Posts Tagged ‘- Sessualità’

D’estate si scatenano le cinquantenni

11 agosto 2010

Uomini attenti: sotto il solleone estivo le donne, soprattutto cinquantenni, vogliono mettere alla prova il proprio sex appeal e non escludono il tradimento.
Cervi a primavera? Forse, ma certamente il rischio è maggiore d’estate, perché è proprio la stagione calda a favorire le occasioni di tradimento da parte del gentil sesso: « In estate le ore di luce sono maggiori e ciò influisce sull’umore, si ha più voglia di stare all’aperto e le opportunità di incontro aumentano La frequentazione di posti all’aperto, la vista di corpi scoperti e abbronzati stimola notevolmente il desiderio» spiega la dottoressa Elena Sorrento, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa.

E quando la pelle è più scoperta è aiutata anche la chimica della passione, i feromoni sono più facilmente percepibili dai sensi e danno vita a vere e proprie alchimie: « L’ormone principalmente imputato nel tradimento femminile è l’estradiolo, ribattezzato Marilyn Monroe. Elevati livelli di quest’ormone rendono le donne più attraenti e seducenti» conferma la sessu
Il tradimento d’estate è donna e ha soprattutto cinquant’anni. A a questa età, infatti, in lei aumenta la voglia di avventure. Il perché non è così difficile da intuire: « Mariti spesso troppo distanti sia fisicamente sia psicologicamente, il bisogno di sentirsi sempre attraenti, di suscitare interesse, di avere conferme su se stesse e recuperare l’autostima minacciata dall’età, in una società che non concede segni di cedimento» spiega la Sorrento.

Uomini attenti quindi a quando la moglie va in vacanza: potrebbe cedere a una tentazione, convinta che non le capiterà mai più, oppure potrebbe diventare una vera e propria traditrice compulsiva, per la quale ogni occasione è buona o arrivare, addirittura, a portare avanti più storie contemporaneamente. Cose da uomini? Forse, ma « Il tradimento femminile non è più dettato solo dall’innamoramento ma anche dal puro piacere di vivere una trasgressione» avverte la psicologa.

Fonte: http://www.sanihelp.it

Bibliografia

Affettività ed emotività nella terza età

25 novembre 2009

Anche se la personalità è un fattore psicologico relativamente “stabile” nel tempo, in condizioni normali d’ invecchiamento fisiologico, nella senescenza anche gli affetti e le emozioni subiscono delle varianti. L’affettività muta sia per quantità, sia per qualità. In primis si nota una riduzione del coinvolgimento emotivo soggettivo, rispetto agli eventi pregressi che in passato destavano reazioni forti; si evidenziano espressioni meno evidenti (endogeno).

In secundis, l’attenzione emotiva si polarizza su determinati eventi perchè, non dal contesto sociale, l’anziano è immerso nelle problematiche personali: cioè dal suo benessere fisico e psichico e dal suo status economico e sociale. Pertanto si nota una prevalenza di egocentrismo sempre più accentuato.

A differenza della personalità del giovane che è di tipo centrifugo, proiettata verso l’esterno e verso il futuro, la personalità dell’anziano è centripeta, proiettata internamente verso il proprio Io, con ricordi, esperienze e sentimenti che lo caratterizza. L’affettività è incentrata al proprio presente e al proprio corpo che, come spesso succede, diventare oggetto di somatizzazioni fantastiche o preoccupazioni ipocondriache o il tramite tramite cui relazionale all’esterno per attirare le attenzioni altrui.

Quest’utilizzo “ad personam” non significa che per l’anziano i legami affettivi e le relazioni interpersonali non esistano o minime; al contrario, l’anziano è in grado di amare e ha necessità di essere ricambiato, di ricevere attenzioni e affetto. Gloi studiosi hanno più volte ribadito che a qualsiasi età, rapporti affettivi soddisfacenti agevolano un’attività psichica integralmente efficiente e una giusta motivazione alla vita.

