se dice qualcosa di ovvio o di poco originale;
5) Tiene le braccia conserte mentre dialoga con lui;
6) Fa con grande frequenza gesti come sfregarsi il naso, togliersi pelucchi dalla maglia o spazzolare la cenere dal tavolino;
7) Tiene il busto rigido, l’espressione neutra e non annuisce quasi mai
8) Se lui fa un complimento, mostra un’aria scettica o mette in dubbio la sua sincerità;
9) Si scosta o tira indietro testa o tronco se lui si fa più vicino;
10) Sin dall’esordio della conversazione, gli racconta subito fatti ed esperienze piuttosto personali.

Marco Pacori, Psicologo-Psicoterapeuta

Fonte http://www.linguaggiodelcorpo.it/seduzione/

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