In questo periodo della vita la sessualità continua a rappresentare un importante aspetto della vita affettiva. La perdita o riduzione della capacità riproduttiva non costituisce motivo di rinuncia all’atto sessuale, che continua a rappresentare fondamentale espressione psico-fisica di una relazione consapevole basata sull’amore. Le mutazioni fisiologiche, funzionali e anatomiche, che si riscontrano durante la terza età non sono per lungo periodo invalidanti da rendere la persona avanti negli anni inidonea ad attività sessuale; lo confermano i risultati di alcune recenti statistiche, il rapporto sessuale coniugale tra le persone anziane è abbastanza frequente.

Tra gli elementi che condizionano e determinano una diminuzione o una sospensione del rapporto sessuale troviamo le motivazioni psicologiche o relazionali. Ad esempio l’alto numero di anziani che sono rimasti vedovi/e, per la morte del coniuge. Per questi e per coloro che vivono ancora in coppia possono avere un importante effetto inibente i pregiudizi e gli stereotipi culturali che vedono l’anziano come asessuato, privo di desideri sessuali, immerso nella “pace dei sensi”. L’influenza generata dai luoghi comuni appena citati sugli anziani possono essere quelli della vergogna e del senso di colpa per avere ancora esigenze e pulsioni del genere.

L’insorgenza di alcuni disturbi sessuali, quali l’impotenza secondaria, l’incapacità iaculatoria, il vaginismo, può essere legata a tali vissuti, o a una reazione ansiosa e fobica di fronte alle modificazioni fisiologiche indotte dall’età (erezione più lenta e meno vigorosa, minore lubrificazione vaginale) che, se serenamente accettate, non costituiscono ostacolo all’attuazione dell’atto sessuale.

Diverse persone anziane rinunciano all’attività sessuale per eliminare gli insuccessi, o le frustrazione e il confronto vissuto come sconfitta personale. Ciò vale per le coppie di coniugi anziani, ma, a maggior ragione, per gli le persone anziane rimaste sole, per le quali un nuovo compagno e il timore di non essere all’altezza possono portare ad un notevole stato d’ansia.

I cambiamenti affettivi ed emotivi incidono notevolmente e si sommano a quelli cognitivi che oltre a deteriorarsi concorrono con le distorsioni ad aggravare ulteriormente il decadimento fisico e la malattia. Il tutto si mescola in un sinergismo negativo che modifica le preesistenti abilità sociali e l’efficienza dell’età matura.

La progressiva “fragilità” della persona anziana, entro certi parametri, può essere favorevolmente sostituito da risorse ancora esistenti ed attivabili, ma, nel contempo, bisogna considerarel’impatto cui l’anziano va incontro quando, qualora collocato in un contesto, si trova a dovere affrontare l’immagine, la funzione, ma soprattutto l’importanza che gli viene oggi riservata nella cultura e nella struttura sociale.

(Dott.ssa Mariagabriella Corbi)

Fonte: http://www.laprevidenza.it

Bibliografia

L’Amore, la Sessualità: non hanno Età

Fiori di Bach per la Terza Età

Può il desiderio sopravvivere al tempo che passa?

12 maggio 2009

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Perché il desiderio duri, bisogna agire con calma…

L’appetito sessuale può sopravvivere al tempo che passa? Sì, sostiene lo studioso Philippe Brenot, se non rinchiudiamo l’altro in una relazione soffocante…

I concetti chiave

- Evitare le trappole: la sessualità può essere rovinata da possessività, mancanza di libertà, dipendenza, bisogno di esclusività, egoismo.

- Capire il desiderio dell’altro: per essere bene assortiti i partner devono dare la stessa importanza a sessualità, desiderio e godimento.

- Accettare le differenze: il desiderio del maschio non è compromesso dalle preoccupazioni quotidiane, nella donna ansia e rabbia limitano la libido.

PSYCHOLOGIES: Il desiderio può sopravvivere al tempo che passa?

PHILIPPE BRENOT: In una coppia costruita su una modalità di fusione, con il tempo può estinguersi. Una volta superata “l’allucinazione dell’innamoramento“, che dura almeno due anni, la sessualità si indebolisce. Se condividiamo tutto, ci diciamo tutto, facciamo tutto insieme, il desiderio sessuale finisce per languire. La sessualità non sopravvive alla possessività, alla perdita di libertà, alla dipendenza, al bisogno di esclusività… Viceversa, una coppia matura, composta da due persone davvero autonome, può riuscire a vivere una sessualità completa e appagante. Se lasciamo le nostre relazioni infantili per entrare nel mondo delle relazioni mature, se aderiamo alla concezione dell’amore del filosofo Spinoza: “Godo a vederti vivere, indipendentemente da quello che decidi, sono felice che tu sia autonomo, vorrei che i miei desideri e i tuoi si incontrassero“, il desiderio sessuale può sopravvivere.

Per mantenere una sessualità soddisfacente, bisogna coltivare la volontà?

La volontà non aiuta l’evoluzione dell’intimità sessuale. Ciò che conta è che entrambi diano la stessa importanza alla sessualità, al desiderio e al godimento. L’importante è capire come si articola il desiderio dell’altro. In generale, osserviamo che nell’uomo il desiderio è eccitato dalla vista; nelle donne, dall’udito. Queste ultime sono sensibili alla voce e al discorso amoroso. Hanno voglia di essere affascinate dalle storie che i loro amanti raccontano. Variare il piacere è una buona arma contro la routine? Ciò che conta è di essere presenti, sempre attenti al proprio partner. Per fare bene l’amore, bisogna avere tempo. L’eccitazione della donna è più lenta a manifestarsi e a emergere.

Lo stress quotidiano non è incompatibile con una sessualità rigogliosa e duratura?

Quando un uomo rientra preoccupato per il lavoro, per distendersi e “staccare”, il suo primo istinto è quello di fare l’amore. Il suo desiderio sessuale la sua libido non entrano in competizione con le sue preoccupazioni quotidiane. L’uomo può concentrarsi sul proprio desiderio e astrarsi da tutto il resto perché la sua sessualità è pulsionale. Nella donna, invece, è il contrario. La “cerebralizzazione” delle preoccupazioni, i litigi, la tristezza, la rabbia, entrano in conflitto con la sua libido.

Esistono dei comportamenti “ammazza-desiderio”?

L’egoismo è un esempio. Oggi le donne sono più consapevoli del proprio desiderio sessuale e del proprio corpo, hanno voglia di partner attenti. L’assenza di dialogo è un altro esempio. La maggior parte degli uomini non ha idea di cosa desideri la donna con la quale condividono la vita perché… non glielo chiedono! Anche la passività danneggia la libido. Perché una coppia evolva, è necessaria una reciproca curiosità, un desiderio di scoprire i territori intimi dell’altro, di prendere l’iniziativa…

Alcuni blocchi psicologici possono impedire all’alchimia tra i corpi di funzionare?

L’immagine che si ha del proprio corpo influenza il modo di vivere la sessualità. Le persone che hanno dei complessi, che non danno importanza al corpo e che fanno l’amore solo per accontentare il proprio partner non evolvono sessualmente. Anche la stima di sé è un parametro importante. Il sentimento di non essere degni d’amore impedisce la condivisione del piacere, del godimento. E questi blocchi riguardano essenzialmente le donne.

Ma dovranno pure esistere delle “ricette” per preservare la relazione sessuale?

La qualità di una relazione sessuale dipende da quella della relazione affettiva! Perché la sessualità rifiorisca in una coppia in difficoltà, i terapeuti non utilizzano dei “trucchi tecnici” per aumentare la libido. Si accontentano di fornire strategie per riattivare il clima amoroso. Di quali strategie si tratta? I due partner devono lavorare per ritrovare i momenti di intimità, di seduzione e di sensualità che esistevano all’inizio della relazione. Invitarsi a cena, trascorrere weekend insieme, farsi delle sorprese, dei regali, provare di nuovo il desiderio di sedursi, di piacersi e di ricreare un clima eccitante.

Catherine Marchi

Fonte: http://www.psychologies.it

Bibliografia

La Nostra Sessualità

L’Intelligenza Erotica

Musiche dell’Eros – CD

Fantasie Erotiche

29 marzo 2009

sexoplacermorbosexsexesexualamorypasioninternetblogrelacionesamorosaslovesexobesoscariciasQuando parliamo di immaginario erotico ci riferiamo a fantasie che hanno quale obiettivo l’eccitazione sessuale. Non tutti i pensieri che hanno quale oggetto l’ambito della sessualità possono essere definiti “fantasie erotiche”.

Alcuni pensieri infatti hanno, per il soggetto che li vive, carattere intrusivo ed ossessivo e rientrano in un quadro patologico. Una fantasia erotica, di per sé, rappresenta una normale attività dell’organismo funzionale al raggiungimento dell’eccitazione.

Può però assumere forma parafiliaca (il termine parafilia è l’attuale nomenclatore utilizzato per indicare quei comportamenti noti come “perversioni sessuali”) quando il soggetto non può fare a meno di ricorrere ad una specifica fantasia o ad uno specifico comportamento sessuale per eccitarsi. Ad esempio nella scatologia telefonica (telefonate oscene) l’unico modo che una persona ha per eccitarsi è poter mettere in atto o fantasticare tale comportamento.

Non è però il contenuto della fantasia ad essere di per sé patologico quanto la forma che assume, ovvero come la persona si organizza in funzione delle proprie fantasie.
Distinguiamo comunque la pura fantasia ovvero i pensieri, idee e desideri dal comportamento sessuale che rappresenta il passaggio all’atto. Alcune fantasie che il soggetto vive come erotiche possono diventare patologiche nel passaggio all’atto come la zoofilia (sesso con animali), la scatologia telefonica, la violenza sessuale mentre potrebbero essere “normali” fantasie quando rimangono tali. Ad esempio diverse donne fantasticano di subire violenza sessuale ma, nella realtà, non vivrebbero mai tale situazione né la considererebbero erotica.

Va sottolineato che l’immaginario erotico è fortemente condizionato da fattori psico-sociali relativi ad una cultura o sub-cultura di appartenenza. Fattori psicologici, sociali, culturali (e “morali”) oltre che fattori biologici sono quindi alla base dell’espressione dell’immaginario erotico di ogni persona.
La sessualità come normale attività dell’organismo può assumere quindi forme estremamente variegate e non si riduce, nell’essere umano, ad una semplice e fredda attività copulatoria finalizzata esclusivamente alla procreazione come accade nella maggior parte degli animali.

In una ricerca sulle fantasie erotiche maschili e femminili condotta dal Centro Studi e Ricerche in Psicologia Emotocognitiva diretto dal Dott. Baranello del gruppo SRM Psicologia è stato chiesto agli intervistati di indicare la loro principale fantasia erotica. Dai dati del sondaggio condotto on-line emerge che tra tutte le fantasie quelle più comuni riguardano il sesso di gruppo (ben il 36% degli intervistati), seguono quelle legate a specifiche situazioni (10%) insieme a fantasie di prestazione (10%).

Esibizionismo (mettersi in mostra) e Dominare o essere dominati sono indicate come fantasie principali nel 5% dei casi. Il 4% del campione esprime fantasie quali essere legati o bendati, scambio di coppia, voyeurismo e fantasie omosessuali (in soggetti eterosessuali). Altre fantasie come l’attenzione sessuale verso specifiche parti del corpo (particolarismo), il feticismo e l’uso di oggetti, sadismo e masochismo, avere rapporti contro la propria volontà, avere rapporti con un “transgender”, avere rapporti con animali (zoofilia), avere rapporti con persone di razze o etnie diverse dalla propria (sesso interrazziale) sono più o meno equamente distribuite nel campione ma rappresentano basse percentuali ricordando sempre che è stato chiesto di indicare esclusivamente la fantasia erotica principale.

L’alta percentuale di fantasie relative al sesso di gruppo ha richiesto un’ulteriore specificazione, infatti in “sesso di gruppo” sono indicate sia le fantasie orgiastiche (più di tre persone non limitate a coppie) che il “sesso a tre”. Nel campione generale il 31% ha fantasie relativa a “sesso a tre” e soltanto il 5% relativo ad “orgia”. Se analizziamo il campione dividendolo in uomini e donne scopriamo dati davvero interessanti. Tra chi ha espresso fantasie orgiastiche il 70% sono uomini ed il 30% donne mentre le percentuali sono quasi equamente distribuite quando si parla di “sesso a tre” (45% donne e 55% uomini). Specificando ulteriormente abbiamo scoperto che nelle donne eterosessuali che esprimono fantasie relative a “sesso di gruppo” ben il 75% dichiara di poter avere rapporti sia con gli uomini che con le donne presenti nella situazione mentre soltanto il 25% degli uomini dichiara lo stesso. Anche quando le fantasie erotiche sono di tipo omosessuale in soggetti eterosessuali la distribuzione percentuale è la stessa (75% donne, 25% uomini). Questo dato spiegherebbe il motivo dell’uso frequente di immagini di rapporti omosessuali tra donne (e meno tra uomini) in film, video musicali e pubblicità con target sia femminile che maschile.

Un’altra differenza tra uomini e donne riguarda le fantasie di prestazione e situazionali. Le donne esprimono più frequentemente fantasie legate a situazioni specifiche (sesso nella vasca da bagno, in ascensore, in un camerino di un negozio, davanti al camino, in un prato, ecc.) mentre negli uomini sono più comuni fantasie di prestazione (sesso anale, sesso orale, specifiche posizioni, ecc.). Questi dati risultano ancora più evidenti tra gli intervistati più giovani e con minore esperienza sessuale. Le fantasie di violenza o di essere presi con forza e contro la propria volontà sono più comuni tra le donne così come le fantasie di esibizionismo mentre quelle voyeuristiche e lo scambio di coppia (scambiarsi i partner ma non sesso di gruppo) sono più comuni tra gli uomini. Nella maggior parte dei casi le fantasie erotiche rimangono esclusivamente pensieri e desideri che vengono utilizzati per eccitarsi o per accompagnare la masturbazione e/o il rapporto sessuale.

In un’alta percentuale di casi le fantasie vengono comunicate al partner sessuale ed utilizzate dalla coppia. La maggior parte degli intervistati dichiara di non aver mai realizzato concretamente la fantasia (soprattutto quelle che coinvolgono altre persone oltre la coppia) ma desidererebbe farlo. Di fatto comunque il desiderio di realizzazione sembra essere parte integrante della fantasia stessa. Chi invece ha messo in pratica la propria fantasia raramente dichiara di non aver apprezzato l’esperienza. Tra chi ha praticato sesso di gruppo (tre o più persone) soltanto la metà lo rifarebbe dichiarando comunque l’esperienza piacevole. Come abbiamo detto la maggior parte delle persone che ha partecipato al sondaggio dichiara di aver comunicato la propria fantasia al partner.

Altri dati relativi alla nostra esperienza clinica indicano però che molte persone hanno difficoltà ad accettare il contenuto di alcune fantasie del proprio partner soprattutto quando nella fantasia sono coinvolte altre persone. Alcune persone pensano infatti che una fantasia erotica sia l’espressione di un desiderio che si vorrebbe realmente concretizzare. Così molti uomini ancora temono l’idea che la propria partner possa fantasticare situazioni orgiastiche o sesso con altri uomini. In realtà i dati a nostra disposizione dimostrerebbero che l’intenzione di realizzare la propria fantasia altro non è che parte della fantasia stessa. Raggiunto lo scopo per il quale la fantasia è stata prodotta (desiderio-eccitazione-orgasmo) la stessa fantasia perde, in quel momento, il suo valore erotico.

Fonte: Baranello, M., Sabatini, E.
Fantasie Erotiche. Psicologia dei Comportamenti Sessuali
SRM Psicologia Rivista (www.psyreview.org).

Bibliografia

Orgasmi – Come Averli e Farli Durare

Le 10 Regole per Dare Piacere a un Uomo

Le 10 Regole per Dare Piacere a una Donna

Il benessere nella sessualità della coppia

29 marzo 2009

48146590fj7zx5Il sesso tra noi Occidentali assomiglia spesso ad una prova, ad una prestazione che, in quanto tale, richiede competitività con se stessi e con il partner. Sembra quasi che si verifichi un trasferimento della competitività dalla vita e dal lavoro alla sfera sessuale. Non a caso si parla di ”prestazioni” sessuali. L’obiettivo, che diventa però allo stesso tempo anche la nostra difficoltà, è quello di raggiungere un risultato: l’erezione, l’eiaculazione, l’orgasmo proprio e del partner…

Un’altra caratteristica che contraddistingue la nostra cultura è il diffondersi di un malsano Narcisismo, che va a scapito del rapporto di coppia. Non ci si riesce a imporre più un limite ed ecco allora che fitness, dieta e massaggi “corrompono” le nostre menti con il solo scopo di piacere agli altri….e a noi. Ecco allora il diffondersi di un “effetto Narciso”, come lo definisce la Dott.ssa G.Schelotto, psicoterapeuta della coppia, “da cui sono pervasi sia uomini che donne: entrambi i sessi, per motivi diversi, entrano in contemplazione del proprio corpo dedicando al fisico un’attenzione spasmodica, fine a se stessa e che li condanna a negarsi all’altro”. Aggiunge inoltre che “le donne sembrano aver modificato le proprie aspettative affermando di cercare nel fitness o nei viaggi gratificazioni che un tempo trovavano altrove”. Certo questo fa pensare tanto! “Se questa tendenza si dovesse affermare – avverte la studiosa – il sesso potrebbe smettere di essere il più potente mezzo di comunicazione fra uomini e donne.”

Nelle coppie il sesso assume diverse valenze e, spesso, di carattere non sessuale, ma di sonnifero, di antidepressivo, di risoluzione di litigi, di prova d’amore, di momento di rassicurazione e di possesso… Esistono, quindi, molte coppie che non sanno esprimere una sessualità piacevole. Il sesso per loro diventa un problema! E difficilmente porterà i due partners al piacere e…al raggiungimento del loro benessere psicofisico. Ma il sesso, invece, deve dare piacere, deve essere funzionale alla felicità della coppia! E ciò avverrà solo se si rispetteranno le sue caratteristiche di gioco, di comunicazione, di intimità. Di fatto la sessualità si prepara fuori dal letto, negli atteggiamenti della vita quotidiana. Ecco così che nascono e crescono siti interamente dedicati alle tematiche della sessualità e ai problemi della coppia, che trattano la questione in maniera seria e approfondita, dando consigli e sostegno. La Psicologia e la Sessuologia, scienze relativamente giovani, hanno avuto notevoli sviluppi negli ultimi anni. Molti disturbi o patologie possono essere curate con successo attraverso tecniche psicoterapiche convalidate da anni di studi e ricerche. Con la Psicologia del benessere, in particolare, ci si prefigge come scopo quello di sostenere l’individuo nel suo percorso di vita, agevolandolo nelle scelte a lui più congeniali; si promuove lo sviluppo delle condizioni interiori ed ambientali, favorevoli alla conquista di uno stato di serenità globale e duratura. Ovviamente non si può dire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato a priori, emettendo così un giudizio, o meglio, un pregiudizio.

Il fattore più importante che deve essere presente è la consapevolezza. Bisogna scegliere consapevolmente assecondando le proprie motivazioni personali, senza implicazioni sociali o religiose. Bisogna sapere ciò si vuole e conoscere le loro conseguenze su diversi piani: emozionale, psicologico, sociale. La consapevolezza si impara con l’esperienza, anche se la conoscenza di certe dinamiche può essere di aiuto nella crescita personale. Quanti desideri che spesso abbiamo non li mettiamo in pratica per paura o “perché non si devono fare”. Stando fermi sulle proprie paure e sui propri pregiudizi non si potrà mai conoscere il mondo che ci circonda e quella realtà ancora più ampia che è la nostra dimensione interiore. Come si sa, si teme meno ciò di cui si conosce la natura: ed allora, Ascoltare, Comprendere, Interpretare le proprie emozioni, assume un significato fondamentale nel nostro cammino verso il benessere.

D’altra parte, anche nel rapporto sessuale c’è un interscambio di emozioni, energie che influiscono profondamente sul nostro inconscio, sul nostro comportamento, a seconda del tipo di energia che mettiamo in esso. Lo stimolo per il benessere sessuale della coppia può venire dalla nostra fantasia. Le fantasie sono spesso parte dell’universo più intimo di una persona e il pudore ci spinge a nasconderle. Non bisogna porre dei limiti alla vita a due, ma accettare le fantasie nostre e quelle del partner, per migliorare l’intesa sessuale della coppia. Non bisogna tenere nascosto completamente al partner i nostri desideri più segreti, ciò può generare senso di colpa o imbarazzo; né considerare la fantasia un tradimento della persona amata.

La repressione dei nostri giochi preferiti implica un peggioramento dell’intesa, quasi un blocco del piacere. Questo atteggiamento è da evitare. Il rapporto migliore con le proprie fantasie è accettarle e condividerle con il partner, quando questo sia possibile. Un buon equilibrio tra il nostro cervello e la vita sessuale porta ad un rapporto più bello e completo.

Purtroppo in questa era dei fast food stanno cambiando anche le modalità di amare: è l’epoca del “fast love”. Si consumano performance rapidissime, dai 3 ai 7 minuti, contro i 10-15 minuti della media, e nei posti più impensati, magari anche con il rischio di essere visti (camerini di prova dei negozi, nelle toilette di bar e ristoranti, nei bagni turchi, nelle palestre, negli uffici…).

A livello prettamente fisiologico, le ultime ricerche hanno scoperto che sarebbero gli ormoni contenuti nel seme maschile a migliorare l’umore, riducendo il rischio di depressione. Lo sostiene uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di New York. L’équipe, coordinata da Gallup, psicologo della State University di N.Y., ha misurato la ”soddisfazione femminile”, utilizzando una scala di valutazione della depressione su circa 300 newyorkesi. Le donne che avevano rapporti senza preservativo sono risultate le più felici, seguite da quelle con partner che usavano il profilattico saltuariamente e infine da quelle per il cui il condom era una regola. Le donne costrette a periodi di astinenza sono risultate maggiormente soggette a rischio depressione. Un risultato che i ricercatori spiegano così: ”lo sperma contiene diversi ormoni in grado di influire sull’umore, come testosterone, estrogeni e prolattina. Alcuni di questi rimangono nel sangue della donna per ore dopo il rapporto, aiutandola a vedere tutto rosa”. Attenzione però, avverte Gordon Gallup, questo non è un invito a fare sesso senza profilattico”.

Ma dopo tutto questo parlare, perché non ci domandiamo se siamo davvero felici? Perché non ci fermiamo ed ascoltiamo il nostro corpo…la nostra mente…. Riscopriamo l’importanza ed il valore dell’intimità, dell’ascolto dell’altro, della sessualità vera e propria! Spogliamoci dei pregiudizi sociali e morali e proviamo a distinguere tra sesso e sessualità: riscopriamo i sentimenti di amore, riscopriamo il desiderio! Soprattutto, ridiamo armonia alla relazione di coppia! Ridiamo vita ad una situazione intima in cui non ci sia l’ansia di ottenere un risultato, ma che sia rilassante.

Partiamo, quindi, dal cambiare il nostro agire mentale, riscoprendo la nostra interiorità! E perché no, proviamo a prendere spunto dall’oriente dove calma e meditazione rappresentano i punti cardini del loro pensiero! Concentriamoci su un approccio corporeo caldo e sensuale che porta allo stabilirsi dell’unità della coppia, così come avviene in quella che possiamo definire una filosofia: il “sesso tantrico”. Avvicinandosi ad esso emergono tutti gli errori commessi in un rapporto sessuale, insieme alle motivazioni psicologiche e culturali che ne sono alla base. Ma cosa si intende esattamente per Tantra e per sesso tantrico? Il Tantra è una corrente religiosa nata in India intorno al 400 a.C.

Il tantrismo vede l’estasi sessuale come metafora per la trascendenza religiosa, in quanto l’unione con un’altra persona è un modo di accendere la scintilla della natura-Buddha di un individuo. Quando si parla di sesso tantrico si fa riferimento all’orgasmo cosiddetto ”di valle”, caratterizzato paradossalmente dal fatto che capita di non arrivare all’orgasmo perché non se ne sente il bisogno anche se si può avere una normale eiaculazione. Bisogna lasciare andare le proprie sensazioni. Il meccanismo che si innesca è essenzialmente fisiologico e si collega ad una situazione psicologica preesistente di relax. Quando, infatti, si è tenuta la posizione per un periodo di almeno trentacinque minuti avviene una reazione fisica che fa sì che le onde cerebrali dei due amanti si sintonizzino su un livello comune e molto calmo. In altre parole una reazione fisiologica, un cambiamento fisico che avviene dentro il nostro corpo.

Non bisogna considerare l’esperienza tantrica come un qualcosa di mistico, ideale, mentale. Di che si tratta allora? Ebbene, quando una persona è attivamente impegnata a fare qualcosa ed è tesa, il cervello lavora su un ritmo di onde corte e veloci. In questo stato la capacità di percepire sensazioni piacevoli da parte del corpo è bassa perché la mente ha bisogno di molta energia, tolta al corpo e agli organi vitali. Se ci si rilassa il ritmo del lavoro cerebrale diventa più lento e le onde che lo contraddistinguono si allungano. In questo stato le energie consumate dalla mente sono pochissime e l’organismo può utilizzare tutte le forze disponibili per ottimizzarsi e curare eventuali disfunzioni. Nel caso di una coppia che prova l’esperienza del sesso tantrico le onde cerebrali non solo rallentano ma si sintonizzano sulla stessa ”lunghezza d’onda”. Insomma bisogna dare a sè stessi e al proprio corpo il tempo di sintonizzarsi con il partner.

Un’altra disciplina orientale che insegna a vivere meglio la nostra sessualità è lo “Yoga dell’Estasi”. Esso insegna a rafforzare i muscoli pelvici, garantendo prestazioni senz’altro migliori, con una migliore irrorazione di sangue delle zone genitali rendendole più sensibili e rendendo molto più elastica la regione lombare. L’effetto rilassante, che in generale dà questa disciplina, è necessario per calmare i ritmi sempre più convulsi e stressanti della nostra vita quotidiana. Lo Yoga dona pace e tranquillità rieducandoci con dolcezza a ritrovare dei ritmi più a misura d’uomo. Questa disciplina, proprio per queste sue caratteristiche, ci consente di riappropriarci del corpo e dell’anima.

Ma se da un lato la filosofia orientale ci porta a vivere pienamente le sensazioni e le emozioni, dall’altro non si può sottovalutare il valore e l’impatto sessuale che il cibo ha su mente e corpo. Il cibo è un tranquillante naturale, produce endorfine, ci calma e ci distende. Non mangiando diventiamo suscettibili, nervosi e meno disposti ad abbandonarci al piacere. Cala il desiderio e le energie si riducono. Agli italiani bisogna riconoscere, infatti, il merito di assegnare al cibo un importante valore tanto da diventare una potente arma di seduzione!

Dott. Luigi Mastronardi (psicologo e psicoterapeuta; docente nel Corso di Perfezionamento in Psicoimmunologia nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “La Sapienza” di Roma)

Fonte: www.vivailfitness.it

Bibliografia

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